mercoledì, giugno 17, 2009

La magia di giugno e varie

(Foto scattata da me dal binario della piccola stazione del mio quartiere)

Il giugno giapponese e' un mese particolarmente suggestivo, a mio avviso; e' un periodo dell'anno in cui i regali primaverili escono di scena in punta dei piedi e lasciano posto ai luccicanti tesori dell'estate, ma un'estate perfetta che ancora non e' stata intaccata dall'invadente morsa della calura piu' soffocante.
Giugno e' un mese in cui una pioggia insistente apre le danze, quasi come se volesse ripulire il palco prima di alzare quel pesante sipario di velluto giallo come il sole; un sipario dietro cui si celano i canti notturni dei grilli, gli impetuosi cori armonici delle cicale, la brezza tiepida che scompiglia con fare giocherellone i capelli, l'odore pungente delle spirali di katorisenkoo* che bruciano lentamente, i primi yukata colorati che iniziano a rallegrare le strade e i viali, gli allegri fuochi d'artificio, il tintinnio dei fuurin (uno e' ospite qui sul blog, in fondo a destra), e tanto tanto altro ancora.

*un apposito incenso che si usa in estate per tenere lontane le zanzare.


Quella foto che vedete in alto a sinistra l'ho scattata io domenica pomeriggio. Ero sul binario della mia piccola stazioncina di quartiere e l'aria era umida e odorava di risaie, di acqua e di fogliame. Mi e' venuta quindi voglia d'immortalare quella scena di assoluta pace.
In passato, ho pubblicato altre foto di quello stesso paesaggio, ma ogni tanto mi piace riproporvele perche' e' un paesaggio che cambia in continuazione.
Ecco altre due immagini:
Il sole, come potete vedere, giocava a 隠れん坊 kakurenboo, cioe' a nascondino. A dire il vero, era piu' nascosto che altro tant'e' vero che ha mostrato timidamente alcuni suoi languidi raggi solo in mattinata per poi passare il resto della giornata a farsi rincorrere con lo sguardo da chi lo cercava disperatamente.
Lunedi' e' ritornato mio marito dagli Stati Uniti e io sono felice e sorrido! Una sensazione di gran sollievo mi ha ridato pace; la tragedia dell'Air France mi ha impressionata in una maniera che non credevo possibile. Di natura sono esageratamente emotiva e tendo a vivere ogni cosa con la massima intensita', e quando si verificano fattacci di questo genere soffro quasi come se li avessi vissuti in prima persona. E' straziante.
Naturalmente ho cercato di non lasciarmi spaventare piu' del dovuto cercando consolazione nella lettura di articoli tecnici e che - con statistiche e dati vari alla mano - tentano di ricordarci che l'aereo e' ancora il mezzo di trasporto piu' sicuro. Se da una parte questi articoli mi hanno rincuorata, dall'altra mi hanno pero' nuovamente messa di fronte alla nuda e cruda realta' della fragilita' della vita umana e dell'inestimabile valore che assume ogni minuto di tempo che riusciamo a trascorrere con le persone a noi care.

La settimana scorsa e' stata una settimana generosa in cui ho ricevuto alcuni regali molto speciali.
Nello stesso giorno, da parte prima di Kyoko e poi di Akiko (le quali non si conoscono!), ho ricevuto due bottiglie di succo di frutta: il primo (quello da parte di Kyoko) e' succo purissimo di mela proveniente dalla prefettura di Aomori, mentre il secondo e' succo di arance rosse biologiche dall'Italia!
Akiko, inoltre, mi ha portato in dono alcune cose che confermano la sua sensibilita' e dolcezza: un delicatissimo bouquet di erbe fresche del suo balcone, tra cui prezzemolo, foglie di sedano, rametti di rosmarino. Una rosellina fucsia da' uno sprazzo di colore a questa profumata composizione aromatica:
Alcune profumatissime foglie di shiso del suo balcone:
...ed una splendida e vecchia moneta giapponese da 50 yen del trentasettesimo anno Shoowa, ossia del 1962.
Eccola qui:
E qui invece i vecchi 50 yen vicino ai 50 yen di adesso (la moneta attuale e' quella piu' piccola):
Con la calura che ormai sta prendendo sempre piu' piede, la voglia di bere e mangiare cose fresche e fredde aumenta. E a proposito di bevande, oramai sono sicura che siete gia' al corrente della famosa birra analcolica della Kirin di nome Free. Infatti, sembra quasi che ogni blog sul Giappone ne abbia parlato! In genere, pur rifuggendo volentieri mode varie per non correre il rischio di pecoronizzarmi, questa volta mi accodo anch'io alla lunga lista dei messaggeri blogganti della Kirin.
Da un anno a questa parte, in molte citta' del Giappone sono stati registrati dati allarmanti che confermano quanto diffusa sia la pericolosa abitudine di mettersi al volante in stato di ebbrezza. Troppa gente si mette alla guida di un veicolo completamente ubriaca oppure dopo aver consumato anche solo un paio di bicchieri di qualche alcolico. Gli incidenti catastrofici e spesso mortali dimostrano inconfutabilmente l'incoscienza che genera tali comportamenti. Purtroppo non c'e' giro di parole scaltro che tenga: l'alcol - seppur in quantita' minime - rallenta notevolmente i riflessi ed offusca la capacita' di reagire soprattutto in situazioni in cui la massima attenzione non e' semplicemente consigliata, ma e' fondamentalmente VITALE.

