La suggestiva Enoshima e' immersa nella natura, e quindi regala un prezioso diversivo alla vita frenetica di citta' dove il cemento impera e il contatto con la natura vera - e non quella artificiale e meticolosamente progettata da qualche sofisticato architetto tokyota - e' spaventosamente sporadico.
Dopo essere scesi dal vecchio treno verde 江ノ電 Enoden che collega la cittadina di Enoshima a Fujisawa e Kamakura, ci siamo incamminati in direzione dell'isola. L'aria profumava di salsedine, ed un frizzante venticello marino ci accarezzava i capelli dolcemente.
Ho respirato a pieni polmoni quell'aria che sapeva di mare perche' ho percepito in essa un pizzico di quell'energia coinvolgente che si prova quando si e' cosi' vicini alla natura. Guardandomi attorno ho notato i grandi spazi che ci circondavano con un maestoso ma affettuoso abbraccio; e laggiu', ecco un assaggio della solenne vastita' del mare che si perde fin dove arrivano i nostri poveri occhi umani: l'orizzonte.
Prima di arrivare qui nel Sol Levante, non avevo mai vissuto sulla mia pelle la realta' di un Paese sovrappopolato, e quindi potevo solo immaginare cosa volesse dire trovarsi gomito a gomito con piu' di 127 milioni di persone. Immaginavo fosse difficile, ma quanto esattamente non mi era possibile capirlo fino in fondo.
Stando qui si apprezzano gli spazi aperti proprio perche' essi scarseggiano, e quindi quando si ha l'opportunita' di cambiare un po' scenario, passando dalle caotiche citta' a qualche angolo tranquillo, ecco che ci si sente improvvisamente rinascere. E' proprio quel senso di rinascita che spinge i giapponesi a cercare luoghi tranquilli dove poter staccare un po' la spina dal solito tramtram quotidiano.
Arrivando sull'isola, si viene accolti da un'infinita' di negozietti e ristorantini che offrono specialita' del posto tra cui le しらす shirasu, ovvero piccolissimi pesciolini appartenenti alla famiglia delle sardine (in italiano sono noti col nome di bianchetti), i senbei di polipo, e le サザエ sazae, una sorta di mollusco racchiuso in una grossa conchiglia.
L'isola di Enoshima e' impreziosita dalla presenza di numerosi tempietti sparsi qua e la', a cui pero' si arriva solo dopo una scarpinata non indifferente fatta di scale, scale, scale e ancora scale!
Che faticata, anche se fortunatamente non era nemmeno paragonabile alla camminata-incubo del saliscendi che tortura tutti coloro che si avventurano nella parte vecchia di San Francisco!
Andando su per quella stradina che vedete nella foto, ed oltrepassando il torii di bronzo, si arriva ai piedi dell'Enoshima Jinja.
Un particolare a cui ho fatto caso, arrivando sull'isola, e' stato il numero abbastanza inquietante di panciuti gatti che si aggiravano fra i templi in modo molto indisturbato. C'erano gatti ovunque, e quasi tutti sonnecchiavano pigramente su qualche tetto oppure vicino a qualche lanterna di pietra.
Uno di questi pingui felini se ne andava tranquillamente a spasso per l'edificio che ospita la scala mobile:
A far la guardia all'Enoshima Daishi, ecco una coppia di oni, ossia di demoni dall'aria non particolarmente amichevole:
Mi ha fatto un certo effetto vedere un tempio cosi' moderno poiche', in genere, i templi che s'incontrano qui in Giappone hanno alle spalle quasi sempre un paio di secoli di valorosa storia.
E' stato quasi come vedere quelle chiese cattoliche moderne, squadrate e con decorazioni cosi' scarne da essere ridotte all'osso, che ogni tanto si scorgono in Italia.
Man mano che proseguivamo, il nostro stomaco ha iniziato a reclamare qualcosina di gustoso, e con tutte quelle meraviglie gastronomiche in bella vista in ogni dove, e' stato quasi impossibile resistere.
I ristorantini erano cosi' tanti da non riuscire a decidersi, ma alla fine ne abbiamo scelto uno che godeva di una vista mozzafiato.
Il sole era gia' tramontato, ma all'orizzonte era rimasta una sottilissima linea di luce dorata che sembrava il luccichio che emerge da uno scrigno stracolmo di tesori, proprio come quelli che compaiono nelle rocambolesche avventure di pirati.
Oltre le shirasu e le sazae, anche le 焼きはまぐり yaki-hamaguri - ossia vongole grandi alla piastra - arricchiscono la lista delle specialita' del posto, e in particolar modo di questo ristorante. Come potevamo non assaggiarle? Eccole qua in tutto il loro succulento splendore!
Dopo il nostro pasto, abbiamo ripreso a passo lento la camminata e pian pianino il cielo si stava facendo sempre piu' blu cobalto. Mi sono fermata vicino ad una siepe ad ammirare uno scorcio della Baia di Sagami all'imbrunire:
A Chigasaki ci siamo goduti un'altra passeggiata lenta e rilassante. Io, con lo sguardo sempre rivolto all'insu', osservavo tutto ed ero, come al solito, alla ricerca di kanji sconosciuti da potermi annotare su di un pezzo di carta che mi porto sempre nella borsa.
Ma tra una camminata e l'altra, non ci siamo accorti che intanto si stava facendo tardi e che....avevamo di nuovo fame! L'aver saltato il pranzo e l'aver spezzato quell'involontario digiuno con quel suggestivo pasto sull'isola ci ha, in qualche modo, scombussolati, sorprendendoci con un languorino che non ci aspettavamo!
