mercoledì, ottobre 31, 2007

Del karee-raisu ed altre chiacchiere

Questo magnifico e squisito piatto che vedete raffigurato in alto e' il sooseeji-karee, ovvero curry rice con wurstel.
Tra i tanti posti dove poter andare a gustare del buon curry nipponico qui in Giappone, vi e' Coco's Curry House, una catena composta da numerosissimi locali la cui specialita' e' appunto il curry, servito in tutti i modi...e in tutte le salse (eheh).

Da Coco's si mangia bene, le porzioni sono abbondanti e il conto e' sempre piu' che ragionevole, tant'e' che consideriamo questo locale uno dei posti migliori dove andare a mangiare se si ha un appetito pantagruelico, ma ahime' delle tasche poco panciute.
Se abitate, dunque, in Giappone o siete in procinto di venir a far visita al Paese del Sol Levante, vi consiglio caldamente di cercarvi il ristorante Coco's piu' vicino al vostro albergo / ostello / casa di amici / universita' / ecc. perche' sicuramente diventera' una delle vostre mete preferite!

Il menu' di Coco's offre il karee-raisu abbinato a della carne (pollo, manzo o maiale), verdure (spinaci, cavolo, ecc.) e pesce.
Se preferite, potete scegliere di ordinare semplicemente il riso al vapore con il curry, senza cose in piu'.
Al cliente viene data anche la possibilita' di scegliere la porzione di riso che preferisce, e addirittura l'intensita' del curry stesso: dal piu' delicato a quello piu' piccante in assoluto!
Oltre al curry, ossia la specialita' indiscussa di Coco's, sul menu' appaiono anche deliziose insalate, qualche contorno e persino dei rinfrescanti dessert, tra cui un eccellente annindofu!

Ovviamente, come capita in quasi tutti i ristoranti giapponesi, soprattutto quelli piu' moderni ed improntati su di un tema occidentaleggiante, anche da Coco's esiste l'okosama ranchi お子様ランチ, ovvero il menu' per bambini.
I menu' degli okosama ranchi sono sempre carinissimi, e ogni volta che li sfoglio mi viene voglia di ordinare da li' anziche' dai sobri e seri menu' per grandi.
Anch'io vorrei una bella bandierina giapponese sul mio omuraisu, oppure un bella scatola per il bento tutta decorata con stelline e cuoricini! Oppure un bel bentino da portare via, meravigliosamente decorato!
A tal proposito, due settimane fa mio marito ed io siamo stati a pranzo da Royal Host, un ristorante giapponese moderno dove viene servita cucina locale e specialita' occidentali (hamburger, pastasciutte, bistecche, panini ecc.), e mentre aspettavamo che arrivasse il nostro pranzo, mi sono messa immancabilmente a sfogliare il loro coloratissimo menu' dell' okosama ranchi.
Lanciando sguardi furtivi qua e la', ho tirato fuori la mia Canon digitale dalla borsa e ho fotografato, di nascosto, due pagine del menu' per bimbi...per voi che leggete Biancorosso, ovviamente! Sono sicura che apprezzerete!

Un bentino da portare via:
Ed un piatto misto da mangiare al ristorante (l'ovetto a forma di stella mi piace da morire!):
Pero' c'e' da dire che ristoranti come Royal Host si difendono bene, e servono delle vere squisitezze a prezzi piu' che contenuti.
Chiaramente non ho ordinato dal menu' dell' okosama ranchi (anche perche' se provassi a farlo, incontrerei sicuramente gli sguardi interrogativi delle cameriere che, con aria confusa e smarrita, tenterebbero di spiegarmi che il menu' e' solo per i bambini sotto i 12 anni, mentre io..beh..ne ho qualcuno di piu'!), ma ho scelto...indovinate un po'? L'OMURAISU オムライス!
Il menu' per grandi e' comunque fornitissimo e ricco di foto che ritraggono cibi perfetti e che stimolano la fame, e anche se non sara' divertente e sbarazzino come l'okosama ranchi, e' comunque in grado di offrire appetitose squisitezze anche per i commensali dai gusti piu' difficili.
Ecco il mio omuraisu, servito con salsa demiglace e piselli. おいしかったですOishikatta desu!
Essendo gia' passata la mezzanotte, Halloween qui in Giappone e' ufficialmente finito.
Ma, proprio come e' successo un anno fa (v. l'articoletto del 31 ottobre 2006), anche stavolta non sono venuti bambini a chieder caramelle.
Qui Halloween e' una festa ancora tanto straniera, e indubbiamente poco sentita. E' sentita piu' che tutto a livello commerciale, e infatti gia' un mese fa ho iniziato a vedere i primi addobbi di zucche e fantasmini in giro per negozi, supermercati e centri commerciali; penso pero' che la gente veda Halloween come semplicemente un'altra di quelle cose curiose che arrivano dall'Occidente.

