venerdì, maggio 23, 2008

Spesa & Pensieri

Non molto tempo fa ho avuto l'idea di fotografare, ogni tanto, un po' della spesa che faccio e di illustrarvi i prezzi degli articoli acquistati per far si' che possiate farvi un'idea del costo della vita qui in Giappone.
Gli articoletti contenenti foto e prezzi della spesa sono tutti raggruppati sotto l'etichetta "spesa", appunto. Per ora vi sono solo due articoletti del genere, ma spero di poter aggiornare piu' spesso questa sezione.

Questa che vedete a sinistra e' un po' di spesa fatta ieri. Dunque, vediamo un po' i prezzi partendo dal riso e andando in senso orario:

- confezione da 5Kg di riso koshi-hikari (una delle piu' pregiate varieta' di riso giapponese) 2000 yen e rotti che corrispondono a circa 12,20 euro.
- 2 vassoi di petti di pollo tagliati, a circa 370 yen la confezione, ovvero 2,25 euro.
- uno zucchino a 138 yen, cioe' 84 centesimi di euro.
- una coppetta di shiratama-zenzai fresco, un dessert giapponese a base di piccole palline tipo mochi adagiate su di uno strato di marmellata di azuki, 145 yen, ossia 88 centesimi di euro.
- un vassoio di pancetta giapponese magrissima, 290 yen, cioe' 1,77 euro.

Il riso, ovviamente, piu' viene acquistato in confezioni grosse e meno costa. A dire il vero, era la prima volta che compravamo una busta cosi' grande, ma visto che stiamo consumando molto riso, conviene orientarsi verso formati piu' consistenti.

Gli zucchini hanno sempre prezzi proibitivi, tant'e' che, se posso, preferisco comprarli nei mercati ortofrutticoli e non nei supermercati dove hanno costi esagerati. Ieri, pero', all'ultimo ho deciso di preparare una mia ricetta (pollo al cartoccio) in cui mi piace aggiungere questa verdura, e quindi ho portato pazienza.

Alcune settimane fa sono stata, assieme a Kelly, in una caffetteria a prendere un caffe' che ci e' stato servito in bicchieri su cui qualcuno ha fatto sfoggio di discutibili abilita' linguistiche. Forse, piu' che di abilita' linguistiche verrebbe da parlare di conoscenze traballanti o di un uso comico degli ormai famigerati traduttori tipo Babelfish, oppure di un cocktail esplosivo di entrambi.
In ogni caso, ecco a voi l'ermetico e sibillino messaggio che l'implacabile Sfinge di questa torrefazione pone agli impavidi caffettomani che decidono di presentarsi al suo cospetto:
Notare la cura con cui sono state scelte le parole.

Acquietare e' un verbo affascinante. Basta pronunciarlo per sentire uscire dalla propria bocca note melodiose.

Si parla sempre tanto di Engrish, cioe' di quell'uso improprio della lingua inglese e che tanto va di moda qui in Giappone; un inglese storpiato, pasticciato, morsicato, preso a calci, lavato, strizzato, riverniciato e rimesso a nuovo per piacere ai giapponesi; un inglese posticcio e che fa bella figura sulle magliette, sui cartelloni pubblicitari o dove capita.
Cliccando sulla parola Engrish, vedrete l'ormai notissimo sito che da anni si diletta a collezionare esempi di tale maltrattamento linguistico.
Ma, piano piano, mi sa tanto che dovremo iniziare a parlare anche di Japalian o Italianese chedirsivoglia, e il messaggio su quel bicchiere di caffe' non e' che la punta di un iceberg che ha l'aria di essere di proporzioni ciclopiche.

Un messaggio, quello del caffe', che leggendolo sa molto di giapponese tradotto quasi alla lettera.

Mi viene da sorridere perche' vedendo cio' penso al comprensibilissimo fascino che l'Occidente ha sui giapponesi. L'uso stesso dell'alfabeto, e non di kanji o degli indigeni kana, sembra quasi una bacchetta magica che ha il potere di trasformare qualunque anonimo oggetto in un concentrato di novita' ed innovazioni.

Penso ai millanta prodotti giapponesi in commercio, dagli alimentari ai cosmetici, oppure ai nomi di infinite attivita' commerciali con altisonanti nomi dal sapore italico piuttosto che francese o irresistibly British. Qualche esempio?

Caffe' Blendy
Sughi per pasta gia' pronti Italiante
Salone di bellezza Relax Labo
Sgrassante per bagni Magic Power
Supermercato Mia Cucina
Dentifricio White & White
Cosmetici Katie
Cosmetici Lavshuca (non so perche', ma questo nome m'ispira poca fiducia)
Parrucchiere per signora: Ciel
Un altro parrucchiere dal nome creativamente assurdo e sinistro: Espoir Ciseaux
Catena di pizzerie con consegna a domicilio: Pizza-la
Altra catena di pizzerie con consegna a domicilio: Two Way Pizza

C'e' poi tutta una linea di quaderni e taccuini dai colori a tinta unita, colori a cui sono stati affibbiati nomi tipo pomodoro (per il rosso), mozzarella (per il bianco), basilico (per il verde), e via ingredientando.

