martedì, aprile 21, 2009

Kitsune udon in un giorno di pioggia

(A sinistra: i miei きつねうどん kitsune udon di oggi)

Questo articoletto di oggi e' dedicato ad Alessandra poiche', alcuni giorni fa, in un suo commento, mi ha chiesto delucidazioni sugli udon in brodo, e cosi' ho pensato di rispolverare una deliziosa ricetta giapponese di nome きつねうどん kitsune udon, ovvero gli udon della volpe.

Secondo vecchie credenze popolari giapponesi, pare che le volpi siano golosissime di 油揚げ aburaage, ossia di tofu fritto, nonche' uno degli ingredienti principali di questa ricetta. E come dar loro torto? L'aburaage e' una vera bonta'!

Comunque, se questa credenza corrisponda al vero o meno non ve lo so dire, pero' e' senz'altro curiosa e fa da affascinante cornice a questi squisiti udon!

Gli udon si possono preparare in davvero tantissimi modi, e a seconda degli ingredienti utilizzati le ricette prendono un nome diverso.

La preparazione degli udon e' un procedimento di una semplicita' incredibile! Basta fornirsi di un paio d'ingredienti di base e il gioco e' fatto. Inoltre, gli udon in brodo hanno il vantaggio di essere squisitamente giapponesi e se siete quindi alla ricerca di un piatto autentico nipponico da servire in tavola, questi golosi spaghettoni faranno sicuramente al caso vostro. E non dimentichiamoci che sono infinitamente piu' semplici e veloci da preparare dei ramen le cui ricette, in genere, prevedono liste chilometriche d'ingredienti ed una quantita' di tempo notevole.

La cucina giapponese casalinga continua a stupirmi con la sua disarmante semplicita'! Non ci sono preparazioni esageratamente complesse e che richiedono conoscenze gastronomiche che neppure Escoffier! Tutti i piatti ruotano attorno a semplici ingredienti freschi e di qualita'. I condimenti, inoltre, e quindi tutto cio' che occorre per preparare salse, brodi, ed intingoli vari sono spesso e volentieri basati su combinazioni degli elementi cardine della cucina nipponica: la salsa di soia (solo giapponese, mi raccomando), mirin, dashi*, sake, zucchero, sale, alga konbu, miso.

*Il dashi va bene sia in polvere che fresco. Se volete prepararlo fresco, vi serviranno solo tre ingredienti. Ecco qui il mio articoletto di alcuni mesi fa dedicato proprio al dashi!

Gira e rigira, gli ingredienti sono sempre quelli, eppure il ventaglio di sapori della cucina casalinga giapponese e' tutt'altro che limitato! Insomma, se vi state avvicinando alla cucina giapponese o se gia' la conoscete da un po' di tempo, non e' necessario che vi sveniate per riempirvi la dispensa d'ingredienti costosi ed esotici. Veramente. Piuttosto spendete qualcosina in piu' per della salsa di soia giapponese di qualita' e magari del sake, ma per il resto non c'e' bisogno di svuotare il portafoglio.

Per servire i miei kitsune udon di oggi ho utilizzato una vecchia scodellona giapponese, nonche' uno dei pezzi prediletti della mia collezione! La meravigliosa scodella in questione risale agli anni Quaranta, e siamo quindi in pienissimo Periodo Shōwa.

Eccola:
Passiamo alla ricetta!

私のきつねうどん
Watashi no kitsune udon
I miei kitsune udon

Ingredienti per una persona:

200g di udon freschi (anche quelli secchi andranno comunque bene)
300ml di dashi
2 cucchiai di mirin
2 cucchiai di salsa di soia
mezzo panetto di aburaage
un cucchiaio di erba cipollina affettata fine
una fettina di carota per guarnire (facoltativo)

Io ho usato una porzione di udon freschi da 200g. Chissa' se in Italia si trovano facilmente gli udon freschi o secchi nei negozi di alimentari asiatici? Ecco gli udon che ho usato io:
In un pentolino preparare il dashi se si sta usando quello granulare, altrimenti scaldare 300ml di dashi fresco e che avrete gia' preparato precedentemente. Nel caso vi servisse la ricetta per farlo, vi rimando nuovamente al mio articoletto di qualche tempo fa: cliccate qui.

Nel frattempo, mettete a bollire dell'acqua in una pentola. Mettete tanta acqua quanta ve ne serve per far cuocere gli udon.

