sabato, maggio 22, 2010

Hanko: la solennita' dell'inchiostro rosso

(A sinistra: il mio 判子 hanko dentro la sua custodia, ed un blocchetto di foglietti).

Era da tempo che desideravo avere il mio hanko personale, ossia il tradizionale sigillo giapponese, e cosi' la scorsa settimana mi sono decisa e ne ho ordinato uno da un famoso sito specializzato proprio nella produzione artigianale di questi sigilli. E' stata Sakura a consigliarmi il sito in questione perche' e' proprio da li' che lei ha ordinato i suoi hanko. Il sito e' questo.

L'usanza degli hanko, diffusa in alcuni Paesi dell'Asia tra cui Giappone e Cina, vanta radici che risalgono a prima di Cristo!

Gli hanko servono per firmare documenti, ricevute, lettere, cartoline, opere d'arte, ecc. In poche parole, sostituiscono la firma fatta a mano e che qui il piu' delle volte non ha valore giuridico*. Gli hanko sono dunque elementi indispensabili per la vita quotidiana.

*Secondo una legge (ancora in vigore) del Periodo Meiji, gli stranieri non provenienti da Paesi dell'est asiatico non sono tenuti ad avere gli hanko. Alcune banche, specialmente quelle non tanto grandi, pero' tendono a storcere il naso davanti alle firme a mano.

Le tipologie e gli utilizzi di questi sigilli variano abbastanza da Paese a Paese. Qua in Giappone, ad esempio, esistono essenzialmente tre tipi di sigilli:

il jitsu-in 実印, utilizzato comunemente per firmare documenti di vario genere, e' uno dei sigilli piu' importanti e piu' preziosi. Ad esempio, la documentazione necessaria per acquistare un terreno, una casa, o un'automobile si firma con questo tipo di hanko.
Per poter acquisire validita', e diventare quindi un jitsu-in a tutti gli effetti, questo hanko va obbligatoriamente depositato in comune.

il ginkoo-in 銀行印, invece, e' un sigillo da usare esclusivamente per operazione bancarie. La parola 銀行 ginkoo, infatti, vuol proprio dire banca. Per ragioni di sicurezza, il ginkoo-in viene creato con tecniche particolari che rendono difficilissimo ogni tentativo di contraffazione. Questi hanko bancari sono in genere abbastanza costosi, ma indispensabili.
Naturalmente il ginkoo-in va depositato presso la propria banca di fiducia perche' acquisisca valore giuridico.

il 認印 mitome-in e' il sigillo piu' informale dei tre poiche' puo' essere acquistato ed utilizzato da chiunque. Il mitome-in si usa spesso, ad esempio, per ritirare la posta (come pacchi o raccomandate), oppure per firmare le bollette al momento del versamento. E' possibile personalizzare i mitome-in in base ai propri gusti, senza dover per forza aderire a dettami ben precisi, come quelli che invece regolano i jitsu-in e i ginkoo-in.
Esistono altre categorie di sigilli, tipo quelli aziendali o quelli usati dagli artisti, ma la maggior parte degli hanko rientra solitamente in una delle categorie che vi ho appena descritto.

Il costo di un hanko varia considerevolmente in base innanzitutto alla tipologia di sigillo che vi serve, ma anche soprattutto in base al materiale di cui e' fatto. Anche il numero dei kanji (o kana) e la loro complessita' incidono in maniera non trascurabile sul totale.

Al giorno d'oggi gli hanko di plastica sono decisamente i piu' accessibili e i piu' diffusi (nei negozi del tutto a 100 yen vendono semplici hanko di plastica, a 100 yen appunto, cioe' 88 centesimi di euro*), ma e' possibile comunque scegliere fra una piu' ampia gamma di materiali come il legno (numerose sono le varieta' impiegate), il marmo, la giada, il titanio, l'ambra e persino la ceramica!
Nella lavorazione degli hanko un tempo veniva utilizzato anche l'avorio, ma fortunatamente cio' ora non e' piu' possibile. In compenso, pero', il corno di bue sembra aver riscosso molto successo negli ultimi tempi, cosa che onestamente mi piace molto poco.

*Gli hanko dei negozi "tutto a 100 yen" pero' offrono una gamma di soli cognomi giapponesi molto limitata, e naturalmente non sono personalizzabili.
Il mitome-in, volendo, si puo' tenere tranquillamente in borsetta o in tasca (il mio e' un po' piu' piccolo di un Labello), mentre gli altri sigilli normalmente si preferisce conservarli in posti sicuri della propria casa.

Esistono veri e propri negozi specializzati solo nella produzione di hanko, e al giorno d'oggi le gia' ampie possibilita' di scelta si sono ulteriormente allargate grazie ad Internet. E grazie al consiglio di Sakura, infatti, ho scoperto che i siti di hanko non solo offrono assortimenti di modelli e materiali vastissimi, ma hanno prezzi decisamente piu' convenienti dei negozi tradizionali.
L'azienda (situata, fra l'altro, a pochi Km da casa mia) da cui ho ordinato il mio hanko produce artigianalmente tutti i sigilli!
Il mio hanko e' un mitome-in in legno giapponese laccato. Me lo sono fatto personalizzare col mio nome in kanji.
Proprio vicino al sigillo, come potete vedere, c'e' un coperchietto bianco che protegge un piccolo tampone imbevuto d'inchiostro rosso.

