(A sinistra: dei bellissimi tovaglioli che ho ricevuto in regalo da Fusae-san. Tutte le foto di questo articoletto sono opera mia). Sta diventando difficile e doloroso mettersi qui a scrivere, e i motivi sono tanti.
Il caldo, ad esempio, non solo mi fa venir voglia d'impostare a mille il ventilatore ed incollarmici davanti, ma mi fa perdere ogni briciola d'ispirazione.
Il caldo e l'umidita' si stanno facendo via via sempre piu' insopportabili, e le frequenti piogge non fanno altro che peggiorare la situazione rendendo l'aria ancora piu' pesante.
Nonostante cio', ho intenzione di pubblicare un po' di articoletti nuovi questa settimana e quindi non dimenticatevi di tornare a trovarmi.
Mercoledi' scorso sono venute Kyoko-san e Fusae-san a trovarmi. Come sempre, mi sono divertita un mondo in loro compagnia. Entrambe adorano scherzare e raccontare aneddoti curiosi e divertenti, e non a caso il tempo con loro vola veramente alla velocita' della luce.
Fusae-san proviene da una famiglia di dottori e di artisti; una sua nipote, infatti, dipinge e crea oggetti meravigliosi, tutti in stile tradizionale giapponese. E cosi' ha pensato di portarmi alcuni meravigliosi tovaglioli decorati proprio da questa sua bravissima nipote.
Alcuni sono decorati con immagini di おにぎり onigiri e di 釜 kama (un tradizionale tipo di pentola).

Sulla confezione c'e' scritto, in verticale, ペーパー和フキン Peepaa wa fukin, cioe' tovaglioli di carta in stile giapponese.Il kanji 和 wa e' un carattere speciale, secondo me. Lo e' perche' in esso e' racchiuso il significato di giapponesita'.
Ho pensato molto a wa in questi giorni perche' volevo provare a spiegarvi che cosa significhi per me questo kanji, ma temo di dovermi arrendere. L'articolata matassa di pensieri, emozioni e sensazioni che questo kanji sa suscitare in me e' troppo complessa da tradurre in parole. E' come quando qualcuno vi chiede di spiegare - magari pure in modo conciso - che cosa significhino parole astratte come giustizia, liberta', lealta'.
和 in giapponese significa pace ed armonia ed e' forse per questo che continua - suo malgrado - a venir sfruttato e bistrattato dalla terribile moda dei kanji usati come tatuaggi o come nauseante decoro di quest'oggetto o di quell'altro.
Ma il suo significato e' anche un altro. 和 quasi sempre indica un qualcosa pensato, creato e inteso in stile tradizionale giapponese. E' l'esatto contrario di 洋 yoo (questo kanji significa sia oceano che stile occidentale). Questo kanji lo si trova spesso abbinato al carattere 風 fuu (e che significa sia vento che stile o maniera), formando quindi la parola 和風 wafuu cioe' stile giapponese.
Un classico esempio:
和食 washoku = cucina giapponese, intesa come cucina tradizionale, quindi per esempio niente raamen o curry. Un piatto diventa washoku quando e' composto da ingredienti tradizionali e quando e' servito seguendo lo spirito 和, prestando attenzione quindi al vasellame, alla sua forma, ai suoi colori.
洋食 yooshoku = cucina occidentale. Questo termine raggruppa tutti quei piatti composti da ingredienti non tradizionali, come ad esempio オムライス omuraisu (un'omelette ripiena di riso), コロッケ korokke (crocchette di patate aromatizzate in vari modi), ナポリタンパスタ naporitan pasuta (spaghetti conditi con un sugo a base di peperoni, salsiccia, pomodoro, ketchup, cipolla, ecc.)
Piatti tipo i raamen o i gyooza non fanno parte del washoku, ma sono considerati piatti 中華 chuuka ossia cinesi, motivo per cui i giapponesi generalmente trasecolano quando sentono uno straniero dire che il suo piatto giapponese preferito sono i raamen! Devo dire pero' che il ruolo dei raamen nella cucina giapponese moderna resta ancora abbastanza da chiarire.
