domenica, giugno 24, 2007

Soba: il perfetto cibo estivo

Quando le giornate iniziano a farsi sempre piu' calde, viene voglia di mangiare cose fredde, o se non altro tiepide. Minestroni fumanti, polenta, bagna caoda et similia fanno sudare solo a pensarci. Ed ecco che iniziamo a riscoprire i nostri repertori personali di ricette estive: insalate di pasta o di riso, insalatone di verdura, panini, pinzimoni, ecc.
La cucina giapponese e' particolarmente ricca di piatti ideali che portano un po' di sollievo nelle giornate piu' torride.
Un esempio di piatto giapponese deliziosamente estivo e' la soba. La foto che vedete in alto ritrae della soba che ho preparato una sera per festeggiare il ritorno di mio marito a casa, dopo un viaggio di lavoro all'estero. Al centro c'e' lo zaru (vassoietto di bambu') con la soba e le striscioline di nori, a sinistra il riso bianco caldo, in alto a destra un sobachoko (coppetta apposita da usare per la salsa che accompagna la soba) con la salsina, e vicino un oshibori. In alto a sinistra, invece, un piccolo piattino per eventuali condimenti extra.

Il termine soba fa riferimento a spaghettini giapponesi leggermente marroncini, preparati con farina di grano saraceno.

Gli spaghettini soba possono essere consumati sia caldi che freddi, e possono essere cucinati in tanti modi diversi, ognuno con un proprio nome specifico.
La soba calda viene generalmente servita in brodo, mentre quella fredda viene fatta prima raffreddare ovviamente, e successivamente viene scolata e poi servita su un vassoietto di bambu'. Il commensale intinge poi bocconi di soba fredda dentro una salsina apposita di cui parlero' a breve.
In alto vedete un pacchettino di alga nori essiccata e tagliata a striscioline, e vicino una confezione di spaghettini soba.
Generalmente le confezioni di soba contengono gli spaghettini suddivisi in porzioni (come potete vedere nella foto; vedete come la soba e' suddivisa in mazzetti legati con un'etichetta nera?) da circa 100 grammi l'una.
Solitamente si cuoce una porzione per persona, ma poi ovviamente ognuno si regola in base al proprio appetito e in base anche al numero di altre portate presenti durante il pasto.

Qui in Giappone la soba e' un alimento molto amato e consumato con grande frequenza. Vi sono ristoranti specializzati solo in piatti a base di soba, ma anche in altri ristoranti si puo' comunque gustare questa squisitezza culinaria.
Nei supermercati la soba viene venduta sia secca (come quella che ho comprato io), che fresca.

Ovviamente, chi e' capace e ha tempo, se la fa in casa, ma c'e' talmente l'imbarazzo della scelta per quanto riguarda i tipi di soba disponibili sul mercato, a prezzi veramente popolari, che l'idea di farla in casa non mi passa nemmeno per l'anticamera del cervello, a dir la verita'.
Magari il giorno che lasceremo il Giappone (sob!), allora provero' a farla fresca. Ma per il momento voglio mangiare la vera soba dei giapponesi, in Giappone!!

Le striscioline di nori servono come guarnizione da mettere sopra la soba prima di servirla, proprio come ho fatto nella prima foto che vedete su in alto.

Per la cottura della soba, basta riempire una pentola per la pasta d'acqua e portarla ad ebollizione. L'acqua non va salata anche perche' la salsina che si utilizza e' particolarmente salata gia' di suo.
Quando l'acqua inizia a bollire, si puo' mettere a cuocere la quantita' desiderata di soba. Dopodiche' si abbassa la fiamma in modo da far solo sobbollire l'acqua, non bollire!
Io di solito mi servo di un paio di bacchette lunghe da cucina per girare la soba, ma anche un forchettone di legno o di metallo andranno benissimo. L'importante e' girare con delicatezza per non rompere gli spaghettini.

I tempi di cottura variano da marca a marca, ma soprattutto variano in base allo spessore. La soba che prendo io e' abbastanza sottile e ha un tempo di cottura di 6 minuti.
Trascorso il tempo di cottura, scolare immediatamente la soba e rimetterla nuovamente nella pentola. Riempire la pentola d'acqua fredda, e lasciare la soba a mollo per qualche minuto per darle il tempo non solo di raffreddare, ma anche di liberarsi di quell'odore caratteristico che ha la soba durante la cottura (odore di farina integrale).
Scolare ancora una volta la soba, e risciacquarla sotto acqua corrente fredda, facendo attenzione che gli spaghettini non si rompano. Sciacquarla molto bene fino a quando si sara' raffreddata completamente, dopodiche' scolarla ancora una volta e servirla.

