venerdì, ottobre 31, 2008

Halloween, onigiri e donburi.


Innanzitutto, BUON HALLOWEEN a tutti i lettori di Biancorosso Giappone!!!
ハッピーハロウイン!!!


Da quando non abitiamo piu' negli States, Halloween e' diventata una ricorrenza di cui ci ricordiamo solo dopo aver visto le prime zucche al supermercato, o i primi cappelli appuntiti da strega o teschi fosforescenti di plastica nei negozi di giocattoli.
Come ho gia' avuto modo di dire in passato qui sul blog, Halloween qua in Giappone e' una festa puramente commerciale che, come si puo' facilmente immaginare, genera un volume d'affari non trascurabile.
Ma i giapponesi ancora non percepiscono Halloween con lo stesso spirito con cui lo sentono gli americani, e d'altra parte non vedo perche' debbano visto che si tratta comunque di una festa d'importazione.
Per gli americani, Halloween e' ben piu' di un'occasione in cui potersi mascherare e mandare in giro i bambini a fare trick or treat nei quartieri. Halloween, in fondo, e' una ricorrenza le cui radici si perdono nella notte dei tempi e si mescolano con le leggende.
Per loro, Halloween rappresenta un'irrinunciabile tradizione che ha anche il pregio di essere una sorta di anteprima ad una ricorrenza ancora piu' preziosa: il Thanksgiving o Giorno del Ringraziamento.

La giornata qui e' freddissima. L'aria e' gelida e il cielo e' cupo. E purtroppo, in questi giorni sono alle prese con un'altra grossa preoccupazione di carattere famigliare che, mi auguro, possa risolversi quanto prima e nel migliore dei modi. Per tenere la mia mente occupata, fortunatamente ho lo studio e tante altre attivita' a cui mi dedico con piacere, tra cui questo blog.

A proposito di studi, al corso di giapponese in tutto siamo in sei. Due degli studenti, pero', ci hanno gia' fatto capire che si presenteranno solo per gli esami (sono due saccentoni che credono di essere tanto esperti nonostante le loro medie non siano particolarmente alte), e quindi siamo rimasti in quattro. Meglio cosi'. Meno si e', e piu' si riesce a concludere. Mi dispiace solo per Kanai-san, ovvero il nostro bravo sensei, che indubbiamente sperava in un numero piu' alto di studenti. Ma pazienza, meglio pochi ma buoni, ohh!!

Tra l'altro, un giorno vi dovro' parlare del nostro sensei perche' e' uno dei professori piu' in gamba che io abbia mai conosciuto; e' uno di quegli insegnanti che insegnano principalmente per vocazione, e non solo per la pagnotta (o meglio, per la scodella di riso). E' un professore che ama il suo lavoro e ad esso vi si dedica con tutta l'anima. Se voi vedeste tutto il materiale extra che lui prepara per ognuno di noi, non credereste ai vostri occhi! A noi studenti dedica cosi' tanto tempo e cosi' tanta pazienza che mi viene difficile poter esprimere la riconoscenza che abbiamo nei suoi confronti, specialmente se si considera che abita con suo papa', un signore ultra novantenne e molto malato. Il sensei, quindi, non solo segue noi studenti cosi' tanto, ma accudisce giorno e notte suo papa'.
Io col giapponese sono partita da zero, e grazie a Kanai-sensei ho imparato piu' di quanto non immaginassi.

Ma cambiando discorso, oggi non avevo molta voglia di cucinare. Sara' il freddo, saranno le preoccupazioni o tutto insieme. Cosi' ho deciso di preparare dei semplici onigiri, piu' che tutto perche' volevo giocherellare un po' con alcuni nuovi sali aromatizzati da cucina che ho acquistato alcuni giorni fa. Eccone alcune bustine:
Sono sali da tempura, ma sulla confezione c'e' scritto che ovviamente si possono usare anche per altri piatti, tipo per colorare (e al tempo stesso salare) gli onigiri, per salare le patatine fritte o al forno, o per aromatizzare salse tipo la maionese.
I sali sono aromatizzati al matcha, al curry, all'ume e alle alghe.
Oggi ho voluto usare quello al matcha e al curry, e quest'ultimo essendo di tonalita' leggermente arancione l'ho scelto in occasione di Halloween.

Come ripieno, ho usato quel salmone in scaglie di cui vi ho parlato qui.

A dire il vero, pero', i sali non hanno colorato il riso piu' di tanto, anzi! Pero', in compenso, sono saporitissimi! Quello al matcha in particolare!

Volevo cimentarmi di nuovo a preparare gli onigiri a mano, ma per pigrizia ho optato all'ultimo momento per le formine.
Qui stavo preparando un onigiri col sale al matcha, e mettendo il ripieno di salmone:
Ed ecco qui due dei miei onigiri di oggi, uno aromatizzato al matcha e l'altro al curry, ma entrambi con ripieno di salmone:
E in questi giorni di lezioni universitarie ad orari impossibili, torno quasi sempre a casa con una fame tremenda e con una scarsissima voglia di mettermi ai fornelli, e cosi' sto riprendendo piano piano l'abitudine di passare a prendere qualche onigiri, tramezzino o altro al Famima di zona.
Ecco uno degli onigiri che ho comprato ieri sera e che mi era rimasto ancora oggi. Il ripieno di questo onigiri credo sia il mio preferito in assoluto:
Il gusto e' 和風ツナママヨネーズ wafuu-tsuna mayoneezu, ossia tonno e maionese alla maniera giapponese.