Ecc.ecc.

La lista continuerebbe all'infinito.

D'altra parte, penso all'altrettando comprensibile fascino che l'Oriente ha su di noi occidentali, e penso alla mania che molti hanno di farsi tatuare scritte in cinese o giapponese, spesso avvalendosi di quelle tristissime liste delle solite banalita' riproposte ad nauseam come i kanji della parola armonia, amicizia, equilibrio, benessere, amore, pace, felicita', benevolenza, fratellanza e fatebenefratelli.
A tal proposito, e' d'obbligo una visita a Hanzismatter.com.

Ma fortunatamente non siamo tutti cosi' scriteriati da farci tatuare, magari a caratteri semi-cubitali su di un avambraccio o sul collo, idiozie tipo riso alla cantonese, maiale in agrodolce, nuvole di drago, onigiri alla pizza e patatine (senza ne' uno ne' l'altro), o sashimi di salmone servito con una punta di sferzante wasabi.

Grazie al cielo, molti di noi provano ammirazione e rispetto per un sistema di scrittura millenario quali sono i kanji, tanto quanto i nostri amici giapponesi e cinesi dimostrano curiosita' nei confronti delle lingue occidentali e dei nostri sistemi di scrittura.

Ma passando dal solito palo alla stessa e solita frasca, colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente una cara amica, Bianca, per la splendida sorpresa che mi ha inviato di recente!
Guardate che piccole meraviglie mi ha spedito Bianca, dall'Italia:
-Due magnifici laccetti per il bento fatti a mano - entrambi spettacolari, e soprattutto fatti con grandissima cura!
- L'eccellente crema alla calendula della Just
- Un assortimento degli strepitosi-anzi-che-dico-divini Ferrero Garden! Questi sono davvero uno piu' buono dell'altro tant'e' che ci sta riuscendo difficile decidere quali siano i nostri preferiti! Ma per quel che mi riguarda, quelli al limone e quelli alla mandorla si contendono la pole-position!
- Una splendida lettera scritta su di un'altrettanto splendida carta da lettere!

Ricevere un pacco fa sempre piacere e regala sempre piu' di un sorriso, ma quando un pacco arriva da molto lontano, e combinazione dalla terra in cui si e' nati, fa tutto un altro effetto.

Sono anni che abito all'estero, e da tanto tempo ricevo pacchi da parte della mia famiglia; ognuno di questi non e' una semplice scatola con all'interno cose buone o cose belle, ma e' ben di piu'. In ogni pacco c'e' l'affetto che la mia famiglia, o una cara amica in questo caso, mi dimostra.
C'e' del tempo prezioso che e' stato trascorso a preparare il tutto affinche' potessi essere felice e potessi sorridere.
C'e' un pezzo d'Italia, un pezzo di casa mia, un pezzo di me.

Bianca, grazie di cuore davvero! Non sai quanto io abbia apprezzato!



E rimanendo in tema di graditissimi regali, oggi la mia amica Fusae-san mi ha portato un piccolo e delizioso assortimento di mini wagashi! Guardate qui che splendore:
Ci sono dei piccoli dorayaki e dei wagashi sferici a forma di campanellino, come quello di Doraemon! Sia i dorayaki che i campanellini sono farciti di marmellata di azuki fresca!
Che dire? Non vedo l'ora di assaggiarli, e stasera ne mangeremo qualcuno accompagnato da una bella tazza di sencha!

E per concludere l'articoletto di oggi, guardate un po' questa foto che ho scattato di recente. Penso proprio che Deborah sorridera'!
I Ringo alla vaniglia sono i miei biscotti preferiti in assoluto. Li adoro tanto quanto le tartarughe ninja amavano la pizza, tanto quanto Doraemon ama i suoi dorayaki, o tanto quanto Poldo amava ingozzarsi di interi paninazzi imbottiti di salame.

Ecco, sono la mia passione.

Peccato, pero', che qui io non li abbia mai visti.

Tenendo cio' in considerazione, non ho potuto esimermi dal ridere fragorosamente quando, in un negozio qualsiasi, ho inaspettatamente trovato queste imitazioni dei celebri biscotti della Pavesi! E che imitazione! Ogni dettaglio sembra essere stato copiato con grande precisione, non credete?
Guardate addirittura il baffetto laterale dalla R! E' uguale a quello del logo originale! Ma qui rasentiamo il plagio, signori miei!

E guarda caso, il nome non poteva non cominciare con la R! Non potevano chiamarsi che so, Croccantelli o Golosucci; eh no! Certo, battezzarli Ringotti o Ringucci sarebbe stata un'ammissione di colpa troppo evidente, e quindi si e' preferito pensare alla succulenta pagnotta oppure alla celebre citta' dell'Egitto.

Peccato, pero', che di sapore fossero, ehm, pessimi. Peccato davvero. Sigh, sob.

Menomale, pero', che per un po' ho avuto una bella scorta di veri Ringo alla vaniglia che ci hanno portato Deborah ed il suo ragazzo, e poi quelli che ci hanno portato i mie genitori a Natale.

