sabato, agosto 23, 2008

Margini malinconici

C'e' una musa che si chiama Nostalgia e che, ogni tanto, mi viene a far visita.

Arriva senza far rumore. Nessun baccano la precede. Forse cammina scalza o forse indossa calze di cotone, non so.

Quando mi vede non sorride, ma mi guarda con occhi tristi che pero', al contempo, rivelano simpatia nei miei confronti. Inclina leggermente la testa da una parte, accenna un sorriso appena percettibile, e senza chiedermi il permesso, si accomoda su una sedia, o dove capita.

Ogni tanto riesco a mandarla via, ma cerco di non cacciarla mai perche', in fondo, lei non e' cattiva anche se, di certo, non posso considerarla un'ospite gradita.

Lei mi fa impensierire; mi fa ricordare cosa significhi avere il magone; mi rende silenziosa ed abbozza una smorfia triste sul mio viso, cancellando con un gesto svelto della mano, il mio sorriso.

Abitando cosi' lontana dalla mia famiglia, le visite di Nostalgia sono garantite.

E stasera Nostalgia e' tornata. Ora e' seduta qui davanti a me. Mi guarda, ma non parla. Il suo volto mi ha fatto pensare alle mie sorelle e a quanto mi manchino in questo momento.

Il nodo che ho alla gola si stringe fino a lasciarmi solo un filo di respiro, quel tanto che basta per non soffocare.

Quanto mi mancano le mie sorelline. Mi mancano le parole adatte per descrivere la malinconia che provo.

E' la stessa malinconia che ancora sento, a distanza di mesi, ogniqualvolta entro nella camera dove ha dormito Annalisa. E' incredibile, ma c'e' ancora un po' del suo profumo li', assieme al pupazzetto che vinse alle macchinette di Ebina, ai pastelli colorati che compro' un giorno e alla sua maglia rossa a pois...quella maglia che stingeva e che creava solo disastri.

Se penso alla distanza fisica effettiva che mi separa da loro, all'infinita' d'acqua e di cielo che dovrei percorrere per raggiungerle, sento delle lacrime calde e pesanti rigarmi il volto.

Tante volte e' meglio pensare alla distanza come ad un qualcosa di astratto, senza una vera spiegazione logica. E' meglio immaginarsela come una sensazione non ben definita, quasi come se i propri famigliari fossero, in fondo, dietro l'angolo...anche se poi si tratta di un angolo situato in un quartiere dove riusciamo ad andare solo una volta ogni tanto.

Mi capita ogni tanto di esternare un po' di questa mia nostalgia per la mia famiglia, qui sul blog, e altre volte ho detto una cosa di cui rimango convinta, e cioe' che a questo tipo di dolore non ci si abitua mai. Non e' un dolore che col tempo si smorza, fino quasi a dileguarsi nel nulla. No. La nostalgia causata dalla lontananza dai propri cari e' un dolore con cui, in realta', s'impara a convivere, ma che di certo non svanisce.

Certo, non si passano giorni, mesi (a parte i primi tempi) e anni a piangere, ma si vive la propria vita al meglio, senza rabbuiarsi quasi mai. Si e' felice e si sta bene, e non si sente il bisogno di avere piu' di quello che gia' si ha. A volte, pero', quel dolore latente e non scomparso riemerge e c'intristisce magari per un giorno, o anche piu' di uno, dopodiche' ritorna nel suo letargo e smette di tormentarci per un po'.

E' una sorta di margine malinconico che ogni tanto si versa sulle righe e c'incupisce. Ma d'altra parte, chissa', forse e' meglio che sia cosi' e che ci sia anche la malinconia ad armonizzare l'esistenza. Uno yin e yang della vita.

Eh si, perche' e' proprio questa malinconia a rinforzare e rafforzare, ogni giorno di piu,' l'affetto per la mia famiglia, e a rendere ogni nostro incontro memorabile e stracolmo di gioia.

8 commenti:

Cri ha detto...

Mi hai fatto commuovere, è davvero dura la lontananza.
Il cuore sembra più pensante quando si pensa alla distanza, al non potere passare con loro ogni momento della giornata, scherzando o anche tenendo il broncio.
Ma almeno siete sicuri dei profondi sentimenti che vi legano l'uno all'altra, il sapere che tu ci sarai sempre per loro e loro ci saranno sempre per te. Credo sia la cosa più bella.
E' come un filo che nemmeno la lontanaza può spezzare e vi legherà sempre, anche se ovviamente non manca di soffrire un po'.

Sii felice del loro amore, non mancare mai di dimostrargli il tuo e ringrazia sempre le persone che ti stanno accanto adesso, come tuo marito e le tue amiche!^__^

Shao!

Anonimo ha detto...

Io sono stata in Giappone solamente per tre mesi quindi non posso capire fino in fondo il sentimento che stai provando adesso: i primi mesi è tutto così nuovo, devi abituarti a tante cose, che quasi sembra che la tua famiglia sia lì accanto a te e non realmente a centinaia di chilometro di distanza. Quando sono tornata però in Giappone ho lasciato una persona a me molto importante e da questo punto di vista posso provare a capire la tua malinconia; non è poter saltare su un aereo e dopo un'ora riabbracciare chi vogliamo bene; non è farsi un'ora due di macchina o di treno, pregustando l'attimo in cui li rivedremo di nuovo. Ci sono di mezzo centinaia di chilometri, e soprattutto ci sono di mezzo piccoli e grandi ostacoli quotidiani che rimandano il momento in cui potremo rivedere i nostri cari. Ma una cosa mi ha colpito di ciò che hai scritto, il fatto che tu riesca a trovare anche qualcosa di buono in questa malinconia, l'affetto che diventa ogni giorno più forte. Anche se ti conosco da poco e solo da un blog, ti sono vicina.

