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sabato, giugno 05, 2010

Garigari-kun, omiyage e varie

(A sinistra: un delizioso e rinfrescante ghiacciolo al limone di ガリガリ君 Garigari-kun. Tutte le foto di questo articoletto - tranne quella del supermercato - sono opera mia).

Mi prendo volentieri una pausa dagli articoletti su Pechino non perche' mi dispiaccia scriverli, ma perche' mi sono accorta che rievocare quel miscuglio di emozioni cosi' contrastanti e' logorante.

La' ho visto cose che portero' per sempre nel cuore, ma ne ho viste il doppio che invece mi hanno talmente delusa fino quasi a sconcertarmi.

Questa settimana pubblichero' ancora un paio di altre puntate della serie "Colori, profumi e ricordi pechinesi", ma per il momento ritorno piacevolmente a parlarvi di un argomento che mi rilassa e mi fa star bene, nonche' il mio argomento preferito: Giappone!

Quello che vedete nella foto e' un ghiacciolo di Garigari-kun. Come tutti i ghiaccioli, anche quelli di Garigari-kun sono un rimedio ideale per combattere un po' sia il caldo che la natsubate, ossia la spossatezza causata dal calore.
Garigari ガリガリ e' una parola giapponese onomatopeica e che rappresenta il rumore che si ottiene sgranocchiando qualcosa di croccante. Questi deliziosi ghiaccioli, infatti, contengono piccoli pezzetti di ghiaccio un po' piu' duri e che, masticandoli, fanno proprio fare garigari garigari!
kun, invece, e' un suffisso che si usa dopo i nomi di persona, ad esempio: Kenta-kun, Makoto-kun, Daisuke-kun, ecc.
Generalmente e' un suffisso maschile che si utilizza per bambini o ragazzi molto giovani, ma contrariamente a quanto si pensi, ogni tanto si usa anche per le donne. Sui posti di lavoro, in particolare, i capi ogni tanto si rivolgono a colleghe piu' giovani usando questo suffisso, per esempio: Emi-kun, Chieko-kun, Mari-kun, ecc.

Il nostro Garigari-kun, o Sig. Crick Crock, e' la mascotte indiscussa di questi ghiaccioli dal 1981! I gusti classici sono coca-cola e soda (simile alla nostra gazzosa o gassosa), ma ogni tanto vengono messi in commercio - anche se per poco tempo - gusti nuovi come l'ananas, pera, cioccolato, uva, fragola, pesca, vaniglia, te' e latte, caramello, budino al caramello, yogurt, meloni di Yubari, ecc. E' simile a cio' che capita con i KitKat, insomma.

E visto che siamo in periodo di mondiali di calcio, il nostro Garigari-kun non poteva non presentarsi in versione sportiva, con tanto di maglietta dei Samurai Blue, ossia della nazionale giapponese di calcio!
Goaaaaaaaal!!!!!

Ogni volta che si mangia un Garigari-kun si spera sempre di trovare lo stecco fortunato con su scritto 一本当り ippon-atari e che da' diritto ad un ghiacciolo in regalo. Questi stecchi pero' sono molto rari! Io, ad esempio, non ne ho mai trovato uno!

Oggi e' venuta a trovarmi Sakura-san. Erano gia' due settimane che non ci vedevamo, e gia' stavo iniziando a sentire la sua mancanza. Ne abbiamo approfittato per fare un お土産の交換 omiyage no kookan, ovvero uno scambio di souvenir: a lei ho portato dalla Cina della frutta secca aromatizzata con spezie tradizionali della vecchia Pechino, ed un sacchetto di caramelle cinesi; lei, dal suo viaggio a Guam, invece mi ha portato una scatola di cioccolatini al macadamia!
Assieme ai cioccolatini, c'era un altro omiyage, questa volta giapponese: un piccolo panno per occhiali, e con su stampata 日本橋 Nihonbashi di Hiroshige:
Mi ha detto di aver pensato subito a me quando ha visto quel panno in un negozio!
La settimana scorsa, in compagnia di mio marito, ho scoperto un nuovo supermercato dal nome incantevole: 相模の國の駅 Sagami no kuni no eki, cioe' "La stazione della provincia del Sagami".
Nei tempi antichi il Kanagawa si chiamava proprio Sagami no kuni, cioe' provincia del Sagami.

(Questa foto e' di proprieta' di invi-inc.net)
Questo supermercato si propone di offrire solo prodotti biologici e provenienti esclusivamente da aziende giapponesi, meglio ancora se del Kanagawa.

Passeggiando per le pulitissime ed ordinatissime corsie di questo bel supermercato, e sentendosi accompagnati dalla melodia di un'antica danza del Periodo Edo, ho scoperto una miriade di delizie provenienti sia da aziende a pochi Km da casa che da altre Prefetture del Giappone!

