mercoledì, maggio 06, 2009

Chimaki, Kamadashi Ichiban e varie

(A sinistra: i ちまき chimaki ricevuti in regalo da Ishii-san)

Questo e' stato un periodo di grandi festivita' per i giapponesi. La settimana d'oro, o ゴールデンウィーク Gooruden Uiiku (golden week), come vi ho gia' detto in passato, e' un periodo dell'anno molto atteso dai giapponesi perche' significa vacanza per qualche giorno. Significa poter tornare dai propri famigliari oppure andare a fare un viaggio da qualche parte.
E' un periodo fitto di festivita' come il Compleanno dell'Imperatore, lo Shoowa no Hi, il Giorno dei bambini (Kodomo no Hi), ecc.

Proprio in occasione del Kodomo no Hi, abbiamo ricevuto in regalo da Ishii-san dei ちまき chimaki, ossia dei mochi dolci preparati a mano ed avvolti in foglie di bambu' e legati poi in quel modo particolare che vedete nella foto.

Ecco altre immagini che ho scattato:

Il fiorellino legato al fondo:
Ognuno di quei mochi e' avvolto dentro due profumatissime foglie di bambu' e poi legato con fili di bambu' secco.

Dal mazzo ho sfilato uno dei mochi...
Ho iniziato a slegare i cordini di bambu' che erano stati legati attorno alle foglie da mani esperte e che hanno confezionato chissa' quanti di questi antichi dolcini dalle origini cinesi!

L'aromatico profumo del bambu' si stava facendo sempre piu' intenso:
Ed ecco il dolcissimo mochi bianco come la neve piu' candida!

E naturalmente non mancava il nostro consueto assortimento di wagashi della pasticceria Miyoshino da cui provengono anche i chimaki che vi ho appena mostrato.
Ma siccome questi sono grigi giorni di pioggia inconcludente, il pacchetto ci e' stato portato avvolto in un furoshiki di nylon a pois bianchi per proteggerlo dall'acqua!
E dentro la scatola...
A sinistra, dei delicatissimi kashiwamochi ovvero mochi avvolti in foglie di quercia. I kashiwamochi sono, assieme ai chimaki, dolcini tipici del Giorno dei Bambini! Vicino ai kashiwamochi ci sono dei semplici mochi ripieni di marmellata di azuki, dei manjuu di castagne e dei mochi paffuti con all'interno fagioli dolci di soia.

Ma saltando di palo in frasca, volevo mostrarvi la foto di un sapone molto speciale e che uso da molto tempo. Questo e' il nuovo blocchetto che ho acquistato un paio di giorni fa:
Il nome di questo sapone e' 釜出し一番 Kamadashi-ichiban che tradotto in italiano vuol pressappoco dire: il numero uno ottenuto dal pentolone o il meglio del pentolone. Fra un po' capirete il perche' del nome cosi' apparentemente stravagante.

In un Giappone cosi' proiettato verso il futuro e verso un'infinita abbondanza di tutto, dai generi di primissima necessita' ad oggetti del tutto superflui ed inutili, il ruolo della pubblicita' gode di un potere incontrastato. Le strade, i giornali, la televisione, i vagoni della metro' sono invasi da pubblicita' dell'ultimissimo modello di telefonino della AU o della Docomo; del caffe' in lattina piu' consumato al momento; del te' verde in bottiglia piu' salutare; dell'agenzia immobiliare con i migliori prezzi e il miglior servizio d'assistenza clienti; della catena di negozi d'abbigliamento piu' stilosa ma dai prezzi abbordabili; del campus universitario piu' ambito; dello sciroppo per la tosse piu' efficace; del ristorante di turno consigliato persino dalla guida Michelin.

In tutto questo bailamme pubblicitario sembra non esserci posto per altri prodotti, per quanto innovativi ed originali, e soprattutto per chi pensa - forse ingenuamente o forse no - di poter tranquillamente evitare il bombardamento mediatico riuscendo comunque a farsi conoscere e a far si' che il proprio prodotto venga dovutamente apprezzato per quello che e' e non per cio' che sembra essere.

Mi sto riferendo in particolar modo alla 東北石鹸佐藤工場 Tohoku Sekken Satoo Koojoo, una piccola ditta a conduzione famigliare che e' in attivita' dal Periodo Taishoo e ha quindi circa ben novant'anni di gloriosa esperienza alle spalle. La piccola azienda si trova nella citta' di Sendai, nella prefettura di Miyagi, a nord-est di Tokyo.
La ditta Satoo produce solo due prodotti: le barrette di sapone Kamadashi-Ichiban e del sapone in scaglie per la lavatrice.

