mercoledì, maggio 13, 2009

Gelsomino, i kanji di Henshall e varie

(A sinistra: Il mio barattolo di Butterfly Brand Jasmine Tea, nonche' il mio te' al gelsomino preferito. Non e' solo il te' ad essere favoloso, ma anche il suo contenitore!)

Sono una persona tremendamente abitudinaria. Le mie giornate sono scandite da tanti piccoli gesti che pur ripetendosi quotidianamente non perdono mai di valore.

Pur tuttavia, non so mai se considerare questa mia caratteristica come un pregio o come una fastidiosa zavorra di cui doversi prima o poi liberare. Proprio non lo so.

Da una parte vorrei poter vivere ogni giorno senza la routine del quotidiano, ma dall'altra custodisco gelosamente il senso di calma e pace interiore che derivano dal mio essere abitudinaria.
Calma e pace interiore, due virtu' molto probabilmente impensabili in uno stile di vita piu' in balia del caso e dell'umore.

I miei piccoli rituali quotidiani sono in realta' molto semplici; niente di trascendentalmente straordinario, dunque.

C'e' il mio caffe' mattutino, per esempio. Ecco, il caffe' e' il primo rituale che inaugura ogni mia nuova giornata. Un caffe' fragrante e caldo e che con delicata risolutezza mi scuote da quel torpore di cui sono ancora vittima a quell'ora.

Ma c'e' anche la lettura dei miei libri e quotidiani preferiti; l'affacciarmi dalla finestra per ammirare i colori delle montagne del Tanzawa e per respirare a pieni polmoni il profumo dell'aria giapponese la cui fragranza varia con il transitare delle stagioni.

E da qualche mese si e' aggiunto anche il confortevole piacere di una pausa pomeridiana con il mio te' preferito al gelsomino, un te' proveniente dalla citta' cinese di Fuzhou (chiamata 福州市 Fukushuu-shi in giapponese). Eccolo qui:
Acquistato in una fredda sera di dicembre in un minuscolo emporio di alimentari di 元町中華街 Motomachi-Chuukagai (la Chinatown a Yokohama), questo profumatissimo te' cinese dal poetico barattolo turchese scuro si e' rapidamente guadagnato un posto d'onore fra le mie bevande predilette.

Una cucchiaiata delle foglie di questo aromatico te' in un mio piattino giapponese dalle decorazioni ispirate a quelle cinesi:
Se si potessero immortalare in una fotografia anche i profumi, vi mostrerei senza esitazioni le immagini dell'effluvio delle piante di gelsomino che abbelliscono molti giardini del mio quartiere.

La fragranza del gelsomino e' un profumo che immagino essere quello che avvolge i vari paradisi di mitologica e religiosa memoria. Chissa' se e' veramente cosi'?

Ecco la mia tazza pomeridiana di questo te' molto speciale e che in giapponese e' conosciuto con un nome molto inglesizzato, ossia ジャスミン茶 jasumin-cha, te' al gelsomino:
Parlando di kanji e dell'apparentemente infinita scalata verso l'alta e sacra vetta dei caratteri giapponesi, vorrei parlarvi brevemente di un altro libro che, se studiate il giapponese, molto probabilmente troverete utile.

Tempo fa, se ricordate, scrissi un articoletto dedicato al metodo Heisig. Ebbene, quell'articoletto e' diventato uno dei piu' consultati di tutto il mio blog! Questo significa che siete veramente in tanti ad essere alla ricerca di metodi efficaci di studio che facilitino la digestione della pesante - sebbene deliziosamente affascinante - zuppa dei kanji.

Attraverso il mio studio non solo dei kanji ma della lingua giapponese in generale spero sempre di potervi aiutare a scoprire materiale utile, ed e' quindi un grande piacere sapere che le mie segnalazioni libresche vi rendano lo studio un briciolo piu' leggero e gradevole.

Durante la mia recente visita alla mega libreria 1st Books di Shinjuku ho acquistato un libro che in realta' desideravo comprare gia' da qualche tempo. Ecco qui la mia copia:
Il titolo per esteso e' A Guide to Remembering Japanese Characters e l'autore e' Kenneth G. Henshall.

A quanto pare questo libro e' utilizzato con grande riverenza da anni ormai e da innumerevoli studenti di giapponese, soprattutto di lingua inglese.

Pur non descrivendovi il libro nel dettaglio come ho fatto per l'opera di Heisig, mi soffermero' su alcune caratteristiche principali, dopodiche' elenchero' i pro e i contro in modo che possiate fare una scelta ragionata nel caso decideste di acquistarlo.

Henshall presenta tutti i Jooyoo kanji e quindi anche tutti i caratteri indispensabili per superare tutti i livelli del JLPT.
L'ordine in cui vengono presentati i kanji e' lo stesso seguito nelle scuole dell'obbligo, anche se rispetto all'ordine attuale usato nelle scuole ci sono alcune differenze poiche' l'opera di Henshall risale ad una decina di anni fa e nel frattempo sono stati apportati alcuni cambiamenti sulla suddivisione dei kanji previsti dal programma scolastico di ogni anno. Questo naturalmente non presenta alcun problema, a meno che non stiate seguendo una qualche rigidissima lista che v'impone solo un determinato ordine senza ammettere stravolgimenti di alcun genere.

