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martedì, maggio 26, 2009

Un po' d'Italia...in Giappone

Da che ricordi, ho sempre creduto che dopo una giornata (o un periodo) tempestoso arrivasse puntualmente un po' di sole a rinfrancare lo spirito e a ridare quel tanto di ottimismo che basta per non ricadere a terra.

E anche stavolta non mi sbagliavo.

Giorni fa, in seguito ad un problema di salute che mi ha spaventata moltissimo e di cui preferirei non parlare per il momento, sono passata nel giro di brevissimo tempo da uno stato di disperazione ed angoscia ad uno di sollievo e leggerezza. E' non e' stata una leggerezza qualunque, ma quella sensazione di rinascita che pur ridandoti benessere e tranquillita', ti costringe a fermarti a pensare; ti costringe a sederti e a riflettere sui tuoi ritmi e sulle tue abitudini, chiedendoti di rivederne qualcuna e sollecitandoti a darti una ridimensionata.

Ci si rende conto all'instante di quanto poco in realta' ci conosciamo, ma ci si rende anche conto che in fondo il corpo e' il nostro miglior alleato perche' ci avverte quando qualcosa non va.

Con questi avvertimenti ben impressi nella mente, mi sono rialzata, ho respirato profondamente e ho ripreso la mia vita dal punto in cui l'avevo lasciata. Questa volta, pero', con un maggior senso di gratitudine verso Qualcuno o Qualcosa per la vita che mi e' stata data, e con la forte consapevolezza che nulla mi e' dovuto.

E sabato e' stata la giornata raggio di sole che mi ha aiutata a chiudere la parentesi buia dei giorni scorsi e a riprendere la mia vita con l'entusiasmo e la curiosita' di sempre.

La settimana scorsa eravamo stati invitati dal nostro amico Dino - primo pizzaiolo alla mitica pizzeria Tonino di Tokyo - ad un party privato che si sarebbe tenuto nei locali del ristorante, sabato sera. La serata era stata organizzata in occasione della cerimonia ufficiale di consegna del prestigioso marchio dell'AVPN (Associazione Vera Pizza Napoletana) alla pizzeria Tonino, ma e' stato contemporaneamente anche un modo, da parte dei gestori del ristorante, d'introdurre e quindi affiancare un nuovo menu' di alta cucina al menu' tradizionale (primi, secondi, pizze, ecc.).

Ecco una foto scattata sabato sera. Qui vedete uno degli apprendisti pizzaioli giapponesi all'opera:
Noi ospiti siamo stati, infatti, deliziati da vassoi su vassoi di meravigliose squisitezze tra cui filetti di branzino alla griglia con pate' di pomodori e carote, fagottini di pasta fritta con asparagi e con ripieno ai frutti di mare, carne di manzo alla tartara, mezzi paccheri con ripieno ai broccoli, e dei divinissimi baba' artigianali. Naturalmente, oltre tutte queste bonta', non mancavano le deliziose pizze che venivano preparate e sfornate ad una velocita' quasi incredibile!
Ci si poteva servire di tutti i cibi e di tutte le bevande a volonta' e...gratuitamente! Non a caso, infatti, c'era il pienone! Tutti noi che abbiamo ricevuto il preziosissimo invito non ci siamo di certo lasciati scappare questa golosa opportunita'!

A meta' serata c'e' stata una video-conferenza in diretta con la Pizzeria Tonino di Bologna (nelle foto, vedete che c'e' un televisore acceso? Ebbene, eravamo in diretta proprio con la pizzeria bolognese!). Tra l'altro, se c'e' qualche bolognese fra i lettori del blog, vi consiglio di andare a dare un'occhiata alla Pizzeria Tonino della vostra citta'. Ecco qui il link.
E naturalmente se siete a Tokyo, allora scendete alla stazione di 下高井戸 Shimotakaido sulla Keio Line. La pizzeria e' a neanche cinquanta metri dalla stazione.

Ecco ancora qualche foto della serata.
Qui era ancora in corso la diretta con Bologna e la premiazione da parte dell'AVPN:
Il bravissimo apprendista pizzaiolo all'opera:
Uno degli apprendisti (a sinistra) e il mitico Dino alle prese con le pizze:
Ancora pizze in cottura:
E questo e' il bancone dei pizzaioli con tutti gli ingredienti necessari, e in fondo un vassoio su cui erano gia' pronti i piatti per le pizze. La gente era li' che guardava, ma soprattutto aspettava che arrivassero le agognate e profumatissime pizze! Noi non stavano aspettando perche'...stavamo gia' tranquillamente degustando!
Alcuni dei tanti vassoi dei fagottini di pasta fritta con asparagi e ripieno di frutti di mare (solo a rammentarli mi viene l'acquolina in bocca):

Ecco l'angolo delle bevande con vini italiani (sia rossi che bianchi) a volonta', acqua frizzante e naturale, birra Moretti, succhi di frutta e bibite assortite. Scusate la foto un po' mossa.
Ed ecco due brevissimi video della premiazione girati da mio marito. Nel primo, ad un certo punto, in sottofondo si sente mio marito che esordisce con un allegro "Alright!"



A fine serata, prima di andare via, ad ognuno di noi e' stato consegnato un elegante sacchetto contenente una bottiglia di vino rosso italiano. Ecco qui le nostre bottiglie:

Una serata splendida non solo per le squisitezze gustate, ma anche per l'atmosfera accogliente e piacevole che ci ha accolti. E' stato bello venire a contatto con altri italiani lontani da casa con cui scambiare due parole. Per esempio, abbiamo fatto amicizia con un certo Peppe, il pizzaiolo del Pizzorante Spaccanapoli nel grattacielo Sumitomo di Shinjuku. Questo Peppe, a quanto pare, e' un personaggio abbastanza noto nell'ambiente pizzaro. Mio marito l'ha persino trovato su Youtube! Guardate qui e poi qui.
Davvero simpatico questo Peppe! Mi ha detto di essere qua in Giappone da due anni e mezzo e mi ha parlato un po' di come si trova a lavorare qui e della sua vita cosi' giapponese eppure cosi' professionalmente legata all'Italia.