La soba fredda viene generalmente servita sugli zaru, ovvero vassoietti di bambu' molto carini, disponibili in forme e dimensioni diverse.
Ecco uno dei miei zaru:
Come ho appena detto, di zaru se ne trovano di vari tipi. Spesso se ne trovano certi dalla forma rotondeggiante e fatti interamente di bambu', mentre i miei hanno solo la base di questo materiale, ma il resto e' di plastica nera laccata. Uno vale l'altro, insomma. E' una questione di gusti. Questi mi piacciono particolarmente perche' sono molto eleganti a mio avviso.
Se non avete degli zaru, non e' assolutamente un problema. Potrete tranquillamente servire la vostra soba su dei normalissimi piatti piani.

Parliamo ora della salsina, o sobatsuyu*. Per farla occorrono:
1/2 cup di salsa di soia di ottima qualita'
2 cup di brodo hondashi (brodo giapponese di pesce bonito, tipo sgombro)
3 cucchiai di mirin (vino di riso, tipo sake', ma utilizzato solo in cucina)

Ecco qua i tre ingredienti protagonisti di questo delizioso condimento:
Avevo gia' parlato in un articoletto precendete dell'hondashi (v. Miso! Miso! Miso!). L'hondashi e' l'ingrediente cardine di quasi tutti i piatti giapponesi. Senza di questo si fa ben poco in una cucina nipponica.
L'hondashi si puo' preparare fresco, oppure si puo' utilizzare il preparato in polvere (quello che vedete in alto a destra, nella mitica confezione con la scritta blu su sfondo arancione e bianco).
Si prepara l'hondashi, dopodiche' si aggiunge la quantita' necessaria di salsa di soia e di mirin. Si porta il tutto ad ebollizione e poi si lascia raffreddare.
Io ho lasciato la sobatsuyu raffreddare nella pentola, dopodiche' l'ho travasata in una bottiglia di vetro che ho poi riposto in frigo.

Esistono dei contenitori appositi per servire la sobatsuyu che si chiamano sobachoko, ma se non li avete potrete benissimo usare delle piccole coppette.
Ecco i miei sobachoko:
Quando e' ora di mettersi a tavola, verso un po' della sobatsuyu preparata prima e poi riposta in frigo, dentro questi contenitori.

In tavola porto, quindi, gli zaru con la soba fredda guarnita con le striscioline di nori, i sobachoko con la salsina, e poi altri ingredienti che solitamente si mischiano con la salsina per rendere il tutto piu' saporito. A noi piacciono i cipollotti verdi tagliuzzati fini fini, e un briciolino di wasabi.

In alcuni ristoranti, perlopiu' in quelli piccoli e a conduzione famigliare, assieme alla soba vi portano anche una teiera particolare dalla forma cubica. All'interno non c'e' il te', ma l'acqua di cottura utilizzate per cucinare la vostra soba. A fine pasto, potrete versare un po' di quest'acqua di cottura dentro il vostro sobachoko, e mischiarla quindi alla sobatsuyu che vi e' rimasta, formando cosi' un gustosissimo brodo leggero da bere! Gnam!

Come dicevo prima, la soba viene preparata in talmente tanti modi diversi che e' impossibile elencarli tutti. Quello che vi ho illustrato in questo articoletto e' generalmente noto col nome di zaru soba.

Per concludere, vi invito a prepararvi la soba se l'avete gia' assaggiata e vi piace; ma invito anche coloro che non l'hanno mai assaggiata ad andare in un buon ristorante giapponese, oppure a comprarla in un supermercato di alimentari orientali e a preparsela in casa. La soba e' un'ottima e sana alternativa alle solite insalate di pasta o di riso. Adesso che le temperature si fanno sempre piu' soffocanti, rinfrescatevi la bocca e lo spirito con un po' di deliziosissima soba!
ITADAKIMASU!

*La ricetta della sobatsuyu e' di Ms. Yoshizuka Setsuko.