Giulia

Tizy ha detto...

Carissima Mary
la nostalgia a me veniva sempre quando ho abitato a Parigi che non è tanto lontana come il Giappone. Era una città affascinante e quando son andata via ho pure pianto. Però m mancava troppo la mia famiglia, mia sorella rompi :) e tt le mie amicizie radicate nella mia terra.. Il nostro splendido mare e le spiagge bianche che mi avevan vista crescere. Cercavo d cacciarla via tenendomi impegnata in ogni modo e svaniva, ma era solo una mera illusione, dopo tornava prepotente a lacerarmi il cuore!!!
Io credo che ognuno ami la propria terra e le proprie radici. Io da quel giorno ho deciso d vivere qua nel mio mondo dove sono nata e cresciuta certo mi è stato possibile xkè ora posso costruirmi un futuro e stare qui xò tanti van via xkè ciò nn è possibile. Sai anche gli animali amano vivere e morire dove son nati son spaesati se portati fuori anche se han un buon adattamento come certe persone, forse un coraggio chiamalo come preferisci!!! Io non ho quella forza, forse son una persona debole e troppo sentimentale, ma la mia terra è tutto per me e solo quando l'ho lasciata ho capito quanto fosse realmente importante x me.
Xò chi lascia tutto io lo ammiro non ce la farei. E poi hai tuo marito che t sostiene e gli amici del giappone che t stan vicina e t apprezzano xkè sei una persona dolcissima e ki nn potrebbe volerti bene?
E' dura e per nulla facile xò per fortuna non sei sola, ci siamo anche noi :))))
Un giorno, quando tornerai a casa, magari t mancherà questa stupenda esperienza e sarà un dolcissimo ricordo tra le pagine sciupate e ingiallite della tua esistenza.
kisu mata ne!!!

Fabiana ha detto...

non ho mai provato l'esperienza di vivere per tanto tempo lontano, veramente lontano, da casa quindi ogni mia parola potrebbe risultare fuori luogo.
Però nel mio piccolo penso che la nostalgia serve a farci capire a cosa teniamo veramente ed a ricordarci le nostre debolezze, che poi sono le cose che ci rendono veri.
Credo che non sia un sentimento da disprezzare, ma da imparare a gestire.

Un abbraccio forte!!

Nicla ha detto...

anche a me viene spesso a trovarmi questa Musa.
Anche se non ho nessuna persona lontana (o meglio così lontana).
Però sono d'accordo con te. è come una parte di noi. Il lato luminoso...e il lato oscuro.

bunzigirl ha detto...

Pensa che presto tornerai in Italia e che avrai nostalgia del Giappone.
Nostalgia canaglia,ti prende e non ti molla, mannaggia alla miseriaccia.
Usa Skype con le tue sorelle,oltre a parlarci puoi vederle via webcam completamente gratis,non sarà come averle in carne ed ossa ma ti assicuro che ti sembrerà di averle vicinissime.
Un abbraccio

biancorosso ha detto...

Ciao Cri,
Grazie di essere passata a trovarmi e grazie del bel commento che mi hai scritto. :)
Le tue parole sono molto incoraggianti e di cio' ti ringrazio.

Ciao Giulia,
grazie della visita e del commento che mi hai lasciato. Sei molto cara e apprezzo moltissimo cio' che mi hai scritto.
Un abbraccio forte!

Ciao Tizy,
grazie di essere tornata a trovarmi e grazie del commento. Leggo sempre molto volentieri cio' che mi scrivi.
Quanto tempo hai abitato a Parigi?

Da quando abito all'estero (son gia' quasi nove anni che giro per il mondo!), ho imparato ad apprezzare la mia terra in un modo che forse non avrei compreso se fossi rimasta a casa. E' incredibile, ma ho dovuto venire via dall'Italia per capirla, apprezzarla e sentirne la mancanza cosi' tanto!

Ciao Tizy, un abbraccione e grazie ancora per aver condiviso la tua esperienza!

Ciao Fabiana,
Grazie della visita e grazie delle belle parole che scrivi.
Sono d'accordissimo con te sul valore della nostalgia. Scacciarla ostinatamente non serve, ma e' meglio soffermarsi sul suo lato positivo, e cioe' la capacita' di saper rafforzare i legami con i nostri cari.
Un abbraccione!

Ciao Nicla,
grazie della visita e del commento.
Un abbraccione!

Ciao Bunzigirl,
Hai ragionissima! Gia' mi conosco e so gia' che quando ritornero' in Italia, avro' poi i lacrimoni per il Giappone.
Con le mie sorelle mi sento tramite il messenger, via webcam e via email, e questo mi aiuta molto ad accorciare le distanze e a sentirle meno lontane.
Un abbraccione e torna a trovarmi se hai tempo! :)

Ciao Amiche, grazie di cuore dei vostri commenti!

Erika ha detto...

Io ti posso capire, perchè ogni volta che sono stata all'estero mi struggevo di nostalgia, e non solo per la mia famiglia in particolare per la mia mamma, ma anche per i luoghi in cui sono nata e cresciuta.
Sonosco molto bene quella sensazione forte e al tempo stesso lieve, come un gorgo che si apre al centro della pancia e risale fino al petto.
E' vero, dalla nsotalgia non si guarisce, la si ripone nell'armadio e poi ogni tanto salta fuori.
Ma in fondo è giusto così, come dici tu, serve ad equilibrare la vita, ma anche a non farci dimenticare chi siamo, da dove veniamo, e le persone che amiamo :)
Un abbraccio!