lunedì, agosto 10, 2009

Te' verde e serenita'

(La mia merenda pomeridiana di oggi: te' sencha accompagnato da un piccolo wagashi a forma di crisantemo e ripieno di marmellata d'azuki).

Una nuova settimana e' cominciata e questo inizio combacia con il giorno di San Lorenzo. Stasera, dunque, osservero' pazientemente il cielo nella speranza che i miei occhi riescano a catturare con lo sguardo una brillante stella cadente; una stella che, sulla sua scia, custodisce un desiderio.

Ma purtroppo oggi la giornata e' piovosa e il cielo e' mestamente imprigionato in una coltre di nuvole fumose e scure. Chissa' se queste nuvole lasceranno qualche pezzetto di cielo libero affinche' gli occhi di chi cerca le stelle non debbano venir inutilmente delusi?

La pioggia cade quasi incessantemente da ieri sera, ma tutta quest'acqua non e' servita a rinfrescante l'aria nemmeno un po'. Anzi, sembra quasi che piu' piova e piu' l'umidita' si faccia intollerabile.

In questi giorni di vacanza in cui non ci sono esami da dare o centinaia di pagine di qualche testo da leggere e studiare, ho ritrovato un po' di quella calma che mi aiuta ad apprezzare ogni cosa che mi circondi, anche la piu' minuta.
E questo pomeriggio ho nuovamente riscoperto il piacere semplice di una tazza di te' verde (sencha) accompagnata da un buon wagashi.

La preparazione stessa del sencha - operazione semplice e alla portata di tutti - ha un qualcosa di rasserenante. Sara' la semplicita' stessa della preparazione; sara' la bellezza degli oggetti utilizzati; sara' l'aroma verde e fresco delle foglie di te'. O forse saranno tutte queste cose messe assieme a regalare un vero attimo di pace e di meditativa contemplazione.

Qui in Giappone ho scoperto la calma e la pace che derivano dalla bellezza di un paesaggio o di un oggetto delicato ed aggraziato. Forse sembrera' una banalita', ma prima di venire qui non avevo mai fatto veramente caso al rapporto che esiste tra serenita' e bellezza.
Il te' giapponese come i wagashi oppure un pasto washoku (cioe' un pasto tradizionale giapponese) non servono solo a soddisfare bisogni primordiali come la fame e la sete, ma il loro importante scopo e' anche quello di soddisfare innanzitutto la vista, l'olfatto e il tatto. La vista soprattutto: quando davanti a se' si ha anche solo una scodella di semplici udon in brodo ma serviti in una ciotola dalla forma e dai colori accuratamente scelti, ed arricchiti magari da una sobria guarnizione di aburaage o cipollotti tritati, ecco che ancora prima del primissimo boccone abbiamo gia' nutrito una parte di noi stessi: i nostri occhi.

Cio' che rende ancora piu' preziosa questa bellezza e' la sua totale estraneita' a qualunque discorso di tipo monetario. E' una bellezza che puo' scaturire anche dalla vista di un foglia ricoperta di rugiada; da un'umile tazza contenente del te'; da un sentiero illuminato dal sole del tardo pomeriggio; dai brillanti colori di verdure fresche ed adagiate con cura in un piatto; da una pila di libri vecchi e misteriosi.

Ieri pomeriggio, malgrado la pioggia torrenziale, sono uscita per andare a fare due passi fino al supermercato di zona. In un angolo del supermercato sono in esposizione mazzi di fiori vari, spesso composizioni adatte per le funzioni shintoiste oppure per i cimiteri.
Da una parte, pero', c'erano dei semplici mazzi di deliziosi fiorellini viola adatti sia alle funzioni shintoiste che come decorazione per la casa; pur non conoscendo assolutamente il nome di questi bei fiori, li ho acquistati perche' regalassero un po' di colore alla mia casa.
Sulla carta che li avvolgeva c'era solo scritto il prezzo, ma del nome non c'era traccia. Avrei dovuto chiedere a qualche addetto del supermercato, ma la calca del tardo pomeriggio mi ha invogliata soltanto a sbrigare alla svelta le mie compere per poter finalmente incamminarmi di nuovo verso casa.
Ecco i miei bei fiori viola. Chi di voi ne conosce il nome?
Rimanendo sempre in tema di fiori, venerdi' ho aggiunto un nuovo piccolo kanzashi alla mia altrettanto piccola collezione. Eccolo qui:
Da quando e' iniziata la pausa estiva, ho cominciato a guardare assiduamente un canale giapponese che e' diventato, tra l'altro, il mio preferito: 日本映画専門チャンネル Nihon eiga senmon channeru, ossia il canale dedicato ai film giapponesi.
Su questo splendido canale vengono trasmessi soltanto film originali giapponesi (quindi niente film stranieri sottotitolati o doppiati), molti dei quali degli anni Quaranta, Cinquanta e Sessanta. Un vero splendore!
Ho iniziato a guardarmi un film quasi ogni pomeriggio, e il fatto che non ci siano sottotitoli in giapponese (o in nessun'altra lingua) e' una vera fortuna in quanto questo mi obbliga a prestare attenzione senza correre il rischio d'impigrirmi. Un vero allenamento che consente di migliorare notevolmente le proprie capacita' di comprensione della lingua orale!

