lunedì, dicembre 01, 2008

Raccontando a perdifiato

(A sinistra: del sublime sake とじのはな toji no hana della prefettura di Niigata, graditissimo dono da parte di Kyoko-san)

Dopo giorni e giorni e giorni di latitanza, eccomi di nuovo qui a riaggiornare il blog.

Ma questi non sono stati giorni di pigrizia allo stato puro, o di lunghe dormite da cui ci si sveglia piu' assonnati di prima. No. Sono stati giorni di studio conditi dalla stessa e solita ansia di prima, dovuta alle stesse e solite preoccupazioni che continuano ad appesantirmi la mente. Per rispetto della privacy dei miei, preferisco non raccontarvi nel dettaglio cosa sta succedendo, ma e' una situazione non piacevole da cui pero', nonostante tutto, credo scaturira' qualcosa di positivo.

Sono stati giorni anche di emicranie e di forte scoraggiamento. Scoraggiamento? Per cosa, direte voi? Beh, per il JLPT che si avvicina sempre di piu'. Vedete, la spavalderia non e' mai stata una mia caratteristica, e nonostante non sia un bene essere troppo severi con se stessi, difficilmente mi sento pienamente all'altezza di una situazione, specialmente quando sul banco di prova si presenteranno le mia capacita'.

Questi sono stati comunque anche giorni di sorrisi, di commozione, di esperimenti in cucina e di qualche piccola escursione.

Ma cominciamo con quei sorrisi che sono stati poeticamente avvolti in un briciolo di commozione.

Diversi giorni fa, in un pomeriggio particolarmente orrendo in cui mi sentivo triste per le disavventure dei miei e in cui vagavo come un'anima in pena per le assolate stanze di casa, ho sentito suonare il campanello. Era il postino con in mano un pacco! Beh, gia' solo a vederlo il pacco mi si sono illuminati gli occhi!

Fabiana, cara amica e fedele lettrice di questo blog, forse senza saperlo mi ha mandato, assieme al pacco, una ventata di tanto agognato ottimismo. Il suo pacco mi ha riportato un po' di serenita' e di sorrisi bambineschi che mi hanno fatto dimenticare la mia eta' e mi hanno riportato molto indietro nel tempo.
La scatola era piena fino all'orlo di un qualcosa di cui sono golosa in maniera esagerata: i Ringo alla vaniglia.
Ringo alla vaniglia: dolcezza di casa mia. Ogni morso mi riporta in Italia, quasi istantaneamente.

Ma l'affettuoso pacco di Fabiana conteneva, oltre i miei adorati biscottini bicolore, anche un carinissimo micetto nero che ho deciso di attaccare alla borsa che uso per l'universita', una meravigliosa e delicata fatina accompagnata da una tenera molletta di legno su cui siede uno gnomo!
Guardate qui che splendore!

Vedete, questo blog non solo mi ha aiutata a scoprire la gioia dello scrivere e del raccontare a parole mie questo Paese, ma mi ha anche dato la preziosa opportunita' di conoscere delle amiche la cui generosita' e il cui affetto non potro' mai descrivere abbastanza.

Fabiana, grazie di cuore. Davvero. Non dimentichero' mai questo tuo gesto.

ありがとう!
Arigatoo!

Qualche giorno dopo, invece, mio marito dopo essere tornato a casa dal lavoro ha iniziato a sfoggiare un sorrisino furbetto. Non capendo bene cosa stesse succedendo, non ho detto nulla.

Improvvisamente, poi, dal suo zaino ha tirato fuori una scatola di cartone da cui e' saltato fuori un qualcosa di tanto desiderato quanto inaspettato: un 電子辞書 denshi-jisho, ossia un dizionario elettronico!

Io, a meta' tra lo lo stupito e l'estasiato, ero senza parole e senza fiato.

Non respiravo piu'.

Non riuscivo a parlare dall'emozione. Era come se non ricordassi piu' le parole, o come si sente forse un neonato che ancora non capisce cosa significhi parlare.

Desideravo moltissimo un denshi-jisho perche' e' un formidabile alleato nello studio del giapponese (o di qualunque altra lingua), ma i costi alquanto proibitivi di questi apparecchi mi hanno sempre tenuta abbastanza alla larga dal reparto Dizionari & Co. nei negozi di elettronica.

Ecco qui il mio Casio EX-Word Dataplus 4, con italiano e giapponese come lingue principali!


