domenica, ottobre 02, 2011

Dagashi & Pensieri

(A sinistra: la delicata letterina di Saku-chan e che accompagnava un pacchetto stracolmo di dagashi. Vicino alla letterina, delle leggere cialde da riempire con marmellata di sakura).

Chi mi segue da tempo sa che non riesco a scrivere solo per il dovere di farlo, ma ci deve per forza essere quello sprazzo d'ispirazione che mi porta non solo a scrivere ma anche a far foto.

Dopo tutti gli eventi che si sono verificati nella mia vita personale, poi, trovo faticoso persino trovare la voglia di prendere in mano la mia Ricoh CX3 (eccola qui la mia nipponica compagna d'avventure fotografiche!) con cui immortalare questo o quello.

Ogni tanto, però, sento il desiderio, il bisogno e la necessità d'immergermi nuovamente in questo blog che così tanto amo.

Era da qualche tempo appunto che volevo mostrarvi il contenuto di un pacchetto ricevuto dal Giappone dalla mia cara e splendida Saku-chan, però la malinconia che provavo ogni volta che riaprivo quella scatola era tale da impedirmi persino di parlarne.

Sakura è indubbiamente una delle amiche più care che io abbia, nonché una delle persone più positive della mia vita.

Ero reticente nel raccontarle per filo e per segno cosa mi fosse capitato e questo non per mancanza di fiducia nei suoi confronti, ma per timore di causarle preoccupazioni e tristezza.
Col tempo ho trovato il coraggio di metterla al corrente di ogni cosa, e sebbene mi ferisse profondamente il sol pensiero di averla potuta rattristare, ero felice di averla resa finalmente partecipe degli sviluppi che la mia vita stava subendo e subisce tutt'ora.

Pienamente consapevole di come la distanza fisica tenda ad ingigantire preoccupazioni ed ansie, ho esercitato tutta la cautela possibile nel raccontarle ogni cosa.

Da parte sua, ovviamente, c'è stata una reazione di grande dolore misto però ad una forte solidarietà per quanto sto vivendo.

Mi sta vicina il più possibile attraverso email, chiacchierate su Skype, lettere cartacee e regalini che ogni tanto mi arrivano per posta.

Come questi dagashi (vi parlai delle dagashi e delle dagashi-ya qui, qui, e qua) e quella meravigliosa kinchaku di cotone blu che vedete raffigurata nella foto qui sopra e qua sotto.

I suoi regali mi riportano a lei e alla nostra splendida amicizia; mi riportano in Giappone; mi aiutano a riconnettermi con quella giapponesità che sento nel cuore. Lei m'invia cose che sa che amerò molto. Le sceglie con cura e con affetto immensi.

Apro le sue scatole e, prima ancora d'ispezionarne curiosamente il contenuto, chiudo gli occhi ed annuso l'aria al loro interno...quasi come a voler scioccamente cercar di acchiappare anche solo un millesimo di quell'aria a me così cara.

In questo suo pacchetto c'erano caramelline di zucchero colorate, gommose di Morinaga al latte, kokeshi-arare (eccoli qui in questa foto)...

Saporitissimi snack di polpa di ume...

Pacchetti di sukonbu (striscioline di alga konbu essiccata ed insaporita all'aceto. Il sukonbu è nella scatolina rossa).

Sakura sa del mio intenso amore per la lettura, e soprattutto sa quanto stia sentendo la mancanza dei miei libri giapponesi, ed è per questo che insieme ai dagashi c'era anche questo breve romanzo:
Yochimu di Hirashino Keigo

Ricevere pacchetti da Sakura significa per me rimanere seduta a guardare la scatola, senza aprirla, magari per mezz'ora nella speranza di riuscire a catturare ogni aspetto di quel contenitore che ha viaggiato mezzo mondo per arrivare a me.

Ricevere i suoi pacchetti significa aprirli, annusarne l'aria profondamente senza toccare nulla al suo interno.

Ricevere i suoi pacchetti significa esaminare ogni pezzo con gli occhi lucidi, il cuore colmo di gioia e con un sorriso malinconico-felice sul volto.

Saku-chan, grazie. Grazie dal più profondo del mio cuore.

Akiko-san verrà a trovarmi fra pochi giorni e l'emozione che sto provando in questi momenti è fortissima.
So che il nostro incontro sarà bagnato da copiose lacrime, ma anche da abbracci stritolanti, da sorrisi e sguardi pieni d'intesa, e da un legame che ci unisce da tempo ormai.

