
Intanto, per non perder tempo, riporto subito le regole del gioco.
Regola 1: postare il regolamento
Regola 2: parlare di otto fatti a caso e curiosi o che non si sono mai raccontati nel blog che riguardino se stessi in un post dedicato
Regola 3: scegliere altre otto persone da incatenare e dire loro che sono state incatenate.
Allora, seguiro' volentieri le prime due regole. E la terza? Eh, sono spiacente ma preferisco spezzare la catena, emulando un po' l'esempio di Annina.
Ho sempre detestato le cosiddette catene di Sant'Antonio, e preferisco interromperle. E poi, anche volendo, non ho abbastanza amiche da incatenare e che non siano gia' state coinvolte nel giochino.
Comunque sia, partecipo lo stesso volentieri, anche se a mio modo, perche' e' una maniera per fare un salto indietro nel tempo e rivivere momenti buffi, spensierati o magari a volte un po' spaventosi (v. la faccenda sulle Fisherman's Friend) che appartengono al nostro passato.
E via con gli otto episodi a caso e curiosi! Vediamo un po'.

Ricordo persino che avevo studiato a memoria tutto un papiro sul caprifoglio e sulle innumerevoli proprieta' di questa pianta!!
Poi, non so come sia successo, la fissazione e' sparita quasi di colpo.

Una sera ho fatto entrare una gatta randagia di nome Augusta (il nome l'avevo scelto io) e che era solita passare vicino casa nostra. L'ho fatta entrare in camera e abbiamo giocato per un po'. Poi ad un certo punto ho pensato fosse una buona idea attaccarle al collo una collanina da rosario, ma non una collanina qualunque! Ne ho usata una antica e che era appartenuta alla mia bisnonna.
Il gatto, ovviamente, non accolse il regalo con grande entusiasmo, e infatti scappo' via con quel bel crocifisso fosforescente che le penzolava dal collo!
E' inutile dire che dopo la fuga di Augusta col rosario, io mi sono beccata da mia mamma una di quelle sgridate sonore e che difficilmente si dimenticano.

Sono corsa in cucina con lo stomaco che brontolava, e senza nemmeno accendere la luce, ho allungato la mano verso un contenitore di legno da cui ho afferrato una bella fetta di pane.
Torno davanti al televisore col mio spuntino; tutta contenta apro la bocca e mi preparo ad addentare. Addento. Mastico. Il sapore non era quello che mi aspettavo di certo da una fetta di pane! Diciamo pure che era un sapore ributtante a dir poco.
Non capisco cosa possa esser successo. Accendo la luce, e con grande orrore mi accorgo che la fetta di pane era completamente ammuffita e verde come una foresta!!!

Mi pare se ne sia accorto, pero' noi, piegati in due dal ridere, siamo scappati via dalla vergogna!

E io, che ero una bambina timida e con le lacrimine in tasca, ci sono rimasta male e con uno sguardo contrito ho consegnato la bottiglietta al tizio, sentendomi come una gran tonta che aveva osato commettere un errore tanto grave!
Tanto in vena di battute infelici il tizio, ma come mai non era stato capace a stapparmi la bottiglia nel momento in cui sono andata a pagarla?

Mia nonna mi disse di non provarci nemmeno perche' dentro la bottiglia c'era una medicina apposta per le piante, e se l'avessi ingoiata mi sarei trasformata in un albero!
Io, talmente piena di rabbia com'ero, la guardai con aria di sfida e tracannai diversi sorsi generosi di quell'acqua.
Al che, mia nonna con un'aria molto tranquilla e calma, mi ricordo' che lei mi aveva avvertita, e siccome non avevo voluto ascoltarla, la trasformazione da essere umano in arbusto sarebbe avvenuta di li' a poco.
In quel momento svani' la mia rabbia, e cominciai realmente a provare un senso di terrore. Gia' m'immaginavo condannata a passare il resto della mia esistenza inchiodata in un giardino, senza poter ne' correre ne' andare in bici. Non avrei piu' potuto rivedere la mia mamma e giocare con le mie amichette, ma sarei stata costretta a passare tutto il tempo li' in quell'angolo di collina, e aspettare che qualcuno ogni tanto mi venisse a dare da bere.
Ovviamente, nell'acqua non c'era niente, e io non mi sono trasformata in albero! Pero' che spavento!! Pfffui!!

Sono scattata in piedi come una molla, e mi sono precipitata in bagno nel tentativo di liberarmi di quella caramella.
Fortunatamente ci sono riuscita. Pero' quell'esperienza e' stata per me cosi' traumatica che ancora adesso evito di mangiar caramelle dure se sono da sola per paura che mi possano finire di nuovo in gola. Ho sempre timore anche ad ingoiare pastiglie.

Da ragazzina avevo una passione smodata per i Queen. Di loro avevo di tutto: dischi e audiocassette (era ancora l'epoca del giurassico), poster, libri, spille, ecc. Ero persino iscritta al loro Fan Club ufficiale di Londra!
Ogni volta che vedevo qualcosa che riguardava i Queen o Freddie Mercury, facevo il possibile per procurarmelo. Spendevo tutti i miei risparmi per comprarmi altri libri su di loro, magliette, calendari, ecc. Insomma, tutti i prevedibilissimi sintomi della classica fissa adolescenziale per cantanti, attori o attrici, ecc.
E ricordo che un'estate ero andata in Spagna con i miei, e in un mercato avevo trovato su una bancarella che vendeva cosmetici e cose varie, un profumino anonimo e da pochi soldi di nome Mercury, che pero' col celebre cantante aveva ben poco a che spartire.
Ricordo che dopo aver provato quel profumo mi veniva voglia di vomitare perche' era veramente terribile. Il classico profumaccio che odora di maglione sintetico sudato.
Nonostante cio', lo comprai lo stesso semplicemente per via del nome! Ahaha. E la cosa piu' buffa fu che mi sforzai di usarlo, anche se mi faceva letteralmente venire i conati di vomito solo ad aprire il botticino; ma tutto cio' non importava: quel profumo lo indossavo, e pure in modo esagerato solo perche' si chiamava Mercury, proprio come il cantante leader del mio gruppo preferito!!
Eh, beata adolescenza!
4 commenti:
Eheh, divertente!^u^
Kiss
Che bello tornare indietro col tempo!
Chi l'ha detto che non è stata ancora inventata la macchina del tempo? Eccola qua! Un paio di ricordi e ti senti di nuovo bambina!
Ciao !!!
mi sa che abbiamo la stessa passione in comune per il bento e il giappone e devo dire che hai un blog stupendo e anche cio' che racconti e' davvero interessante...ti invidio sai che sei in giappone, vorrei venire anche io a visitarlo ma costa troppo purtroppo....l'unica possibilita' che ho e' di farmelo regalare come viaggio di nozze eheheh.
vorrei chiederti un sacco di cose ma ora non vorrei annoiarti, se pero' sei su messengere ti lascio il mio nik cosi' magari ci facciamo una chiaccherata pagliuchina@hotmail.com
un abbraccio meme
Ahahahah! Che carini questi ricordi!
La scena del pane ammuffito poi mi ha fatto sganasciare :)
ChiccoDiRiso
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