Oggi e' la Vigilia di Natale, e qui nel Kanagawa un sole brillante fa da luminosa cornice a questa giornata di festa.
Anche a novemila e passa kilometri di distanza dall'Italia percepisco un soffio di quell'atmosfera natalizia che respiravo a Torino e che puntualmente ogni anno mi faceva riscoprire la gioia dell'albero di Natale, delle brillanti luci colorate che abbellivano la mia citta', del profumo delle speciali delizie che imbandivano la nostra tavola festosa.
Ieri e' arrivato il mio patrigno dall'Italia e si fermera' qui da noi fino ai primi di gennaio. In questo momento sono in fermento i preparativi della cena della Vigilia, una cena che sicuramente entrera' a far parte di quelle vivaci montagne di lieti ricordi da rievocare con gioia e gioiosa malinconia, negli anni a venire.
A tutti voi che leggete assiduamente questo blog vorrei inviare i miei piu' sinceri auguri di Buon Natale e di Buon Anno Nuovo affinche' queste Feste vi strappino un bel sorriso e vi trasmettano una buona dose di entusiasmo ed ottimismo, ingredienti necessari per cominciare a tutto sake' questo nuovo anno che oramai ci aspetta davvero dietro l'angolo.
Colgo l'occasione anche per ringraziare le lettrici che nei giorni scorsi mi hanno lasciato splendidi commenti e a cui rispondero' appena possibile.
Di nuovo, tanti cari auguri a tutti voi e alle vostre famiglie!
(Il mio primo origami. Tutte le foto di questo articoletto sono opera mia).
Due scosse di terremoto, una ieri notte ed un'altra stamattina verso le cinque e mezza, hanno riportato un po' di quell'ansia ed apprensione che puntualmente si provano ogniqualvolta la terra decide di tremare.
Sebbene la terra giapponese sia proverbialmente ballerina, a queste scosse forse si riesce a fare un po' l'abitudine col tempo, ma difficilmente si riesce ad ignorarle del tutto. Almeno, per me e' senz'altro cosi'.
Dopo ogni scossa segue un momento di smarrimento, d'incertezza e di paura; e' un momento in cui tutto ritorna come prima, ma in cui il senso d'inquietudine s'infittisce e nella mente vagano libere le preoccupazioni piu' nere.
Trascorso quel momento di confusione, ecco che lentamente si ritorna alla propria quotidianita', ritrovando quell'innato ottimismo che ci fa credere che le tragedie accadano sempre in posti lontani.
Forse nelle terre sismiche la gente impara col tempo a convivere con la minaccia di probabili scosse distruttive, ed e' forse per questo che a me sembra sempre di notare da queste parti una sorta di aplomb e d'imperturbabilita', soprattutto quando si verificano scosse.
Molti mesi fa, eravamo a cena da Tonino e tutto ad un tratto ci fu una scossa abbastanza forte, tanto da riuscire a muovere e a smuovere l'intera vetrata che ricopre parte del locale. Tavoli e sedie iniziarono a tremare, e le stoviglie intonarono un minaccioso tintinnio.
M'irrigidii all'istante. Nella mia mente si rincorsero, alla velocita' del fulmine, scene catastrofiche che non fecero altro che accentuare l'ansia che gia' provavo.
Passata la scossa, giunse il momento di smarrimento e confusione in cui regno' un silenzio incredulo e un senso generale di sbigottimento, dopodiche' tutto ritorno alla normalita': il personale riprese a lavorare; chi aveva smesso di mangiare riprese il proprio pasto; chi aveva smesso di parlare, ricomincio' a sorridere e a riprendere il filo del discorso.
L'ho gia' scritto in passato, lo so, ma le scosse di terremoto sono per me una specie di promemoria che mi riporta davanti alla fragilita' della vita umana; un'annotazione che mi aiuta a riapprezzare meglio il presente.