Ricordo ancora l'ultima volta in cui vidi Akiko-san: era il giorno prima della mia partenza dal Giappone. Era pomeriggio sul tardi, ed ero in una modesta caffetteria all'interno della stazione di Sagamino, nel Kanagawa.

Volevo piangere. Avrei voluto aggrapparmi a quella sedia per sempre.

Quel caffè che sorseggiavo da quell'anonima tazza biancastra sembrava non aver sapore e intorno a me non c'era rumore. O forse non lo sentivo.

Akiko aveva gli occhi che sorridevano ma che in realtà nascondevano tristezza. Il suo sguardo celava una malinconia che però io percepivo chiara e forte.

Tutto mi sembrava così surreale, così strano. Era come trovarsi sul palco di una recita sconosciuta e di cui non si conosce nemmeno la trama.
Mi sembrava di dovermi svegliare, di lì a poco...e invece no. Il sogno-incubo continuava.

Lei mi regalò un libro di brevi poesie giapponesi. Un libro che conservo ancora adesso e che ho qui con me, a Torino.
Vi parlerò di questo libro e di come io abbia cercato, in tutto questo tempo, di trovare conforto nelle sue parole...e di come io l'abbia trovato più volte.

Saper di rivedere Akiko mi sembra quasi come un sogno...ma questa volta un sogno da cui vorrei non svegliarmi.

Grazie a tutti coloro che continuano a commentare e che continuano ad unirsi alla pagina di Facebook dedicata al mio blog.
Venite! Io vi aspetto tutti e numerosi!

12 commenti:

Sayuri ha detto...

che bello avere persone che tengono a te in questo modo... rimango sempre senza parole leggendo i tuoi post.
Shima-uta si accorda perfettamente con quello che provo leggendoti... malinconia, gentilezza e grazia.
un saluto!

Chiara ha detto...

Ciao! Che bello leggere di nuovo i tuoi post!
Mi dispiace tanto che tu abbia attraversato momenti di profondo dolore e tristezza e spero che tu possa ritornare a guardare al futuro con gioia quanto prima. Sono particolarmente legata al tuo blog perchè l'ho scoperto in occasione dell'organizzazione del mio primo viaggio in Giappone (tutte in -one queste parole!!)e attraverso i tuoi meravigliosi racconti cercavo di immaginare ciò che avrei visto a Tokyo!
Ti auguro di stare bene presto! Intanto goditi i giorni in compagnia di Akiko!!

Hana ha detto...

Sono contentissima che tu abbia vicino queste due persone speciali che ti coccolano e che possono donarti un pezzettino di Giappone ogni volta. *_*
Spero che tu e Akiko-san possiate passare delle splendide giornate insieme.


Un abbraccio Ruru chan♥

Emanuela ha detto...

Le tue bellissime parole mi hanno fatto rivivere quei momenti trascorsi prima della mia partenza dal Giappone. Sono contenta che tu abbia queste amiche cosi speciali.

Un saluto,

Emanuela :)

Nily ha detto...

Questo post trasmette davvero tantissime emozioni.
E' una cosa bellissima l'amicizia, sapere che anche nei nostri momenti più difficili c'è qualcuno che è lì per noi, ci pensa, si prende cura di noi.
Ti auguro una buona settimana e un mese di Ottobre sereno, un abbraccio!

luby ha detto...

Un abbraccio anche da parte mia. Goditi ogni singolo istante. So bene cosa significa annusare pacchetti nella speranza di un ritorno...buon tutto, di cuore

Bunzigirl ha detto...

Buona domenica Mari!^__^

modHello! ha detto...

Quanto è bello leggerti!
Grazie ancora per essere tornata, per condividere con noi quello che ti succede e ti circonda.. perchè con te anche noi siamo tornati, o forse siamo sempre stati con te!
Con la tua voglia di vivere e di trasmettere agli altri la giapponesità che come dici è e rimarrà sempre in te!
bacioni, gaia

susannatuttapanna ha detto...

alla faccia di chi dice che i giapponesi non sono in grado di stringere rapporti sinceri....

S ha detto...

che bellissimo post, e che splendide tracce di giappone, talmente nostalgiche da strappare il cuore...

Shakie ha detto...

Un post stupendo e commovente, leggendolo mi fa sempre più comprendere quanto sarà dura per me l'anno prossimo arriavare in Giappone e poi andarmene una volta concluso il viaggio studio....

Syl ha detto...

Che bello rileggerti!
Ho sempre seguito in silenzio, ma adesso un commento, magari il primo di tanti futuri, mi sembra il minimo per festeggiare il tuo ritorno.

:)