Su di un tagliere, affettate finemente l'erba cipollina. Cosi':

Prendete il panetto di aburaage e tagliatelo come preferite. Io l'ho affettato a triangolini. Per rendere ancora piu' saporito l'aburaage, ho intinto velocemente i triangolini nel brodo (dashi, salsa di soia e mirin) e li ho poi messi da parte sopra un piattino.

Se non trovate l'aburaage, provate a sostituirlo con cio' che avete. Per esempio, nulla vieta di guarnire i vostri udon con del petto di pollo tagliato a fettine, oppure del tempura di gamberi o dei gamberoni alla piastra. Potreste, ad esempio, usare dei germogli di soia crudi o magari delle verdure miste rapidamente saltate in padella.
Certo, i kitsune udon originali prevedono l'uso dell'aburaage, ma non e' tassativo averlo e quindi sentitevi liberi di sperimentare. Insomma, date via libera alla vostra creativita'!

A questo punto, l'acqua di cottura degli udon avra' iniziato a bollire; mettete a cuocere gli udon per il tempo consigliato sulla confezione. I miei erano pronti nel giro di tre minuti.

Nel pentolino del dashi versate i due cucchiai di mirin e i due cucchiai di salsa di soia. Mescolate bene e tenete in caldo a fiamma bassissima.

Quando gli udon saranno cotti, scolateli e versateli subito in una scodella. Sopra gli udon versate il brodo a base di dashi, mirin e salsa di soia.

Guarnite il tutto con le fette di aburaage, l'erba cipollina tagliata fine, e magari una fettina di carota a forma di sakura, come ho fatto io.

Et voila'! 出来上がり!Deki-agari! E' pronto!
Non vi dico che bonta'! Il sapore e' proprio quello degli udon che si assaporano nelle piccole ed accoglienti 食堂 shokudoo a conduzione famigliare che sono presenti in ogni angolo di questo bel Giappone.

Questi kitsune udon sono stati il pranzo ideale in questa giornata frescolina di pioggia insistente! In giornate cosi' non c'e' veramente nulla di meglio che una bella zuppa calda che riscaldi il corpo e rinfranchi lo spirito.

Cara Alessandra, spero che questa ricetta ti piaccia. Se ci sono domande, io sono qui!

ごちそうさまでした!
Gochisoosama deshita!

17 commenti:

Kuri ha detto...

ma che bella ricettina interessante!!
anche a Roma c'è lo stesso brutto tempaccio che fa lì quindi mi hai dato davvero una gran bella idea!!

Gli udon freschi come i tuoi li ho trovati, a Roma, più di una volta, e sono davvero buonissimi anche se non mi era mai passato per la testa di farli in questo modo...

un caro abbraccio e grazie per i tuoi articoletti bellissimi!!

Fabiana

Fragolina ha detto...

Credo di aver assaggiato questo piatto, ma non ne sono del tutto sicura.
Gli aburaage, una volta finito il piatto, hanno tipo la consistenza di una spugnetta per i piatti (ohddio detto così suona brutto, ma è per dare l'idea) e hanno un retrogusto quasi dolce?
Perchè se erano loro devo procurarmeli, credevo fosse tofu fritto in realtà, fatto sta che mi piacevano da impazzire

biancorosso ha detto...

Ciao Kuri :)
Grazie della visita e del commento!
Mi dispiace per il tempaccio che c'e'anche da voi! La pioggia fa piacere ogni tanto, ma le giornate nuvolose e che sembrano non finire mai fanno solo intristire.

Sono contenta che si trovino anche da te gli udon! Quali altri ingredienti giapponesi trovi abbastanza facilmente? Sono molto curiosa! :)

Se preparerai i kitsune udon, fammi poi sapere cosa ne hai pensato! Spero ti piacciano!

Un abbraccione grande!

Ciao Fragolina,
grazie della visita e del commento!
Si', esatto, la consistenza e' quella. Dipende dalla varieta', ma alcuni hanno effettivamente un retrogusto dolce, soprattutto quello usato per gli inari-zushi (fagottini di aburaage ripieni di riso).
Comunque, l'aburaage viene fatto tagliando del tofu a fette sottili che poi vengono fritte, e quindi si'...e' tofu fritto! L'aburaage comunque non va confuso con l'atsuage che un normalissimo blocchetto di tofu fritto in olio bollente.
Ciao Fragolina e grazie ancora della visita!

Lena ha detto...