Mi piace l'idea di poter nel mio piccolo aiutare qualche ditta del posto e di poter, al tempo stesso, assaggiare prodotti deliziosi e che nei supermercati normali non si trovano.

Ad esempio, questo 黄金のゆず酒 Kogane no yuzuzake, un sake' aromatizzato con vero succo di yuzu, arriva dalla vicinissima Atsugi.
Questo profumatissimo sake' agrumato e' un po' come se fosse - in tutto e per tutto - una versione nipponica del nostro limoncello!

Ho trovato anche un ottimo caffe' aromatizzato al cocco e proveniente dallo 湘南 Shoonan, ossia la zona che abbraccia tutta la parte costiera della Baia del Sagami.

Mio marito, grande amante del piccante, e' rimasto rapito da questo barattolo di ラー油 raayu, cioe' di olio piccante di sesamo. Il raayu e' uno dei condimenti base che si usano per la salsina dei gyooza. Questo raayu in particolare, proveniente dalla citta' di 伊勢原 Isehara sempre qui nel Kanagawa, e' un vero tributo all'aglio!
E' un olio piccante, aglioso ma . . . favoloso! Sull'etichetta c'e' scritto che naturalmente va a nozze coi gyooza, ma va bene anche usato per insaporire il riso al vapore. Insomma, va bene ovunque.

Dalla vicinissima prefettura di Chiba, invece, arrivano gli spettacolari yogurt della Furuya!

Da Atsugi arrivano questo delicatissimo 木綿豆腐 momen-doofu, un ottimo 油揚げ aburaage ed un altrettando delizioso 厚揚げ atsuage (blocchetti spessi di tofu fritto).

Da una ditta di Odawara arrivano queste banane essiccate (le banane naturalmente non sono di provenienza giapponese, ma filippina).
E vicino alle banane essiccate, dei succosissimi すだち sudachi della Prefettura di Tokushima.

Melanzane, patate e cetrioli dalla vicinissimissima Zama (piu' ancora qualche sudachi da Tokushima).
E per la prima volta ho visto ed assaggiato queste rinfrescanti bibite provenienti dalla Prefettura di Aomori:
Quelle etichette un po' retro' hanno immediatamente attirato la mia attenzione. Ma non sono bellissime?

La prima, Mishima Citron, e' una bevanda gassata al limone.
Mentre la seconda, Yuzu Saidaa, e' una bevanda frizzante allo yuzu.
Sempre della stessa ditta, persino un macchaidaa (bevanda frizzante al matcha)!
Per finire, e per rimanere in tema di cose buone giapponesi, ecco alcuni dei wagashi di Ishii-san: dei わらび餅 warabimochi aromatizzati allo zucchero di canna di Okinawa.

Un saluto a tutti voi!

mercoledì, marzo 31, 2010

Memorie sparse di marzo

Una mattina mi sono affacciata dalla finestra e, con mia grande sorpresa, ho visto che nel giardino c'era un fiore. Uno solo.

Era una giunchiglia. Attorno a lei c'erano altre piantine, ma lei era l'unico fiore in quella parte di giardino.

Ho osservato la giunchiglia per alcuni minuti senza riuscire a distogliere lo sguardo; era quasi come se mi avesse un po' ipnotizzata. I raggi di sole del primo pomeriggio le avevano regalato un'aura di delicata magia, accentuandone i tenui colori.

La giunchiglia solitaria, pero', aveva un'aria stanca e fragile. Cosi' ho pensato di prendere la macchina fotografica e di andare in giardino a far compagnia a quel fiore cosi' solo.

Mi sono avvicinata alla giunchiglia e, quasi temendo di disturbarla col rumore dei miei passi su quella terra gia' un po' secca, ho cercato con grande delicatezza di trovare la posizione giusta per scattare una fotografia che immortalasse un briciolo della sua bellezza.

E' stato emozionante trovare quel fiore. E' stato come trovare un dono che in quel momento era solo mio.
Un dono improvviso della terra, nato da un seme che - chissa' - forse e' stato accompagnato dal vento.

Oramai i fiori di ciliegio stanno sempre piu' adornando le strade del bel Giappone, e i loro delicati colori mi fanno nuovamente apprezzare il valore puro della vita. Lo so, forse vi sembrera' un'esagerazione, ma quando mi ritrovo ad ammirare un fiore non riesco a non sentirmi felice.

Ieri, dopo essermi preparata per diverso tempo, ho dato un esame per un corso intitolato Advanced Expository Writing, un lungo ed appassionante capitolo del mio percorso accademico.
Mentre m'incamminavo verso l'universita', da lontano ho subito intravisto l'inconfondibile nuvola rosa...quei poetici gruppi di ciliegi che abbelliscono con grazia sempre struggente i viali del corso.