Ma a parte il cibo, 和 emerge nell'arte attraverso colori sobri e semplici; attraverso spazi che appaiono disadorni agli occhi occidentali, ma che invece per un giapponese sono ricchi ed accoglienti. Si manifesta attraverso uno spazio in cui appaiono solo uno spruzzo di colore oppure una foglia verde, una manciata di petali o magari un rametto e due sassolini di fiume.
Si manifesta attraverso la presenza di colori tradizionali giapponesi, come il bianco, il blu, il vermiglio, il verde chiaro, il viola scuro. Ma si riflette anche nella presenza di elementi tradizionali, come succede con questi bellissimi tovaglioli che probabilmente non usero' mai.
梅干 Umeboshi.

浴衣 Yukata.
和 e' anche uno dei kanji che compongono uno dei vecchi nomi del Giappone: 大和 . In questo caso, pero', 和 ha una lettura capricciosamente irregolare, infatti 大和 si legge Yamato.E anche ieri abbiamo ricevuto in regalo deliziosi wagashi da parte di Ishii-san. E come sempre, il pacchetto era avvolto nella profumata carta verde della pasticceria 三吉野 Miyoshino.

La consueta scatola elegante e dai colori squisitamente 和 mi ha accolta con il suo affabile e familiare sorriso.
Al suo interno mi aspettavano dei rinfrescanti yookan, dei daifuku al matcha, e manjuu alla castagna.
Uno di quei daifuku ha accompagnato il mio sencha di stamattina.
Il giretto di perlustrazione alla casa / bottega d'antiquariato dei fantasmi si e' concluso con una serie di punti interrogativi rimasti tali.Quel giorno la sensazione che qualcuno ci stesse guardando da dietro i vetri smerigliati
Dopo esserci lasciati alle spalle Gengodoo (questo e' il nome della bottega fantasma), Sakura ed io ci siamo incamminate malvolentieri per la stradina che conduce alla scala arrugginita e che, a sua volta, si affaccia su quella stradina circondata da boschetti di bambu'.
Entrambe avevamo sul volto un'espressione triste e delusa, e mentre cercavamo di non perdere l'equilibrio camminando su quello strettissimo marciapiede su cui ci sta un piede per volta, con le mani ci facevamo aria nel tentativo di ritrovare un po' di sollievo in quella mattinata piovosa ma torrida.
Tornando verso casa, ci siamo ritrovate a parlare di un argomento alquanto curioso: i tatuaggi. Ne' lei ne' io ne abbiamo, e onestamente non ricordo quale sia stata la fonte che ha dato vita a questa conversazione. Ricordo pero' che Sakura mi ha spiegato la differenza abissale che intercorre fra un semplice tattoo-shop ed una vera 刺青屋 irezumi-ya. I primi sono semplici negozi in cui si fanno tatuaggi di vario genere, mentre le irezumi-ya sono posti dove si eseguono solo tatuaggi tradizionali giapponesi (tradizionali sia come soggetti che come metodo di esecuzione).
Nei tattoo-shop ci puo' andare chiunque e chiunque abbia il desiderio di farsi tatuare qualcosa sulla propria pelle e' il benvenuto; nei tattoo-shop inoltre e' possibile richiedere infiniti tipi di tatuaggi, tra cui anche quelli tradizionali giapponesi che pero' - a detta di Sakura - non saranno mai tradizionali al 100% perche' a farli non e' un maestro di irezumi.
Nelle irezumi-ya, invece, ci possono entrare solo membri di una particolare organizzazione: la yakuza o 極道 gokudoo.