A Milano nei negozi specializzati si riescono a trovare sia udon che aburaage, in citttadie più piccole invece... più che ramen secchi e harusame... già la soia buona è una conquista! Così ci tocca organizzare spedizioni di rifornimento una volta ogni tanto, ma ne vale decisamente la pena.
Cucinando giapponese per quasi la metà dei pasti davvero cambi modo di pensare i sapori e ti ritrovi mano più leggera ed accostamenti più raffinati anche quando prepari cibo occidentale. Di fatto mi si sta anche sviluppando un tocco speciale per la cucina yoshoku... noente da fare, è impossibile rimanre indifferenti al fascino dell'armonia nipponica...

Le Pappe di Alessandra! ha detto...

Buongiorno Marianna,
arrivando a casa dopo la mia spesa del martedi e la pioggia che anche qui non accenna a smettere,l'ultima cosa che immaginavo era trovare questo incredibile regalo che mi hai fatto...

Nessuno mi ha mai dedicato così tanto tempo,e forse nessuno ha mai preso sul serio una mia richiesta culinaria!
Era almeno un anno che cercavo di fare una sorpresa a mio marito con gli udon,il primo tentativo è avvenuto con risultato pessimo a sua insaputa,gli ultimi due non avevano quel sapore così giapponese che non riuscivo a creare...inoltre anche se frequento uno splendido ristorante giapponese a milano,più volte ho pensato di chiedere alla signora la loro ricetta,ma non ne ho mai avuto il cuore perchè non conosco bene la loro etichetta,e temevo fosse scortese farlo.

Avere per me questa tua preparazione e gli ingredienti giusti che sò di poter trovare qui a milano mi permette di fare un grandissimo regalo a mio marito,che ama profondamente le preparazioni in zuppa della cucina giapponese.

Ho capito gli errori che facevo,in realtà l'omissione del mirin,e la salsa di soia cinese del super,che mi risultava troppo invadente...e anche la cottura e lo scolo degli udon,insomma,passaggi forse semplici ma fondamentali per la riuscita.

Non vedo l'ora di andare a prendermi gli ingredienti e mettermi a farlo,dove vado a fare acquisti hanno anche delle ceramiche che potrebbero essere adatte!

Ti saluto,
ringraziandoti col cuore di avermi svelato questo piccolo segreto che terrò molto prezioso.

Guido ha detto...

Ho giusto comprato quel tipo di Udon qualche giorno fa, e devo dire che li preferisco a quelli secchi. Grazie per aver postato la ricetta, la proverò di sicuro!
Una domanda: mi puoi consigliare (se ne conosci qualcuna) qualche marca particolare di pasta giapponese? (tipo da noi la Barilla.)Giusto per curiosità :)
Ancora complimenti per il blog.
saluti

Lena ha detto...

Alessandra nel banco frigo di un famoso negozio etnico di via Rosmini trovi anche la confezione di udon sottovuoto + tofu + aromi disidratati, pensato per le "volpi" un po' pigre!
Mari, a proposito di ricette: non hai forse anche qualche suggerimento per potersela preparare in casa la pasta degli udon freschi? Magari conosci un sito che lo spiega(anche in inglese, francese, spagnolo...). Grazie mille

biancorosso ha detto...

Ciao Lena, :)
Sono d'accordissimo con te: cucinando piatti giapponesi s'impara inevitabilmente a fare piu' attenzione non solo agli accostamenti, ma anche alla presentazione dei cibi stessi! Quando preparo piatti italiani spesso mi accorgo di dare tanta importanza al colore e alla forma dei piatti che usero', e questa e' una cosa che non facevo prima. Anzi! Una volta usavo persino i piatti usa e getta cosa che adesso mi fa inorridire, a meno che non sia assolutamente necessario (tipo ad una festa con tante persone dove la soluzione dell'usa e getta e' piu' la pratica). Dando importanza a questi dettagli apparentemente insignificanti rende sia il momento della preparazione dei cibi che il momento in cui li si consuma infinitamente piu' gradevoli e gratificanti.
Per curiosita', quali sono i piatti giapponesi che ti piace preparare di solito? :)

Cara Alessandra,
per me e' stato un VERO piacere! Dopo aver ricevuto il tuo commento l'altro giorno, mi sono subito messa a pensare a quale ricetta avrei potuto preparare per te! Avevo subito pensato ai kitsune-udon, ma purtroppo non ce l'ho fatta ad aggiornare subito il blog ed ecco il perche' dell'attesa. Ci tenevo pero' tantissimo a risponderti per benino, ed ecco che appena ne ho avuto la possibilita' mi sono subito messa al lavoro! :)

