mercoledì, febbraio 20, 2008

Sansai udon ed altre chiacchiere

Piano piano sto ritornando alla normalita'.

Sento ancora tantissimo la mancanza di Annalisa, ma sto cercando di non pensarci troppo per evitare di intristirmi.

Stamattina, aprendo la finestra della camera, ho notato che l'aria e' diventata meno fredda del solito.
Si sentono gia', in lontananza, i profumi della primavera e quel nonsoche' di frizzante ed allegro che preannuncia l'arrivo della mia stagione preferita.

Le giornate si stanno lentamente allungando, e adesso finalmente alle cinque c'e' ancora il sole e non piu' quel buio deprimente, tipico delle brevi giornate invernali.

So gia' che i fiori di ciliegio non tarderanno a sbocciare e a mostrare tutto il loro elegante splendore. Anche quest'anno non manchero' di fare foto in abbondanza e di metterle qui sul blog!

Lunedi' sono andata a lezione e ho saputo il risultato dell'esame di giapponese che ho dato la settimana scorsa: e' andato benissimo, il che tradotto in voti e' 100/100! Non credevo di prendere un punteggio cosi' alto, e invece e' andata meglio di quanto mi aspettassi!
Mi sento molto incoraggiata a continuare, e menomale visto che lunedi' ci sara' una prova di verifica!

Nel corso del trimestre, si fa una prova di verifica (chiamata quiz) ogni settimana, mentre a meta' trimestre si da' l'esame di Midterm, e al termine l'esame finale. Quindi, c'e' sempre da studiare...ma lo faccio piu' che volentieri e con enorme entusiasmo!

Tra l'altro, pensate che combinazione: nell'articoletto precedente a questo ho accennato al discorso sulla differenza tra Giappone ed Italia e sulla cafonaggine che spesso imperversa nel nostro Paese. Ebbene, lunedi' mentre ero a lezione, il nostro 先生 sensei ci raccontava di aver fatto un viaggio a gennaio, e di essere stato in diversi Paesi europei.
Raccontava dei tanti posti che ha visitato, e delle sue esperienze di viaggio nei vari Paesi che hanno fatto parte del suo itinerario. Parlava con grande entusiasmo della calda e cordiale ospitalita' degli spagnoli, e di come in Spagna si sia sentito veramente a suo agio.

Peccato che non abbia avuto un'opinione altrettanto positiva dell'Italia dove, purtroppo, il sensei ha detto di essere stato trattato in modo molto scortese piu' volte, tanto da deluderlo e da lasciargli un brutto ricordo della sua esperienza italiana.

Si e' scusato in classe per queste critiche che faceva all'Italia, soprattutto perche' sa che tra i suoi allievi c'e' un'italiana (indovinate chi?), e infatti ha detto che indubbiamente non tutti sono cosi' e che, sfortunatamente, deve aver attirato i cafoni con la calamita.

Se non altro, spero che questa brutta esperienza non lo scoraggi e non gli faccia passare la voglia di ritornare nel nostro Paese, augurandogli di trovare persone piu' educate e cordiali di quelle che ha incontrato.

La cosa mi ha fatto pensare, soprattutto al fatto che probabilmente il sensei avra' immaginato che il trattamento ricevuto fosse conseguenza del fatto che e' straniero, in fondo solo uno dei tanti giapponesi che ogni anno visitano il nostro Paese, mentre in realta' quella cafonaggine di cui e' stato vittima colpisce indistintamente tutti, italiani e non.


Ma, passando di palo in frasca, volevo dedicare l'articoletto di oggi ad una piccola bonta' della cucina giapponese, e della quale ho fatto un piccolo accenno qualche mese fa, se non erro nell'articoletto sul tempura o tenpura che dir si voglia, ossia le 山菜 sansai, ovvero erbette selvatiche di montagna.

Nella cucina giapponese, tanti sono gli ingredienti che ancora sono poco noti al di fuori di questi confini, e alcuni di questi sono senz'altro le sansai.
Col termine sansai si fa riferimento ad un misto di erbette selvatiche e che crescono in montagna.
Le varieta' di erbette sono tante, ma spesso vi fanno parte le foglie di mitsuba, l'Osmunda Japonica, foglie di felce, ecc.

