lunedì, agosto 17, 2009

Kyoogashi & Taishoo-remon

(Due delicatissimi 京菓子 kyoogashi. Le foto di questo articoletto sono opera mia).

E cosi' anche Ferragosto e' passato. Il vero culmine dell'estate ce l'abbiamo gia' alle spalle, eppure sembra che qui il Caldo - quello con la C maiuscola - stia solo ora iniziando a dare libero sfogo a tutta la sua abbagliante ira.

Clelia, in un suo gentile commento di un paio di giorni fa, mi chiedeva in che modo si festeggi Ferragosto qui in Giappone.
Purtroppo, Ferragosto nel Sol Levante non esiste; il 15 agosto e' sempre un giorno come un altro da queste parti.

Tra l'altro ho scoperto, di recente, che Ferragosto e' una festivita' esclusivamente italiana e che affonda le proprie radici storiche nell'antica Roma. Il nome stesso della ricorrenza deriverebbe dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto) perche' questo caldo giorno di festa venne dedicato all'Imperatore Ottaviano Augusto, nel XVIII a.C.
Pare, inoltre, che all'epoca l'intero mese di agosto fosse un concentrato di festivita' ognuna dedicata a qualcosa di diverso, e tra queste c'era appunto Ferragosto con cui si celebrava l'agognata fine d'importanti attivita' agricole.
E da quel che ho letto, in realta' Ferragosto veniva gia' celebrato ancora prima dell'eta' imperiale, vantando cosi' antichissime origini.

Il nostro Ferragosto e' passato in tranquillita', qui a casa, in compagnia di buona musica (a proposito, il nuovo album di Neffa e' cosi' magnificamente meraviglioso da farmi commuovere ogni volta che lo ascolto!) e del perenne canto dei minminzemi.

L'afa di questo rabbioso agosto non fa venire molta voglia di uscire, ma il desiderio di fare due passi e respirare i profumi del Giappone estivo ha la meglio su quella pigrizia spesso in agguato ma facile da sconfiggere.
E cosi' ieri - assolutamente noncurante delle temperature tropicali che mi hanno stretta in una soffocante morsa non appena ho messo piede fuori casa - sono andata a farmi una lunga passeggiata. Armata di borsetta, una resistente sporta di tela rossa e il mio iPod ho macinato kilometri su kilometri, mentre con il naso un po' all'insu' mi guardavo intorno con fare rilassato e con solo la voglia di ammirare la citta' avvolta nella luce pomeridiana del sole.

Il sole domenicale non e' un sole qualunque. La sua luce sembra piu' intensa e i suoi movimenti appaiono piu' lenti, quasi come se volessero con calma soffermarsi ora su questo e ora su quello.
Alcune anziane signore, intente a scambiarsi consigli su quale fosse il miglior percorso per arrivare ad Odawara, si ritrovano a farsi una fragorosa risata dopo essersi accorte di essere finite tutte e quante sul binario sbagliato; due giovani amiche s'incontrano alla stazione e quasi subito iniziano a parlare di moda; una bimbetta sorridente e con un lucidissimo caschetto nero corre spensieratamente, ma viene prontamente redarguita dalla mamma che le ricorda quanto sia pericoloso mettersi a correre proprio li' dove, pochi istanti dopo, sarebbe passato lo sfrecciante espresso per Shinjuku.

E quel sole domenicale faceva da cornice ad un pomeriggio qualunque, animato dalla quotidianita' della vita.

Sugli scaffali stracolmi di wagashi di un ordinatissimo e luminoso negozio, ho trovato degli splendidi 京菓子 kyoogashi provenienti da un'antica pasticceria tradizionale della vecchia capitale, di nome たちばなや Tachibana-ya.
I kyoogashi sono i wagashi di Kyoto, e sono in genere particolarmente coreografici. I kyoogashi si servono solitamente in occasioni formali, durante la cerimonia del te', oppure semplicemente al posto dei classici wagashi.
Una delicatissima gelatina di ciliegie ed elegantemente ricoperta di una morbida pasta zuccherata.
Ed una dolce onda del mare aromatizzata al ラムネ ramune! D'altra parte, siamo in estate!
L'onda marina al ramune e' stato il mio preferito dei due kyoogashi.
Rimanendo in tema di bevande, ieri ho scoperto un'altra vecchia bibita la cui ricetta originale e' stata recentemente riportata alla luce dopo decenni e decenni di profondo letargo in qualche polveroso archivio chissa' dove. La bevanda in questione si chiama 大正檸檬 Taishoo Remon e prende il nome dall'epoca storica a cui risale, ossia il Periodo Taishoo (1912-1926) e dal suo ingrediente principale: il limone.
La Taishoo-remon era una bevanda particolarmente in voga in quegli anni, forse anche perche', riproponendo una lemonade di foggia irresistibilmente occidentaleggiante, chi la sorseggiava sognava un po' ad occhi aperti e immaginava il nostro mondo o magari le grandi metropoli statunitensi. La Taishoo-remon era nata con l'intenzione di proporre al pubblico una reinterpretazione giapponese della classica limonata, pur avendo nella sua lista d'ingredienti solo tre indispensabili elementi: acqua, limone, zucchero.
Il suo sapore semplice e dissetante ha contribuito all'ascesa al successo di questa modesta bibita.

