martedì, settembre 08, 2009

Matcha e pensieri

(A sinistra: il mio matcha pomeridiano accompagnato da un eccellente もなか monaka ripieno di marmellata d'azuki. Come sempre, tutte le foto sono opera mia.)

Queste ultime due settimane si sono rivelate particolarmente intense, tanto da riuscire avidamente a risucchiare ogni ritaglio di tempo che generalmente riesco a tener da parte.

Sono stati giorni colmi d'idee; di pensieri da scrivere e pensieri su cui meditare; di un inaspettato e meraviglioso angolo di Piemonte proprio nella grande Tokyo (di cui vi parlero' in seguito); d'inizio di un nuovo e coinvolgente corso universitario che mi sta appassionando con grande forza; di giornate fredde e nuvolose; di giornate calde che sembravano voler contraddire quei timidi inizi autunnali; di esplorazioni, assieme alla mia adorata Akiko, in una magnifica libreria nascosta in un dedalo di viuzze della vivace Machida.

E sono stati anche giorni imbevuti di una nuova ed elettrizzante collaborazione con una famosa rivista italiana di cui vi parlero' prossimamente.

Questi giorni frenetici sono stati anche piacevolmente inframezzati da un piccolo e delizioso rituale a cui ho iniziato a dedicarmi ogni pomeriggio, e che affianca il mio consueto appuntamento coi vecchi film giapponesi: il matcha.

Come forse gia' sapete, il matcha e' un tipo di te' verde molto particolare, nonche' uno dei piu' costosi e pregiati. Ma la notorieta' di questo prezioso te' deriva dal fatto che ad esso e' riservato il ruolo principale all'interno della cerimonia del te' giapponese. Il te' utilizzato nelle cerimonie e' infatti proprio il matcha.

Il matcha, inoltre, e' l'unico te' giapponese che permette di consumare l'intera foglia di te', e non solo il frutto di un'infusione. Il matcha, infatti, e' prodotto da una delicata macinatura delle foglie di te' e che le trasforma in una polvere finissima e di un colore verde brillante.

Molte persone, anche qui in Giappone, si sentono spesso in soggezione davanti al matcha perche' lo collegano subito alla complessa e celebre cerimonia che ne esalta le qualita'. In realta', pero', il matcha si puo' gustare ed assaporare in un qualunque momento della giornata, con o senza cerimonia.
Negli ultimi tempi, infatti, ha iniziato ad apparire sui menu' di molte caffetterie che cercano di rendere questo te' accessibile a tutti.

Spesso, pero', il matcha preparato in questi locali, per quanto delizioso, e' abbastanza costoso, e siccome questo e' il mio te' preferito fra quelli giapponesi, ho pensato d'imparare a prepararlo e di cominciare cosi' un mio rituale giornaliero che mi sappia regalare serenita' e chiarezza di pensiero.

Ho pensato, dunque, di mostrarvi come avviene il mio rituale del matcha pomeridiano.

Innanzitutto, riunisco l'occorrente:
Da sinistra verso destra:

del matcha di qualita'
un 茶筅 chasen (un tradizionale attrezzo di bambu' per mescolare il te')
un contenitore di ceramica che serve a raffreddare un po' l'acqua prima dell'uso
una 抹茶椀 maccha-wan, ossia una scodella da matcha
un 茶杓 chashaku, ossia un apposito cucchiaino di bambu' con cui dosare il matcha

La mia teierina di 織部 Oribe per raffreddare l'acqua, e la mia maccha-wan

Ed ecco un po' del buon matcha che utilizzo:
Questa varieta' di matcha non e' esageratamente costosa, ma e' di buona qualita'. Ho da poco acquistato, pero', del matcha un po' piu' pregiato e che assaggero' presto.

Colgo l'occasione per ricordarvi che non tutti i te' in polvere sono matcha. Fate attenzione poiche' in commercio esistono varieta' di te' sencha in polvere, ma il sencha e' un'altra cosa. Le foglie di sencha crescono con la luce del sole, e dopo essere state cotte al vapore, vengono fatte essiccare. Le foglie di gyokuro (usate per il matcha), invece, vengono fatte crescere all'ombra per stimolare la produzione di clorofilla e per favorire, quindi, quel verde brillante che caratterizza questo pregiato te'. Qui trovate l'immagine di un te' verde in polvere molto diffuso qui in Giappone, prodotto dalla 伊藤園 Itoo-en, che pero' non e' matcha.

