Sabato mattina mio marito e' andato, assieme ad alcuni suoi colleghi di lavoro, a fare un'escursione sul Monte Mitake 御岳山 Mitake-san, una montagna nella Prefettura di Tokyo. L'escursione era stata programmata da uno dei suoi colleghi giapponesi che voleva portare gli altri a fotografare le foglie di momiji da quelle parti.
Dal Monte Mitake mio marito ha portato tantissime foto splendide, alcune delle quali carichero' qui sul blog piu' tardi.
Ma oltre le foto, mi ha portato in regalo due meraviglie culinarie della zona, ossia degli udon freschissimi (erano stati preparati quella mattina) aromatizzati al te' matcha e....rullo di tamburi....una radice fresca di wasabi!!
Ecco qui gli udon al matcha, preparati con l'acqua fresca del Monte Mitake, in una piccolissima bottega di un paesino del monte.
I rumori mi sembravano distanti, quasi ovattati. E' stato un po' come quando, dopo una nuotata, ti entra dell'acqua nelle orecchie e di conseguenza tutti i rumori sembrano lontani.
Ma le preoccupazioni, se lasciate vagare liberamente, riescono a risucchiare ogni goccia d'energia e di ottimismo, trasformando anche i piu' allegri in figure spente e senza sorriso. Quindi, per quanto difficile possa essere, bisogna reagire. Ma tutto questo e' sempre facile a dirsi. E' il farsi che presenta qualche difficolta'.
Cio' nonostante, oggi ho voluto dedicarmi ad un'attivita' che mi aiuta sempre a ritrovare grande serenita': cucinare. Se poi tra gli ingredienti ci sono ospiti d'eccezione quali gli udon del Monte Mitake, una radice di wasabi, dei kabosu カボス della Prefettura di Oita, allora non e' poi cosi' impossibile accennare un lieve sorriso.
Di recente, vi ho parlato di alcuni degli agrumi nativi del Giappone, quali lo yuzu e il sudachi. Ricordate? Beh, oggi ve ne presento un altro: il カボス kabosu. Eccolo qua:
Innanzitutto, di dimensioni e' molto piu' grande rispetto sia allo yuzu che al sudachi: direi che e' grande quanto un limone.
Il kabosu ha un profumo delizioso che ricorda piu' un mandarino che non un limone. Il sapore, inoltre, non e' particolarmente acido, ma e' molto aromatico. Insomma, e' un mandarino quasi limone. Favoloso!
Come per ogni agrume giapponese, anche per questo esiste una zona di produzione molto famosa e da cui, si dice, provengano i migliori kabosu del Giappone: 大分県 la Prefettura di Oita, nella parte nord-est dell'isola di Kyushu.
E anche il kabosu, come lo yuzu e il sudachi, viene usato nella cucina giapponese al posto del limone per insaporire piatti di pesce (soprattutto alla griglia), brodi, dolci ecc. Addirittura, ho scoperto che con il kabosu si prepara persino un liquore che, immagino, sia una specie di limoncello.
Ma veniamo alla star di oggi! La radice di wasabi! In passato ho gia' avuto occasione di parlarvi del wasabi fresco paragonato a quello dei tubetti, e piu' precisamente qui.
La radice di wasabi anche qui in Giappone non si trova tanto facilmente, ed e' considerato un ingrediente per intenditori. Questo perche' e' costosa, e quindi la maggior parte della gente preferisce acquistarne il surrogato, ossia quello dei tubetti.
Il wasabi cresce in corsi d'acqua dove la raccolta delle radici, se non si e' piu' che esperti, si puo' trasformare in una pericolosa spedizione alla Indiana Jones.
Al giorno d'oggi, pero', esistono coltivazioni di wasabi praticate nei campi proprio per rendersi la vita un briciolino piu' semplice, ma anche per rendere piu' economica questa saporitissima radice. I prezzi, pero', continuano ad essere pressoche' proibitivi.
Come ho gia' avuto modo di raccontarvi nell'articoletto che ho linkato poco piu' su, in genere nei supermercati la radice di wasabi non si trova nemmeno a piangere in turco, a meno che non si decida di andare in eleganti negozi di alimentari dove qualunque specialita' del globo sembra essere in esposizione. Ovviamente, bisogna avere poi il coraggio di sborsare qualche migliaio di yen per un pezzettino di radice.
Mio marito ha comprato questa radice da uno dei contadini del paese sul Monte Mitake, a neanche 500 yen (3,90 euro), una vera fesseria! Non oso immaginare quanto sarebbe costata in uno di quei negozietti chic di alimentari a Tokyo, oppure negli inavvicinabili negozietti di Azabu o, peggio ancora, da Sembikiya a Nihonbashi!
Questa radice aveva ancora le foglie attaccate, ma molte erano gia' giallognole e un po' appassite. Sono riuscita a fotografare pero' una delle foglie di wasabi ancora verde e brillante!
Ho tagliato le foglie, lavato per benino la radice e poi ne ho spellato l'estremita' per poterla grattugiare...ovviamente con una grattugia da wasabi.
WASABI FRESCO
WASABI IN TUBETTO
La radice va conservata in acqua, oppure avvolta in fogli umidi di carta assorbente da cucina, nel frigorifero. In questo modo, non si secca e si mantiene fresca per un mesetto, e ogni volta che la si vuole utilizzare, sara' sufficiente spellarla all'estremita', risciacquare la parte di radice che si vuole usare e grattugiarla.
Come ho gia' avuto modo di constatare in passato, il wasabi fresco e' abbastanza diverso da quello dei tubetti; e' piccante, ma non in modo eccessivo, e poi ha un sapore inaspettatamente delicato!
Anche il colore e' alquanto differente! Quello fresco e' di un verdino chiaro chiaro, mentre quello dei tubetti e' verde come pure' di piselli!
Il piccante del wasabi fresco rimane comunque decisamente intenso, e lo si percepisce gia' quando si grattugia la radice! Infatti ho sentito gli occhi che mi bruciavano abbastanza, un po' come quando si affettano le cipolle.
Su di un ricettario giapponese, ho trovato una ricetta per preparare gli udon freschi, accompagnati da una salsina tsuyu aromatizzata al kabosu! Insomma, la ricetta ideale!
Ho messo, dunque, a bollire gli udon in acqua non salata, per cinque minuti esatti.
Et voila' il mio pranzetto di oggi! Non vorrei peccare di presunzione, ma era tutto ottimo ed esteticamente piacevole...insomma, l'ideale per ritrovare un po' di buon umore!
Tra l'altro, mi sono appena accorta che quasi tutte le foto di questo articoletto (tranne l'immagine della bottiglia di tsuyu) contengono una qualche tonalita' di verde!
Equilibrio cromatico avvenuto per purissimo caso.
Itadakimasu e buon inizio di settimana a tutti voi che leggete Biancorosso!
ps. Questi sono stati giorni veramente difficili a causa dei problemi di famiglia a cui ho accennato nel mio articoletto precedente. Chiedo, dunque, scusa in anticipo a chi ancora non ha ricevuto aggiornamenti a proposito del bazar.