mercoledì, dicembre 05, 2007

Shabu-shabu e altre squisitezze!

Sabato, mio marito ed io siamo stati invitati a casa della mia amica Kyoko per cena, a mangiare lo しゃぶしゃぶ shabu-shabu.

Lo shabu-shabu e' una sorta di bourguignonne dove pero' la carne e le verdure, anziche' venir cotte nell'olio bollente, vengono fatte cuocere in un brodo molto leggero composto da acqua e alga konbu.

Per servire questa specialita', e' necessaria una しゃぶしゃぶ鍋 shabu-shabu nabe, ovvero una pentola apposita per questo piatto.
Ecco quella di Kyoko:
Come vedete, la pentola viene messa direttamente sul tavolo, proprio come avviene per la bourguignonne. A differenza di quest'ultima pero', per lo shabu-shabu si usa un fornellino portatile a gas.

Ed ecco una parte della tavola, impeccabilmente apparecchiata da Kyoko ed arricchita da un tocco natalizio:
E qui, invece, vedete la shabu-shabu nabe senza coperchio e con il brodo (la vedete l'alga konbu sulla sinistra?) che piano piano comincia a bollire:
In basso a destra, vedete un vassoio di fette sottilissime di carne; ecco, si tratta proprio di carne appositamente tagliata per lo shabu-shabu.
Di norma, per lo shabu-shabu si usa carne di manzo e/o di maiale, sempre tagliata molto fine per facilitarne la cottura che deve avvenire in brevissimo tempo.
Ecco altri due vassoi di manzo e maiale per shabu-shabu:
Per creare uno shabu-shabu equilibrato dal punto di vista nutrizionale, e' sempre meglio servire la carne accompagnata da tanta verdura.
Ecco qui lo splendido assortimento di verdure e di tofu preparato da Kyoko:
Partendo dall'alto, andando in senso orario:
おとうふ otoofu, ovvero tofu tagliato a cubetti
porri tagliati diagonalmente
rotolini di 白菜hakusai o cavolo cinese con all'interno una strisciolina di carota
しいたけ funghi shiitake
くず kuzu, spaghettini trasparenti preparati con amido di arrowroot (Maranta arundinacea)
un mazzetto di spinaci

Quando il brodo comincia a bollire, ogni commensale, aiutandosi con i propri おはし ohashi (bacchette), v'intinge una fettina di carne o un pezzo di verdura o tofu. Quando si mette la carne nel brodo, la si muove velocemente prima da una parte e poi dall'altra per assicurarsi che questa cuocia rapidamente e in modo uniforme. Mentre si fa cuocere la carne in questo modo, dicevamo しゃぶしゃぶーしゃぶしゃぶ!shabu-shabu shabu-shabu!
Il nome di questo piatto, infatti, non e' altro che l'espressione onomatopeica che riflette il mormorio della carne che viene fatta cuocere velocemente nel brodo bollente. In italiano diventerebbe una specie di sssshhh-sssshhh, una sorta di fruscio.
Ognuno di noi, poi, aveva un paio di scodelline (v. la foto che c'e' poco piu' su) dove poter mettere delle salsine da usare per condire carne e verdure. Le salsine che si usano tradizionalmente sono: un condimento cremoso a base di semi di sesamo, e la salsa ponzu che non e' altro che salsa di soia mischiata con succo di agrumi giapponesi, principalmente lo yuzu.
A scelta, poi, si puo' usare ora un condimento e ora l'altro.

Ed ecco del buonissimo tofu e lo squisitissimo hakusai durante la cottura:
Durante la cottura, nel brodo si forma un po' di schiuma, che in giapponese si chiama あく aku, e che va rimossa con un mestolino che si tiene a portata di mano.

Dopo aver mangiato, il brodo che e' rimasto nella nabe e che nel frattempo ha assorbito tutti i sapori della carne e delle verdure, viene prima filtrato con una schiumarola e poi viene servito ai commensali in piccole scodelle.