Volendo fare un paragone, negli Stati Uniti (vabbe', e' il Paese d'origine di questa festa) Halloween e' sentitissimo, ed e' una ricorrenza rispettata e celebrata con tutti i crismi, proprio come il Ringraziamento o il Natale.
Ma anche negli States Halloween e' diventato un altro pretesto per aumentare le vendite nei negozi, un po' come Natale o San Valentino.

Qui per Halloween, e' stata messa addirittura in commercio un'edizione limitata dei Kit-Kat!
Ma non solo i Kit-Kat hanno subito una trasformazione hallowinesca: tanti altri snack ed alimentari vari sono stati reinventati e rilanciati sul mercato in versione zuccosa.

Pero' che dirvi? Non sono americana, ma negli States ci ho vissuto per anni e conosco bene l'atmosfera non solo del 31 ottobre, ma anche dei giorni, direi settimane, precedenti ad Halloween.
Non posso dirvi che mi manchi il vero Halloween perche' se vi dicessi una cosa del genere, mentirei. Pero', nonostante cio', ho due preziosissimi ricordi di Halloween made in Italy :

- a casa mia, a Torino, mia mamma si divertiva ad addobbare un po' la casa con decorazioni di zucche e fantasmini. Le decorazioni erano semplici e senza tante pretese, ma proprio per questo erano ancora piu' belle!
Oltre gli addobbi, ci piaceva preparare delle figurine di cartone colorato che poi io e le mie sorelle andavamo ad appiccicare con lo scotch, di nascosto, alla porta di una famiglia di nostri vicini di casa con cui eravamo (e siamo) in ottimi rapporti d'amicizia.
Le mie sorelline ritornavano poi a fare la classica domanda del dolcetto o scherzetto, e in cambio i figli di questa famiglia venivano a bussare a casa nostra e ci ponevano lo stesso quesito.
Avveniva cosi' un simpatico scambio di caramelle e dolcini!

- molti anni fa - parlo di piu' di dieci anni fa - in un'edicola vicino casa mia ho trovato in vendita delle piccole zucche di Halloween, a manovella. Bastava dare un paio di giri alla manovellina laterale per mettere in azione le simpaticissime zucchine arancioni che, senza perdere nemmeno un secondo, si mettevano a scorrazzare ovunque.
Ricordo che ne avevo comprata una per la mia sorellina piu' grande (l'altra sorella allora era ancora troppo piccola per giocare con giochini composti da pezzi troppo facilmente smontabili ed ingoiabili).
E ricordo lo sguardo felice ed elettrizzato della mia sorellina nel vedere quella vivacissima zucchina che correva ora di qua e ora di la'.

Ehhhh...(sospiro malinconico che emetto ogniqualvolta penso alla mia famiglia in Italia), domani sara' gia' il primo novembre, la festa di Ognissanti.
Qui fa un freddo da orsi (quasi), e nonostante le giornate spesso siano illuminate da un bel sole dorato ed allegro, l'aria che si respira e' oramai quasi gelida.

E prima di chiudere quest'articoletto gia' novembrino, vi racconto un fatto capitato poco tempo fa:

Verso le 18 circa, sono passata all'ufficio postale assieme a mio marito, a spedire alcuni pacchi per il negozio.
Siccome le impiegate li' gia' ci conoscono, spesso non ho bisogno di spiegare cosa devo fare perche' loro gia' lo sanno.
Pero', tra i pacchi da spedire ce n'era uno che e' partito non con l'EMS, ma con la posta aerea. Ora, per sicurezza preferisco mandare tutto con l'EMS, ma in questo caso la ragazza che mi ha fatto l'ordine mi aveva espressamente chiesto di utilizzare la posta aerea, e cosi' ho fatto.
Tra l'altro il numero di moduli da compilare e' minore, e le procedure d'invio paiono essere molto piu' rapide che non con l'EMS.
Comunque sia, non ero pratica di questo metodo e infatti ho consegnato prima i pacchi con l'EMS (la cui procedura conosco a memoria), e per ultimo il pacco con la posta aerea.
Dico all'impiegata: この荷物を航空湯便でイタリアに送りたいです、おねがいします。 Vorrei spedire questo pacco in Italia con la posta aerea, perfavore.