Parlando con Akiko il giorno in cui siamo andate insieme alla fiera dell'antiquariato (guardate qui), concordavamo sul fatto che gli onigiri siano una di quelle cose che sembrano avere un sapore piu' buono del solito se preparate da qualcun'altro. Ed e' vero! Quando preparo i miei onigiri sono sempre buoni, ma se li mangio fatti da altre persone...lo sono di piu'! Anche nel bellissimo film かもめ食堂 Kamome-shokudoo, uno dei personaggi dice la stessa cosa!
Ed e' per questo che Akiko mi ha promesso, la prossima volta in cui ci rivedremo, di portarmi alcuni onigiri che prepara lei tutte le mattine per suo figlio. Non vedo l'ora di assaggiarli!

Inoltre, sempre quel giorno, ho chiesto ad Akiko la differenza fra la parola おにぎり onigiri e おむすび omusubi. Sono due sinonimi, e questo lo sapevo gia', ma io volevo sapere se ci fosse una reale differenza fra i due termini. E Akiko mi ha detto una cosa interessante: la parola omusubi e' antiquata, molto di piu' rispetto ad onigiri, e inoltre quando la si usa e' perche' si vuole sottolineare l'affetto di chi li ha preparati, che sia una mamma, una nonna, una sorella ecc.

La parola onigiri, quindi, serve ad identificare le polpette di riso di qualunque tipo: le proprie, quella acquistate al supermercato, quelle preparate da qualcuno, mentre omusubi, proprio perche' e' una parola vecchia e che rievoca ricordi nostalgici, si preferisce usarla quando si sta parlando di onigiri preparati da qualcuno che ci e' caro. Gli onigiri che mi portera' Akiko-san, quindi, per me saranno solo omusubi!

Akiko pero' ci teneva a precisare che questa e' la sua interpretazione, e che e' possibile che altri giapponesi spieghino questa differenza linguistica in modo diverso dal suo.

La settimana scorsa, per cena, ho preparato un donburi di pollo seguendo una ricetta che hanno dato ad una trasmissione giapponese in tv. Mi sono appuntata per bene la ricetta con l'intenzione di prepararla, ed eventualmente di metterla qui sul blog. E' una ricetta molto molto semplice e a base d'ingredienti reperibili ovunque.

La parola donburi in giapponese significa scodella di porcellana, ma e' un termine che viene comunemente usato per indicare una scodella di riso al vapore con sopra carne, pesce, verdure ecc. Spesso questa parola viene addirittura abbreviata in don.

Di donburi ne esistono tantissimi tipi, e sono tutti molto semplici da preparare. La ricetta che vi propongo e' per fare il 鶏肉丼 kei-niku donburi, cioe' donburi di pollo.

Ecco qui i miei due donburi preparati con questa ricetta, e subito sotto la foto troverete la ricetta che spero vogliate provare!

鶏肉丼
Kei-niku donburi
Donburi di pollo

Ingredienti per 2-3 persone:

150g di petto di pollo
circa 50-60ml di sake
1 pizzico di dashi in polvere*
1 peperone verde (oppure rosso)
2 uova
sale e pepe q.b.
un pizzico di zucchero

Prima di tutto, si deve mettere a cuocere il riso al vapore. Preparatene tanto quanto vi basta per 2-3 persone.
Per i donburi non e' cosi' fondamentale avere la varieta' di riso giusta, quindi siete liberi di usare qualunque tipo di riso abbiate in casa. Sconsiglierei, pero', il basmati...ma se avete solo quello, va benissimo lo stesso.

Nel frattempo, tagliate il pollo a cubetti e mettetelo in un recipiente in cui verserete il sake e il dashi in polvere.*Se non avete il dashi, saltatelo e al massimo sostituitelo con un cucchiaino di salsa di soia. Non saltate pero' il sake, mi raccomando. Se non trovate quello giapponese, quello cinese andra' bene comunque.
E se proprio non avete sake e non sapete dove andarlo a cercare, allora si puo' fare uno strappo alla regola e usare il mirin.

E se proprio non doveste avere ne' uno ne' l'altro, allora in via del tutto eccezionale potrete usare del vino bianco. Sappiate, pero', che usandolo il sapore del pollo sara' diverso da quello previsto dalla ricetta.

Lasciate marinare il pollo nel sake per 20 minuti, coprendo il contenitore e mettendolo nel frigo.

In un padellino, versate un goccino d'olio e strapazzate le due uova, aggiungendovi, se vi va, un pizzico di zucchero, sale e pepe.
Quando le uova saranno cotte, versarle in un piatto a parte.