Se avete dubbi (e se l'etichetta in giapponese non vi dovesse venire assolutamente in aiuto), allora fate caso al rapporto quantita'-prezzo: se la confezione e' decisamente troppo grande e il prezzo troppo basso, vi posso quasi garantire al limone che cio' che avete davanti non e' un matcha, ma probabilmente un sencha.
Ricordatevi che il matcha e' un te' costoso anche qui in Giappone e che viene prodotto in quantita' molto limitate, quindi se trovate del "matcha" economico, insospettitevi!

Ed ecco il mio chashaku contenente un po' di matcha. In genere, per una persona, se ne utilizza un chashaku e mezzo.
Per evitare che si formino dei grumi durante la preparazione, volendo si puo' setacciare un po' il matcha.

Durante la cerimonia del te', la dose necessaria di matcha viene setacciata e poi trasferita in un なつめ natsume, ossia un contenitore laccato utilizzato appositamente per questo scopo.
Fra i tre natsume che posseggo, uno di questi ha gia' un colino incorporato e che facilita il setaccio.

Eccolo:
Sebbene non sia obbligatorio setacciare il matcha, diventa pero' necessario farlo se, a causa di troppa umidita' nell'aria, doveste notare molti grumi nel barattolino del te'.

Setaccio, dunque, un chashaku e mezzo di di matcha:
Metto a scaldare l'acqua (all'incirca 100ml per persona), avendo l'accortezza di spegnere la fiamma poco prima che questa inizi a bollire.

Nel frattempo, inumidisco leggermente il chasen con dell'acqua tiepida:
Quando l'acqua e' pronta, la verso prima in un contenitore di ceramica e poi nella teierina verde dove si raffreddera' un poco prima di incontrare il matcha. Se versassi subito l'acqua calda sul matcha, la temperatura potrebbe rovinare il delicato sapore del te'. E' necessario, dunque, lasciarla raffreddare per pochi secondi.

Dopo aver delicatamente versato l'acqua sul matcha setacciato, aiutandomi con il chasen inizio a tracciare un 8 sulla superficie del te' per eliminare possibili ed eventuali grumi. Dopodiche', inizio lentamente a mescolare il te' formando tante M.

S'inizia lentamente e poi si prosegue ad un ritmo crescente fino ad ottenere la classica schiuma.

出来上がりです! Dekiagari desu! E' pronto!
Ho accompagnato il mio delizioso matcha di oggi pomeriggio con un 和菓子 wagashi che si chiama もなか monaka, composto da una friabile cialda di farina di riso farcita di marmellata di azuki.
Un aggraziato rituale, dunque, che grazie alla sua bellezza e genuinita' sa trasmettere serenita' e pace. Un rituale che, senza bisogno della cerimonia, si adatta perfettamente ad ognuno di noi, aiutandoci a ritrovare quella tranquillita' interiore che molto spesso si riscopre soltanto attraverso le cose piu' semplici.

Colgo l'occasione per ringraziare tutti voi che continuate a leggere questo blog e che, con perseveranza, avete pazientemente atteso un aggiornamento. Grazie anche a tutti voi che commentate! Non sempre rispondo ai vostri commenti, ma sappiate che li leggo tutti!

Buona settimana!

16 commenti:

Karin ha detto...

La serenità che c'è in una tazza di matcha e nel suo colore l'ho trovata in ben poche altre cose.
Il tuo blog, quando tra un viaggio e l'altro la nostalgia per il Giappone si fa troppo forte, mi da un pò di sollievo... ti ringrazio!

Karin

Brunhilde ha detto...

Oh, che bella scoperta questo blog! Siegfried ed io sognamo da anni di visitare il Giappone anche se, vivendo a Düsseldorf, ce ne abbiamo un po' qua. A giugno c'è stata la Giornata giapponese, con manifestazioni e bancarelle lungo il Reno. Qui c'è il museo di porcellane più grande d'Europa e, ovviamente, hanno una bellissima sezione dedicata alle porcellane zen. Ci hanno spiegato perché sono fatte con delle forme irregolari e perché, appunto, si beveva proprio il matcha. Noi l'abbiamo assaggiato l'anno scorso in un negozio di Dublino, invece!
:-)

Anonimo ha detto...

Avevo sentito parlare del matcha e della cerimonia del tè giapponese. Un conto però è vederla anche in fotografia. sembra tutto così facile!! Ma è solo l'impressione di chi non sa comprendere,finchè non spiegati, l'importanza di determinate 'esecuzioni'. Dalla sensualità all'emozione, dalla precisione alla ritmica dei movimenti.
Rileggerò stasera il post con calma: sarà come sorseggiare una tazza di gradito te'.
Ciao Marianna
Clelia
Padova

acquaviva ha detto...