E chissa', forse a quelli di Engrish.com piacerebbe avere questa foto, soprattutto per quel sandwichcookie scritto tutto attaccato, o per il messaggio squisitamente Engrish che e' stampato sulla confezione. Ve lo riporto? Ve lo riporto:

"Fashioned in a homemade style by a superb chef. Enjoy with tea or moments of relaxation!"

M'immagino gia' questo superbo chef che sforna centinaia e centinaia di questi prelibati biscottini; e non biscottini qualunque, eh! Biscottini che serviranno a regalare un po' di benessere nei momenti di relax, oppure che faranno da ideale accompagnamento ad una tazza fumante di te'!

Io lo dico sempre e lo ribadisco: il Giappone e' proprio un Paese pieno zeppo di sorprese!

P.S. per coloro che hanno un ordine in sospeso: se non avete ancora ricevuto risposta, perfavore, vi chiedo di pazientare ancora un po'; sto rispondendo a tutti gli ordini e a tutte le richieste d'informazione. Se non ricevete risposta entro un paio di giorni, perfavore riscrivetemi!

mercoledì, maggio 21, 2008

Piccole quotidianita' e qualche chiacchiera

In questo momento sono particolarmente stanca; fisicamente sono piena d'energie, ma ho la testa stanca e che mi supplica affinche' le conceda un po' di riposo. E riposo avra'.
Oggi ho dato l'ultimo esame di giapponese per questo trimestre, e quindi immaginerete la grande agitazione che mi ha fatto compagnia nelle ultime settimane.
Ma, finalmente, anche questo spaventoso esame e' passato, e anche se non sapro' i risultati precisi fino a venerdi', sento in cuor mio di aver raggiunto il risultato sperato ed agognato.

Sembrera' difficile a credersi, ma scrivere qui sul mio blog mi rilassa molto, specialmente se si tratta di raccontarvi, pezzo per pezzo, la mia vita quotidiana qua in Giappone.

Alcuni giorni fa, in preda al panico pre-esame, ho obbligato me stessa a staccarmi dai kanji e dalle coniugazioni giapponesi e sono andata, assieme a mio marito, a fare due passi per la bella Yokohama.
Passeggiando per alcune vie poco distanti dalla stazione centrale della citta', con nostra - ma soprattutto mia - grandissima sorpresa, ci siamo accorti che era in corso una piccola sagra della ceramica e del vasellame! Sembrava un evento appositamente organizzato per me, vista la passione smodata che ho per questo genere di articoli.
Non e' stato affatto semplice decidere, ma alla fine ho fatto mia questa delicata 急須kyuusu:
Non so se dalla foto si capisca, ma il colore della teiera e' un verdino chiaro molto rilassante.
Le kyuusu sono le tipiche teiere giapponesi da te' verde, e sono caratterizzate dalla presenza di quel manico laterale.
Ovviamente, se avete una kyuusu potete tranquillamente usarla anche per preparare del te' nero o altre varieta'.

Trovo molto aggraziata sia la forma della teiera stessa che la sua superficie, leggermente ruvida. Che ne pensate?

E il giorno in cui mio marito ed io siamo andati a comprare gli ultimi bento aggiunti in vetrina, abbiamo scoperto che, poco distante da casa, hanno aperto un elegante negozio di articoli giapponesi tradizionali!
E' inutile che vi dica che ho lasciato sia il cuore che il portafoglio li' dentro.
In particolar modo, sono rimasta senza parole dopo aver visto delle magnifiche scodelle per il miso, in legno e dal design minimalista, a meta' tra lo spartano ed il sofisticato, e cosi' squisitamente giapponesi.
Naturalmente, ne ho prese immediatamente due, una per mio marito ed una per me.
Eccole:

Se vi piacciono, posso procurarvene qualcuna, a 10 euro l'una. Non sono pezzi economici, ma sono scodelle di altissima qualita' poiche' sono, innanzitutto, di produzione artigianale giapponese e poi sono completamente in legno.

Ma cambiando discorso, e' da qualche giorno che rifletto su una cosa tanto apparentemente banale quanto complessa: ringraziare.

Mi spiego meglio.

Immagino che quasi ovunque basti semplicemente dire la parola grazie per mostrare che apprezziamo cio' che qualcun'altro ci ha regalato o ha fatto per noi.
Certo, una delle prime parole che s'imparano in giapponese e' proprio grazie, ma agli inizi non ci si rende conto che quella parolina li' spesso non basta, e delle volte e' completamente fuori luogo, anche quando in realta' stiamo ringraziando.

Faccio qualche esempio per cercare di rendere piu' chiaro cio' che intendo dire: supponiamo che stiate per uscire, e in quel momento vedete che una persona vi sta tenendo la porta; automaticamente (a meno che non siate di quelli che non ringraziano mai e che fanno venir voglia di essere scortesi) vi verra' da dire, appunto, grazie!

In una situazione simile, qui in Giappone, la parola ありがとう arigatoo non verrebbe molto spontanea, ma si preferirebbe dire すみません sumimasen, cioe' mi scusi.
Si ringrazia, quindi, scusandosi. E di che cosa, direte voi? Probabilmente per aver fatto perdere del tempo alla persona che ci sta tenendo la porta.