Il tipo di salsa di soia utilizzato effettivamente fa molta differenza. La salsa di soia cinese tende ad essere particolarmente piu' salata e forte rispetto a quella giapponese. Anche la salsa di soia giapponese e' salata, ma non tanto come quella cinese.
Di marche di salse di soia giapponesi ve ne sono tantissime, e non sapendo quali siano reperibili dalle tue parti non posso darti grossi consigli in merito. Posso dirti pero' che la vecchia e cara Kikkoman (marca giapponese) fa salse di soia eccellenti!

Ti stupira' il modo con cui il l'intensita' della salsa di soia e la dolcezza del mirin si sposano con il sapore del dashi, creando un brodo leggero ma gustosissimo al tempo stesso.

Mi raccomando, dopo che preparerai questi udon fammi sapere com'e' andata! :)

Ciao Guido,
Grazie della visita e del commento!
Effettivamente gli udon freschi sono decisamente piu' buoni di quelli secchi, quindi concordo!
Per quando riguarda la tua domanda: non avevo mai notato prima d'ora che in realta' qui non ci sono grandi marche di pasta giapponese. Mi spiego meglio: in genere sia la pasta fresca che quella secca viene preparata da pastifici della prefettura o comunque di una prefettura vicina. Si tratta, quindi, quasi sempre di prodotti locali oppure di paste tipiche di qualche regione lontana. Penso, ad esempio, alla soba della prefettura di Yamagata o ai soomen della prefettura di Hyogo.

Di marche famose di udon o ramen freschi l'unica che mi venga veramente in mente e' la Toyo-Suisan (gli udon usati per questa ricetta sono proprio della Toyo-Suisan). I loro prodotti penso si trovino in un qualunque supermercato del Giappone, e magari chissa', anche all'estero. E' un po' come la Findus perche' producono anche surgelati.
Grazie ancora della visita!

Ciao Lena,
Dunque, vediamo un po'...potrei provare a prepararli io gli udon freschi e pubblicare tutto il procedimento sul blog, ma non sapendo quando riusciro' a cimentarmi in tale impresa, preferisco per il momento segnalarti questa bella ricetta per fare i teuchi-udon o teuchi-soba (teuchi e' un termine che si usa in riferimento agli udon o alla soba casalinghi):
http://www.globalgourmet.com/food/cookbook/2007/japanese-cooking/noodles.html
Che ne pensi?
Ciao Lena, un abbraccione!

Tizy ha detto...

Che meraviglia Mary
ogni volta mi fai venire l'acquolina in bocca. Anche qua troppa pioggia e non ne possiamo più io l'ho desiderata, ma quando è troppo, è troppo.
Sono molto triste perchè nel sito vogliono comprar il mio libro, ma non è possibile perchè non ho un conto in banca. E' davvero un'ironia della sorte, ho chiesto se perfavore potevan accettare la postepay ma non è possibile. Sono però riuscita ad averne almeno una copia per me....
kisu

Lena ha detto...

Grazie Mari per la segnalazione sugli udon fatti in casa: ci provo e ti faccio sapere!
Quando cucino giapponese preparo prevalentemente piatti molto casalinghi a base di riso, verdure e pollo: chawanmushi, dashitamago, sekihan, oyako donburi, chirashi, zarusoba, gohan cotto con fave o piselli e condito con furikake, inarisushi,ingen no gomaae, horenso no ohitashi, yakunasu, gomokuni, nikujaga, verdure e carni saltate con miso, okonomiyaki, chazuke, noodles, tofu e zuppine di tutti i tipi, ma anche vongole al sakè, tonno tataki, roll di manzo e porri, tsukemono vari, tentativi di onigiri e maki (rinuncio al pesce crudo solo perchè qui non si trova sufficientemente fresco e il mio taglio non è proprio da manuale)... e perfino a volte il curry giapponese!
Ok, mi fermo... forse avrei dovuto risponderti: "quasi tutto" quello che prepara una semplice massaia giapponese... Che dici, sono malata?!

biancorosso ha detto...

Lena :)
No, non sei malata..sei BRAVISSIMA! Complimenti davvero per aver imparato tutti questi ottimi piatti della cucina casalinga giapponese, piatti che - purtroppo pero' - sono ancora troppo poco conosciuti, e questo e' un peccato!