Per ogni kanji, Henshall fornisce:

-la lettura ON
- la lettura KUN
- la traduzione (le traduzioni) in inglese
- il numero di tratti
- tre vocaboli contenenti il carattere in questione
- una dettagliata spiegazione etimologica del kanji condita da riferimenti a radicali importanti che possono essere consultati separatamente in un qualunque momento. Henshall spesso sfata i miti legati all'interpretazione pittorica dei kanji, un metodo sicuramente affascinante ma poco pratico poiche' applicabile ad un esiguo numero di caratteri.
- una frase che funge da mnemonico e che vi aiuti a ricordare il kanji appena affrontato.

Lati positivi:

ogni kanji e' stato scritto con un pennello e questo aiuta lo studente ad abituarsi fin da subito non solo ai kanji stampati, ma anche quelli scritti a mano e che spesso appaiono diversi. All'inizio e' difficile abituarsi a questi kanji scritti a mano, ma col tempo ci si rende conto del grande vantaggio che si trae da cio'.

La nutrita quantita' d'informazioni etimologiche su ogni kanji rendono questo libro un prezioso alleato non solo per chi studia questa lingua, ma per qualunque appassionato di linguistica in generale.

Ottima l'idea d'includere tre vocaboli contenenti il kanji in questione. Noterete che i vocaboli non sono stati selezionati a caso, ma sono stati accuratamente vagliati e scelti tra quelli piu' frequentemente utilizzati.

Lati negativi:

Purtroppo ai kanji manca la sequenza illustrata dei tratti per cui diventa spesso necessario consultare un dizionario per dissipare ogni dubbio.

I vocaboli, oltre ad essere naturalmente scritti in kanji, sono trascritti in romaji anziche' in hiragana, e questo purtroppo e' un brutto difetto che hanno molti libri di testo. Il romaji andrebbe considerato alla stregua delle rotelle per la bicicletta: dopo un po' bisogna abbandonarle definitivamente e passare alle due ruote! Ci sono addirittura scuole di pensiero che scoraggiano del tutto l'uso del romaji anche per chi e' agli inizi, sostenendo che esso non faccia altro che rallentare l'apprendimento della lingua scritta, impigrendo inutilmente lo studente. E devo dire che sono della stessa idea anch'io: prima ci si leva il romaji e meglio e'! Anzi, sarebbe meglio non usarlo affatto, ma se proprio si deve e' consigliabile toglierselo di mezzo quanto prima.

La parte etimologica, per quanto estremamente interessante ed affascinante, delle volte puo' causare confusione soprattutto a chi non s'intende molto di linguistica. Ma questo non e' un vero difetto, mentre i primi due credo lo siano eccome.

Differenza tra Heisig e Henshall

I due metodi sono molto diversi fra loro: Heisig presenta i kanji secondo un ordine suo arbitrario mentre Henshall segue l'ordine scolastico.

Heisig non fa uso dell'etimologia, ma attraverso l'uso di radicali e primitivi aiuta lo studente ad imparare a creare storielle particolari e che hanno lo scopo d'imprimere nella memoria i kanji affrontati.
Henshall, invece, intinge a piene mani dal pozzo dell'etimologia cercando di spiegare il perche' e il percome di ogni carattere, anche a costo di rendere la spiegazione arida e difficile.

Heisig NON fornisce la pronuncia del kanji (e da qui scaturiscono le piu' aspre critiche rivoltegli) ed elenca UN solo significato, ignorando completamente le numerose accezioni dei kanji.
Henshall invece fornisce tutte le informazioni dettagliate su ogni kanji, ma tralascia la sequenza dei tratti, cosa che invece appare nel libro di Heisig.

Per finire, credo che il metodo di Heisig miri piu' ad uno studio intenso e rapido, mentre l'opera di Henshall sembra prefiggersi un obiettivo molto diverso: un apprendimento intenso ma diluito nel corso di molti mesi o addirittura anni di studio.

Entrambi i metodi sono pero' preziosissimi per chi studia questa lingua, e li consiglio tutti e due anche se inevitabilmente vi troverete piu' in sintonia con uno che non con l'altro.

Termino questo lunghissimo articoletto di oggi con la foto di un articolo che ho acquistato pochi giorni fa e che intendo provare ad utilizzare molto presto. Di che si tratta?

Ecco qua:
Siete riusciti ad indovinare?
E' uno stampo tradizionale per fare il tofu in casa! Lo stampo e' fatto in legno di hinoki (cipresso giapponese) dall'aromatica fragranza che dona ai cibi un tocco particolare che manca sicuramente alla plastica o al metallo.