In origine, le sansai venivano, e vengono ancora adesso, utilizzate nella cucina vegetariana buddista, ma al giorno d'oggi sono usate in ristoranti di vario tipo, e anche a casa. Infatti, in quasi tutti i supermercati, si trovano abbastanza facilmente, nel reparto di frutta e verdura, sacchetti pieni d'acqua con all'interno un piccolo assortimento di sansai, solo da scolare, risciacquare velocemente e da usare!

Non sapevo cosa fossero le sansai, fino a quando non me ne ha parlato Akiko; da quel momento, sono diventata curiosa e non vedevo l'ora di assaggiarle.
Akiko mi diceva che solo alcuni ristoranti le servono fresche, ovvero appena colte e magari saltate in padella, oppure semplicemente lessate o cotte velocemente in un brodo.

E alcune settimane fa, Annalisa ed io siamo andate nella cittadina di Hashimoto a fare un giretto. Verso l'ora di pranzo, ci siamo messe a passare in rassegna i vari ristorantini del quartiere in cui ci trovavamo; lo stomaco brontolava, ma noi eravamo decise a scegliere con cura il nostro locale.

E quando si dice che la pazienza e' la virtu' dei forti!

Abbiamo scovato un localino piccolo, ma molto molto luminoso ed accogliente, gestito da due signore gia' di una certa eta'. Sulla vetrata dell'ingresso, era affisso un menu' composto da pochissimi piatti, tutti rigorosamente tradizionali e tutti strepitosamente economici.
E tra le portate offerte, c'erano i 山菜うどん sansai udon!
Immaginerete quindi la mia felicita', specialmente se pensate che venivano offerti al modestissimo prezzo di 390 yen (circa 2,45 euro!) la porzione!

Senza esitare nemmeno un attimo, li ho ordinati subito, mentre con ansia gia' me li pregustavo. Eccoli qui:
Beh, erano divini!
Le sansai avevano un sapore inaspettatamente delicato, senza quel retrogusto amarognolo che credevo avessero!
Le erbette avevano un gusto, quindi, leggero e piacevolmente selvatico, senza pero' essere ributtante o nauseante. Tra l'altro, andavano perfettamente d'accordo con il brodo aromatico in cui galleggiavano quegli irresistibili udon!

Mia sorella, invece, ha optato per degli udon con la carne di maiale e per un onigiri fatto al momento, con ripieno di salmone. Il tutto per poco piu' di 400 yen!
Chi pensa che per mangiare divinamente bene si debba spendere una fortuna o poco piu', dovrebbe venire a farsi un viaggetto qui in Giappone.

Qui in Giappone si ha sempre la certezza di poter gustare pranzi o cene veramente coi fiocchi, anche con in tasca solo una banconota da 1000 yen (circa 6 euro). Basta guardarsi intorno e non farsi attirare dai ristorantini con i menu' in inglese o quelli che vantano piatti e specialita' occidentali.
Se pero' non siete schizzinosi (e poi non ci sarebbe nemmeno da esserlo visto che siamo in un Paese dove l'igiene viene realmente messa al di sopra di tutto), se non vi fate intimorire dai menu' in giapponese e spesso anche dai listini prezzi con i numeri cinesi, se avete voglia di esplorare e magari di infilarvi in qualche viuzza secondaria e non troppo in vista, allora scoprirete meraviglie gastronomiche veramente alla portata di chiunque.

Tornando al discorso delle sansai, non ho perso tempo e sono corsa al supermercato a comprare subito uno di quei sacchettini pieni d'acqua pieni di erbette di montagna. Ecco qui:
Penso proprio che le utilizzero' per insaporire una bella scodellona di udon, per cominciare. Magari piu' in la' faro' altri esperimenti, probabilmente con il pesce come protagonista.

Non manchero' di certo di fotografare i miei 山菜うどん sansai udon!

Intanto, e come sempre いただきます!Itadakimasu!

8 commenti:

Piccola Tempura ha detto...