Da bambina mi piaceva immensamente andare in biblioteca. Era una biblioteca modesta, ospitata all'interno di un anonimo edificio giallino di periferia, ma che pero' mi ha regalato tanti teneri ricordi legati alla gioia della lettura. Andavo avidamente a curiosare nella sala per ragazzi dove abbondavano storie d'avventura, fumetti, ed innumerevoli manuali che insegnavano ai bambini la creativita'. Ricordo in particolar modo un libretto dedicato all'arte dell'origami 折り紙, un'arte che ai miei occhi di bimba sembrava tanto affascinante quanto irraggiungibile. Presi in prestito quel libro, lo portai a casa e lo sfogliai con riverenza. Provai a seguire le istruzioni dettagliate per creare un semplice origami, ma incappai in non poche difficolta' che presto mi fecero demordere.
Non ricordo, quindi, d'aver mai portato a termine un semplice origami...fino ad oggi.
Facendo pulizia ho scovato in una scatola una confezione di bellissima carta tradizionale da origami e che non ricordavo nemmeno piu' di avere. La trovai, tempo fa, in un set di carta da lettere, assieme anche ad alcuni adesivi. La confezione, ancora intonsa, custodiva al suo interno tanti delicati fogli di carta colorata e decorata con disegni deliziosamente giapponesi. Li ho presi in mano, uno per uno, per ammirarli e non riuscivo a non stupirmi davanti alla bellezza di quei colori. Improvvisamente mi e' venuta voglia di provare, seppur timidamente, a riavvicinarmi nuovamente a quest'antica arte. Volevo provare a creare qualcosa usando questi stupendi fogli, e cosi' con l'aiuto di questo video, sono riuscita a fare il mio primo origami, ovvero un 折鶴orizuru, cioe' una gru di origami. Ed ecco qui la mia gru: Ho scelto quella carta perche' i suoi colori mi ricordano molto il Natale; sono tonalita' festive e che trasmettono allegria e speranza.
La mia prima tsuru (gru) dimostra le mie traballanti abilita' da principiante, pero' dopo averla completata non ho potuto resistere e ho sorriso di felicita'!
Ieri ho ricevuto i miei primi regali di questo Natale, da parte di Kyoko la quale ha insistito affinche' li aprissi subito. Naturalmente da parte mia non mancava la curiosita' di sapere che cosa si nascondesse in quella borsa di carta con su stampata una renna con una sciarpa verde ed il cappello di Babbo Natale!
Entrambe ci siamo sedute vicino all'albero di Natale illuminato e abbiamo aperto i regali che ci eravamo appena scambiate.
Dalla borsa e' spuntata subito questa simpatica e adorabile scatolina di biscotti, decorata con i personaggi di サザエさん Sazae-san, un vecchissimo e celebre fumetto giapponese: E Kyoko, sapendo della mia passione / fissazione con la cucina giapponese casalinga, mi ha anche regalato una confezione di pregiati shiitake essiccati ed una scatola della famosa yakinori che usa sempre lei: E per finire, il cuore ha cominciato a battermi sempre piu' forte quando dalla borsa di carta e' spuntato questo libro: Un curatissimo volumetto dedicato interamente alle basi essenziali dell'o-sechi-ryoori. Kyoko ha voluto regalarmelo perche' sapeva del mio desiderio di prepare qualcuno di questi tradizionalissimi piatti di Capodanno, e io non potevo che essere al settimo cielo! Ieri sera ho sfogliato con curiosita' il libro e ho trovato davvero molte invitanti e semplici ricette che sicuramente sperimentero' nei prossimi giorni.
E per ultimo, un altro regalo molto speciale da parte di Kyoko: Un regalo legato al caro ricordo della buonanima di suo papa', amante e profondo conoscitore del teatro kabuki. Queste cartoline appartenevano dunque al papa' di Kyoko, e lei ieri ha voluto regalarle a me. Sono splendide cartoline che ritraggono celebri scene di alcune opere di quest'antica e rispettatissima forma teatrale.