L'impiegata annuisce, prende il pacco, lo pesa e sul monitor appare una tariffa spaventosamente alta, considerando che il pacco non era tanto grande e nemmeno tanto pesante, e poi avrebbe viaggiato con la posta aerea che e' nota per i suoi costi piu' contenuti.
Mio marito, confuso quanto me, mi dice di chiedere all'impiegata di spedire il pacco con l'EMS piuttosto, visto che quest'ultimo metodo pareva essere molto piu' economico del primo (anche se ero sicura non fosse cosi'!).
Io, non volendo creare intoppi e non volendo nemmeno far aspettare le persone in coda dietro di me, ho lasciato perdere, ho pagato il tutto, preso le mie ricevute e scontrini e siamo andati via.
Anch'io ero perplessa, ma credevo in fondo che il calcolo dell'impiegata fosse giusto...d'altronde il pacco non era grande, ma non era nemmeno tanto piccolo.

Durante il tragitto dalla posta al supermercato, e poi dal supermercato a casa, mio marito ed io abbiamo discusso sulla faccenda di questo pacco stranamente costoso.
Io ero mortificata, e come mio solito, mi sono subito addossata la colpa e ho pensato fosse stato il frutto della mia disattenzione. Molto probabilmente avevo letto male le tabelle con le tariffe, e avevo fatto malamente i calcoli. Possibilissimo. In fondo, la matematica ed io ci guardiamo in cagnesco da secoli.

Tutto cio', pero', non spiegava come potesse essere logicamente possibile che un metodo di spedizione non assicurato e non rintracciabile costasse parecchio di piu' di un metodo veloce ed affidabilissimo come l'EMS.

Dopo essere tornati a casa, ci siamo immediatamente messi a consultare le tabelle con le tariffe postali e queste confermavano quanto gia' sapevo, e cioe' confermavano ulteriormente il costo che avevo calcolato.
Con un'aria un po' mesta ho dato un'alzata di spalle, e mi sono messa a preparare la cena. In fondo oramai era tardi per tornare alla posta, e molto probabilmente anche ce l'avessimo fatta a fare dietro-front, una volta li' mi sarei agitata, avrei cominciato ad impappinarmi e non sarei riuscita a formare nemmeno una frasina elementare di senso compiuto.

Dopo alcuni minuti suona il telefono. Rispondo, pensando fosse una mia amica con la quale mi sarei dovuta vedere il giorno dopo per le lezioni d'italiano, e invece dall'altro capo del telefono sento una voce femminile che si annuncia come impiegata delle poste.

Entro in panico.

L'impiegata, gentilissima ma un po' tesa, inizia a parlarmi alla velocita' della luce, ed io tento disperatamente di star dietro al suo rapidissimo giapponese evitando persino di respirare per non creare troppo rumore.
Ma nonostante il panico iniziale, sono riuscita a capire quasi tutto quello che mi diceva, e pian pianino sono riuscita a risponderle e a spiegarmi.

L'impiegata si e' resa conto dell'errore commesso (cioe' mi ha fatto pagare piu' del dovuto), e telefonava per scusarsi e per trovare la maniera di rimediare.

Pensate, erano gia' le 19:30 passate (l'ufficio a quell'ora e' gia' chiuso), e nonostante questo l'impiegata si e' offerta di mandarmi qualcuno a casa a restituirmi i soldi in piu'.
Detto fatto! Dopo nemmeno mezz'ora, e' arrivato un signore con il modulo che l'impiegata si e' scordata di farmi compilare, ed una bustina di nylon con dentro riposti, in modo molto ordinato, i soldini che mi spettavano.

E dopo le infinite scuse da parte dell'impiegata, sono arrivate le altrettante scuse da parte del signore che e' venuto a portare i soldi, come se anche lui si sentisse responsabile della disattenzione (comprensibilissima e perdonabilissima, peraltro) dell'impiegata.

Questo potra' sembrare un fatto insignificante, eppure e' uno di quegli episodi di vita quotidiana qui in Giappone che, secondo me, vale la pena raccontare perche' la dicono lunga su come funzionano le cose in questo Paese.
Sull'integrita' e l'onesta' dei giapponesi non ho mai avuto dubbi a dire la verita', e comunque sia non e' un qualcosa su cui avevo bisogno di essere convinta.
Mi basta osservare i giapponesi, giorno dopo giorno, per capire quanto profondo sia l'abisso fra loro e noi.