Ciao Marianna,
che bello passare sul tuo blog e ritrovare i racconti di vita nel gippone, come sempre, con le tue parole riesci, anche se per poco, a farmi lasciare l'italia e vedere ciò che tu vedi come se fossi lì accanto a te... per non parlare della foto degli udon...mi è venuta una fame!!!!
Ti mando un bacione grosso, grosso e spero di riuscire presto a scriverti una lunga mail.
a presto
Sara

biancorosso ha detto...

Sara :),
Grazie per il commento!! Per me e' sempre un piacere enorme sapere che mi leggi!
Un abbraccio,
Mari

deborah ha detto...

Urka bravissima per il test di giapponese!!!!!!!!!!!!!!!!!!
complimenti!!!!!
anch io ho mangiato quegli udon in giappone!!!! buonissimi davvero anche se ho scartato la cipolla^^ehehe li ho trovati ad Asakusa all'uscita della metro tawaramachi!davvero buoni!
e ho pagato anch io una cavolata!

Bia ha detto...

Ciao! Sono lieta di leggere che riesci a combattere la malinconia. Il tuo precedente post mi aveva commossa: è così bello sentire un che, nonostante i viaggi e le esperienze fuori casa, mantieni un così forte legame con i tuoi affetti familiari.^_^ Spero che, se un giorno tornerai in Italia, non ti sentirai un'esule. Ci sono tanti problemi ma, c'è di buono che le nuovi generazioni sono più aperte ai confronti con le altre culture e questo mi fa ben sperare..

aerie ha detto...

Peccato che il tuo sensei abbia avuto una brutta esperienza in Italia.
Purtroppo il nostro paese è pieno di cafoni, ma ci sono anche molte persone gentili, magari la prossima volta sarà più fortunato.
Riguardo la cucina giapponese, bisogna solo superare il pregiudizio iniziale, è davvero deliziosa!
E' un peccato non assaggiarla.

biancorosso ha detto...

Ciao Deborah!!
Che piacere risentirti! Grazie per la mail e per il commento! :)
Come stai?

Per caso, il locale di cui parli e' Ishimori-ya? Noi andiamo spesso li', insomma tutte le volte che ci viene voglia di andare a Kappabashi, e siccome tra Ishimori-ya e l'uscita / ingresso della metro Tawaramachi c'e' pochissima strada, finiamo sempre li' a pranzare!
Tra l'altro, avevo messo, qui sul blog un paio di mesi fa, qualche foto degli tsukemen che servono in quel locale.

Ciao Deborah, un abbraccione!

Aerie, grazie per essere passata di nuovo a trovarmi! :)
Sono d'accordissimo con te sul fatto che, grazie al cielo, in Italia non ci sono solo cafoni ma tante persone disponibili e gentili. Anzi, credo che le persone gentili siano piu' numerose di quelle sgarbate. E menomale!

E ci tengo anche a dire che in fondo sono esperienze che possono capitare dappertutto.
Ci ho riflettuto su in questi giorni, e sono giunta alla conclusione che dopo tutto quel tipo di cafonaggine gratuita s'incontra in una qualunque parte del mondo, e non si tratta quindi di un difetto tipico dell'Italia.

Ricordo, ad esempio, gite fatte con i miei in Francia, dove veramente sembrava che la maleducazione fosse di casa, tanto da convincerci per anni che tutti i francesi fossero cosi'. Dopo esperienze cosi' si fa in fretta a generalizzare, rafforzare e perpetuare il mito del francese snob e con la puzza sotto il naso, ecc.
E si sa, gli stereotipi non sono mai cosa buona e giusta.

Amiche, grazie per essere tornate a trovarmi! :)

Deborah ha detto...

Pregooo!^^
Eh non mi ricordo come si chiamava il locale >.< io ho una memoria da far paura!!!!devo tornare al più presto in Giappone!!!!

Io una volta con la scuola ero andata in gita in Austria e a Salisburgo mi sono trovata benissimo tutti gentili invece quando siamo arrivati a Vienna ci trattavano malissimo i negozianti!ci hanno per fino sbattuto fuori da un self service e non perchè eravamo in metà di mille (eravamo solo in 4),ma perchè non volevano gli italiani nel loro negozio! siamo rimaste allibite quando ce l han detto!!!
eh va bhe come si dice in sti casi il mondo è bello perchè è AVARIATO!
ciauu

Nicla ha detto...

complimenti per l'esame :-)