Kyoko mi diceva che da bambina suo papa' la portava spesso a vedere spettacoli di kabuki, e ogni volta avevano la fortuna di riuscire ad occupare ottimi posti nelle prime file. Kyoko, pero', mi diceva anche che a differenza di suo papa' lei si e' sempre annoiata a vedere queste rappresentazioni teatrali che puntualmente la facevano cadere in un sonno profondo. Pero' si svegliava sempre in tempo per cogliere suo papa' che ogni volta si commuoveva davanti a queste antiche storie, e cosi' lei accennava sempre un sorriso d'amorevole tenerezza.
E io ringrazio Kyoko, con tutto il mio cuore, per questi regali pensati e scelti con cura ed affetto, e la ringrazio per quelle cartoline che conservano il ricordo di un papa' che avrei tanto voluto conoscere.
(Due dei deliziosi fukumi-tenpin ricevuti in regalo da Fusae-san. Tutte le foto di questo articoletto sono opera mia).
Come ogni anno, anche questa volta l'avvicinarsi del Natale porta con se' un po' di quella contentezza che emoziona ed agita al tempo stesso; ma la scia natalizia porta con se' sempre anche un po' di dolce malinconia fatta d'incancellabili ricordi di Natali passati, soprattutto di quelli dell'infanzia, inevitabilmente intrecciati all'emozione dei Natali di adesso.
Questo alternarsi di malinconia e di gaiezza ogni anno mi fa vivere il Natale con un'intensita' faticosamente descrivibile. Ma e' proprio questa complessita' di sentimenti natalizi a far si' che ogni Natale si trasformi in un gioiello della memoria.
Dopo essere riuscita a superare quella riluttanza che non m'incoraggiava a rispolverare le decorazioni natalizie, venerdi' notte mi sono messa di buona lena e - con sul volto un sorriso di bimba - ho riscoperto quel piccolo alberello verde che per tutto questo tempo se n'era rimasto rintanato in quella scatola di cartone, chiusa con lo scotch. Ho riscoperto anche quella scatola di plastica trasparente col coperchio blu...quella scatola che al suo interno custodiva i fili di lucine brillanti, le palline decorate, le stelline, i nastri e tutte quelle sfavillanti decorazioni che posseggono una magia particolare, una magia in cui credo. Sotto il nostro alberello per il momento ci sono due panettoni ed un pandoro! Pensate che qui in Giappone i panettoni si trovano abbastanza facilmente; molte panetterie e pasticcerie, addirittura, lo preparano artigianalmente a cominciare gia' dai primi di dicembre. Nei negozi di alimentari d'importazione si trovano spesso panettoni italiani, ma dei pandori neanche l'ombra! Quest'ultimi sono difficilissimi da reperire da queste parti; chissa' poi perche'!
I nostri amici della pizzeria Tonino, proprio in previsione delle Feste natalizie, avevano ordinato ad agosto una quantita' incredibile sia di panettoni che di pandoro Bauli; il container e' stato recapitato loro ai primi di dicembre, e da quel momento hanno iniziato a vendere i dolci della Bauli a tutti i clienti interessati. E noi, naturalmente, dopo aver visto quelle meravigliose scatole rosa, non abbiamo resistito! La settimana scorsa e' venuta Fusae-san per la sua consueta lezione d'italiano, e come sempre, mi ha portato dei graditissimi regali che ho accettato con grande felicita' e contentezza nel cuore. Molto tempo fa dissi a Fusae che avevo una predilezione per i もなかmonaka, un tipo di wagashi tradizionali composti da una fragilissima cialda di riso ripiena di marmellata d'azuki, e cosi' ha pensato di portarmi dei dolcini davvero molto particolari, ossia i ふくみてんぴんfukumi-tenpin della rinomata pasticceria tradizionale たねやTaneya. Questi fukumi-tenpin sono dei monaka fai-da-te, composti da due pacchettini contenenti, rispettivamente, due leggerissime cialde di riso e della divinissima marmellata d'azuki arricchita addirittura da un morbido mochi.