Assieme allo stampo c'e' naturalmente il manuale d'istruzioni, un panno a maglia larga per strizzare e modellare la cagliata di latte di soia, ed infine ben ventiquattro bustine di nigari naturale. Il nigari e' l'agente coagulante utilizzato tradizionalmente qui in Giappone per la produzione del tofu. In alternativa si puo' usare il succo di limone, anche se il risultato non e' proprio il medesimo.

Non so cosa mi sia preso quando ho visto questo stampo, ma non ho resistito e l'ho dovuto comprare a tutti i costi! In realta' l'idea di fare il tofu in casa non mi ha mai attirata piu' di tanto, forse soprattutto per via dell'enorme quantita' di tofu freschi artigianali disponibili nel raggio di pochi metri da casa mia, ma sono stata spinta dalla curiosita' e dalla voglia di produrre qualcosa che mi piace particolarmente - come il tofu - con le mie manine.

Indubbiamente apparira', molto presto, un articoletto dedicato al mio 自家製の豆腐 jikasei no toofu, ossia al mio tofu casalingo.

E con questo mio articoletto di gelsomini, di kanji di Henshall e di Heisig, e di progetti di tofu casalingo, vi saluto e vi auguro un buon proseguimento di settimana!

11 commenti:

Anonimo ha detto...

E' da un po' che non commento ma ti leggo sempre!!!
Oggi mi hai fatto un bel regalo parlando del libro di Henshall *_*
Grazie!!!
Prometto che presto ti scriverò come si deve una email.
Un bacio
RuRu-chan

Anonimo ha detto...

Ciao cara!
e' buono quel te' cinese, vero?
Io lo bevo da quando ero bambina: a mia mamma piace molto e quindi in casa non e' mai mancato.
Noi lo troviamo ottimo come te' dopo-pasto quando mangiamo piatti un po' grassi come per esempio il fritto: pulisce la bocca lavando via quella sensazione fastidiosa di pesantezza che rimane in bocca.

A presto!

Tomatina :)

Deborah ha detto...

Benissimo un altro libro perfetto per prepararmi al 3 kyuu di dicenbre!devo trovarlo assolutamente!bravissima Marianna!!!!come farei senza di te!!!
sono curiosissima di vedere come verrà il tuo tofu casalingo!!!!
a presto

Deborah

Tsukidesign ha detto...

Ho letto un libro di Henshall sulla storia del Giappone. Sebbene non sapessi quali altri testi fossero utili e ben scritti, il libro di Henshall mi è piaciuto molto.

Lo stampo per il tofu è bellissimo; a me piacciono molto le cose semplici, quasi naturali, perchè ne risaltano il valore. Allo stesso modo, ma in legno diverso, ho delle coppe da miso (che ahimè è comunque lucidato per una questione di impermeabilità).

Buon Jasmine tea!

sakura girl ha detto...

per quanto riguarda i tuoi rituali ti posso capire benissimo...sono anch'io così..quando studiavo non potevo mai saltare il mio appuntamento delle 11 con il caffè e quello delle 17 con il tea! ^_^
ho poi il mio negozio speciale dove rifornirmi:ogni volta che entro vengo assalita da mille profumi diversi, dal tea al pop corn alla rapsodia di bosco ...ti invio il link al sito con l'annesso catalogo, anche per tutte quelle persone che visitano il tuo blog appassionate di tea..

http://www.essenzadelthe.it/

bacioni

gaia

ciupy86 ha detto...

Il jasmine tea è buonissimo: è il mio preferito. Ho provato a cercare qualche informazione su questa ditta, per vedere se in qualche modo riesco a reperirlo anch'io ma purtroppo non ho trovato niente. :(

Cmq si concordo con gli altri sullo stampino x tofu è davvero bellissimo!

Fragolina ha detto...

Già leggendo l'articolo su metodo heisig mi ero decisa a comprare i libri che continuavo a vedere nelle librerie di Milano (mi attiravano, ma non sapevo quanto potessero essere validi! Utilissimo il tuo articolo!).. ora vedrò di informarmi un po' sulla reperibilità dei libri di Henshall!
Grazie delle preziose informazioni!

aerie ha detto...

In effetti trovavo alcune lacune nell'Heisig, suppongo che usare entrambi i libri sia utile per una studio a tutto tondo dei kanji.

biancorosso ha detto...

Ciao Tomatina,
grazie della visita e del commento! :)
Sono d'accordo con te: il te' al gelsomino e' ottimo per ripulire la bocca, soprattutto dopo aver consumato cibi fritti o comunque pesanti. E' un te' cosi' piacevolmente leggero e profumato! Uno dei miei preferiti. :)
Grazie della visita e a presto!

Tizy ha detto...

Meravigliose davvero incantano al sol guardarle

TheRisingPhoenix ha detto...

noooo *o* sono assolutamente curiosa di vedere come ti viene il tofu fatto in casa!! e voglio tutti i passaggi documentati!!! ^__^

baciottoli

Valeria