In giapponese esistono innumerevoli modi per ringraziare; ognuno di questi si addice a determinate situazioni, e sapere quando usare un'espressione o quando usare un'altra e' tutt'altro che semplice. Questo, ovviamente, non vale solo per i ringraziamenti ma per tantissime altre situazioni.

Mio marito ed io, come gia' accennato in precedenza numerose volte, andiamo spesso a cenare da Seigetsu, piccolo ristorante a conduzione famigliare del nostro quartiere.
Amiamo andare da Seigetsu perche' l'ambiente e' cosi' accogliente, il cibo e' indescrivibilmente delizioso e genuino, e sempre preparato con la massima cura.
Ebbene, prima di Natale, abbiamo portato ai gestori di questo piccolo ristorante una scatola di cioccolatini come dono per dimostrar quanto apprezziamo la loro buona cucina. E sapendo quanto i giapponesi adorino ricevere delle scatole di cioccolatini in regalo (abbastanza costosette da queste parti), ci e' sembrata un'ottima idea presentarci con uno squisito assortimento di Ferrero Rocher, gentilmente consigliati dal mio italico patriottismo.

Dopo aver pagato la cena, ci siamo avvicinati al bancone e abbiamo offerto il nostro regalo ad uno dei gestori e a sua mamma. Sui loro volti e' apparsa un'espressione a meta' fra l'incredulo e l'estasiato. E nonostante madre e figlio fossero cosi' contenti di quel regalo, il dono non e' stato accolto da dei semplici arigatoo, bensi' da un coro di tantissimi sumimasen, accompagnato da profondi inchini e volti contriti.

Questo e' cio' che vuole il rigidissimo galateo giapponese.

Io sono una persona che tiene molto all'etichetta, anche se non in modo inflessibile o rigoroso, e nonostante questo sorrido quando penso a quanto mi scandalizzai, anni fa, leggendo "Bon Ton", l'opera piu' celebre della mordace Lina Sotis.
Ora sorrido perche' da quando sono qui in Giappone mi rendo conto, ogni minuto di piu', quanto le piu' ferree regole di bon ton non solo facciano realmente parte della vita di tutti i giorni degli abitanti di quest'antico stato insulare, ma potrebbero seriamente dare del filo da torcere anche ai seguaci piu' accaniti della nota scrittrice e giornalista romana.
All'intransigente galateo nipponico probabilmente dedichero' un articoletto in futuro, ma oggi volevo esternare qualcuna delle mie riflessioni sui ringraziamenti e su come questi avvengano (o non avvengano).

Alcune settimane dopo aver portato quella scatola di Ferrero Rocher al ristorante, siamo ritornati da Seigetsu per cena e indovinate che cosa ci aspettava?
Quest'enorme bottiglia di Fukumusume, un costoso tipo di sake' della Prefettura di Hyogo, nella regione del Kansai.

Ovviamente, siamo rimasti molto sorpresi nel ricevere questo magnifico regalo poiche', e lo dico con sincerita', non ci aspettavamo e non volevamo nulla in cambio.
Sia mio marito che io, pero', eravamo cosi' felici che non la finivamo piu' di ringraziare. In che modo, vi starete chiedendo? Abbiamo ringraziato dicendo grazie o dicendo qualcos'altro? Beh, essendoci adeguati alle usanze del posto, ci siamo innanzitutto scusati a nostra volta, e poi in un secondo tempo abbiamo usato la versione piu' cortese e formale del semplice arigatoo, ossia どうもありがとうございました doomo arigatoo gozaimashita, seguito da un susseguirsi di inchini che non sono terminati fino a che non eravamo fuori dal locale.

Probabilmente, noi dovremmo ora sentirci obbligati a ricambiare a nostra volta? Forse.
In ogni caso, pur attenendoci al "Paese che vai, usanza che trovi" o come dicono gli americani "when in Rome, do as the Romans do", rimaniamo fedeli al nostro voler fare un regalo dettato, semplicemente, da un sincero desiderio e non vincolato o imposto da regole di galateo.

Alcuni sostengono che sia impossibile capire la mentalita' dei giapponesi, e addirittura certi giapponesi concordano con cio' affermando che, per noi occidentali, tentare di spiegare in maniera logica la mente nipponica e' una battaglia persa in partenza.

Pur tuttavia, francamente, non la vedo in modo cosi' tragico. Credo, invece, che la difficolta' nell'interpretare usanze e costumi altrui sia riscontrabile ovunque, e non solo qui.
Insomma, non sono d'accordo con chi sostiene che i giapponesi siano un popolo stranissimo e quasi alieno; la realta' e' che i giapponesi, come qualunque altro popolo, sono diversi da noi e hanno una mentalita' molto differente dalla nostra. Tutto qua. Nessun bisogno, quindi, di ricorrere all'immagine, trita e ritrita, del Giappone beffardamente esclusivista.

Tutto questo porterebbe ad un discorso lungo e complesso, ovverosia a tutto quell'insieme di consuetudini, usanze, obblighi morali (e qui ci si addentrerebbe nella cervellotica faccenda del giri) su cui spero, piano piano, di potervi offrire i miei punti di vista.