Lavare il peperone e tagliarlo a pezzi piu' o meno della stessa misura, e metterlo a cuocere nel padellino in cui avete strapazzato le uova, aggiungendo un briciolo d'olio se necessario. Fate cuocere il peperone fino a quando non si sara' dorato un pochettino, dopodiche' toglietelo dal padellino e mettetelo in un piattino.

Trascorsi i 20 minuti, scolare il pollo e metterlo a cuocere nel padellino di prima. La ricetta consiglia di conservare il sake usato per marinare la carne perche' andrebbe riutilizzato durante la cottura, ma io onestamente l'ho buttato perche' mi faceva impressione usarlo per cuocere il pollo. E comunque, non mi e' servito perche' il pollo ha fatto in fretta a cuocersi.

Lasciate che il pollo cuocia bene e s'indori un pochettino all'esterno, dopodiche' aggiungete i peperoni e lasciate cuocere per tre minuti circa, a fiamma medio-alta.

Nel frattempo, si sara' cotto il riso, e quindi versatelo in scodelle da donburi oppure in scodelle non troppo piccole, suddividendolo in porzioni uguali.
Sopra il riso, sistemate con cura prima i cubetti di pollo, poi i pezzi di peperone ed infine qualche cucchiaiata di uova strapazzate et voila'! Il vostro donburi di pollo e' pronto, e sara' sicuramente ottimo se accompagnato da una scodella fumante di zuppa di miso!

いただきます!!

Concludo l'articoletto di oggi con una foto curiosa.

Stamattina, guardando fuori dalla finestra della mia cucina, ho notato un particolare nella casa dei miei vicini. Guardate bene e....
quella cosa bianca non vi sembra un fantasmino?? Io, li' per li', mi sono spaventata! Pero', guardandolo meglio si capisce che altro non e' che una camicia bianca, caduta dall'attaccapanni.
Ho pensato di fotografare questo particolare perche' probabilmente neanche se lo immaginano che una loro camicia, involontariamente, si e' tramutata in un お化け obake, cioe' in un fantasma....proprio il giorno di Halloween!!


10 commenti:

Anonimo ha detto...

Come sempre ti mando un abbraccio speciale!♥
Spero che presto la tua preoccupazione scompaia!!!!
Ruru-chan

P.s: sono curiosa di conoscere Kanai-sensei

Anonimo ha detto...

Uah!!!!! *___*
Onigiri-kun è spassosissimo!!!!!! XDDD
E' troppo carino sono contenta che sia arrivato sul tuo blog XD
Ribaci
Ruruchan

Antaress ha detto...

Mari, anche se ultimamente commento meno, i tuoi post sono sempre interessantissimi ^_^

Elisabetta ha detto...

Prima di tutto in bocca al lupo per le tue preoccupazioni familiari... purtroppo ti capisco... aaaaah, come ti capisco.

Poi, grazie per la ricetta del donburi. Anch'io l'ho messa nella lista delle prossime leccornie da testare.

Elisabetta ha detto...

Prima di tutto in bocca al lupo per le tue preoccupazioni familiari... purtroppo ti capisco... aaaaah, come ti capisco.

Poi, grazie per la ricetta del donburi. Anch'io l'ho messa nella lista delle prossime leccornie da testare.

Tizy ha detto...

ciao Mary,
buon halloween anche a te
dopo tutte queste leccornie
vista l'ora ho proprio fame e una curiosità immensa d provare questi piatti....chissà che un giorno non convinca mia madre già son riuscita
x il riso alla cantonese ora vediamo se è disposta a provare quella Giapponese....la convincerò è tanto x cambiare e c metterem ai fornelli io che le leggo la ricetta e controllo il tutto e lei che mescola...(IO son il supervisore sempre eheheheh)
ancora buon halloween baciiii

*Kei* ha detto...

Ciao Marianna!che bei post, il tuo blog è bellissimo come sempre!scusa se sono sparita ma tra studio e cose varie non ho avuto molto tempo!Ti mando un bacio!
Giulia.

Anna lafatina ha detto...

Fame!!
Adoro gli onigiri ma vorrei tanto assaggiarne uno fatto da altri...
E poi... Vorrei tanto andare in Giappone ad assaggiarne uno originale!!

Erika ha detto...

Ma che bella la storia degli onigiri e degli omusubi!
Quel salmone di cui hai parlato anche nell'altro articolo sembra veramente appetitoso! Io poi adoro il sake :)
La ricetta del Donburi mi ispira tantissimo, però dovrò sostituire i peperoni con qualche altra verdura, ahimè i peperoni proprio non li digerisco anche se ne sono ghiotta poi mi pento sempre perchè mi viene male allos tomaco!
Il fantasmino poi è delizioso :) Chissà se i tuoi vicini si sono accorti di avere un vero fantasma di halloween in casa ^_^

Monia V ha detto...

Bellissimi gli onigiri, li adoro!
Mi incuriosisce tanto la cultura nipponica, la cucina poi è superlativa!
Grazie delle tue preziose condivisioni, da oggi ti seguo con piacere! Ciao da Bologna, Monia.