Ciao Marianna, mi fa piacere ritrovarti così pimpante e piena di energia!
Tutti i tuoi argomenti sono gradevoli ma questo sulla preparazione domestica del matcha mi ha proprio incantato perchè sei riuscita a "semplificare" dei gesti dalla sapienza millenaria senza perderne la poesia...
Mi hanno consigliato di conservare la lattina di matcha ancora sigillata in frigo per preservarne l'aroma, tu che ne dici? Ed una volta aperta che succede? Grazie, un abbraccio

babi ha detto...

Ciao Marianna! Un post molto interessante. Adesso conosco la differenza tra matcha e sencha, grazie. Ma, ti vorrei chiedere una cosa, cosa ha di particolare una tazza per il matcha? In cosa si differenzia dalle altre tazze?
Aspetto di poter leggere il post sulla Tokyo "piemontese" e sulla collaborazione cui hai accennato, sono curiosa. Un bacione, buona giornata e in bocca al lupo per il nuovo corso universitario che stai seguendo!

Kuri ha detto...

Ciao Marianna,
anche se è un pò che non commento sappi che ti leggo praticamente sempre!!
Non ho mai assaggiato il matcha, mi hai messo una curiosità che non ti dico...
...e poi tutte le tue porcellane: sono sempre favolose!! Ah come vorrei fare un pò di acquisti nei negozietti che puntualmente ci descrivi!!!

un abbraccio grande!!
Fabiana

Cat ha detto...

Ciao Marianna! Questo tuo post cade proprio a fagiolo, infatti mi è arrivato dal Giappone uno splendido barattolo di matcha e presto arriveranno anche il chasen, chashaku e tazza apposita, non vedo l'ora! Sappi che seguirò fedelmente i tuoi consigli :)

Kristina ha detto...

Ciao MArianna, grazie a te ho scoperto che quello che ho comprato non è the matcha, sgrunt!!!!
Se vuoi passare a far visita al mio blog vedrai che ti ho messa tra i miei preferiti e ho parlato di te nel post dedicato al bento. Ti seguo sempre, mi piace come scrivi. Un abbraccio Cris

Annarita ha detto...

Che articoletto meraviglioso, mi hai fatto venire voglia di prepararmi un delizioso matcha.
Mi metteò subito alla ricerca di tutti gli utensili necessari.
Hai ricevuto la mia mail? Attendo con ansia la tua risposta.
Baci Annarta e Sara.

Tizy ha detto...

Posso già sentire gli odori orientali e il gusto di quel dolcetto...chissà sarebbe bello assistere a una bella cerimonia del te

Anonimo ha detto...

Che buono e che bello sembra!
Lo so che è una domanda stupida... ma da cosa sa il matcha? riesci a descriverne il gusto?

Cris

Jul e Mo ha detto...

Ciao!! Bel blog, adorabile! Noi due AMIAMO il Giappone, e uno dei nostri sogni e poterci andare un giorno...per adesso ne impariamo avidamente usi e costumi e cerchiamo e ri-cerchiamo la sua buonissima cucina ^^ Questo blog per noi è davvero manna dal cielo!
Ciao!!

sakura ha detto...

Ciao Marianna, lo scorso autunno ho comperato del tè matcha al mercatino del sermig qui a torino, era una vita che lo cercavo, è eccezionale, oltre che quasi introvabile.
Mi pare che l'azienda che promuoveva il prodotto fosse di Piacenza, da qualche parte di sicuro ho l'idirizzo web.
Il tè matcha ha delle proprietà semplicemente sbalorditive, antiossidanti, betacarotene, vitamine, non avrei mai pensato fosse utile come integratore oltre che ingrediente fondamentale della cerimonia del tè

marzia ha detto...

Ciao Marianna, scusa l'ignoranza ma si mette lo zucchero nel tè o si beve naturale???

Cri ha detto...

Ah il matcha, proprio di questi giorni ne stavo parlando con delle mie amiche ma non riuscivo a spiegar loro esattamente cos'era o come si faceva, ora possoXD

Che sapore ha? (forse l'hai scritto e mi sono persa qualche pezzo...)

Beatrice Veronese ha detto...

Io però non ho il chasen e non ho intenzione di comprarlo visto che costa parecchio.. Uso un frustino normale, va bene lo stesso no? E sennò frappé Matcha e via :)