Cio' che pero' avevo osservato, e sto osservando, e che quindi mi premeva condividere qui sul blog, e' proprio questa tendenza a scusarsi ancor prima di ringraziare. Badate bene, pero', che questo non e' indice di maleducazione, quanto di massima sensibilita' (eccessiva, per taluni) da parte del ricevente.
E sia che si tratti di un regalo o di un semplice favore, entrano in gioco anche forti obblighi morali che, forse e dico forse, in Occidente si sentono di meno.

Perdonate le mie eventuali imprecisioni, ma si tratta in fondo di una semplice analisi personale.

Ma saltando allegramente di palo in frasca, colgo l'occasione per mostrarvi uno dei nuovissimi onigiri del Famima di zona:
Sulla confezione in alto a sinistra c'e' un adesivo con tre kanji: 新発売 しんはつばい shin-hatsubai, ossia prodotto nuovo. In effetti, non l'avevo mai visto prima d'ora.
Come avrete immaginato, si tratta di un onigiri al gusto pizza e..tenetevi forte..patatine! Certo, l'abbinamento non e' dei piu' invitanti poiche' penso sia preferibile o uno o l'altro, e non tutti e due i gusti insieme, ma nonostante cio' questo nuovo membro della famiglia degli omusubi (altro nome con cui vengono chiamati gli onigiri) mi ha incuriosita.

Il vivace tricolore che adorna la confezione non puo' che farmi piacere. Mi fa, pero', meno piacere quel minaccioso e vagamente burlesco messaggio scritto in piccolo, proprio sotto la scritta rossa, e che avverte il potenziale consumatore che all'interno dell'onigiri non vi sono ne' pizza ne' patatine.

E dopo aver letto cio', ho fatto una smorfia di chi e' incerto e non sa cosa fare, ma alla fine, accecata com'ero dalla fame, mi sono divorata l'onigiri alla pizza e patatine, senza pero' ne' pizza ne' patatine.
Non chiedetemi cosa ci abbiano messo dentro per simulare i due ingredienti protagonisti perche' non ho letto la lista, e ho subito buttato via la confezione; so solo, pero', che le due primedonne mancanti sono state rimpiazzate da altrettante gustose comparse.

Nonostante tutto, l'onigiri era gustoso! Probabilmente non lo ricomprerei, ma preferirei virare di nuovo in direzione di gusti piu' tradizionali quali il salmone alla griglia, umeboshi, ecc. , lasciandomi, piuttosto, commuovere dai brillanti tricolori presenti magari su confezioni di caffe' piuttosto che di pasta, e non di onigiri.

venerdì, maggio 16, 2008

Dal Bazar: eleganti bento

Era da un po' che non rifornivo la vetrina di bento particolari, ed oggi e' arrivato il momento, finalmente, di stupirvi con qualche bella novita'!

Stavolta, pero', ho voluto dare precedenza a bento un po' eleganti e tradizionali. I prezzi, come vedrete, saranno un po' piu' alti del solito ma questo perche' riflettono la qualita' dei bento stessi.
Non vorrei che i prezzi vi spaventassero e vi facessero pensare che vi voglia fregare perche' non e' affatto cosi'. Questi bento, per forza di cose, costano di piu' di quelli semplici e che solitamente ho in vetrina, poiche' questi sono anche di qualita' superiore, non solo come materiali, ma anche come decori e colori.

Bando alle ciance, e andiamo a dare una curiosata!

BENTO LACCATO DEL MANEKI-NEKO
*Prenotato da Anna I.
Questo e' un bento a due piani, di un bel color rosso ciliegia.
La superficie esterna del bento e' interamente laccata di rosso, mentre la parte interna e' nera.
Il bento, inoltre, ha gia' anche il suo bel laccetto rosso.
Vediamo un'altra immagine del bento aperto:
Made in Japan
Prodotto dalla ditta Prime Nakamura
Prezzo: 13 euro

BENTO LACCATO KURO-NYAN
*Prenotato da Tizy
Un bellissimo bento nero laccato, con sopra il coperchio due simpatici e coloratissimi micetti giapponesi.
Il bento comprende gia' il suo bel laccetto nero.
Capacita' del ripiano superiore: 250ml
Capacita' del ripiano inferiore: 320ml
Vediamo un'altra immagine piu' dettagliata:
Made in Japan
Prodotto dalla ditta Hakoya
Prezzo: 20 euro

BENTO LACCATO USAGI CON SCODELLA
*Prenotato da Afsaneh!
Questo e' un piccolo gioiello di bento, non credete?Meravigliosamente laccato! E' a due piani, ma anziche' essere composto da due vaschette normali, come capita di solito, qui abbiamo una vaschetta tonda ed una scodella!
Ovviamente, assieme a questo bel bentino riceverete anche il suo laccetto coordinato rosso.
E' da notare il decoro con i coniglietti!
Vediamo un'altra immagine piu' dettagliata:
Ancora un'immagine:
Made in Japan
Prodotto dalla ditta Hakoya
Prezzo: 22 euro