Fino ad un anno fa circa, nemmeno mi aveva mai sfiorato per la testa l'idea di voler un dizionario elettronico. Anzi, tutt'altro. Mi ero sempre immaginata i dizionari elettronici come dei traduttori tascabili di bassa qualita', o comunque non di grande utilita' a chi sta studiando seriamente una lingua.
Col tempo, pero', ho iniziato a far caso all'altissimo numero di giapponesi che si portano dietro uno di questi dizionari, soprattutto coloro che studiano una lingua straniera. Non a caso, infatti, tutti i giapponesi che conosciamo noi e che studiano l'inglese o l'italiano posseggono un denshi-jisho.

E non e' una coincidenza, infatti, se i primi dizionari elettronici sono stati introdotti sul mercato proprio qui in Giappone, nel lontano 1975! Le piu' grandi case produttrici di questi apparecchi, tipo la Casio, la Seiko e la Canon, hanno col tempo creato modelli di dizionari sofisticatissimi e che, grazie proprio alle loro strabilianti funzioni, giustificano forse i loro prezzi da capogiro.

Pare, infatti, che i migliori dizionari elettronici si trovino solo qui in Giappone. Avevo fatto una ricerca tempo fa, e avevo scoperto che la maggior parte delle persone che studiano giapponese acquistano un denshi-jisho qua oppure se ne fanno spedire uno da qualche amico o amica giapponese.

La Casio, in particolare, produce dizionari elettronici impostati su lingue diverse, a seconda delle proprie necessita'. Della linea EX-Word, ad esempio, ci sono dizionari d'italiano, spagnolo, francese, tedesco, coreano, cinese, inglese, ecc.
Il mio, come dicevo, ha il giapponese e l'italiano come lingue principali. Non vi staro' ad elencare tutte le incredibili funzioni che ha questo dizionario, ma mi limitero' a menzionarne alcune:

Dizionario italiano-giapponese / giapponese-italiano Shogakukan
Dizionario inglese-giapponese Unabridged Genius
Dizionario italiano-inglese / inglese-italiano Oxford-Paravia
Due dizionari monolingue di giapponese, tra cui l'eccellente Meikyo.

Questa e' solo una minimissima parte del contenuto a cui ho accesso. E' meraviglioso questo dizionario, davvero. Adesso riesco a trovare cio' che cerco molto velocemente, e in piu' ho la possibilita' di consultare infinite liste di frasi d'esempio in tutte e tre le lingue, piu' addirittura l'affascinante etimologia dei kanji!

Sono proprio felice!

La settimana scorsa, invece, sono stata assieme ad Akiko al museo dei ramen, a Shin-Yokohama! Eh si, esiste addirittura un museo interamente dedicato a questa deliziosa specialita' giapponese dalle antiche origini cinesi!

In questo museo ero gia' stata quasi due anni fa, assieme a mio marito e a Natsuki, ma essendo passato cosi' tanto tempo avevo voglia di ritornarci.

Il museo e' composto da due parti: una sala d'esposizione con tutta la storia dei ramen, piu' la storia dei ramen confezionati. In esposizione, inoltre, vi sono anche confezioni di ramen dagli anni '50 ad oggi, piu' versioni internazionali tipo quelli provenienti dall'India, dall'Indonesia, dalla Russia, Cina, Vietnam, Filippine ecc.

Non credo si potessero fare foto al piano di sopra, e quindi non ne abbiamo fatte.

Nel sotterraneo, invece, e' stato ricostruito un vecchio quartiere giapponese, come quelli che esistevano dai primi del Novecento fino a qualche decennio fa. I classici e vecchi quartieri composti da tante casette addossate l'un sull'altra, e tanta nagaya dove tra i panni stesi c'erano tanti bambini che giocavano e trascorrevano spensieratamente le loro giornate.

Ho fatto qualche foto a questo vecchio quartiere ricostruito nel sotterraneo del museo. Alcune foto sono un po' scure, ma cliccandoci su si vedranno un po' meglio.