Sono cose che stupiscono noi italiani, credo. Io, personalmente, sono rimasta basita davanti a questo fatto e al modo in cui la situazione e' stata gestita, cioe' in maniera tale che la questione venisse risolta nel modo piu' rapido e rispettoso possibile.

Qui, chi sbaglia paga veramente e non puo' permettersi di fare diversamente, ossia addossando le proprie colpe sugli altri e trovando scuse a destra e a manca.

Beh, sono riuscita a spaziare parecchio in questo articoletto! Sono partita dal karee-raisu e sono arrivata a parlarvi dell'onesta' ed integrita' di questo bel popolo che spero possiate conoscere molto presto, alla facciazza di chi, appollaiato sul proprio cadreghino, sputacchia sentenze sul Giappone, criticando ogni cosa e facendo apparire ogni singolo aspetto di questo Paese tanto terribile quanto l'inferno. E mi riferisco alla montagna soffocante di cattiverie che la signora Angela Terzani Staude ha dedicato al Sol Levante, nel suo libro Giorni Giapponesi.
Ma al libro della Terzani-Staude dedichero' (e lo faro', soprattutto se da parte vostra c'e' interesse) un articoletto a parte.

おやすみなさい!Oyasumi nasai!
Buonanotte!

10 commenti:

Anonimo ha detto...

L'ho letto il libro della Terzani!!!!
E' stato una doccia fredda!
Non sapevo più che pensare del mio adorato Giappone...
Io sono interessatissima a leggere il tuo parere sull'argomento!
Baci
Luisa

Anna lafatina ha detto...

C'è da chiederlo? Certo che siamo interessate! Secondo te perchè veniamo "adoranti" a leggere qualsiasi cosa che anche lontanamente riguardi il Giappone?
Riguardo l'onesta, ma anche la rapidità dei Giapponesi non mi stupisco più ormai!
Una volta anche a me avevano sbagliato un conto alle poste nostrane, in quel caso però mi chiesero di andare io a prendermi i soldi sennò dovevo mandare qualcuno autorizzato da me... loro mica si muovono no?
Per non parlare della fama che, in tutto il mondo, ci stiamo facendo per gli uffici della dogana!

Kokoro** ha detto...

Scrivi sempre cose molto interessanti!
Anch'io ho letto diverso tempo fa Giorni Giapponesi, ma lo ricordo poco... il che è tutto dire!

Anonimo ha detto...

che bel post lungo che hai scritto! Mi piace tanto leggerti,lo sai! Baci dalla germania,Valeria

black sumire ha detto...

Mai avuto dubbi sul popolo giapponese! Anche qui in Italia si comportano in modo stupendo. Tempo fa mi fermai con l'auto a fare attraversare una giapponesina e lei arrivata davanti alla mia auto mi fece l'inchino!!!

stellacometa ha detto...

Ciao! Leggo il tuo blog da tanto ormai, mi è stato segnalato da tutte le pazze per il bento! Trovo interessantissimo tutto quello che scrivi riguardo al Giappone e ai giapponesi perchè ho da poco iniziato ad amare questo paese e ne voglio sapere sempre di più! Il libro non l'ho letto, ma sono comunque interessata a sapere quello che ne pensi tu!

Antaress ha detto...

Prima i treni, poi le Poste...sentirti parlare del Giappone su queste cose mi fa sentire come se vivessi nel terzo mondo, invece che a Milano...

bunny chan ha detto...

Io il libro della Terzani-Staude ho avuto voglia di comprarlo più vote, ma non mi va proprio, in fondo, di regalarle i miei soldi per leggere delle baggianate!!

Leggerei con curiosità un tuo articolo a riguardo!!

Grazie, come sempre, dei tuoi post interessantissimi: un vero spaccato della vita giapponese, che adoro!!

Alla prossima,
bunny chan.

P.S. Il ristorante di omuraisu? Aspetto fiduciosa le tue indicazioni :-)

Anonimo ha detto...

Ciao Marianna,
che bello questo articolo!
Mi è piaciuto tutto, sia le recensioni sui cibi che l'episodio delle poste, che mi ha lasciato a bocca aperta! Noi qui ce le sogniamo cose del genere!!!
Non ho letto Giorni Giapponesi, io sono una grande ammiratrice di Tiziano Terzani e ho letto tutti i suoi libri tranne gli ultimi due, ma mi meraviglia pensare che Angela Terzani Staude abbia potuto criticare un paese come il Giappone, soprattutto dopo aver vissuto in Cina sotto il monunismo più sfrenato, ed averci fatto crescere i propri figli (che mi pare non siano mica venuti su male!).
Sono curiosa di leggere la tua personale recensione, e ora che mi hai incuriosito vogli leggere anche il libro Giorni Giapponesi!
A presto!
P.s. non vedo l'ora che arrivi il paccooooo! :)

Buon week end!
Erika
(alias ChiccoDiRiso)

biancorosso ha detto...