Con gli hanko si utilizza solo l'inchiostro rosso, e mai di altri colori. L'inchiostro rosso ha addirittura un nome tutto speciale in giapponese: 朱肉 shuniku.
Esiste addirittura una sorta di galateo che regola la scelta di un hanko. La forma, ad esempio: ad eccezion fatta per artisti ed aziende, il timbro e' quasi sempre tondo. I sigilli delle aziende a volte sono tondi e a volte no, e anche quelli degli artisti tendono ad avere forme di vario genere (spesso sono quadrati o rettangolari), e contengono il nome d'arte della persona in questione.

Il diametro, inoltre, varia principalmente in base al sesso: gli hanko femminili tendono ad essere piu' piccoli di quelli maschili.
Anch'io, come molti stranieri residenti in Giappone, ho optato per un semplice mitome-in per sfizio, proprio perche' non ho mai avuto bisogno di avere gli altri sigilli. Avendo un nome in kanji, quindi, ho voluto un hanko che valorizzasse i caratteri che il monaco scelse per me; un hanko con cui poter firmare cartoline, lettere, il mio diario, ecc.
Un hanko non deve obbligatoriamente avere i kanji, ma puo' contenere hiragana, katakana e persino le lettere dell'alfabeto!

Un giorno Sakura mi ha portato a vedere i suoi hanko. Lei ne ha ben cinque! Due jitsu-in, uno col cognome da nubile e uno con quello da sposata; un costosissimo ginkoo-in con solo il suo cognome da sposata; e due mitome-in, uno che usava prima di sposarsi (e che ora conserva come ricordo), e l'altro col suo cognome da sposata.

L'affascinante discorso sugli hanko e' molto piu' complesso, ma spero di avervi incuriositi.

12 commenti:

Lay ha detto...

Che bella cosa.
Lo avevo visto in un drama, una volta, restandone affascinata.

Deborah ha detto...

Cavolo se mi hai incuriosito Marianna, mi hai anche insegnato cose che non sapevo!sapevo degli hanko in generale che sono i timbri per firmare si, ma non sapevo che ne esistessero di diversi tipi!e brava Marianna grazie mille! ora so qualcosina in più del mio adorato Giappone grazie!!!
ma che bello che è il tuo mitome-in!!!mi piace tanto la scatolina anche sia fuori che dentro sembra preziosissima!
ciao un mega Bacione
Deborah

Anna lafatina ha detto...

Bellissimo il tuo Hanko! Mi piacerebbe averne uno!! Chissà magari quando andrò in Giappone me ne farò fare uno solo per il piacere di averlo!

bricolo-chic ha detto...

che storia interessante! e dire che noi li chiamiamo noiosamente timbri!

clelia ha detto...

e' molto bello leggerti la sera prima di andare a nanna e la mattina sorseggiando il caffè. Affascinante come empre il tuo racconto. aggiungo un'altra pilola di sapere..buona giornata a te
Clelia

Hobbit84 ha detto...

articoletto interessantissimo su un ennesimo aspetto curioso ed interessante della vita giapponese :)

artemisia comina ha detto...

deliziata, grazie.

OniBaka ha detto...

ne ho ordinato uno di quelli piu grandi a forma quadrata fatto a mano in giappone con i kanji del mio pseudonimo per firmare tutti i lavori che faccio, non vedo l'ora di averlo in mano hehehe

Chiara ha detto...

Ciao! Questo è uno degli articoli che mi ha incuriosito di più in assoluto e per la verità io non avevo mai sentito parlare degli hanko... -_-'
Però mi chiedevo una cosa. Da noi la firma è unica ed inimitabile e, addirittura, ci sono esperti che riescono a capire se una firma è autentica o no.
Per quanto riguarda l'hanko, invece, non riesco a capire come si possa garantirne l'autenticità. I kanji vengono intagliati nella gomma e qualunque ditta può riprodurli e, in caso di omonimia, due persone potrebbero avere quindi lo stesso identico hanko. Finchè si parla di cartoline può andare bene, ma quando si parla di transazioni o compravendite può essere un pò rischioso!
Immagino comunque che i giapponesi abbiano studiato un sistema sicuro!
Ciao e grazie per i bellissimi articoli che sai scrivere! Il tuo hanko è bellissimo!!!
Chiara

Gatsby ha detto...

Interessante.
Ero a conoscenza solo del fatto che per firmare usano dei timbri, non immaginavo ci fosse tutto ciò dietro.
Bellissimo anche il fatto che il monaco ti abbia consegnato quel foglietto che ha l'aria di essere "ufficiale".

gio - il mio carnet di viaggio ha detto...

il tuo blog mi piace molto, rimango affascinata dalle cose che scrivi... sai che questo "timbro" mi piace, una confezione elegante, e poi non sapevo del problema della firma...

Tina ha detto...

Ciao, sono arrivata a questo blog cercando informazioni sui hanko, nei siti che ho visitato costano una bella cifra, sui 150, 190 euro e volevo sapere se magari sul sito che hai indicato costano meno, il problema è che su un sito in giapponese è veramente difficile capire e chiedere informazioni.
Grazie
Tina