Una parte del quartiere visto dall'alto:

Una nagaya:

Un paio di geta appese fuori a prender aria...
Una vecchia 交番 kooban, o stazione di polizia. Le kooban esistono ancora oggi in Giappone, e sono dovunque. Quelle di adesso sono ancora piu' o meno come quelle di un tempo, e cioe' composte da uno stanzino con una scrivania, un telefono e avvisi vari affissi al muro. Sul muro sono appesi anche poster con foto dei ricercati.
Ancora oggi, se la luce rossa che c'e' fuori e' accesa, vuol dire che dentro l'ufficio c'e' un poliziotto. Capita, infatti, che la luce sia spenta, e cioe' che non ci sia nessuno dentro. Qualora questo succedesse, il malcapitato che si trovasse in una situazione d'emergenza puo' comunque entrare nella kooban e chiedere aiuto utilizzando un telefono nero che e' sempre a disposizione di chiunque, gratuitamente, e che e' collegato giorno e notte con la centrale di polizia piu' vicina.
In una delle nagaya c'e' persino una cabina con un vecchio telefono degli anni '50. Quei telefoni probabilmente sono rimasti cosi' per diversi decenni, infatti Akiko mi diceva che se li ricordava! I telefoni pubblici che si trovavano per la strada erano sempre blu oppure rossi, mentre quelli nei locali erano sempre rosa. Akiko mi diceva che quelli rossi e blu ormai non si vedono piu', e infatti sono stati rimpiazzati da telefoni pubblici di un verde chiaro. Quelli rosa, invece, si trovano ancora, specialmente in vecchi ristoranti e locande a conduzione famigliare.

Nel vecchio cartone animato Kiss me Licia, nel ristorante del papa' c'era infatti uno di quei telefoni rosa! Ve lo ricordate?

Ecco qui il telefono blu della vecchia cabina:
Nel vecchio quartiere, c'e' anche una 駄菓子屋 dagashi-ya, cioe' un negozietto di dolciumi per bambini. Le dagashi-ya vendono caramelle e dolcini a poco, dando cosi' la possibilita' ai bimbi di riempirsi le tasche di cose buone per pochi soldini.
La dagashi-ya di questo quartiere, pero', vende caramelle e dolciumi proprio come quelli di una volta, ed e' possibile fare acquisti.
Ecco alcuni dei dolcini che ho comprato io:
Da sinistra verso destra, in senso orario: bontan-ame, spiedini di kasutera (una torta tipo pan di Spagna), Karumin caramelle alla menta, cuoricini mou della Glico, bottigliette gommose alla Coca-Cola.

Le bontan-ame sono caramelle giapponesi molto tradizionali e in commercio da davvero tanto tempo, tant'e'che gli anziani qui se le ricordano perche' gia' c'erano quando erano bambini o ragazzini!
Queste caramelle gommose sono preparate con succo di ぼんたん bontan, un agrume che cresce nelle zone molto calde del sud-est asiatico, ed e' tipico di Kyuushuu, a sud del Giappone.
La particolarita' delle bontan-ame, pero', e' la carta trasparente con cui ognuna di esse e' avvolta perche' e' commestibile! Quindi si mangia la caramella con la carta perche' questa si scioglie immediatamente appena viene a contatto con la lingua.
Le bontan-ame hanno un sapore agrumato molto delicato e piacevole! Davvero ottime!

Le caramelle mi sono state messe in un sacchetto di carta marroncina su cui e' stato disegnato, da una delle commesse, il musetto del simpatico Kimba, il leone bianco re della foresta. Ve lo ricordate quel personaggio?
Prima di lasciare il museo, ho comprato un paio di piccoli souvenir tra cui una tazza da te' verde per mio marito ed un fumetto! Entrambi gli articoli sono dedicati ad un personaggio esilarante piu' che mai: 猫ラーメン Neko-ramen, un buffissimo gatto che lavora come cuoco in un ristorante di ramen. Questo gatto dal musetto simpatico e' protagonista di una serie di fumetti abbastanza recenti, se non erro.
Leggo fumetti molto raramente e non sono per niente appassionata di manga, pero' sto facendo un'eccezione con Neko-ramen perche' e' un personaggio davvero comico e che mi ha ispirato simpatia sin dal primo momento! Sono gia' quasi a meta' del fumetto e sto gia' pensando di comprarmi gli altri volumi.
La storia scorre velocemente e piacevolmente, soprattutto perche' le avventure del 大将 taishoo felino (taishoo vuol dire generale o ammiraglio, ma si usa spesso in riferimento ai cuochi nei ramen-shoppu) non durano piu' di quattro vignette per volta, per cui si capiscono in fretta, la risata arriva altrettanto velocemente e ci si allena col giapponese divertendosi.

