venerdì, settembre 21, 2007

Mizuyookan

Oggi pomeriggio e' venuta la mia amica Fusae a trovarmi, e mi ha portato questi bellissimi mizuyookan che vedete raffigurati nella foto!
Ma non sono meravigliosi??
Sono vere canne di bambu', con al loro interno i mizuyookan 水ようかん, ovvero gelatine fredde di azuki.

Tra i tantissimi wagashi (dolci tipici giapponesi) dell'antica tradizione pasticcera nipponica, vi sono molti esempi di dessert estivi e rinfrescanti, proprio come i mizuyookan.

E anche se siamo gia' verso la fine di settembre, qui l'estate non e' affatto finita, anzi! Fa ancora talmente tanto caldo che e' impossibile non mettersi i sandali e le maniche corte per uscire!
Fuori l'aria e' ancora bollente, e l'afa imperla di sudore tutti coloro che sono abbastanza temerari da uscir di casa.
Ecco perche' Fusae ha pensato proprio a questi mizuyookan molto speciali e di produzione artigianale!

Nei supermercati si trovano i mizuyookan, e generalmente sono all'interno di contenitori di finto bambu' di plastica, ma questi sono invece fatti di vero bambu', con addirittura una foglia legata intorno!!
I mizuyookan vanno conservati in frigorifero, e consumati freddissimi! Si apre una delle estremita', e da li' si spinge la gelatina fino a farla fuoriuscire dalla parte opposta, e poi la si gusta cosi', quasi come un Calippo!

Sugoi ne!

Pensate che la mia amica Fusae e' molto anziana, e oggi le chiedevo della sua famiglia e di dove fosse nata.
Mi ha detto che e' nata a Shinjuku (Tokyo), quando questa zona era tutta campagna, con solo qualche casetta e qualche tempietto qua e la'! Ma v'immaginate?? Shinjuku adesso e' una giungla tecnologica e zeppa di edifici ultra moderni, con grattacieli che spuntano come funghi, e con milioni di persone che ogni giorno ne affollano le strette strade.
Le ho chiesto di farmi vedere, un giorno, delle vecchie fotografie della sua Shinjuku, quella della sua infanzia ed adolescenza; quella Shinjuku che rifletteva il Vecchio Giappone e che ora non esiste quasi piu' se non dove il cemento non e' riuscito a posare le proprie grinfie.
Mentre mi parlava dei suoi ricordi della Shinjuku di un tempo, il suo sguardo e' diventato malinconico, anche se nei suoi occhi brillava la felicita' che si prova nel ricordare con affetto un passato positivo, e che e' riuscito a lasciare un'impronta indelebile.

2 commenti:

Anna ha detto...

Che bella questa immagine!
Mi ha ricordato mia nonna che, da piccola, mi portava in campagna a cogliere fichi d'india con una canna che serviva per prendere i frutti e non pungersi con le spine sottilissime e raggingere anche quelle in alto... mi portava in campagna dicevo...ed ora a passarci lì è pieno di palazzi, che certo non sono grattacieli ma comunque fa una certa impressione...
Ahhhh che nostalgia!

Anonimo ha detto...

Lo so che non centra niente di niente..però chissà qualcuno di voi potrebbe rispondere alla mia domanda: come fa uno chef italiano a trovare lavoro in Giappone???
Grazie!!
ellegiannolo@yahoo.com