Dopo cena eravamo cosi' sazi da non poter nemmeno immaginare di voler mangiare altro, ma Kyoko aveva preparato una squisitezza che avrebbe chiuso in bellezza la cena: il 炊き込みごはん takikomi gohan, ovvero riso al vapore cotto con carote e funghi, una sorta di risotto nipponico.
Buonissimo!!!
Il takikomi gohan, in realta', si puo' preparare in tantissimi modi diversi, utilizzando le verdure che piu' si preferiscono; si tratta di una preparazione sempre molto gradita da tutti i giapponesi perche' rende piu' saporita una semplice scodella di riso al vapore, permettendo al tempo stesso di utilizzare avanzi di verdure o carne che magari si hanno in frigorifero.

Ma una bella cena non e' tale senza il dolce, e Kyoko sa preparare dessert da sogno. Infatti, non si e' smentita nemmeno questa volta servendo ad ognuno di noi questa dolce meraviglia:
un vero dessert vegetariano! Fagioli azuki leggermente dolcificati con zucchero di canna, morbida panna preparata con latte di soia non zuccherato, e fragole fresche.
Una prelibatezza veramente speciale! Gli azuki, che generalmente vengono comprati gia' pronti e gia' dolcificati al supermercato, erano invece stati preparati da Kyoko ed edulcorati leggermente e solo con ottimo zucchero di canna. La panna di soia senza zucchero si sposava perfettamente bene con gli azuki e la dolcezza naturale delle fragole. Risultato: un dessert eccellente, leggero e cosi' goloso da voler fare il bis, il tris e il quatris!

Dietro la coppa di dessert, s'intravede la bottiglia di un divino sake della prefettura di Niigata!

Chi di voi legge abitualmente il mio blog, forse ricordera' l'articoletto dedicato ad un pranzo a casa di Kyoko a cui ero stata invitata. E forse ricordera' anche cos'avevo detto a proposito delle stupende tovagliette di legno che sono sulla sua tavola.
Ebbene, per non costringere i nuovi lettori ad andare a spulciare tutto l'archivio di Biancorosso, faccio un breve riassunto: Koji-san, il marito di Kyoko, si dedica da molti anni all'antica arte della scultura del legno, frequentando addirittura una scuola guidata da veri maestri nel campo, e che insegna la scultura del legno secondo le tecniche tradizionali dello stile di Kamakura.
Le tovagliette che vedete nella foto sia di questo articoletto che di quello di maggio (mi pare), sono state intagliate dall'abile Koji-san.

E sabato, dopo cena, Kyoko e il marito ci hanno fatto uno splendido dono e che noi abbiamo apprezzato moltissimo: un vassoio tondo di legno su cui Koji-san ha intagliato fiori di tsubaki, ovvero di camelia, sempre nello stile di Kamakura.
Questo e' un tradizionale vassoio per servire gli onigiri, ma puo' essere usato anche per dolcini, caramelle, ecc.
Guardate che splendore:
E' un oggetto talmente ben fatto ed elegante che quasi ho paura ad usarlo!

E come ogni mese, e per chi legge Biancorosso regolarmente e' quasi un appuntamento irrinunciabile, anche stavolta Ishii-san, il nostro padrone di casa, ci ha regalato un bellissimo assortimento di wagashi autunnali, quasi invernali:
Dorayaki, yookan, mochi e manjuu di castagne abbelliscono questa scatola con i loro caldi colori autunnali.
Ed ecco il coperchio della scatola, su cui c'e' scritto お菓子okashi, o dolci.
E ieri e' venuta la mia amica Akiko per la sua lezione settimanale d'italiano, e mi ha portato un bellissimo regalo dopo il suo recentissimo viaggio a Kyoto: un omiyage tradizionale dell'antica capitale giapponese, gli おたべotabe, ovvero dei dolcini fatti con un morbido impasto a base di riso e ripieni di vario genere. Gli otabe che ha portato a me avevano due tipi di ripieni: むらさきいも murasaki imo ovvero una specie di patata giapponese dalla buccia viola, e つぶつぶ栗 tsubutsubu-kuri, ossia castagne a pezzetti.
Ecco qui la splendida scatola degli otabe di Kyoto:
Ma non e' carinissima la geisha-san di Kyoto??
Ed ecco i golosissimi otabe:
おいしい!!!Oishii!!!
E' sempre un piacere enorme ricevere gli omiyage qui in Giappone perche' questi danno la possibilita' di assaggiare speciali prelibatezze provenienti magari da province distanti. E poi la cura con cui gli omiyage vengono preparati e confezionati fa' sempre si' che questi regali diventino indimenticabili.