Il loro sapone, che e' quello che vedete nella mia immagine in alto, e' davvero un prodotto speciale: un sapone d'altri tempi, alla vecchia maniera, senza ne' additivi ne' coloranti o profumi. Viene preparato secondo una vecchia ricetta di famiglia utilizzando sego ed olio di palma; il tutto viene fatto cuocere in grossi pentoloni di metallo e poi fatto colare in appositi stampi artigianali dove viene lasciato indurire e stagionare.

In media, una barretta di sapone richiede circa una settimana di lavoro.

Il sapone Kamadashi-Ichiban non ha il profumo solito delle saponette. Sul sito momentaneamente fuori servizio dell'azienda, c'era scritto che il vero sapone non dovrebbe avere ne' l'odore di fiori ne' di erbe. Il sapone dovrebbe avere l'odore di ...sapone e basta! Ed e' quello che da quasi novant'anni si prefigge di fare il Signor Satoo, respingendo cocciutamente (e come dargli torto) qualunque tipo di ingrediente extra che probabilmente renderebbe maggiormente attraente il prodotto soprattutto ai giovani, come ad esempio il miele, del latte, frutti di bosco o altro, ma che ne comprometterebbero gli altissimi standard qualitativi mirati ad un sapone puro e non ad un'ennesima interpretazione di qualcosa.

Ma in quanti siamo veramente a ricordarci l'odore del vero sapone?

E pensate che l'azienda non si fa assolutamente pubblicita', eppure le saponette sono conosciute da molti grazie al potere del passaparola. Un passaparola alimentato da una certa controtendenza che si sta sviluppando in risposta alle guerre pubblicitarie dei colossi dell'industria giapponese (e non) che si sfidano a colpi di slogan per potersi accaparrare quanti piu' potenziali clienti possibili. E' una tendenza a voler ritornare ai prodotti genuini e naturali di un tempo, senza tutti quei fronzoli inutili che rendono un prodotto solo attraente esteticamente ma senza alcun valore al suo interno.

Dietro queste saponette c'e' il duro lavoro di una famiglia che, fra alti e bassi, riesce a portare avanti un'attivita' che forse era stata data per spacciata da molti negli ultimi decenni. Immagino che il Made in China stesso abbia assestato loro un duro colpo (come e' successo e continua a succedere alle nostre piccole e medie imprese in Italia) da cui pero' non si sono lasciati sconfiggere. Noto ogni giorno come i consumatori giapponesi, spinti un po' dalla paura giustificata di un Made in China poco sicuro e anche da una buona dose di sano patriottismo, lottino ostinatamente contro i prodotti cinesi preferendo il piu' possibile quelli nazionali anche se questo spesso significa spendere il doppio o il triplo del prezzo offerto dalla concorrenza del Regno di Mezzo.

A tal proposito, mi basta citarvi l'eclatante esempio dell'aglio. In un supermercato di zona vendono due varieta' d'aglio: quello cinese e quello giapponese. L'aglio cinese viene venduto in sacchetti da quasi mezzo Kg e viene poco meno di 300 yen. L'aglio giapponese, invece, viene venduto in vassoietti da non piu' di una o due teste l'uno e costa uguale se non addirittura di piu'!!

Un lavoro difficile quello del saponificatore e che richiede grande esperienza. La produzione artigianale di sapone non e' un lavoretto divertente e rilassante, ma un'attivita' stancante e che esige massima attenzione e precisione.

Il risultato degli sforzi di questa piccola azienda pero' e' un sapone senza rivali. Sicuramente uno dei migliori che abbia mai provato in vita mia. La fragranza delicatissima di pulito che lascia sulla pelle e' assolutamente indescrivibile, per non parlare della cremosissima schiuma che sembra quasi panna montata! Un sapone talmente delicato che lo si puo' usare anche sulla pelle dei bambini!

Di mini aziende specializzate nella produzione di saponi e cosmetici artigianali ve ne sono davvero tante qui in Giappone, ma la differenza sta nel fatto che in genere queste attivita' hanno canali di vendita molto limitati e quindi i loro prodotti si trovano solo in pochi negozi di nicchia. Inoltre, molte di queste piccole ditte spariscono nel giro di brevissimo tempo.