Per le strade del Kanagawa si avvistano spesso grossi striscioni con su stampato un avvertimento che andrebbe inculcato nella testa di tutti: 飲酒運転しないーさせない! Inshu unten shinai - sasenai! Ossia: non guidare dopo aver bevuto e non lasciare che qualcun altro lo faccia!
Insomma, liberissimi di bere ma se si deve ritornare a casa, allora si rimane in albergo, a casa di amici, si prende un taxi o ci si fa accompagnare da qualcuno.
Pensate che dove lavora mio marito, le regole sono cosi' ferree che la guida e' proibita anche dopo solo UN bicchiere di qualunque bevanda che contenga una qualunque percentuale d'alcol. La regola puo' sembrare esagerata, ma se in gioco c'e' la vita umana ecco che la prospettiva cambia.

Proprio in risposta al crescente numero d'incidenti stradali causati dall'alcol, la Kirin ha creato la birra Free, nonche' la prima birra analcolica con un contenuto d'alcol pari allo 0.00%. Insomma, zero alcol. Tutte le birre analcoliche di vecchia generazione contengono esigue quantita' di alcol, mentre questa nuova Kirin contiene tanto alcol quanto un'aranciata o un bicchier d'acqua.

Siete andati in auto a casa di amici e volete gustarvi una bella birretta? Kirin Free fara' al caso vostro. Siete ad una cena con i vostri colleghi di lavoro, magari in una sushi-ya o una yakitori-ya e siete venuti in auto? Ordinate una Kirin Free.

La Kirin Free e' in commercio da poco, e inizialmente non riuscivo a trovarla in nessuno dei supermercati della mia zona. Pur essendo una persona che beve molto raramente e solo in occasioni particolari, e pur non avendo grande predilezione per la birra, ero comunque molto incuriosita da questo nuovo prodotto della Kirin. Mi stupiva la completa assenza di alcol: un notevole passo in avanti nel campo delle bevande analcoliche.
Premesso che non sono un'intenditrice di birra, vi diro' che la Kirin Free e' ottima. Ha il sapore della birra caratterizzato dal tipico retrogusto amarognolo frizzante che disseta e rinfresca. Non manca neppure la schiuma bianca e soffice! Manca solo l'alcol e la sua assenza si sente soprattutto all'inizio quando, ingoiando i primi sorsi, ci si accorge che non c'e' quella nota finale forte e che - in breve tempo e soprattutto in soggetti poco abituati all'alcol come la sottoscritta - inizia a farsi sentire attraverso mal di testa, indolenzimento di braccia e gambe, rossore esagerato del volto, ecc.
Ecco, d'ora in avanti se mi andra' di assaporare una birretta, ci potete giurare che la mia scelta ricarda' solo sulla Kirin Free: tutto il sapore della birra senza la sbornia.
E cosa volete di piu' dalla vita? Un Lucano...ma solo se e' free come la Kirin!

Sono spesso attratta da nuovi prodotti da assaggiare e da sperimentare. Uno di questi sono le zuppe di miso liofilizzate. Ora, mi rendo conto che con tutta l'invidiabile abbondanza di miso fresco disponibile in ogni singolo angolo di questo bel Giappone sia alquanto ridicolo esplorare gli scaffali delle minestre in polvere, ma la mia curiosita' e' nata dopo aver assistito ad una vera invasione di blocchettini confezionati come questo che ho comprato io:
Nel giro di quaranta minuti sono stata in due supermercati diversi e in entrambi i posti ho trovato un assortimento del tutto inaspettato di queste zuppe in blocchetto. Pare siano diverse dalle classiche bustine di miso in polvere in quanto questi blocchetti subiscono una liofilizzazione a freddo a temperature di millemila gradi sotto lo zero. In poche parole, si parte dalla zuppa fresca e appena preparata e - attraverso un procedimento particolare - si arriva al blocchetto. Questo:
La zuppa che ho scelto io avrebbe dovuto essere un 豚汁 tonjiru, ossia zuppa di maiale con miso. Le varieta' disponibili pero' erano numerosissime: dalla classica zuppa di miso con tofu e wakame, alle zuppe akadashi (a base di miso rosso) alle minestre preparate con miso iposodico.
Un assortimento senza dubbio allettante; peccato non si possa dire lo stesso per il prezzo. In media ogni blocchetto costa sui 120-140 yen (dai 90 centesimi ad 1 euro)! Decisamente esose se si considera che in media una vaschetta da un Kg di miso fresco si aggira sui 300-400 yen a seconda della marca! E immaginate un po' quante scodelle di zuppa si riescono a preparare con un Kg di miso?