Abbiamo fatto amicizia anche con il signor Luca B. mio corregionale! Infatti, il signor Luca e' piemontese come la sottoscritta, ed e' originario della citta' di Canelli, nonche' una delle capitali mondiali del vino nel mondo! Il signor Luca lavora come chef al ristorante italiano La bisboccia di Shibuya, Tokyo.

Durante la serata ho fatto caso ad un curioso fenomeno di cui non potevo non parlare qui sul blog: siccome la maggior parte degli ospiti erano persone in qualche modo legate all'ambito della ristorazione, molti di loro si sono ritrovati a parlare di lavoro e a scambiarsi consigli su vari aspetti della loro professione. E fin qui nulla di strano. Senonche' ho notato che, via via, quasi tutti hanno iniziato a scambiarsi i propri biglietti da visita.
Certo, lo scambio dei biglietti da visita non e' nulla di nuovo, ma mi ha sorpresa notare come questo scambio sia avvenuto tra italiani ma secondo le ferree regole giapponesi!!

Qui in Giappone lo scambio del biglietto da visita e' un momento fondamentale nei rapporti interpersonali, soprattutto quelli di natura professionale. E' un momento, pero', governato da rigidissime regole di galateo che scandiscono e determinano quasi ogni singolo movimento atto a non offendere l'altra persona e a mostrare sempre il massimo rispetto (indipendentemente dalla propria sincera opinione personale! Ma d'altronde i concetti di 本音 honne e 建前 tatemae sono temi perennemente ricorrenti).

Alcune di queste inflessibili regole obbligano, per esempio, chi riceve un biglietto da visita ad inchinarsi e al tempo stesso a prenderlo con entrambe le mani. Il biglietto, inoltre, non andra' assolutamente infilato magari nella tasca posteriore dei pantaloni o distrattamente in borsetta (o peggio ancora, abbandonato da qualche parte o buttato nell'immondizia, ecc.) ma ad esso bisognera' dedicare un po' d'attenzione per poterlo leggere (o se non altro dare l'impressione di essere interessati anche se in realta' ci si sente del tutto indifferenti) prima di riporlo nel taschino della giacca o in un apposito porta-biglietti da visita da tenere sempre con se'.

Le regole che stabiliscono il galateo dei biglietti da visita sono molte di piu' e quelle da me brevemente descritte non sono che un esempio.
A queste regole ci si abitua in fretta abitando qui in Giappone perche' sono regole che, in fondo, scandiscono anche altri momenti come ad esempio lo scambio di regali o d'inviti.

Mi ha fatto quindi un certo effetto vedere questi italiani che, essendosi probabilmente abituati cosi' tanto alle regole giapponesi del gioco, si sono comportati in modo cosi' consono al contesto in cui si trovano dimostrando non solo il fatto di essersi realmente integrati in questa realta' che li ospita, ma anche di avere rispetto per la cultura del Giappone, una cultura che si puo' criticare finche' si vuole ma che ha regole ben precise a cui solo chi vi si attiene con serieta' e' il vero benvenuto.

Il fenomeno, comunque sia, mi e' apparso curioso proprio perche' e' avvenuto tra italiani e non tra giapponesi o giapponesi ed italiani. Questo dimostra veramente quanto, volenti o nolenti che siamo, la cultura del Paese di residenza ci cambi. Ovviamente il cambiamento non deve sempre e per forza essere negativo, anzi! Si tratta di un cambiamento finalizzato in fondo all'arricchimento della propria sensibilita' e del proprio modo di affrontare la vita. E' un cambiamento che non porta all'obnubilazione delle proprie origini e della propria identita', ma al contrario ne accentua i lati migliori.

Sono anni, ormai, che faccio parte del folto numero d'italiani residenti all'estero, ed e' da molto tempo che faccio proprio caso ad un'altra caratteristica che penso ci contraddistingua e a cui vorrei dedicare, in futuro, qualche riflessione: un forte patriottismo.
E' strabiliante come molti di noi abbiano dovuto ritrovarsi dall'altra parte del globo per imparare ad apprezzare realmente non solo il proprio Paese, ma la sua storia, le sue tradizioni e la sua lingua. E' un fenomeno che avrebbe tutte le carte in regola per qualificarsi come un autentico ed ironico scherzo del destino, ma che in fondo non ha nulla di crudele. Tutt'altro! E' proprio grazie a quest'ardente spirito d'italianita' che molti nostri connazionali lavorano con passione e riescono a portare in tanti Paesi opere e prodotti di cui andare grandemente fieri.

Mi basta davvero osservare ed ammirare il grande lavoro di passione (perche' si tratta soprattutto di passione!) svolto dagli amici della Pizzeria Tonino (o della cara e coraggiosa Niki!). E' un lavoro duro e che richiede non solo grande esperienza, ma un'infinita dose di buona volonta' e pazienza. Richiede l'utilizzo di materie prime di altissima qualita' che pero' hanno costi spesso proibitivi. Pur tuttavia, ogni giorno fanno il possibile affinche' cio' che creano non solo rispecchi i veri canoni della tradizione gastronomica italiana, ma fanno si' che il loro duro lavoro contribuisca in maniera sempre positiva all'immagine degli Italiani nel mondo.