Le irezumi-ya vengono gestite solo da esperti del tatuaggio giapponese tradizionale i quali, per rispetto di una specie di codice d'onore che vige in questa categoria di artisti, promettono - anzi giurano - di non fare tatuaggi agli 一般人 ippanjin (questa e' una parola tipica del linguaggio della yakuza e significa persona normale, comune, insomma chiunque non sia membro della loro organizzazione).
Sakura mi parlava anche di un anziano signore che conosce, un maestro di irezumi. Questo maestro, nonostante l'amicizia che ha con Sakura, si e' sempre e categoricamente rifiutato di farle un tatuaggio proprio perche' lei e' una ippanjin.
Io l'ascoltavo col fiato sospeso e con lo sguardo rapito. Lei parlava ed io ascoltavo. Piu' parlava e piu' il discorso si faceva affascinante.
Pero' ad un certo punto ho cominciato a far caso ad un particolare: ogni volta che mi capita di toccare l'argomento "yakuza" con lei, una sorta di aura di autorevolezza comincia ad emergere e ad avvolgere le sue parole. Mi e' sembrato strano che ne sapesse cosi' tanto, ma soprattutto in maniera cosi' dettagliata e precisa. Conosce il linguaggio di questa gente, le loro usanze, i loro posti preferiti.
Ad esempio, i tatuaggi in genere sono ancora malvisti qui in Giappone proprio perche' sono un simbolo della yakuza, della criminalita',
Le sue spiegazioni dettagliate ed esposte con quella sicurezza che denota padronanza di un argomento mi hanno affascinata ed insospettita al tempo stesso.
Non volevo offenderla facendole domande troppo dirette (la schiettezza per noi occidentali spesso e' un pregio, ma per i giapponesi e' una mancanza di rispetto), e quindi ho ingoiato quella domanda e mi sono tenuta i miei sospetti.
Pero' sono rimasta poco tempo in compagnia di questi dubbi. Eh si, perche' sempre strada facendo, dai suoi discorsi sono emersi indizi ancora piu' curiosi e che mi hanno aiutata a scoprire un lato di Sakura che fino a quel momento era rimasto nascosto.
Lei non e' e non e' mai stata membro della yakuza, pero' la yakuza ha fatto parte della sua famiglia per molti anni. Il fratello di suo nonno e' stato a lungo il boss di una famiglia di yakuza la cui saldezza e' venuta meno proprio in seguito all'arresto di questo parente.
Ed ecco dunque spiegata la sua familiarita' con l'argomento.
La settimana scorsa siamo ritornate da Gengodoo e la stessa atmosfera misteriosa
Questa volta, pero', c'erano due automobili parcheggiate davanti alla bottega, eppure nessuno e' venuto ad aprirci.
Non c'erano rumori, suoni, niente. Era tutto silenziosissimo, quasi come se fosse veramente una bottega fantasma. Ma ci sentivamo osservate lo stesso.
Il marito di Sakura si e' offerto di andare personalmente sul posto ad indagare sulla faccenda. Intanto, pero', chissa' che a Sakura e a me non scappi un altro giretto da quelle parti, magari questa settimana.
Ringrazio chi mi legge sempre e ringrazio anche chi ha commentato nello scorso articoletto. Finiro' di rispondere a tutti i commenti il prima possibile.
Concludo due cose: con la foto di un nuovo Garigari-kun che ho acquistato l'altro giorno, al sapore di 梨 nashi e che significa pera. La nashi pero' non e' uguale alla pera occidentale, ma e' tonda e ha una polpa piu' acidula che come consistenza assomiglia molto alla mela.
PS. Ho ricevuto due bei commenti da S. e da Sayuri che pero' il capriccioso Blogger non mi lascia pubblicare. S. e Sayuri: se non vedete i vostri commenti, non pensate li abbia cancellati. Piu' tardi provero' a pubblicarli nuovamente sperando che stavolta Blogger non faccia le bizze.
Aggiornamento: Blogger sembrerebbe essersi rimesso in sesto e a breve dovrebbero apparire i commenti.