In una viuzza buia ed intralciata da un groviglio di biciclette accatastate, abbiamo trovato una porticina di legno da cui proveniva un profumino di 焼肉 yaki-niku, o carne alla piastra.
Dietro quella porticina, infatti, si nascondeva un ristorante distribuito piu' in lunghezza che in larghezza, fino ad assomigliare ad un corridoio stretto. Il locale, dal rassicurante nome di 安安 An-An, era affollatissimo. Cio' nonostante, dopo un'attesa di pochi minuti, si e' liberato un tavolo; e nel giro di pochissimo, eccoci all'opera a grigliare carne, verdura, salsicce e seppioline!
E come volevasi dimostrare, il mio verdetto non mi ha stupita: l'espresso con panna e' di un dolce da star male, mentre l'espresso doppio e' amaro come la china. Insomma, due estremi che piu' estremi non si puo'. E intanto, niente di che. Pure questi hanno lo stesso ed identico gusto di tutte le altre sette milioni di varieta' di caffe' in lattina.
Buona domenica!
ps. Prometto di rispondere a tutte le richieste d'informazioni sul bazar e all'amica che mi chiedeva info sul budget giornaliero per un viaggio qua in Giappone.
9 commenti:
Aaaaaaw che bello poterti leggere!
Non smetterò mai di ringraziarti per tutte le volte che mi fai assaporare un pezzettino di Giappone...che mi manca terribilmente ç__ç
Grazie grazie grazie grazie grazie! >.<
Visto che ti è piaciuta così tanto Enoshima, ti consiglio, se ancora non ci sei stata, di fare una visita a Nikko e al suo meraviglioso complesso di Templi.
E' da mozzare il fiato.
Un saluto ed un abbraccio forte.
E grazie ancora.
Paolo ^__^
Che splendida gita!! ^^
Grazie per il resoconto e per le belle foto e complimenti per il blog che è tra i miei preferiti!
Saluti
Giacomo
Che splendida gita!! ^^
Grazie mille per il resoconto e per le foto e complimenti per il blog che è tra i miei preferiti!!
Saluti
Giacomo
fantastico posticino, e bellissime foto, mi mette sempre troppa voglia di viaggiare, specie andare in giappone! *.*
quel micio è troppo puccioso, adoro le foto con i mici! :D
e mangiate sempre cose buone! mi chiedo se siete voi che sceglite bene, o li in giappo che le cose anche semplici fanno troppo gola? xD il gelato di matcha mi attrae troppo, era buono? *.*
un abbracio!!
Diana
Che posto meraviglioso e che splendide vongole giganti!Che siano abaloni?Comunque credo che il giorno in cui tornerai in Italia mi sentirò male x il fatto che non avrò + resoconti dettagliati e interessanti della tua vita in Giappone,che x chi ama questo paese come me e non ci è ancora andato è un pò come viverci attraverso i tuoi racconti e le tue foto. Spero di aprire al più presto il bed&breakfast che è ancora in ristrutturazione e mollare il lavoro in ufficio per riuscire finalmente a permettermi almeno un viaggio in Giappone all'anno!
Buona serata
Mary un viaggio da sogno che anche io mi sarei vissuta intensamente!!! Io essendo figlia di pescatore avrei assaporato tutto quel pesce con un pizzico di maliconia!!! Si i Giap amano molto i posti tranquilli dove riposare oltre che il corpo anche la mente visto che vivono in una metropoli chiassosa e caotica e lavorano tanto.
Gli oni li conosco bene perchè anche guardando i cartoni giapponesi, se ne vedono tanti e tante loro usanze!!!
Di solito xò li fanno vedere come demoni generati dall'inchiostro di una penna dove poi dal foglio prendono vita.
Mi è piaciuta troppo questa isoletta...beh io preferirei non sapere quanto costa un viaggio in giappone sennò m spavento eheheheheeheheh
kisu mata ne
E' sempre terribilmente suggestivo leggere i resoconti delle tue gite giapponesi, credo che potresti raccoglierle in un libro/diario di viaggio con tanto di foto tue di accompagnamento, e credo che avrebbe un grande successo :)
Mi ha fatto piacere viaggiare attraverso il tuo blog!
che posto incantevole e che meraviglia quelle vongole giganti :)___ darei qualsiasi cosa per poterle assaggiare prima o poi!
Erika
Wow Enoshima è stupenda, io ci sono stato solo per poche ore al tramonto,e mi è rimasta nel cuore.
Hai visto tutte le acquile che volano sopra l'isola!!??!
A marzo torno con la mia ragazza e sicuramente quando andremo a kamakura dopo un salto a Enoshima!
Bel blog complimenti!
a presto!
Sto finendo di organizzare le cose da vedere nel mio imminente viaggio di nozze in Giappone (partenza domenica 9 settembre) ed escono sempre nuove cose da vedere.
Cercando info su Kamakura ho scoperto Enoshima... il tempo è sempre poco perché nonostante le tre settimane avremmo tantissimo da vedere.
Volevamo vedere Kamakura e Yokohama in giornata da Tokyo, ma adesso esce fuori anche questa piccola isoletta...
Se vuoi darmi consigli, vienimi a trovare qui e magari scrivimi prendendo l'email sul blog:
CINEMAeVIAGGI
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