Nel prossimo articoletto vi parlero' di nuovo di ramen, specialita' a cui non stiamo rinunciando in questo periodo di grande freddo!

Ja ne!!

8 commenti:

Josie ha detto...

Ahhh , sono cosi gelosa! Il vassoietto e' spettacolare , ci dever aver messo mesi ad intagliarlo , che pazienza!
Io e il maritino abbiamo provato una sera a fare lo shabu-shabu, non avendo la pentola apposita e nemmeno il fornellino, ho improvvisato col la pentola elettrica (rice cooker e steamer 3in1) poggiata sul tavolo.
Devo dire che era molto buono , soprattutto la carne era delicatissima, per quanto un po fastidioso da pulire per via degli schizzi e residui di brodo.

Quanto vorrei tutti quei dolcetti che ti pappi! Devo venire in Giappone al piu' presto :)

Anonimo ha detto...

E' sempre con piacere misto a meraviglia che leggo i tuoi articoli! La tua amica ha preparato una cena meravigliosa, lo shobu-shobu deve essere divertentissimo!
Io adoro il bourguignon!
Che dire quei dolcetti mi fanno una gola.... :)___
Non ti preoccupare se non trovi il tempo per rispondere alle email, so benissimo che sei super impegnata anche più di me, ti mando un abbraccio!
Erika

Anonimo ha detto...

ciao Marianna,ho scoperto il tuo blog da un pò,e devo dire che ormai per me è diventata una piacevole abitudine passare qui e leggere i tanti aneddoti,curiosità,spiegazioni sulla cultura giapponese.Il Sol levante è per me una grande passione,e il tuo blog mi aiuta ad assaporarne tutte le sfaccettature.Ho diverse penfriends dal Giappone,ed una di queste è addirittura venuta a trovarmi a febbraio scorso.Una volta mi ha detto che il suo piatto preferito è lo shabu-shabu,ed ora grazie a te so di cosa si tratta!
un saluto
Carmen

Bia ha detto...

Che meraviglia quel vassoio! Non stonerebbe in un museo o in un negozio di articoli di lusso. E che cena meravigliosa: sono incantata dalla cura e semplice eleganza che i giapponesi mostrano nella preparazione del pasto quotidiano (anche se immagino che lo shabu shabu sia riservato a certe occasioni). E, inutile ripeterlo, mi hai fatto venir fame. ;)

Bia

Pal ha detto...

Caspita che blog. Non ti leggo sempre ma ogni volta è una piacevole sorpresa: non solo il tema "culinario" è un ottimo pretesto per comprendere Giappone e giapponesi, ma scrivi davvero bene.
In poche parole: perfetto.
Una piccola cosa
quando dici
siamo stati in un locale piccolo ma molto accogliente, nella citta' di Ebina
sarebbe il massimo vederne qualche foto. Così come per Seigestu. Ma sono solo semplici spunti o forse mi son perso troppi post precedenti.

cari saluti

Pal

Diana ha detto...

ciao!!
rimango sempre stupita da come i giapponesi abbiano questo amore al dettaglio e al ordine di forme e colori...
vorrei non sbagliarmi, ma credi sia dato all'educazione o che la propria cultura quasi 'esigi' quel modo di ordine, di 'ambiente'? da noi in occidente non lo vedo cosi latente sta cosa..
bellissimo post comunque, e sono contenta per te che puoi passare natale e capodanno insieme alla tua famiglia. ^^

Un abbraccio! Diana

Mitì ha detto...

La "fondue chinoise" la faccio spessissimo; ho una pentola comoda, elettrica, di rame, da mettere direttamente in tavola pure lei. Purtroppo non la fanno più, o almeno non l'ho più trovata in commercio né in Italia né su Internet...:-(

www.placidasignora.com

Anna ha detto...

Ciao,
sono Anna, assidua lettrice di "inGiappone".
Marco qualche giorno fa è tornato in Italia ed io mi sono sentita persa senza il suo blog. Mentre leggevo i saluti finali ho scoperto il tuo e ti ho cliccato. Mi hai talmente affascinato che ho fatto notte fonda, l'ho divorato per mettermi al passo.
Marià si 'a fin rò munno, considerami tra i tuoi lettori più affezionati!!!