Con delicatezza, si apre il pacchetto delle cialde e le si mette in un piattino: Su una delle cialde andra' poi adagiata la marmellata d'azuki: Le due cialde andranno infine unite, a mo' di sandwich, et voila'! Il fukumi-tenpin accompagnera' alla perfezione una buona tazza di te' verde o di matcha. Assieme a questi ghiotti monaka, c'erano altri piccoli doni che Fusae ha scelto per me a Kyoto proprio perche' si ricordava della mia passione per l'incenso e per i profumi tradizionali del Giappone. Queste graziose scatoline contengono due tipi diversi di におい袋nioi-bukuro. I nioi-bukuro sono sacchettini preziosamente decorati e che contengono, al loro interno, fragranti legni sbriciolati, utilizzati per la lavorazione dell'incenso tradizionale. Questi profumatissimi sacchettini fanno parte della tradizione giapponese e vengono utilizzati, da secoli, sia per profumare i cassetti della biancheria che per profumare i kimono; i nioi-bukuro, infatti, si possono infilare nelle maniche del kimono; cosi' facendo, non solo si profumera' il prezioso tessuto del kimono stesso, ma si terranno alla larga anche tarme ed insetti vari.
Ecco alcuni dei nioi-bukuro che mi ha regalato Fusae-san: I sacchettini piu' grandi generalmente si usano per profumare i cassetti oppure gli armadi, mentre quelli piccoli si usano per i kimono, ma vanno bene anche per profumare per esempio una borsetta.
Rimanendo in tema d'incenso, in occasione delle Feste ho acquistato dell'ottimo incenso tradizionale della 香彩堂Koosaidoo, aromatizzato all'ume. La fragranza di questo delicatissimo incenso sa trasportarmi in un'altra era, in un altro tempo. Le avvolgenti note speziate dell'ume si fondono in armonia con la fragranza della terra bagnata da un improvviso ed impetuoso temporale; c'e' la fragranza della legna che arde mista al profumo di quel momento in cui l'autunno inizia a diventare inverno, avvolgendosi molto lentamente in un candido manto ovattato. E sempre in vista del Natale, mi sono gia' fatta un regalino; in realta', si tratta di un regalino inaspettato perche' non cercavo nulla di simile, ma di ritorno dai miei soliti giretti d'esplorazione nei negozietti d'antiquariato e cose vecchie mi ritrovo spesso fra le mani oggetti che, per un motivo o per l'altro, sanno raccontarmi a modo loro una storia, una storia il cui fascino non riesco a resistere; una sorta di canto delle sirene che certi vecchi oggetti riescono ad emettere non appena poso il mio sguardo su di loro.
Appoggiato ad alcune scatoline di ceramica Imari, un costosissimo ed intricato vaso d'ottone ed altri oggetti d'altri tempi, un delizioso ed antico pettinino laccato degli anni Venti ha iniziato il suo ipnotico canto: Quel delicato pettinino di legno ora accompagna quel kanzashi acquistato molto tempo fa. Ecco il retro del pettinino: Ci sara' ancora un aggiornamento del blog prima di Natale, pero' intanto vorrei cominciare a fare a tutti voi gli auguri di Buone Feste! Vorrei anche ringraziarvi per aver lasciato che il mio blog vi facesse da instancabile compagno di viaggio, giorno dopo giorno, nella scoperta personale del Giappone che ognuno di voi sta compiendo. Un percorso di scoperta che ognuno di voi arricchisce con l'entusiasmo, la curiosita', e l'ammirazione per un Paese cosi' lontano, eppure cosi' vicino a noi.
E siccome il mio contatore ogni giorno mi tiene informata sul numero di visite che questo blog con gratitudine riceve, ne approfitto per invitare tutti voi che leggete a lasciarmi un commento. Ditemi da dove mi leggete e perche' vi piace questo blog!
Le temperature qui sono gia' arrivate abbondantemente sotto lo zero e le giornate, sebbene impreziosite da un sole brillante che ci fa compagnia quasi ogni giorno, sono fredde che piu' fredde non si puo'.
Abbiamo trascorso il Natale molto serenamente, solo mio marito ed io qui a casa.