I ciliegi sono davvero alberi particolari: ogni anno, sembrano fiorire quasi all'improvviso. E' come se da un giorno all'altro una mano invisibile desse loro tante tenere pennellate di una tempera rosa quasi bianca. E ieri, infatti, mi hanno nuovamente colta di sorpresa: fino a pochi giorni fa quei rami erano ancora spogli ed erano ancora imbevuti di quell'aria invernale un po' malinconica, mentre ieri quei meravigliosi petali rosa sembravano moltiplicarsi col passare dei secondi e dei minuti.
In questi giorni dovro' assolutamente tentare di catturare un po' di quel fragile e fuggevole splendore attraverso qualche fotografia.

All'universita' ho visto un ragazzo che era andato a dare un esame di filosofia, e che al polso si era messo un お守り omamori viola. Gli omamori sono amuleti shintoisti. Ecco alcuni degli omamori che acquistai la notte del 31 dicembre: qua.
L'ho trovata un'idea molto carina. Spero che l'omamori gli abbia portato fortuna.

Ogni mercoledi' ora mi ritrovo con Sakura. Insieme andiamo a passeggiare, a curiosare in libreria, a sorseggiare caffe' neri fumanti, a guardare le vetrine dei negozi, e a chiacchierare di tante cose.
Sto bene in sua compagnia. E' una persona limpida e onesta. Non sono sempre brava a capire di che pasta siano fatte le persone che mi ritrovo davanti, pero' spesso quando c'e' bonta' nel cuore e il sincero desiderio di fare amicizia allora me ne accorgo.

La settimana scorsa Sakura mi ha portata da 光輪 Koorin, la sua pasticceria giapponese tradizionale preferita. E' da quando era bambina che va li' ad ammirare, con occhi sognanti, quel bancone di vetro colmo di innumerevoli piccole opere d'arte fatte di zucchero, farina, marmellata di azuki e di pasta di riso modellata in mille modi diversi.

Da Koorin, pero', i suoi dolci preferiti sono i バターどら焼き bataa dorayaki, ossia i dorayaki al burro. Incuriosita, ne ho acquistato anch'io qualcuno.
Ebbene, erano semplicemente favolosi! Due soffici frittelle avvolgevano un morbido ripieno di marmellata di azuki fresca ed una crema dolce-salata al burro. Una bonta' indescrivibile.
Marzo e' stato un mese ricco di dolci. Il giorno in cui ho assaggiato quei ghiotti dorayaki di Koorin, Sakura mi ha portato in regalo alcune gelatine e budini tradizionali giapponesi. Le confezioni dei dolcini erano cosi' graziose che ho voluto subito fotografarle:

Quelli della seconda foto sono dei budini molto cremosi, tipo mousse. Sull'etichetta, infatti, c'e' scritta la parola mousse pero' in hiragana, e cioe' むうす, cosa alquanto inconsueta. Ma l'hiragana, quando usato - seppur forzatamente - per trascrivere parole straniere riesce sempre a dare alla parola un'aria tradizionale che col katakana invece si perde.

E sempre a marzo ho ricevuto, questa volta da parte di Fusae, questa meravigliosa scatolina:

Al suo interno custodiva tante, tantissime deliziose scorzette di ゆず yuzu ricoperte di cioccolato e cacao in polvere.

Ma marzo e' stato un mese che ha visto anche tanti cambiamenti nel quartiere.
C'era una casa di legno scuro, costruita ancora alla vecchia maniera. Era una di quelle case dalla cui finestra ci si aspettava sempre, da un momento all'altro, di udire le note leggere di uno shamisen.
Vicino alla porta di quella casa c'era un grosso pezzo di legno su cui qualche persona molto abile aveva scolpito pazientemente i complessi kanji che componevano il nome della famiglia che li' risiedeva.

Ora quella casa non c'e' piu'. Esiste solo piu' nel mio ricordo. Su quel terreno, a parte qualche cartaccia, c'e' il nulla.

E da settimane, ormai, anche la vecchia bottiglieria Hasegawa che c'e' proprio davanti casa nostra sta ormai andando incontro ad un declino forse inevitabile.
I proprietari della bottiglieria, oltre a vendere liquori, bibite e alcuni semplici alimentari, gestivano anche una piccola tintoria ospitata direttamente nel retro del negozio.

Quasi ogni sera, prima di cena, mio marito attraversava la strada e andava un attimo da Hasegawa a prendere una bottiglia gelata di birra Sapporo o Asahi.

Ma ora anche la bottiglieria Hasegawa sta per diventare un ricordo. Stamattina sono arrivati nuovi operai che, nel giro di poco, hanno iniziato a spaccare muri e a scardinare porte e saracinesche.
Cosi' ho voluto immortalare quello che era rimasto dell'edificio, come ricordo. Voglio ricordare quei kanji gialli impolverati dell'insegna. Voglio ricordare quel katakana rosso dall'aria cosi' Shoowa e che pubblicizza la birra Sapporo. Voglio ricordare quell'insegna azzurra e bianca che segnalava ai passanti la presenza di una bottiglieria / tintoria.