Ovviamente, al museo dei ramen viene sempre fame e voglia di...ramen! Ed ecco perche' nel sotterraneo, proprio nella piazza principale del vecchio quartiere ricostruito, ci sono diversi ramen-shoppu provenienti da varie parti del Giappone. E' sempre difficile scegliere dove andare, e alla fine Akiko ed io abbiamo optato per ふくちゃん Fuku-chan:
Qui abbiamo gustato dei ramen dal fortissimo sapore d'aglio, preparati con una ricetta di Kyuushuu.
Questi ramen erano proprio molto agliosi. Infatti, guardate dietro la scodella, sulla sinistra: c'e' un contenitore con fettine d'aglio fritto che, volendo, si possono aggiungere al brodo! Gasp e super-gasp! Come se gia' non ci fosse abbastanza aglio! E pensate che vicino a quel contenitore ce n'era un altro stracolmo di spicchi d'aglio...crudo!!

E rimanendo in tema gastronomico, venerdi' sera avevamo invitato alcuni nostri amici a mangiare lo shabu-shabu preparato da me e da mio marito. All'ultimo momento, pero', la moglie del nostro amico e' stata chiamata a lavorare (lavora al front-office di un hotel), e quindi non sono piu' potuti venire.
Noi, pero', avevamo voglia di mangiare lo shabu-shabu e cosi' ce lo siamo preparati comunque!

Non vi sto a spiegare cosa sia lo shabu-shabu perche' ve ne avevo gia' parlato qui, ricordate?

Per prima cosa ho lavato e tagliato tutte le verdure. Per l'occasione, abbiamo usato hakusai (cavolo bianco cinese), spinaci, funghi shiitake, peperoni verdi, carote tagliate a forma di fiore di sakura, porri.
Ed ecco la nostra tavola apparecchiata:

Del もめん豆腐 momen-doofu freschissimo:
Qualche salsina (salsa yuzu-pon e pon-shabu):
Alcuni vassoi di carne affettata appositamente per lo shabu-shabu:
E l'anforetta e bicchierini per servire il sake' freddo, inaugurati grazie al celestiale sake' regalatoci da Kyoko-san, raffigurato nella prima foto in alto.
Termino l'articoletto di oggi con alcuni rapidi resoconti culinari degli ultimi giorni.

Sabato sera, in un ristorante di cucina casalinga di nome Yume-An, ho gustato questo tempura misto accompagnato da dei delicatissimi udon in brodo:



Mio marito, invece, da Yume-An ha gustato questo oyako-don accompagnato da una scodellina di udon in brodo, da alcuni tsukemono e un ottimo kinpira di alghe hijiki:
Ogni tanto menziono たてがみ家 Tategami-ya, un eccellente ramen-shoppu della nostra zona dove si mangia splendidamente. Ecco un articolo, per esempio, dove ve ne ho parlato. E oggi vi faccio vedere Tategami-ya dall'esterno!
....e all'interno!

Cerchero' di aggiornare presto il blog, anche se questa settimana intravedo alcune difficolta' dato che, come gia' dicevo, il JLPT si sta avvicinando sempre di piu'. Certo che il tempo e' volato! Sembra sia passato poco tempo da quella mattina in cui sono andata, assieme a Kelly, a comprare tutto il pacchetto con i moduli per l'iscrizione al JLPT. Sembra ieri che sono andata con Kelly da Starbucks dove lei, ridendo, mi ha macchiato inavvertitamente il modulo del JLPT, e siamo cosi' state costrette ad andare a prenderne un altro.

Ringrazio tutti voi che leggete regolarmente il mio blog e che commentate. I commenti ultimamente sono stati tantissimi, e anche se non riesco sempre a rispondervi, sappiate che apprezzo molto le vostre parole. Grazie davvero!

E grazie a tutti coloro che mi hanno scritto per richiedere info sul bazar. Se mi avete scritto ma ancora non avete ricevuto risposta, perfavore non disperate: vi rispondero' il prima possibile.

13 commenti:

Kuri ha detto...

Ti assicuro che per me è stato un piacere farti felice con i Ringo.
Devo ringraziare le poste giapponesi per avertelo consegnato velocemente e nel momento più adatto!!!

Bellissimo il museo dei ramen, devo confessare che con questo freddo sta diventando il mio piatto preferito.
A Roma c'è una cosa simile, ovviamente dedicato alla pasta, qui trovi il sito.

preverò lo shabu-shabu primo o poi....
il dizionario deve essere fichissimo.... :)

Paolo Zeccardo ha detto...

Ma che bell'articolooooo! *O*
Si sentiva la tua mancanza!^^
Che bello il musei dei Ramen, dev'essere stato bellissimo ritrovarsi catapultati in un intero quartiere degli inizi del '900...immagino l'atmosfera! *__*
Un bacio grande,
Paolo ^__^

bunzigirl ha detto...

