(A sinistra: i ちまき chimaki ricevuti in regalo da Ishii-san)Questo e' stato un periodo di grandi festivita' per i giapponesi. La settimana d'oro, o
ゴールデンウィーク Gooruden Uiiku (golden week), come vi ho gia' detto in passato, e' un periodo dell'anno molto atteso dai giapponesi perche' significa vacanza per qualche giorno. Significa poter tornare dai propri famigliari oppure andare a fare un viaggio da qualche parte.
E' un periodo fitto di festivita' come il Compleanno dell'Imperatore, lo
Shoowa no Hi, il Giorno dei bambini (Kodomo no Hi), ecc.
Proprio in occasione del Kodomo no Hi, abbiamo ricevuto in regalo da Ishii-san dei
ちまき chimaki, ossia dei mochi dolci preparati a mano ed avvolti in foglie di bambu' e legati poi in quel modo particolare che vedete nella foto.
Ecco altre immagini che ho scattato:


Il fiorellino legato al fondo:

Ognuno di quei mochi e' avvolto dentro due profumatissime foglie di bambu' e poi legato con fili di bambu' secco.
Dal mazzo ho sfilato uno dei mochi...

Ho iniziato a slegare i cordini di bambu' che erano stati legati attorno alle foglie da mani esperte e che hanno confezionato chissa' quanti di questi antichi dolcini dalle origini cinesi!
L'aromatico profumo del bambu' si stava facendo sempre piu' intenso:

Ed ecco il dolcissimo mochi bianco come la neve piu' candida!


E naturalmente non mancava il nostro consueto assortimento di wagashi della pasticceria Miyoshino da cui provengono anche i
chimaki che vi ho appena mostrato.
Ma siccome questi sono grigi giorni di pioggia inconcludente, il pacchetto ci e' stato portato avvolto in un furoshiki di nylon
a pois bianchi per proteggerlo dall'acqua!

E dentro la scatola...

A sinistra, dei delicatissimi
kashiwamochi ovvero mochi avvolti in foglie di quercia. I
kashiwamochi sono, assieme ai
chimaki, dolcini tipici del Giorno dei Bambini! Vicino ai
kashiwamochi ci sono dei semplici mochi ripieni di marmellata di azuki, dei
manjuu di castagne e dei mochi paffuti con all'interno fagioli dolci di soia.
Ma saltando di palo in frasca, volevo mostrarvi la foto di un sapone molto speciale e che uso da molto tempo. Questo e' il nuovo blocchetto che ho acquistato un paio di giorni fa:

Il nome di questo sapone e'
釜出し一番 Kamadashi-ichiban che tradotto in italiano vuol pressappoco dire:
il numero uno ottenuto dal pentolone o
il meglio del pentolone. Fra un po' capirete il perche' del nome cosi' apparentemente stravagante.
In un Giappone cosi' proiettato verso il futuro e verso un'infinita abbondanza di tutto, dai generi di primissima necessita' ad oggetti del tutto superflui ed inutili, il ruolo della pubblicita' gode di un potere incontrastato. Le strade, i giornali, la televisione, i vagoni della metro' sono invasi da pubblicita' dell'ultimissimo modello di telefonino della AU o della Docomo; del caffe' in lattina piu' consumato al momento; del te' verde in bottiglia piu' salutare; dell'agenzia immobiliare con i migliori prezzi e il miglior servizio d'assistenza clienti; della catena di negozi d'abbigliamento piu' stilosa ma dai prezzi abbordabili; del campus universitario piu' ambito; dello sciroppo per la tosse piu' efficace; del ristorante di turno consigliato persino dalla guida Michelin.
In tutto questo bailamme pubblicitario sembra non esserci posto per altri prodotti, per quanto innovativi ed originali, e soprattutto per chi pensa - forse ingenuamente o forse no - di poter tranquillamente evitare il bombardamento mediatico riuscendo comunque a farsi conoscere e a far si' che il proprio prodotto venga dovutamente apprezzato per quello che e' e non per cio' che sembra essere.
Mi sto riferendo in particolar modo alla
東北石鹸佐藤工場 Tohoku Sekken Satoo Koojoo, una piccola ditta a conduzione famigliare che e' in attivita' dal Periodo Taishoo e ha quindi circa ben novant'anni di gloriosa esperienza alle spalle. La piccola azienda si trova nella citta' di Sendai, nella prefettura di Miyagi, a nord-est di Tokyo.
La ditta Satoo produce solo due prodotti: le barrette di sapone Kamadashi-Ichiban e del sapone in scaglie per la lavatrice.
Il loro sapone, che e' quello che vedete nella mia immagine in alto, e' davvero un prodotto speciale: un sapone d'altri tempi, alla vecchia maniera, senza ne' additivi ne' coloranti o profumi. Viene preparato secondo una vecchia ricetta di famiglia utilizzando sego ed olio di palma; il tutto viene fatto cuocere in grossi pentoloni di metallo e poi fatto colare in appositi stampi artigianali dove viene lasciato indurire e stagionare.
In media, una barretta di sapone richiede circa una settimana di lavoro.
Il sapone Kamadashi-Ichiban non ha il profumo solito delle saponette. Sul sito momentaneamente fuori servizio dell'azienda, c'era scritto che il vero sapone non dovrebbe avere ne' l'odore di fiori ne' di erbe. Il sapone dovrebbe avere l'odore di ...sapone e basta! Ed e' quello che da quasi novant'anni si prefigge di fare il Signor Satoo, respingendo cocciutamente (e come dargli torto) qualunque tipo di ingrediente extra che probabilmente renderebbe maggiormente attraente il prodotto soprattutto ai giovani, come ad esempio il miele, del latte, frutti di bosco o altro, ma che ne comprometterebbero gli altissimi standard qualitativi mirati ad un sapone puro e non ad un'ennesima interpretazione di qualcosa.
Ma in quanti siamo veramente a ricordarci l'odore del vero sapone?
E pensate che l'azienda non si fa assolutamente pubblicita', eppure le saponette sono conosciute da molti grazie al potere del passaparola. Un passaparola alimentato da una certa controtendenza che si sta sviluppando in risposta alle guerre pubblicitarie dei colossi dell'industria giapponese (e non) che si sfidano a colpi di slogan per potersi accaparrare quanti piu' potenziali clienti possibili. E' una tendenza a voler ritornare ai prodotti genuini e naturali di un tempo, senza tutti quei fronzoli inutili che rendono un prodotto solo attraente esteticamente ma senza alcun valore al suo interno.
Dietro queste saponette c'e' il duro lavoro di una famiglia che, fra alti e bassi, riesce a portare avanti un'attivita' che forse era stata data per spacciata da molti negli ultimi decenni. Immagino che il
Made in China stesso abbia assestato loro un duro colpo (come e' successo e continua a succedere alle nostre piccole e medie imprese in Italia) da cui pero' non si sono lasciati sconfiggere. Noto ogni giorno come i consumatori giapponesi, spinti un po' dalla paura giustificata di un
Made in China poco sicuro e anche da una buona dose di sano patriottismo, lottino ostinatamente contro i prodotti cinesi preferendo il piu' possibile quelli nazionali anche se questo spesso significa spendere il doppio o il triplo del prezzo offerto dalla concorrenza del Regno di Mezzo.
A tal proposito, mi basta citarvi l'eclatante esempio dell'aglio. In un supermercato di zona vendono due varieta' d'aglio: quello cinese e quello giapponese. L'aglio cinese viene venduto in sacchetti da quasi mezzo Kg e viene poco meno di 300 yen. L'aglio giapponese, invece, viene venduto in vassoietti da non piu' di una o due teste l'uno e costa uguale se non addirittura di piu'!!
Un lavoro difficile quello del saponificatore e che richiede grande esperienza. La produzione artigianale di sapone non e' un lavoretto divertente e rilassante, ma un'attivita' stancante e che esige massima attenzione e precisione.
Il risultato degli sforzi di questa piccola azienda pero' e' un sapone senza rivali. Sicuramente uno dei migliori che abbia mai provato in vita mia. La fragranza delicatissima di pulito che lascia sulla pelle e' assolutamente indescrivibile, per non parlare della cremosissima schiuma che sembra quasi panna montata! Un sapone talmente delicato che lo si puo' usare anche sulla pelle dei bambini!
Di mini aziende specializzate nella produzione di saponi e cosmetici artigianali ve ne sono davvero tante qui in Giappone, ma la differenza sta nel fatto che in genere queste attivita' hanno canali di vendita molto limitati e quindi i loro prodotti si trovano solo in pochi negozi di nicchia. Inoltre, molte di queste piccole ditte spariscono nel giro di brevissimo tempo.
Ecco perche' penso che il caso della saponetta Kamadashi-Ichiban sia degno di nota. Un'azienda a conduzione famigliare che riesce a continuare un'attivita' ininterrottamente dal Periodo Taishoo ai giorni nostri (Periodo Heisei), senza servirsi della pubblicita', senza venir assorbita da qualche multinazionale e riuscendo, nonostante tutto, ad arrivare a molti punti della grande distribuzione (oltre che i negozietti di nicchia)!
Insomma, ci tenevo a condividere con voi queste mie riflessioni perche' al giorno d'oggi e' veramente difficile scindere i prodotti meritevoli di lode da quelli d'infima qualita'. L'abbondanza porta anche e soprattutto a questo, e spesso per ragioni economiche e/o di comodita' viriamo in direzione di cio' che riflette magari solo la smania di guadagnare e non la vera e sana passione che un tempo portava alla creazione di prodotti che incarnavano l'esperienza e l'orgoglio di chi li produceva. E' incoraggiante, dunque, sapere che ancora al giorno d'oggi esista qualcuno che non ha abbandonato questi ideali.
Sono riuscita ad incuriosirvi? Chissa', magari la Kamadashi-Ichiban apparira' prossimamente nella nuova vetrina del bazar!

(Questo bel bimbino e' Bocchan, la mascotte della saponetta Kamadashi-Ichiban)
Ringrazio coloro che hanno lasciato un commento al mio articolo di ieri! Rispondero' ai vostri commenti in serata.