La preparazione della zuppa in blocchetto e' cosi' semplice da poterla eseguire addirittura bendati: si mette il blocchetto in una scodella...
...e sopra vi si versa dell'acqua calda:
Si mescola il tutto e...いただき~す!Itadakimaaaasu!

VERDETTO
Buonina, ma niente di che, o come recita eloquentemente una delle mie espressioni inglesi preferite: nothing to write home about.
Tra l'altro, sapeva di tutto meno che di tonjiru. Insomma, la pratica n.3843048304830 "Zuppe di miso in blocchetto" e' stata accuratamente passata al vaglio e ...cestinata.
Ritorno con grande allegria a riprepararmi la mia adorata zuppa di miso usando solo miso fresco!

Rimanendo in tema di novita' da sperimentare, domenica scorsa mi trovavo a curiosare in uno dei miliardi di negozietti di oggettistica moderna che asfissiano il Giappone. Sono negozi presenti ovunque e che spesso propongono un'accozzaglia di articoli non ben definita; insomma, non si capisce che cosa vendano di preciso. Sui loro scaffali in genere trovate articoli per il giardinaggio, saponette, gli immancabili aggeggini per l'aromaterapia, asciugamani, scodelle, posate, collane, porta-riviste, scarpe, cesoie, tende, cuscini, spray profumati per il cuscino, borse di paglia, tavoli dalle impossibili forme geometriche, penne, portafoto, pantofole, snack biologici e molto altro ancora.

Forse si e' capito che non ho molta predilezione per questi posti; sara' perche' lo stile e' troppo moderno, troppo mielosamente occidentale, troppo incagliato in quell'immaginario mix a meta' tra l'Old America, il trasandato stile bohemien e il melenso intreccio di fiori di lavanda e sapori rustici della Provenza.

Insomma, curioso appunto per pura curiosita', ma raramente acquisto qualcosa. D'altra parte, con gli occhi antichi che mi ritrovo e la passione smodata per il vetusto, per tutto cio' che sa di vecchio Giappone difficilmente rimango folgorata da qualcosa in mezzo a quel mare di stili che idealizzano un occidente che forse neppure esiste.

Pero' domenica ho trovato un qualcosa di molto particolare e che giunge in risposta ad mio problema, nonche' un problema che s'incontra abbastanza spesso qui in Giappone. Si tratta di quest'enigmatico oggetto qui:
Secondo voi che cos'e'? Stavo per darvi subito la soluzione, ma poi ho pensato fosse piu' divertente lasciarvi indovinare.

Domani pubblichero' la risposta.

Un saluto da un Kanagawa lavato e tirato a lucido da un formidabile temporale!

17 commenti:

lukiz ha detto...

ciao. ti leggo sempre ma non commento mai. quello che racconti, è come se si fosse lì con te.

mi pare di aver visto qualcosa di simile anche qui in italia - mi riferisco all'oggetto di metallo, con l aplacca rosa e il micio - e serviva ad appendere la borsa al bordo del tavolo. :)

buona giornata,

Anonimo ha detto...

E' un aggeggio che si usa per fermare le proprie borse al tavolo... prima risposta!!!!

Cmdd ha detto...

Uhm....
Secondo me potrebbe essere un appendiborsetta da tavolo.
Aspetto ansiosa la soluzione (magari corredata da un nuovo avvincente articoletto!).
Un bacione
Chiara

Anonimo ha detto...

Ciao sono Shiho89
come va? ormai ho preso gusto nel commentare i tuoi post, e spero che la cosa ti faccia piacere...
tanta per cominciare...l'oggetto misterioso mi sa tanto di specchietto o qualcosa del genere...(non ho indovinato vero?).
Sono contenta che tuo marito sia tornato, perchè credo che per quanto vi siate ambientati bene lì, sei comunque in un paese lontano e straniero, e avere accanto qualcuno che si conosce benissimo ti fa stare meglio, non credi?
é incredibilmente affascinante il modo con cui descrivi qualunque cosa, paesaggio o quant'altro ti cpiti di vedere, sembra banale ma trasmetti emozioni! continua così!!!