Ecco perche' penso che il caso della saponetta Kamadashi-Ichiban sia degno di nota. Un'azienda a conduzione famigliare che riesce a continuare un'attivita' ininterrottamente dal Periodo Taishoo ai giorni nostri (Periodo Heisei), senza servirsi della pubblicita', senza venir assorbita da qualche multinazionale e riuscendo, nonostante tutto, ad arrivare a molti punti della grande distribuzione (oltre che i negozietti di nicchia)!

Insomma, ci tenevo a condividere con voi queste mie riflessioni perche' al giorno d'oggi e' veramente difficile scindere i prodotti meritevoli di lode da quelli d'infima qualita'. L'abbondanza porta anche e soprattutto a questo, e spesso per ragioni economiche e/o di comodita' viriamo in direzione di cio' che riflette magari solo la smania di guadagnare e non la vera e sana passione che un tempo portava alla creazione di prodotti che incarnavano l'esperienza e l'orgoglio di chi li produceva. E' incoraggiante, dunque, sapere che ancora al giorno d'oggi esista qualcuno che non ha abbandonato questi ideali.

Sono riuscita ad incuriosirvi? Chissa', magari la Kamadashi-Ichiban apparira' prossimamente nella nuova vetrina del bazar!


(Questo bel bimbino e' Bocchan, la mascotte della saponetta Kamadashi-Ichiban)

Ringrazio coloro che hanno lasciato un commento al mio articolo di ieri! Rispondero' ai vostri commenti in serata.

14 commenti:

Lena ha detto...

Ogni tuo post riconferma la capacità gentile di cogliere il fascino minuto di ogni cosa...
Non avremmo potuto sperare in una "inviata" migliore per narrarci la complessità e la semplicità di questo Paese.

~ Lufy ha detto...

Quanto son belli questi chimaki *_* E chissà che buoni!

Un bacione Mari :*
Ludy

SuomItaly ha detto...

Complimenti per il blog. Lo trovo molto interessante. Prima o poi mi piacerebbe fare un salto in Giappone.

A proposito di aglio, anche da queste parti sono arrivati gli agli cinesi.

Deborah ha detto...

certo che mi hai incuriosita Marianna!!!!quando apparira sulla vetrina del bazar lo voglio provare il sapone Kamadashi-Ichiban!!!! e pure il chimaki mi ha messo una quolina in bocca!!!mamma miaaa!non vedo l'ora di dicembre!!!!

Tsukidesign ha detto...

Molto interessante questo articolo! dopo una breve pausa "sbavaz" alla Homer Simpson per via di quei mochi, mi ha colpito molto, e anzi vorrei saperne di più, sulla pubblicità in giappone. Quali metodi cognitivi, quali stili grafici utilizzano i nostri amici Nipponici per la loro pubblicità. (dato che studio e pratico editoria..)

Anonimo ha detto...

Ciao, e' da un po' che seguo il tuo interessantissimo blog un po' perche' come te sono Italiana all'estero...il paese dove mi trovo e' l'america...non certo cosi' interessante....(qui la storia deve ancora quasi essere scritta)...e un po' perche' questo paese e' cosi' frammentato in etnie che vago tra supermercati indu,Thailandesi Giapponesi e quan altro...e poi a casa faccio tutte le prove del caso...ho anche seguito qualche tua ricetta...
Sei un ispirazione per un Blog tutto mio...anche se lavoro purtroppo e il tempo e' veramente poco.Chissa' ti seguo sempre per cui scrivici presto.
Ciao
Laura

Tizy ha detto...

Solo a vedere queste cose mi vien l'acquolina in bocca...devo assolutamente venire sedata, ma venire in giappone visto che ho terrore dell'aereo mi farò mettere un pò di sonnifero da cavalli...eheheheh kiss mary buona festa della mamma anche a te

Laura ha detto...

Bene, spero prima o poi di poter provare quel sapone favoloso!!!
Il tuo blog e' una finestra privilegiata sul Giappone, e anche molto interessante per chi, come me, non puo' andarci!!!
Continua cosi'!

TheRisingPhoenix ha detto...

:D sicuramente hai ottima capacità nel vendere! XD ci hai incuriosito un po' tutte con questo sapone!

comunque a parte ciò.. non riesco a trovare da nessuna parte modo di acquistare mochi o wagashi o simili... ç__ç ed è sempre più la voglia di assaggiarli.

volevo chiederti se era possibile mettersi d'accordo alla riapertura del tuo bazar, o se pensi che non vada bene come tipologia di prodotti da spedire.. :)

ciao! e buona giornata!!