Per la cena di Natale ho preparato un piatto speciale: le tagliatelle fatte in casa. Preparo la pasta fresca molto raramente, se non in occasioni speciali, e il Natale e' certamente una di queste. Ma questa volta, ho voluto fare tutto a regola d'arte e lavorare la sfoglia interamente a mano, senza l'ausilio della macchinetta. Nossignori. Queste manine hanno preparato tutto. Mio marito, poi, mi ha aiutata a tagliare la pasta e a distenderla su dei canovacci perche' asciugasse per benino.
Temevo che fare la pasta completamente a mano fosse un'operazione ardua e stancante oltre ogni limite, ma non e' stato affatto cosi'. C'e' solo voluta un po' di pazienza, ma il tutto si e' rivelato alla fine molto rilassante.
Per il sugo, ho usato una ricetta trovata su di un magnifico ricettario che mi regalo' mia mamma molti anni fa: sugo al prosciutto. In realta', si tratta semplicemente di cipolla, prosciutto a dadini, pepe nero saltati in padella ed insaporiti da un'idea di vino bianco. Al posto del prosciutto, pero', ho usato dei dadini di una deliziosa pancetta che abbiamo trovato, per pura fortuna, in un negozio di alimentari d'importazione.
Per secondo, ho improvvisato degli spiedini di gamberi e peperoni che ho fatto cuocere alla piastra.
E per dolce, il panettone mandorlato del Carrefour accompagnato da un goccino di buon spumante Martini Asti! Un sorriso compiaciuto ed orgoglioso per la mia meravigliosa citta', Torino! Purtroppo, la fame era tanta e la pasta e' sparita in men che non si dica nelle nostre avide pancine, e quindi niente foto. Pero' mio marito e' rimasto cosi' estasiato dalla pasta che ha voluto ne preparassi dell'altra domenica! Ci siamo cosi' messi al lavoro e abbiamo fatto tre tipi d'impasti: quello normale, quello agli spinaci e quello al pomodoro.
Ed ecco qui la pasta mentre si sta asciugando: Ed ecco qui le nostre magnifiche tagliatelle tricolore! Questa volta le ho condite con un semplicissimo sughetto al pomodoro e basilico: おいしかった!!! Oishikatta!!!
Ho ricevuto molti bei regali particolari e ricercati, proprio come piacciono a me, ma devo ancora finire di fotografarli! Sicuramente, pero', ve li mostrero' nei prossimi giorni. Domani sara' S. Silvestro e sara' quindi giornata di festeggiamenti. Mio marito ed io rimarremo a casa, ma la cosa non ci dispiace minimamente. Anzi. Andare in giro il 31 dicembre qui in Giappone significa ritrovarsi inghiottiti in vere bolge dantesche di persone che si accalcano per la strada, nei negozi, alle stazioni. Ovunque, insomma.
Abbiamo fatto tutti gli acquisti necessari per la nostra cena di Capodanno, e quindi, salvo imprevisti, domani non sara' necessario uscire, se non verso mezzanotte per andare al nostro tempio di zona a suonare la campana sacra e a bere il sake benedetto.
Domani, per la nostra cena di Capodanno, prepareremo la fondue bourguignonne, ma ho comprato anche dell'osechi-ryooriおせち料理, ovvero dei piatti tipici giapponesi per il Capodanno o お正月o-shoogatsu. Faro' sicuramente un po' di foto che postero' i primi di gennaio. Inoltre, Akiko mi ha promesso le foto del loro cenone tradizionale di Capodanno con tutti i piatti tradizionali preparati a mano, alla vecchia maniera, e non appena le avro', le pubblichero' subito qui sul blog, cosi' cogliero' anche l'occasione per parlarvi di questi particolarissimi piatti che si possono assaggiare solo in questo periodo dell'anno. Il due gennaio sara' il mio compleanno, e magari non riusciro' ad aggiornare il blog fino al tre o al quattro.
Ringrazio tutti voi che leggete Biancorosso Giappone.
Spero che il mio blog vi abbia tenuto compagnia per tutto il 2008, e mi auguro che possa continuare a regalarvi sorrisi e serenita' anche nel 2009. Un augurio di cuore a tutti voi e alle vostre famiglie! Possa l'anno del Bue portarvi tutto cio' che piu' desiderate!