La sua notorieta', pero', entro' inevitalmente in declino con l'arrivo di un numero sempre maggiore di bevande d'importazione, in particolar modo di origine americana.
Grazie a questa bevanda, ho scoperto che in giapponese la parola レモン remon (limone) che generalmente viene scritta in katakana, ha addirittura i suoi propri kanji attualmente quasi obsoleti, ma che erano d'uso quotidiano nel Periodo Taishoo: 檸檬

Fino a quando la Tobikiri, ditta produttrice di bevande, tsukudani, nimono e tsukemono* con sede ad Hiroshima (e' stata proprio la Tobikiri a lanciare sul mercato questa bibita negli anni Taishoo, periodo in cui la ditta stessa venne fondata), ha deciso di riproporre questa nostalgica bevanda che riporta i giapponesi di una certa eta' indietro nel tempo, regalando loro malinconici ricordi e regalando a noi uno sfuggente assaggio di un tempo che fu.

佃煮 tsukudani sono generalmente verdure (ma anche carne o pesce) fatti bollire nella salsa di soia e mirin.
煮物 nimono sono di solito verdure fatte lessare o sobbollire in salsa di soia, zucchero, acqua, ecc.
漬物 tsukemono sono i sottaceti giapponesi.
E voi, come avete trascorso il Ferragosto?

Buona settimana!

8 commenti:

Luisa ha detto...

Ciao,
questa è la prima volta che ti scrivo. Volevo finalmente ringraziarti per questo magnifico blog. Sono da anni una grande appassionata di Giappone, e forse quest'anno a settembre riuscirò finalmente a realizzare il sogno di fare una vacanza in Giappone.
Apprezzo molto il tuo blog (che ho scoperto da poco) perchè si vede che hai una grande passione e amore per il Giappone ma anche per le piccole cose di tutti i giorni, come la cucina o tutti gli oggettini giapponesi che sei così brava a descrivere. Leggendo il tuo blog si ha proprio l'impressione di essere lì in Giappone e comunica più su quella cultura di tanti articoli o libri sul Giappone di scrittori supponenti che magari non sono mai nemmeno stati lì.
Grazie ancora!
Luisa

sakura girl ha detto...

Ciao Marianna,

era da un pò che non ti scrivevo a causa di un interminabile luglio lavorativo e delle mie due settimane di ferie terminate ieri.
Quindi eccomi qui, tornata in un ufficio deserto e sconsolato con tanta voglia di andare al mare! Mi è quindi venuto in mente che ero indietro con la lettura del tuo blog e devo dire che mi ha subito portato la mente al di fuori di queste 4 mura, come se fossi io in prima persona a camminare per le viuzze nostalgiche del Giappone, a preparare un buon caffè, a respirare l'aria delle feste e del luna park..
Il tuo post sull'aroma del caffè mi ha poi regalato un sorriso..infatti per me bevande come il caffè e il tea hanno un significato che va oltre il semplice gesto del bere! Rappresentano un momento di pace e di riflessione, un momento in cui farmi accarezzare dalla serenità e dalla malinconia..
Quindi grazie ancora per i bei pensieri che condividi con tutti noi!

Ciao,

Gaia

OniBaka ha detto...

ferragosto in giro con amici, finiti a mangiare cinghiale hehehe e poi la sera pensieroso, stavo pensando di iscrivermi a lingue orientali ma tutti quelli che conosco che vivono in giappone mi dicono sia inutile perche la laurea umanistica e come non averla li, non serve a nulla in mabito lavorativo e per imparare e meglio farsi corsi approfonditi privatamente

Anonimo ha detto...

Che blog delizioso!
complimenti...sono innamorata del Giappone fin da bambina..e finalmente ho coronato il mio sogno di andarci da poco...e nonostante il poco tempo passato lì ho una tremenda nostalgia erosiva!
...così ti leggo sempre con piacere e curiosità, sei così paziente e incredibilmente minuziosa nel raccontarci tutto nel minimo dettaglio, che ce lo fai proprio vivere te lo assicuro:-)

Iaia

Anonimo ha detto...

Ciao Marianna,
sono da poco rientrata da una brevissima vacanza..anzi da una pausa di 48 ore trascorsa fuori casa. Grazie per il tuo post sempre coinvolgente e realistico. Qui a Padova le estati sono ormai torride, complice il condizionamento degli ambienti ed il troppo traffico. Voglia di scappare tanta e quando si può.. VIAA!!! Ferragosto è una 'festa-pausa' nazionale, lo so.. come so che affonda le proprie origini nell'epoca romana..la mia curiosità nasceva dal fatto che la metà dell'estate è in molti luoghi'segnata' da tradizioni ed abitudini più o meno scopiazzate. Per questo mi incuriosiva sapere che si fa in agosto in Giappone. Tornando ai tuo post,una cosa è bella, ma molto bella che ho 'sentito'.. è il senso della domenica che hai trasmesso con dolcezza descrivendo il sole domenicale e la sua luce.. a cadenza dei movimenti nel rallentamento delle corse e nelle corse che quotidianamente si fanno.
Grazie per queste splendide emozioni.
Clelia
Padova

Cri ha detto...

Ciao, è da molto che non commento ma leggo sempre!
Intanto sono contenta che tu stia bene dopo il terremoto (ne hanno parlato molto anche nei telegiornali italiani!).
Sai, non sapevo minimamente il significato di ferragosto e da cosa derivasse...e ammetto tristemente che lo festeggiavo solo da piccolo assieme ai parenti, abitudine che poi col passare degli anni è scomparsa...

Spero passerai bene le ultime giornate di agosto e che il caldo diventi meno opprimente!^-^

Giuseppe ha detto...

ciao,
E' il mio primo commento, ma ti assicuro che ne seguiranno altri. Ho letto per sommi capi, tutti gli sprazzi della tua vita nipponica, e sono affascinato e anche un po' invidioso. Continua così, ti scriverò presto.
Un saluto,
Giuseppe

Tizy ha detto...

Ciao Mary xkè mi fai vedere queste coseee?? eheheheheh son suscettibile...:( Tra una settimana torno a lavoro ma non son triste anzi perchè riprenderò nuoto e ballo siiiii