WAPPA BENTO LACCATO
*Prenotato da Deborah S.
Wappa e' il nome giapponese che viene dato a bento ovaleggianti come questo. La forma dei wappa e' molto tradizionale, e ricorda quella dei bento di una volta.
Questo e' un bento davvero bello; decisamente uno dei piu' belli che abbia mai visto!
La superficie e' lucidissima, ed e' interamente laccata di nero. Sul coperchio, come potete vedere, ci sono degli sbuffi di rosso. Il rosso, poi, viene ripreso nel punto in cui il coperchio si congiunge con la vaschetta inferiore, e sulla parte laterale del bento stesso.
Il bento comprende il suo laccetto, rigorosamente nero.
Vediamo un'immagine dettagliata del bento aperto:
Le dimensioni di questo bento sono abbondanti, e vi permetteranno di farvi stare al suo interno un pasto piu' che generoso.
Capacita' della vaschetta superiore: 340ml
Capacita' della vaschetta inferiore: 460ml
Come vedete, quindi, il wappa e' proprio un bel bentino generoso.
Vediamo ancora un'immagine di questo straordinario bento:
Made in Japan
Prodotto dalla ditta Hakoya
Prezzo: 30 euro

PORTA-ONIGIRI SAKURA PINKU
*Prenotato da Valentina B.
Ho un porta-onigiri uguale a questo! Ma non e' bellissimo?? Ovviamente, non e' detto che dobbiate usarlo per forza solo per gli onigiri poiche' si presta bene anche per piccoli tramezzini, e snack di vario genere.
Vediamo un'immagine del porta-onigiri aperto:
Come vedete, il porta-onigiri e' composto da due parti: quella superiore per contenere gli onigiri o tramezzini, ed una vaschetta inferiore ideale per patatine, noccioline, caramelle, frutta, ecc.
Capienza della parte superiore: 180ml
Capienza della parte inferiore: 235ml
Made in Japan
Prodotto dalla ditta Hakoya
Prezzo: 17 euro

BENTO SAKURA PINKU
*Prenotato da Emanuela P.
Questo delizioso bento riprende lo stesso motivo floreale del porta-onigiri.
Il bento e' a due piani, e comprende il suo laccetto rosso. Vediamo un'immagine del bento aperto:
Capacita' della vaschetta superiore: 310ml
Capacita' della vaschetta inferiore: 240ml
Made in Japan
Prodotto dalla ditta Hakoya
Prezzo: 17 euro

OCHA ZUTSU - BARATTOLI GIAPPONESI PER IL TE'
*Ocha-zutsu rosso prenotato da Afsaneh
Definirli belli mi sembra alquanto riduttivo, non credete? Piuttosto li definirei magnifici!
Questi sono due お茶づつ ocha-zutsu, ovvero barattoli giapponesi per il te'. Entrambi sono rivestiti di tradizionalissima carta washi giapponese, abbellita da decori squisitamente nipponici.
Vediamo altre immagini:
Aprendoli, notiamo che il coperchio interno e' di metallo: questo e' indice di qualita' poiche' i barattoli piu' economici, in genere, hanno il coperchio interno di plastica.
Ed ecco i barattoli aperti:
Ancora un'ultima immagine di questi due bellissimi ocha-zutsu:
Gli ocha-zutsu vengono usati per conservare il te' verde giapponese, ma nulla vieta che si possano usare anche per conservare del caffe', o altri alimentari secchi di vario genere. Andrebbero bene anche per collane e monili, oggetti vari ecc.
Made in Japan
Prezzo: 10 euro l'uno

Questo e' quanto per oggi! Spero che questi nuovi arrivi vi siano piaciuti!
Per qualunque domanda od ordine, perfavore scrivetemi all'indirizzo che trovate sopra la geisha-san del meteo, a destra.
Se non ricevete subito risposta, perfavore pazientate qualche giorno e vi scrivero'. Nel caso non doveste proprio ricevere risposta, e' possibile che non mi sia arrivata la vostra mail, quindi per cortesia, rimandatemela.

Ho altri nuovi articoli per il bazar, ma li aggiungero' in vetrina nei prossimi giorni. Volevo dare la precedenza a questi splendidi bento di oggi, nonche' a quei due magnifici ocha-zutsu. Gli altri articoli che ho sono di abbastanza ordinaria amministrazione.

またね!

Sapori casalinghi del Sol Levante

Il さばのみそ煮 saba no miso-ni, ovvero sgombro con salsa di miso, e' un vero classico della cucina casalinga giapponese.

Di solito, quando si pensa alla cucina giapponese vengono subito in mente immagini di piatti celebri quali il sushi, il sashimi, il tempura, ecc.
Molti, pero', forse non sanno che questi sono piatti considerati adatti ad occasioni speciali persino dai giapponesi stessi, e che non vengono consumati cosi' frequentemente come si potrebbe immaginare!
Il tempura, come il sushi ad esempio, sono piatti non di facile realizzazione e che quindi si preferisce andare a gustare in ristoranti specializzati, magari per festeggiare un evento a cui si tiene particolarmente, ma non solo.