Amiche,

grazie, grazie a tutte voi di cuore per le vostre visite e per i vostri graditissimi commenti!

Per me e' sempre un grande piacere, nonche' onore, potervi raccontare il Giappone a parole mie, e sapere che ci sono persone che apprezzano i miei racconti mi riempie di felicita'!

Luisa: grazie della visita! :)
Cerchero' di scrivere la mia recensioncina sul libro della Terzani, appena possibile! :)

Annina: grazie della visita!!
Scrivero' la recensione appena posso!

Pensa che avevo chiesto all'impiegata delle poste se voleva che andassi io a ritirare i soldi che mi dovevano restituire, e invece ha insistito perche' venisse il loro incaricato qui da noi! Incredibile!

Kokoro: grazie dei complimenti!! :)
Giorni Giapponesi e' stata una lettura deludente, e capico benissimo come possa essere facile dimenticare quel libro il prima possibile!

Ciao Valeria,
Grazie della visita! :)
Sono contenta che ti piaccia leggere il mio blogghino!
Mi raccomando, torna di nuovo a trovarmi!!
A proposito: come va col furikake! :))

Black Sumire: grazie per essere passata a trovarmi!
Sulla buona educazione dei giapponesi oramai credo non ci siano proprio dubbi.
Sono persone sempre molto garbate e rispettose degli altri.

Stella Cometa, grazie per essere passata a trovarmi! :)
Grazie per i complimenti che mi fai!
Cerco di fare il possibile per poter portare nelle case di chi legge questo blog, un pezzetto di questo bel Giappone!
Sono contenta che il mio blog ti sia d'aiuto nella scoperta del Sol Levante! :)

Antaress,
Grazie per essere passata a trovarmi! :)
Io stessa rimango sbalordita davanti ai tanti piccoli eventi quotidiani che accadono qui in Giappone e che aumentano sempre di piu' l'abisso fra l'Italia e questo Paese.
Non mi piace fare di questi paragoni e di far andare tutto a favore del Giappone perche' anche qui non e' tutto perfetto, pero' a volte i paragoni sono inevitabili, ed immancabilmente mi trovo a pensare a come sarebbero andate le cose se l'episodio delle poste fosse capitato in Italia.

Bunny-chan,
grazie della visita!
Mannaggia, continuo a dimenticarmi di risponderti! Scusami davvero!
Sumimasen deshita!
Allora, il nome del ristorante continua a non venirmi in mente e vabbeh..ci rinuncio. Vorra' dire che me lo scrivero' su di un pezzo di carta la prossima volta che ci torno.
Pero' ti dico che si trova all'ultimo piano dell'edificio della Marui, alla stazione di Ebina-shi. :)

Erika,
Grazie della visita!
Ti ringrazio tanto per i bei complimenti che mi fai!
Anch'io come te sono una grande ammiratrice delle opere di Tiziano Terzani, e infatti e' proprio per quello che pensavo di trovare altrettanta sensibilita', apertura mentale e spirito d'osservazione anche nei libri della moglie, ma mi sono dovuta ricredere.
Tempo fa, ho letto Giorni Cinesi, sempre della moglie, e anche quella e' stata una lettura noiosa. Non e' stata avvelenata e stizzosa come quella sul Giappone, ma e' stata senz'altro una lettura da non consigliare.

La Terzani Staude ha un modo di scrivere che infastidisce il lettore, almeno..su di me ha quell'effetto.
Scrive con arroganza e con quel tono da saputella che sembra quasi ti stia facendo un predicozio.

Ancor prima di leggere il libro, sapevo che non avrei trovato pareri positivi sul Giappone perche' ero al corrente della poca stima che buonanima di Terzani aveva del Sol Levante, ma speravo che il libro della moglie fosse il risultato di un'attenta osservazione di questo Paese, e non un concentrato di critiche aspre e superficiali.

Comunque, scrivero' questa recensione appena mi sara' possibile.

Ciao Erika, non vedo l'ora che ti arrivi il pacco!!!! :))))

Un abbraccio a te e a tutte le altre amiche! :)