Arieccola finalmente!!!!
Che bello il traduttore!!!!!!Presto servirà anche a mia sorella che sta studiando da quasi 2 mesi giapponese x lavorare al b&b.Ma lo sai che ho riscoperto i Ringo alla vaniglia da 1 settimana?Sono buonissimi!!!!E adesso leggendo il tuo blog li ritrovo qui^__^
Spero che i guai che stanno affliggendo i tuoi genitori passino in fretta. La vita è così purtroppo ma x fortuna per ogni brutto momento se ne sussegue uno bello,speriamo che quello brutto svanisca in fretta.Un abbraccio da questa fredda e umida Roma. umidissima e

Ivonne ha detto...

Ma che bello quel traduttore...
Certo che dall'ultimo che avevo visto in Italia anni fa sono stati fatti dei passi da gigante. Quando studiavo lingue era il sogno di ognuno di noi!
In bocca al lupo per l'esame!
Andrà tutto bene, sei troppo brava!
Un abbraccio
Ivonne

Tizy ha detto...

Ciao Mary bentornata qui nel blog.
hai fatto tante cose meravigliose questa settimana e il regalo che t ha fatto fabiana nn è splendido è magnifico. Sei davvero tanto fortunata ma anche tu sei molto dolce e gentile quindi è giusto che venga ricambiata con lo stesso affetto anche se è difficile trovare persone come te davvero troppo difficile.
Beh anche a me il museo del ramen ha fatto ricordare che lo voglio assaggiare eheheheheh. Un giorno spero prima d raggiungere l'età senile :))).
Ah è arrivato il mio pc a lavoro e da una settimana stò compiendo la mia mansione seriamente faccio sempre errori ma oggi sembra tutto stabilizzato stò imparando a chiedere prima di fare fesserie eheheheheh va molto meglio.
m sa ke dò uno sguardo al bazar kisu mata ne ah lo sai che kino ame ga furimashita
non se ne può piùùùùùùùùùù

Lena ha detto...

In bocca al lupo per l'esame, anche se non hai bisogno delle nostre parole dato l'impegno che metti nello studio!
La capacità di gioire delle piccole cose probabilmente è parte della forza interiore che ti permette di affrontare le difficoltà familiari senza perderti d'animo. I biscottini dell'infanzia o un pranzetto curato condiviso con chi si ama sono davvero delle piccole ricchezze...
Forse riesco a venire con il mio compagno in Giappone per O-Shogatsu... Staremo qualche giorno a Tokio e qualche altro vicino a Osaka. Dimmi se hai piacere che ti porti qualcosa dall'Italia, magari è un'ulterioe piacevole consolazione!
Un abbraccio

bunny ha detto...

Che bel post lungo e pieno di tante belle esperienze-informazioni!

Io adoro il museo del ramen, ci sono andata già due volte, ma credo proprio che tornerò anche la prossima volta, che, a proposito, potrebbe essere a Marzo...

B.

uva ha detto...

lo sai che io ho sempre le dita incrociate, vero?
sempre sempre sempre
mai più "disincrociate" dal nostro ultimo scambio di mail.
baciotti di sincero affetto e sostegno
Uva

Sunny ha detto...

Che post stupendo, c'ho messo 20 minuti a leggerlo tutto!
In bocca al lupo per l'esame ;)

Sunny

Annie ha detto...

Articolo bellissimo, mi ha messo una voglia incredibile di Giappone *_* !
Il museo del ramen trovo sia qualcosa di fantastico, e, in particolare, la descrizione e le foto della ricostruzione del vecchio quartiere giapponese mi hanno fatta sognare.
Questo, assieme all'isola di Enoshima, entra di diritto nella lista delle cose che voglio visitare assolutamente, il giorno che metterò piede nella terra del Sol Levante.

Sono felice di scoprire l'esistenza dei dizionari elettronici, considerato che, proprio di recente, avevo ipotizzato tra me e me qualcosa del genere, chiedendomi se ci avesse già pensato qualcuno a concretizzarlo.

Un abbraccio !
Annie

Annie ha detto...

Dimenticavo: in bocca al lupo per l'esame !

Elisabetta ha detto...

Bentornata...

niki ha detto...

Bellissimo blog e bellissimo paese... altro che il mio povero Nepal!
E tutte quelle belle cose che puoi trovare... qui, per comperare un piatto decente... devi aspettare di tornare in Italia... e non ti dico i ristoranti. E poi tutte quelle belle verdure! La carne sana!

Meraviglioso!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ;-)

Ciao! Niki