C'e' invece una parte del repertorio gastronomico giapponese che si chiama かてい料理 katei-ryoori, e che raggruppa tutte quelle ricette della cucina casalinga, cioe' tutti quei piatti che vengono normalmente preparati nelle cucine dei giapponesi ogni giorno.
I piatti del katei-ryoori sono di solito semplici e veloci da preparare; inoltre, richiedono l'uso di pochi ingredienti economici. Non per questo, pero', sono meno deliziosi o meno esteticamente appaganti dei tanto esaltati tempura, sushi et similia.

Di recente, ho chiesto alla mia amica Kyoko d'insegnarmi qualche piatto del katei-ryoori. Di uno di questi vi ho gia' parlato, ossia del kinpira.

E ieri, invece, sono stata a casa di Kyoko ad imparare proprio la ricetta di questo vero classico della cucina quotidiana: saba no miso-ni. Quel ni, in realta', deriva dal verbo 煮る niru che significa sobbollire, questo perche' lo sgombro viene fatto letteralmente sobbollire in un brodino a base di miso ed altri ingredienti che ora vi elenchero'.

Prima di darvi la ricetta, pero', volevo precisare che Kyoko, molti anni fa, ha preparato una raccolta di ricette sue intitolata "Kyoko's cooking". In questa raccolta, sono presenti molti dei classici della cucina quotidiana giapponese.

Mi piacerebbe poter, piano piano, proporvele tutte perche' sono eccellenti, nonostante Kyoko sia molto modesta e sostenga di non essere una cuoca cosi' speciale; pero',credetemi sulla parola quando vi dico che assaggiare la sua cucina significa essere trasportati istantaneamente in paradiso perche' da essa emergono tutti i profumi e i sapori genuini della vera e semplice tavola del Sol Levante.

La ricetta dello sgombro in salsa di miso e' molto semplice, come vedrete, e potrete realizzarla senza difficolta' alcuna.
Lo sgombro preparato in questo modo e' ottimo accompagnato con del semplice riso al vapore, e magari una scodella di zuppa di miso o del tonjiru. Per la ricetta di quest'ultima, vi rimando ad un mio articoletto di ottobre: ecco qui.

Sarebbe meglio utilizzare dello sgombro fresco, ma direi che anche quello surgelato vada piu' che bene.

Sgombro in salsa di miso
Saba no miso-ni
さばのみそ煮

Ingredienti per quattro persone:

4 filetti di sgombro (100gx4)
30g di zenzero fresco
4 porri

Per la salsa:
100cl di sake' di buona qualita'
100cl d'acqua
3 cucchiai di zucchero
80g di akamiso o miso rosso*

*in mancanza di miso rosso, usate tranquillamente un'altra varieta'.

Se possibile, fatevi pulire lo sgombro in pescheria cosi' da non dovervi occupare personalmente di questo compito cosi' poco invitante. Se pero' non v'impressionate facilmente, meglio cosi'.

1- Tagliate lo sgombro in quattro pezzi piu' o meno uguali, e sopra di essi praticate tre taglietti diagonali. Risciacquate i pezzi di pesce velocemente sotto un getto d'acqua corrente.
2- Riempite un recipiente d'acqua molto calda, ed immergetevi i pezzi di sgombro; in questo modo si eliminera' quell'odore di pesce non particolarmente gradito.
3- Tagliare lo zenzero a striscioline sottili, e i porri in pezzi da circa 3cm di lunghezza.
4 - Mettere lo sgombro in un tegame basso, assieme allo zenzero, al sake', e all'acqua. Coprire con un 落し蓋 otoshibuta (coperchio giapponese di legno), oppure semplicemente con un foglio di carta da forno su cui avrete fatto un buco al centro.
Cosi':
Far cuocere il tutto a fiamma alta.
Quando il brodino comincera' a bollire, togliere la schiuma che si formera' in superficie e far cuocere a fuoco medio. Continuare a cuocere fino a che il pesce non sara' completamente cotto.

5- Abbassare ancora un po' la fiamma, ed alzare il foglio di carta da cucina:
A questo punto, versare nel tegame lo zucchero e la pasta di miso sciolta in un po' di brodo di cottura del pesce. Cercare di mescolare bene senza rovinare i filetti di pesce. Lasciar cuocere a fuoco basso per altri 5 minuti.

6- A parte, far grigliare i pezzi di porro (come vedete nella foto), e ad aggiungerli al pesce quando avranno preso un po' di colore.

7 - Sistemare i filetti in piatti individuali, versarvi un po' della salsa di cottura e guarnire il tutto con i porri.
Et voila'!

Prima di tornare a casa, Kyoko mi ha dato un po' di sgombro ed un po' di tonjiru che abbiamo preparato insieme. Ho servito entrambi per cena, ieri sera, assieme a del riso al vapore. Ecco qui:
Non so se ricordate, ma diversi mesi fa ho scritto un articoletto dedicato allo shabu-shabu che mio marito ed io avevamo assaggiato proprio a casa di Kyoko. E in occasione di quella cena, Kyoko e suo marito ci regalarono uno splendido piatto di legno intagliato proprio dal marito il quale si dedica, da anni ormai, alla scultura del legno secondo lo stile di Kamakura. Vi rimando all'articoletto in questione: eccolo qui.