I vecchi film giapponesi mi hanno sempre affascinata, a dire la verita'. La differenza pero' e' che prima me li guardavo con i sottotitoli in inglese dato che non studiavo giapponese, mentre ora la solfa e' cambiata e posso cosi' provare a riscoprire alcuni dei miei film preferiti rivedendoli in lingua originale.
Ieri sera, ad esempio, ho rivisto 麦秋 Bakushuu, un meraviglioso film del 1951 diretto da Yasujiroo Ozu. Una delle attrici protagoniste e' la splendida 原節子 Hara Setsuko, la mia attrice giapponese preferita. Hara Setsuko e' e rimarra' per sempre nei cuori dei giapponesi come la vera divina del cinema nipponico degli anni Cinquanta.
Ecco la magnifica Hara Setsuko che, in una vecchia foto, accenna un simpatico sorriso:
Il mio rito pomeridiano dei vecchi film giapponesi e' diventata una piacevole abitudine estiva e che spero di poter continuare anche nei mesi a venire.
Questa e' il mio televisore oggi pomeriggio, mentre su Nihon Eiga era in onda 武蔵野夫人 Musashino Fujin (La signora di Musashino), un capolavoro del 1951 diretto da 溝口健二 Mizoguchi Kenji.


Venerdi', mentre ero alla stazione ad aspettare la metro', ho girato un breve video in cui si vedono le belle risaie del Sagami. Nel video sentirete, oltre l'inevitabile rumore del vento, anche un vociare allegro di alcuni bambini che aspettavano il treno in compagnia della loro nonna, e una voce che dall'altoparlante annuncia l'arrivo del treno sul binario 2. Ho ripreso anche un pezzetto del treno mentre sta per entrare in stazione.
Ho pensato di fare questo video dato che spesso pubblico le foto delle risaie che vediamo dalla stazione, e quindi vedendo questo breve filmato sara' forse come rivedere un posto a voi gia' un po' famigliare.

video
Ora che Ferragosto e' a pochi giorni di distanza, quanti di voi mi leggono dal mare, dalla montagna, dal lago o da qualche altra localita' di villeggiatura? Quanti di voi, invece, sono rimasti in citta'? Ci sono fra voi lettori nuovi e che da poco hanno scoperto questo blog?
Buona lettura e buona settimana!

9 commenti:

Anonimo ha detto...

Affascinante e carico di serenità come sempre il tuo post. Ormai è la mia tazza di te' virtuale leggerti!!! A te capita di affascinarti vedendo vecchi film giapponesi.. a me capita vedendo quelli italiani.. da ragazzina adoravo lo stile 'telefoni bianchi'.. chissà perchè..
Sono in vacanza.. però casalinghe: mi dedicherò a sistemare la casa, a fare qualcosa di derso dalla routine casa -lavoro-famiglia.. ma sostanzialmente riposo mentale e niente corse o caos. Serenità e ripresa dei ritmi perduti.. ed anche dei passi perduti. Buona giornata a te e tanta serenenità da Padova
Clelia

Sfeff ha detto...

Ciao!Sono tornata da poco da Tokyo,esattamente da 4 giorni e già mi manca da impazzire!Mentre ero lì pensavo ogni tanto ai tuoi post e ai tuoi racconti e mi rendevo conto di come la cultura e il paesaggio Giapponesi fossero capaci di regalarmi,anche nel caldo torrido, quella pace e quella serenità a cui fai sempre riferimento...è una terra magica! Mi sono sentita immediatamente a casa e non vedo l'ora di tornarci (spero fra 2 anni)..vorrei visitare anche Kyoto,Nara e Osaka :) grazie per aver alimentato ogni giorno di più la mia voglia di visitare il Giappone attraverso i tuoi resoconti
un caro saluto

Federica

Anonimo ha detto...

Bel racconto mi è piaciuto molto e l'ho trovato molto rilassante, è la prima volta che leggo i tuoi articoli e sono qui grazie ad Acilia.

Mi chiedevo se i wagashi si possono fare in casa.

Ciao, buone vacanze!
Eleonora

Elisa ha detto...

ciao marianna.. io è da un pò che ti leggo.. e devo dire che mi piace il tuo modo di scrivere e descrivere le sensazioni, i manicaretti e mi fai viaggiare con le tue belle parole e mi fai sognare il giappone.. prima o poi partirò..

Anonimo ha detto...

Ciao Mari, ho sentito del forte terremoto, tutto bene da te?
GIOVANNI

Legba ha detto...

Io non intervengo quasi mai, ma sappi che ti leggo assiduamente e che mi fai viaggiare in Giappone con le tue ricette e avventure.
(Il giovanni di prima sono sempre io)
Giovanni

Anonimo ha detto...

Quanti di voi, invece, sono rimasti in citta'?
io!
Ci sono fra voi lettori nuovi e che da poco hanno scoperto questo blog?
sì!

Oishi Yokoi

Tizy ha detto...

adoro il te verde e quando posso ne bevo tanto e poi fa pure benissimo rispetto a quello rosso....

Serena ha detto...

Sono una lurkatrice del tuo blog, ti seguo da tantissimo ma non ti ho mai scritto. Leggendo questo tuo post, e in particolare vedendo il video, m'è venuta nostalgia. Qualche estate fa, festeggiavo ferragosto atterrando a Narita.
Il caldo era soffocante, c'era una coda di tifone che ci seguiva come la nuvoletta di Fantozzi, le cicale non mi lasciavano dormire, ci ha accolto una scossetta di terremoto e non ho chiuso occhio per 15 giorni.
Ma è stata una bellissima esperienza,il Giappone sarà per sempre nel mio cuore e ho tanta nostalgia di quei luoghi.
Voglio tornarci al più presto , vedere gli hana sakura in fiore,il monte Fuji, camminare per le viette, sbirciare le vetrine, saccheggiare i 100 yen shop,essere seguita da ragazzine che ti guardano ammirate quando dici di venire da Milano,uscire di notte e trovare i kombini aperti ... ;_; ahh, che nostalgia!!!
Grazie per tutto quello che mi regali con i tuoi post!!!
Ciao Serena