Mi piacerebbe molto vedere i tuoi piatti! Sono una curiosastra, lo so...ma mi manderesti qualche foto delle tue creazioni culinarie? :)

Lena...sei davvero brava! Continua cosi'! :)

Erika ha detto...

Mari ma sai che non ho ancora assaggiato gli udon????
Accipicchia devo darmi da fare, tra l'altro ho terminato alcuni ingredienti base, devo rifornire quanto prima e sperimentare nuovi piatti :)
Grazie per tutte le ricettine che condividi sempre con noi!
Un bacio!
Erika

sakura girl ha detto...

Ciao a tutti!!

Anch'io sono di milano e volevo chiedervi se sapete consigliarmi qualche negozio ben fornito di alimentari giapponese..
sto cercando di ampliare le mie conoscenze di cucina orientale e tutte queste ricette aumentano la mia voglia di sperimentare. :D

grazie mille!

baci

gaia

Lena ha detto...

Al momento non ho foto specifiche di piatti, me se vuoi ti mando dele immagini un po' confuseconfuse di una tavola preparata per amici in cui è fotografata anche qualche pietanza. Non sono praticissima di computer e non vorrei fare confusione: che indirizzo mail uso per inviarti le foto come allegati, quella del bazar?

biancorosso ha detto...

Cara Erika,
che piacere ricevere i tuoi commenti!! Come stai?? :)

Riesci a trovare gli udon nella tua citta'? Sto prendendo in considerazione l'idea di provare a farli in casa e di mettere poi la ricetta il procedimento qui sul blog...tu che ne pensi? Magari sara' un lavoraccio, o magari no! Spero sia abbastanza semplice cosi' magari tutti potranno cimentarsi a farli!

Grazie davvero per essere tornata a trovarmi! Un abbraccione grande!

Ciao Gaia,
grazie della visita e del commento!
Purtroppo non posso darti dritte utili su Milano, ma sicuramente qualcuno ti dara' le info che cerchi!
Grazie ancora della visita! :)

Ciao Lena,
si mi puoi scrivere alla mail del bazar! ;)
Un abbraccione!

Erika ha detto...

Cara Marianna,
è sempre emozionante leggere i tuoi commenti :( Mi spiace ti sia sentita trascurata, cercherò di trovare il tempo e los tato d'animo adatto per aggiornarti su di me :)
Gli udon li ho visti diverse volte, ammetto che vincere il freno naturale che può provare un italiano davanti a degli spaghetti obesi e dall'aspetto vermoso e molliccio non è facile, perciò ho sempre rimandato aspettando che qualcuno mi incuriosisse a riguardo.
Ed eccoti qui, ci sei riuscita perciò li devo assaggiare quanto prima!
Certo che sarebbe interessante conoscere la ricetta ed il procedimento, se non dovesse essere troppo laborioso, sarebbe un'ottima alternativa all'oriental market!
Ti abbraccio fortissimo!
Erika

Erikina ha detto...

Ciao a tutti! E' ormai un pò di tempo che ho scoperto questo blog, e devo davvero fare i commenti all'autrice!! Vengo spesso a curiosare, ogni volta che ho voglia di respirare un pò di atmosfera giapponese, ma questa è la prima volta che decido di scrivere. Mi chiamo Erika e studio lingue in università a Milano, ma purtoppo i corsi di lingua e cultura giapponese sono materia rara...:( Questo comunque non mi impedisce di trafficare parecchio in cucina, lasciandomi ispirare un pò dalle ricette che trovo curiosando in internet, un pò dai racconti della cara Banana Yoshimoto e un pò (ebbene si, lo confesso, lo so che è vergognoso) anche dalle meravigliose tavole imbandite che si vedono nei cartoni animati giapponesi! Però qui ho trovato un'autentico pozzo delle meraviglie da cui attingere idee e curiosità! Oggi nfatti mi sono armata di udon secchi e sabato sera mi darò alla preparazione di questi appetitosi "kitsune udon"! Però proverò, in attesa di poter venire ad assaggiare gli originali, la versione con i gamberoni; qui è davvero difficile trovare certi ingredienti (la salsa do soia si trova solo in versione cinese e la totale assenza di tofu fritto non rende certo le cose più semplici). Grazie mille dell'ispirazione e dello spazio per il mio commento!
P.S. scusate la lunghezza!! :D