:*

Valeria

Piccola Tempura ha detto...

ciao Marianna di fretta per lasciarti un saluto e un grosso abbraccio!
Sara

biancorosso ha detto...

Cara Lena,
grazie della visita e del commento, e grazie delle belle parole che mi hai scritto! Non credo di meritarmele, ma ti ringrazio ugualmente di cuore.
Un abbraccione!

Cara Lufy,
grazie della visita e del commento! Quei chimaki erano molto buoni e dal sapore dolce ma incredibilmente delicato!
Ricambio il bacione!

Suomitaly,
Grazie della visita e del commento!
Per curiosita', qual e' la differenza di prezzo tra l'aglio italiano e quello cinese? C'e' la stessa disparita' di prezzo che c'e' qui?

Cara Deborah,
grazie della visita e del commento!
Quando vieni ti porto nel negozio dove trovo queste splendide saponettine! ;)

Ciao Tsukidesign,
grazie della visita e del commento.
Mi piacerebbe affrontare il discorso sulla pubblicita' giapponese, ma mi mancano le conoscenze tecniche per proporre l'argomento in modo soddisfacente. Pero' magari potrei provare a fare un po' di foto alle pubblicita' che vedo in giro in questo periodo e condividere le mie impressioni qui sul blog.

Ciao Laura,
grazie della visita e del commento!
Da quale parte dell'America mi scrivi? Io ho vissuto nell'ovest degli Stati Uniti per alcuni anni prima di venire qui. E ora che ci penso avrei potuto gia' allora scrivere un blog sulle nostre esperienze di vita quotidiana a stelle e strisce!
Mi piacerebbe venire a trovarti sul tuo blog!
Ciao e torna a trovarmi!

Ciao Tizy,
grazie della visita e del commento!
E' vero, il viaggio in aereo e' lungo per venire fino qui ma tra una dormita, la visione di un film, un libro interessante e un po' di cose buone da sgranocchiare il tempo passa e pure velocemente! :)

Ciao Laura,
grazie della visita e del commento! Mi raccomando, continua a seguirmi! :)

Ciao Valeria,
grazie della visita e del commento!
Il bazar sta per riaprire le porte a breve; devo finire ancora un paio di cosette e poi riprendera' a tutto sake'! E per i wagashi, non escludo di poterne mettere qualcuno in vendita molto presto!

Ciao carissima Sara,
non sai che piacere ricevere il tuo commento!
Un abbraccio grande cosi'!

LauraNC ha detto...

Ciao sono Laura,
vivo in North Carolina,ma in questo momento sono a Chicago per lavoro...(naturalmente fortuna vuole che ci sia proprio 1 tornado watch in questo momento....)sono in albergo perche' ovviamente non posso uscire...ho visto oggi il tuo blog sul the..a me piace tantissimo un te che diventa 1 fiore...diciamo e' come "assemblato a fiore"...e' una favola a vedersi e a bersi....(ho 1 po' di problemi con l'italiano purtroppo...forse l'ora del rimpatrio e' vicina...beh a presto...scrivici
Ciao
Laura

Gloria ha detto...

Non sono un'esperta, ma qualcuno che ne sa sez'altro più di me sostiene che usare olio di palma sia poco ecologico. Chissà.

biancorosso ha detto...

Ciao Gloria,
grazie della visita e del commento!
Anch'io ho sentito addossare colpe all'olio di palma da chi sostiene sia molto poco ecologico. Puo' darsi. Confesso di non saperne molto in materia, pero' nella mia ignoranza mi sento sempre piu' sicura a scegliere prodotti composti da pochi ingredienti relativamente semplici anziche' quei prodotti corredati da INCI kilometrici e tempestati di nomi che non so nemmeno pronunciare.

Mi piace sempre associare il concetto di semplicita' alle tecniche di produzione di una volta; mi danno l'impressione di essere chiare, lineari, pulite e prive di fronzoli che forse causano piu' danno che altro. Insomma, ho sempre un'innata fiducia nei confronti di prodotti che hanno origine in un passato artigianale e fatto di poche e semplici risorse. Ma chissa', magari non e' il giusto metodo di valutazione dato che un tempo - rispetto ad oggi - non si era cosi' sensibili verso questioni di carattere ambientale.

Ciao Gloria, un saluto!