Volevo chiederti un favore, magari può sembrarti bizzarro e mnon molto carino da parte mia...ma...per caso conosci qualche ragazzo giapponese qui a torino che potrebbe darmi una mano a studiare? Oppure qualche ragazzo lì in giappone che non abbia più di 24 anni, che conosca l'italiano con cui scambiare mail o lettere?
grazie e scusa per la richiesta.

buona giornata (forse da te è meglio dire buon pomeriggio!)
Ciao
Shiho89

Anonimo ha detto...

E il gancio appendiborsa che serve per appendere la borsetta al tavolo quando si è fuori. Non si sa mai dove appoggiarla se non, alla fine, per terra (cosa che qui in Italia è sconsigliabile sia per la poca pulizia che per i ladri che sono molto avvantaggiati) o tenersela in groppa.
Carino questo col gattino!!!!
Ciao e grazie ancora per i tuoi deliziosi articoli.....
Sonia

Anonimo ha detto...

è un appendiborsette da tavolo, tesoro mio... ma non ne avevo mai visti con un decoro così carino! (e molto giapponese, direi)

baci da Saliranda ;-)

Anonimo ha detto...

Ciao Marianna! Sono una tua accanita lettrice silente, questa è la seconda volta che commento! Perchè volevo proprio dire la mia sull'oggetto che hai fotografato! Non ridere eh!!! Secondo me e' (non so se si chiama così) un'appendi borsa da tavolo! La parte tonda con il gattino si posa sul bordo del tavolo, l'astina si gira in modo perpendicolare al pavimento e poi si puo' appendere la borsa... Mi e' venuto in mente quest'oggetto perche' quante volte qui in Italia ho dovuto lasciare la mia borsetta per terra perche' era impossibile appenderla sullo schienale della sedia! In Giappone invece non ho quasi mai avuto questo problema, poiche' sotto ai tavoli di molti ristoranti trovavo delle ceste in cui mettevo la borsa o lo zaino! Ho indovinato? Beh, almeno ti ho fatto ridere? Sono curiosissima di sapere cos'e'! A presto! Elena

Anonimo ha detto...

Mamma mia! Non sono stata l'unica ad avere questa idea! Come mai non riuscivo a vedere i commenti? Sotto il post c'e' scritto 0 Wagashi!
Elena

anice stellato ha detto...

Perché Marianna prima legge e poi pubblica i commenti!! ;-)
Ciao cara, il gattino è delizioso. io ne ho uno - che non ricordo mai di portare con me :-P
Baci

Anonimo ha detto...

ciao marianna .. è da qualche mese che leggo il tuo favoloso blog.
Rimango sempre affascinata dai tuoi racconti e provo ad immaginare i posti con la mia mente.
Mi piacerebbe davvero un giorno poter visitare anche io quei posti . Speriamo di poterlo fare!!!
Grazie per tutte le informazioni che ci dai ..e ci si sente nei prossimi tuoi post ..
un bacione dalla Sardegna Jobbyna .

Cat ha detto...

Qui a Milano è quasi ora di pranzo e ha cominciato a piovere giusto adesso...l'aria è profumata di pioggia e una lieve brezza spazza via l'afa di questi giorni...ora manca solo il kanagawa, l'incenso anti zanzare e il campanellino alla finestra e con quelli potrei, chiudendo gli occhi e ricordandomi le tue parole, far finta di essere con te ^___^

Bacioni Marianna e grazie per questa nuova perla di post :)

Hobbit84 ha detto...

ce lo pure io - naturalmente non così carino =.= - e sì è un appendiborsa da tavolo, molto comodo!
grazie mille per i tuoi bellissimi post che seguo da tempo, ci fai sentire davvero un po' a casa con te :) anche se a migliaia di kilometri.
Un bacio
Ele

Anonimo ha detto...

Nel caso fosse davvero un portaborsa, mi puoi dire dove posso trovarlo? Tipo da Tokyu Hands o Loft? L'anno scorso l'ho ceercato ovunque ma non l'ho trovato! Grazie Elena

Rain ha detto...

Ciao! Ma che bello il tuoo blog! l'ho scoperto da poco e me lo sto rileggendo tutto....descrivi il Giappone in modo fantastico e soprattutto ti stai immergendo totalmente in quella cultura, proprio come vorrei fare io! (mi sono ripromessa prima o poi di fare un bel viaggio in Giappone...risparmiando poco alla volta ^^"). Complimenti ancora!!! Ciao!!! =)

Anonimo ha detto...

Konbanwa!
Si si...è proprio un appendiborsa da tavolino bar/ristorante!

Ho scoperto il tuo blog grazie agli articoli ospitati da Acilia e apprezzo molto lo stile e l'atmosfera...

Sara

Tizy ha detto...

Misteri D'oriente....

aerie ha detto...

Anche io ho l'appendiborsa!!
Il mio l'ho comprato un paio di anni fa in Spagna, ma adesso sono di moda anche qui, li ho visti in molti negozi.