Una crescente mole di lavoro universitario ed improvvise temperature glaciali sono i fattori che principalmente hanno contribuito a farmi assentare dal blog.
La montagna di materiale da studiare non accenna a diminuire, e le severe temperature di febbraio continuano a promettere ondate di gran freddo, soprattutto di notte.
Pur tuttavia, ci tenevo a pubblicare qualche aggiornamento.
Alcuni giorni fa ha persino nevicato! La soffice coltre bianca ha silenziosamente ricoperto il Kanagawa e Tokyo, sorprendendomi con un brillante spettacolo notturno fatto di tetti candidi; di strade su cui regnavano neve fresca, neve acquosa ed inconfondibili tracce di pneumatici che lasciavano intravedere il grigio scuro dell'asfalto bagnato; di alberi dai rami pesanti e che, di tanto in tanto, lasciavano cadere mucchietti di quella neve cosi' pura; di un'atmosfera quasi surreale dove distanti rumori ovattati si mischiavano ad un silenzio onirico.
Era troppo buio pero' per poter scattare foto senza flash, e cosi' ho dovuto aspettare fino alla mattina seguente per tentare d'immortalare un po' di questa furtiva neve.
Ma un timido sole aveva gia' iniziato la sua inesorabile opera di scioglimento. Pero' sono stata lesta con la mia Canon, ed ecco qua:
Insieme avevamo deciso di andare a curiosare in due negozi di antiquariato che le erano stati consigliati da alcune amiche. E cosi', armate di entusiasmo e voglia di scoprire, siamo andate ad ammirare vecchi mobili, libri, vasellame e stampe.
Uno di questi negozi, pero', non mi era nuovo. Sakura pero' non vi era mai stata, e cosi' ho potuto farle un po' da guida, aiutandola a scoprire alcuni degli angoli nascosti di questo enorme magazzino / negozio stracolmo di antichita' non solo giapponesi, ma anche europee.
E a proposito di questo negozio, mi e' successo un fatto assai curioso: verso la fine di dicembre vi ero andata a ficcanasare un po' qua e un po' la', in compagnia di mio marito, senza pero' essere alla ricerca di qualcosa in particolare. Quasi all'improvviso, pero', la mia attenzione e' stata attirata da una vecchia specchiera che se ne stava, buona buona, tra un enorme incensiere di terracotta smaltata ed un leone d'ottone.
La specchiera era un autentico 鏡台 kyoodai degli anni Cinquanta, ed era in condizioni a dir poco immacolate!
I kyoodai sono le tradizionali specchiere giapponesi che, soprattutto un tempo, venivano usate dalle donne non solo per specchiarsi, ma anche per riporvi cosmetici e belletti vari dato che quasi sempre questi mobiletti hanno anche uno o piu' cassettini.
Senza perdere altro tempo, mi sono messa subito a cercare il prezzo che purtroppo, pero', non c'era. E stando a quanto mi ha detto il commesso a cui ho immediatamente chiesto lumi, tutti gli articoli senza prezzo non possono essere venduti fino a quando i rispettivi proprietari non decidano di stabilirne uno nuovo. Questo negozio e' in realta' un grosso mercato al coperto dell'antiquariato dove vari venditori indipendenti partecipano portando oggetti assortiti.
Me ne sono quindi andata un po' delusa sapendo che, prima o poi, qualcuno sarebbe stato piu' fortunato di me.
Ma senza che me ne ricordassi quasi piu', il kyoodai invece era ancora li', quasi come se mi stesse aspettando. E questa volta c'era anche il prezzo, un prezzo stracciatissimo e che per pochi yen mi ha permesso di portarmi a casa questo splendido oggetto.
Ecco la parte inferiore del kyoodai:
I tenugui erano stati piegati e sistemati in maniera molto ordinata e metodica; alcuni di questi erano stati addirittura avvolti in un sacchetto di nylon quasi come a volerli ulteriormente proteggere dagli effetti spietati del tempo che passa.
Ecco alcuni dei tenugui trovati in quei tre cassettini:
Oppure sono forse solo spiritelli che alloggiano nei vecchi oggetti e che magari decidono di seguire i nuovi proprietari di quel libro, di quella statua, di quel vaso, oppure di uno specchio.
Anche qua in Giappone esistono storie che narrano di fantasmi degli specchi, e Sakura sembrava davvero convincente mentre me ne parlava. Naturalmente, non mi ci e' voluto molto prima di cominciare ad avere un po' paura; d'altra parte, mi ero appena portata a casa uno specchio di piu' di sessant'anni fa!
Ma Sakura mi ha consolata dicendomi che sarebbe bastato ripulire a fondo lo specchio, lavare i tenugui che vi erano all'interno e purificare l'oggetto con dei 盛り塩 morijio.
Il sale e' un elemento molto importante nella cultura giapponese, e non solo in campo gastronomico, ma anche in quello culturale e soprattutto spirituale. Al sale, infatti, vengono attribuite proprieta' purificatorie. Se avete mai assistito ad un incontro di 相撲 sumoo (in televisione o dal vivo) avrete sicuramente notato come i 力士 rikishi (lottatori di sumo) spargano generosamente del sale sul 土俵 dohyoo (ring per il sumo) prima dell'incontro.
Ebbene, il sale anche in questo caso ricopre un ruolo purificatorio e propiziatorio.
Da secoli, inoltre, esiste una credenza secondo cui una montagnola di sale messa nell'ingresso o davanti al proprio negozio (soprattutto ristoranti e botteghe di alimentari) servirebbe ad attirare clienti e a portare un'ondata di prosperita' alla propria attivita'.
Il rito del morijio affonda le proprie radici nei secoli, arrivando fino alla vecchia Cina. Una leggenda racconta di un imperatore cinese che aveva a sua disposizione tremila concubine. Ogni sera, l'imperatore percorreva la strada principale che attraversava il villaggio dove risiedevano le sue concubine, e sceglieva cosi' la compagna con cui avrebbe trascorso la serata.
L'imperatore, pero', non andava di certo a piedi, ma utilizzava una carrozza trainata da alcuni buoi.
Ebbene, una delle concubine - una donna particolarmente scaltra - scovo' un metodo per far si' che l'imperatore scegliesse lei ogni giorno: sapendo della passione che i buoi hanno per il sale, inizio' a sistemare piccole montagnole di questa sostanza proprio davanti la porta di casa sua. I buoi, quindi, venivano puntualmente attratti dalla montagnola di sale e cosi' conducevano l'imperatore sempre davanti la casa di questa astuta concubina.
Alcuni studiosi giapponesi moderni, pero', sostengono che in questa leggenda non vi sia nulla di vero. Resta infatti da stabilire come quest'usanza sia approdata fino qui, ma soprattutto come abbia fatto il sale ad assumere questo rispettatissimo ruolo purificatorio.
Al giorno d'oggi, il morijio si trova appunto davanti ad alcuni ristoranti tradizionali giapponesi e botteghe d'alimentari. Nelle case, secondo quanto mi diceva Sakura, il morijio si utilizza nei casi in cui si senta il desiderio di purificare l'ambiente e di tener lontani spiriti cattivelli e dispettosi.
Sakura, quindi, mi consigliava di preparare un paio di morijio da sistemare proprio sul kyoodai in modo da scacciare eventuali spiriti legati a quest'oggetto.
E cosi' ho seguito il suo consiglio.
A questo punto, e' necessario capovolgere il conetto pieno di sale sopra un piattino et voila'!





