Questo l'abbiamo fatto mio marito ed io, e ve lo dedichiamo:
Dopo diversi giorni di latitanza pre-festiva, rieccomi qui.
Oggi e' il 天皇誕生日Tennō tanjōbi, ovvero il compleanno dell'Imperatore. Ed e' in Suo onore che ho messo in alto la Sua bandiera ufficiale.
Questi sono stati giorni di freddo glaciale, di un vento talmente forte che sembrava essere li' li' per sradicare le case.
Sono stati giorni anche di influenza; mio marito, infatti, venerdi' scorso ha avuto la febbre alta e i soliti fastidiosissimi sintomi della tipica influenza. Fortunatamente, pero', si e' ripreso e ora e' guarito quasi del tutto.
Pare, pero', che ci stiamo dando il cambio e infatti adesso sono io ad avvertire le prime avvisaglie di un barbosissimo malanno che, mi auguro, non voglia farmi compagnia durante le Feste.
La svogliatezza natalizia se n'e' andata quasi del tutto, e all'inizio della settimana scorsa, con l'aiuto di mio marito, ho addobbato l'albero qui in salotto. Perdonatemi, ma la foto non e' granche' per via del flash. E come tutti gli alberi di Natale, anche il mio e' decisamente piu' suggestivo di sera, con le lucine accese. Ma eccolo qui, con alcuni regalini: Come vedete, compaiono anche due panettoni! Evviva!! Il primo a destra me l'ha comprato mio marito in un negozio / ristorante brasiliano! E l'altro, quello nel sacchetto trasparente, l'ho comprato nel reparto panetteria del Carrefour! Due anni fa, invece, avevo fatto fatica a trovare il panettone e alla fine ci siamo dovuti accontentare di due panettoncini microscopici, secchi e pure cari! L'anno scorso, pero', ci siamo leccati i baffi (che non abbiamo) con un panettone sublime di produzione artigianale, portatoci dalla mia famiglia! E grazie al cielo, anche quest'anno avremo il panettone come Dio comanda!
Ovviamente, ci siamo gia' levati dalla testa il desiderio di acquistare un pandoro perche' significherebbe andare a fare altre ricerche che potrebbero rivelarsi invane. A farmelo in casa non ci penso neppure, anche perche' non saprei nemmeno da che parte iniziare, ma poi non me la sento di rischiare e di passarmi tutta una giornata a faticare in cucina, per poi ritrovarmi con un tortino molliccio oppure duro come una pietra. No, grazie. Gia' siete al corrente della mia avversione per le ricette un cicinin troppo complesse.
Ieri e' venuta a farmi visita la mia cara amica Akiko. Con lei il tempo vola, e un'ora si trasforma in una manciata di esili minuti. Abbiamo trascorso un incantevole pomeriggio a chiacchierare e a ridere!
Akiko mi ha portato un regalo che apriro', naturalmente, la notte di Natale. Mi ha anche portato delle tortine stupende che arrivano dalla Les Halles, una pasticceria vicino a casa sua; una pasticceria le cui indescrivibili delizie ho gia' avuto la fortuna di assaggiare in passato.
Ecco una delle magnifiche tortine: E tra le tante altre squisitezze che mi ha portato, c'e' anche uno Stollen, ovvero il dolce tradizionale di Natale tedesco (ma anche olandese, se non sbaglio), proveniente anche questo dalla pasticceria Les Halles: Grazie, Akiko! Grazie di cuore!
Ho ancora diverse cose da fare in vista dei festeggiamenti, ma ci tenevo ad aggiornare il blog per ricordare il compleanno dell'Imperatore, per darvi mie notizie e per farvi tanti cari auguri di Buon Natale e di Buon Anno!
Spero che l'anno nuovo sia stracolmo di piacevoli sorprese per tutti voi, e ovviamente spero che vogliate continuare a leggere Biancorosso anche nel 2009.
Tanti cari auguri a voi e alle vostre famiglie!
メリークリスマス
Da un Giappone glaciale e avvolto da una coltre di dicembrina bellezza,