Ebbene, mentre ero a casa di Kyoko, ho potuto ammirare altre magnifiche sculture del marito. Eccone una:
Ed eccone altre tutte ordinatamente esposte, fotografate nello studiolo del marito di Kyoko:
Un'arte, quella della scultura giapponese del legno, che non lascia impassibili.
L'eleganza che traspare da ogni singolo pezzo colpisce per la sua semplicita'. Non e' eleganza forzata, esageratamente arzigogolata e volutamente opulenta, ma lineare e pulita.

E prima di andare via, Kyoko e' stata cosi' gentile e generosa da regalarmi una confezione di prezioso e delicato te' 新茶 shincha della prefettura di Shizuoka. Eccolo:
E siccome so che Kyoko legge il mio blog, questo e' per lei:
恭子さん、昨日はとても楽しかったです!お招きありがとうございました!

giovedì, maggio 15, 2008

Kimekomi Ningyoo

**Prenotata da Emanuela P.**

So che alcune di voi sono rimaste sulle spine in questi giorni, in attesa di questo articoletto dedicato all'oggetto misterioso che avrei messo in vendita oggi!

Eccola qui in tutto il suo splendore! Quella che vedete nella foto qui a sinistra e' un'autentica Kimekomi Ningyoo, ovvero una bambola tradizionale giapponese costruita secondo la tecnica del 木目込み kimekomi.

Per la costruzione di queste bambole, viene utilizzata la segatura ottenuta dal prezioso legno di Paulownia. Ad essa viene aggiunta della colla di riso e della fibra di juta. Con questo composto si creano delle basi con cui verra' poi costruita la bambola.
Su questa base, poi, vengono effettuate delle scanalature in cui verranno fissati, con molta precisione, i lembi della stoffa per il vestito della bambola. La stoffa risultera', in questo modo, perfettamente tesa, ed aderira' con precisione su tutta la superficie della bambola stessa. Questo e', secondo me, l'aspetto piu' interessante di quest'antichissima tecnica.

La stoffa utilizzata per l'elegante kimono di questa bambola e' del raffinatissimo broccato di seta giapponese.
La bambola rappresenta una giovane donna vestita secondo lo stile del periodo Edo.

Assieme alla bambola, riceverete anche il suo elegante piedistallo di legno su cui poggera' in modo molto aggraziato:
I suoi splendidi e morbidissimi capelli neri fanno da cornice a quel dolce visino dipinto di bianco.
La tecnica del kimekomi pare risalga al diciottesimo secolo d.c., e si dice sia nata nell'antica capitale di Kyoto dove un sacerdote shintoista, tale Takahashi-san, volendo utilizzare degli avanzi di legno e scampoli di stoffa, s'ingegno' ed invento' questo originalissimo metodo di costruzione di bambole che sarebbero, poi, diventate famose in tutto il Giappone.

Al giorno d'oggi, le bambole kimekomi vengono costruite ancora da alcuni artigiani specializzati in questa tecnica, anche se questa e' un'arte tristemente destinata a sparire in futuro.
Tante sono le arti tradizionali che, purtroppo, stanno lentamente subendo questa triste sorte.
Un modo, pero', che abbiamo di preservare queste testimonianze del passato e' quello di conservare piccoli capolavori come questa splendida bambola.

Purtroppo non so quanti anni abbia questa bambola. La signora che me l'ha venduta mi ha semplicemente detto che apparteneva alla sua famiglia da molto tempo, ma non sapeva da quanto.
C'e' da dire, pero', che la bambola e' in ottime condizioni. Non ha macchie da nessuna parte, e il suo kimono e' completamente intatto. Non mancano ciocche di capelli, e il piedistallo di legno e' perfetto, senza nessun graffio od ammaccatura.
Probabilmente la bambola e' stata sempre tenuta all'interno di una teca, oppure conservata nella sua bella scatola.

Ancora un'immagine della bambola, ma questa volta da dietro. Notate lo splendido obi giallo!
E per concludere, questa e' la scatola originale che riceverete assieme alla bambola:
Su uno dei lati della scatola, vi e' stampato il nome della piccola impresa di artigiani dov'e' stata creata la bambola: Tookyoo Kimekomi.

La bambola e' alta 22cm.

Un'ultima precisazione: su Ebay ed in giro per il mondo, ogni tanto capita di trovare qualche bambola kimekomi. Attenzione pero'! Molte di esse sono fatte di porcellana dozzinale, provengono dalla Cina, e vengono decorate in modo da sembrare vere kimekomi giapponesi.

E' inutile dire, quindi, che la bellissima kimekomi ningyoo che vi propongo io non solo e' originale giapponese, ma e' un piccolo capolavoro di una preziosissima ed antichissima arte.

Prezzo: 15 euro

La prima persona che mi scrivera' facendo richiesta della bambola, se l'aggiudichera'.
Quindi, siate VELOCISSIMI! Faro' riferimento all'ora di arrivo delle email per determinare chi avra' la precedenza sugli altri.

Grazie fin d'ora!