mercoledì, settembre 19, 2007

Tamagoyaki con Akiko-san

Oggi e' venuta la mia amica Akiko per la sua lezione d'italiano settimanale.
Ci eravamo messe d'accordo che dopo la lezione lei mi avrebbe insegnato a fare il tamagoyaki!!
Proprio come ho fatto il giorno della lezione di Kyoko-san sui gyoza, anche oggi ho fatto foto e preso appunti, in modo da poter ricordare la ricetta e poterla passare anche a voi!

Il tamagoyaki, pero', a differenza dei gyoza, e' un tantinello piu' difficile. Il segreto sta nel prendere dimestichezza con i vari movimenti svelti e precisi che sono necessari per la buona riuscita di un vero tamagoyaki giapponese, e non di una cosa che gli assomigli.

Innanzitutto, che cos'e' il tamagoyaki?
Il tamagoyaki e' una sorta di omelette composta da diversi strati sottili, e arrotolati su se stessi.
Si tratta, quindi, di una specie d'involtino formato da diversi strati di frittatine sottili.
Il sapore del tamagoyaki non e' proprio simile a quello di una frittata come la si prepara di norma in Italia, ma e' piu' dolciastro e dal tipico sapore giapponese, grazie alla presenza del dashi (brodo di pesce tipo sgombro).

Proprio come per i gyoza, anche del tamagoyaki ne esistono diverse versioni.
Akiko, oltre ad essere una bravissima casalinga, e' mamma di due ragazzini, ed e' da molti anni ormai che prepara bento per loro.
Mi diceva che il tamagoyaki appare spesso nei suoi bento perche' da' colore al cibo, e' facile da preparare (se ci si e' allenati abbastanza!), ed e' nutriente nonche' gustoso; inoltre piace molto ai bambini, per cui e' un ideale elemento bentoso!

In molti ristoranti giapponesi all'estero, il tamagoyaki viene spesso ed erroneamente chiamato semplicemente tamago, e questo e' sbagliato perche' tamago significa solamente uovo, mentre tamagoyaki e' il nome specifico di questa omelette-involtino giapponese, ed e' quindi un termine piu' preciso e corretto.

Gli ingredienti necessari sono piu' o meno sempre gli stessi, ma vi possono essere alcune varianti. Ho chiesto ad Akiko se si puo' mettere la salsa di soia nell'uovo sbattuto, e lei mi ha detto di si', ma mi ha anche detto che lei preferisce ometterla semplicemente perche' questa altera il colore del tamagoyaki, rendendolo troppo scuro, e quindi non abbastanza bello da vedere nel bento.
Mi diceva che sua mamma metteva sempre la salsa di soia nel tamagoyaki che le preparava per i bento da portare a scuola, e Akiko si arrabbiava sempre perche' vedeva che nei bento delle sue compagne i tamagoyaki erano sempre di un bel giallo vivo, mentre i suoi erano quasi sempre di un giallo marroncino proprio a causa della salsa di soia.

Ma procediamo con la ricetta, elencando subito gli ingredienti necessari per preparare un buon ed autentico tamagoyaki:

3 uova
un pizzico di sale
un cucchiaio da minestra scarso di zucchero
un pizzico di dashi (brodo di pesce in polvere)

Materiale:
un paio di saibashi (bacchette lunghe da cucina)
una padella rettangolare da tamagoyaki
un contenitore dove mischiare le uova
Un po' d'olio per ungere la padella

Se non avete un paio di saibashi non e' una tragedia; potrete usare normali bacchette per mangiare, oppure aiutarvi con una paletta, facendo pero' MOLTA attenzione a non bucare le frittatine che farete di volta in volta.
Diciamo che con le bacchette dovrebbe essere piu' facile arrotolare le frittatine, che non con una paletta; con le bacchette si dovrebbe riuscire ad essere piu' precisi nei movimenti.
Se avete una padella da tamagoyaki sara' tutto molto piu' semplice, ma se non l'avete potete comunque usare una padella normale, e darete poi al tamagoyaki la sua forma caratteristica tagliandolo con il coltello.

Io ho un padellino da tamagoyaki, ma e' piccolissimo e inoltre non e' anti-aderente, per cui ho chiesto ad Akiko se poteva, cortesemente, portare il suo, e cosi' e' stato.
Il mio padellino finira' presto nell'immondizia. Avevo provato, mesi fa, a fare il tamagoyaki seguendo un video su YouTube, ma e' venuta fuori una schifezza piu' unica che rara.
Penso che la colpa fosse da attribuire alla padella di scarsa qualita', alla mia mancanza d'esperienza tamagoyachesca, e al video troppo veloce, e poco chiaro.
Ecco la padella da tamagoyaki che Akiko ha portato:
Ed ecco un paio di bei saibashi che Akiko mi ha portato in regalo, e vicino una bustina di dashi:
Siccome Akiko ha fatto il primo tamagoyaki per farmi vedere, e io poi ne ho fatto un secondo per vedere se ero riuscita ad imparare bene, ci siamo munite di uova in abbondanza:
In una ciotola versate tre uova e, aiutandovi con i saibashi (ma se preferite, potete usare una forchetta), sbattetele bene senza pero' creare troppe bolle d'aria. Mi raccomando, e' importante non incorporare troppa aria nell'uovo.
Mescolate tenendo i saibashi abbastanza vicini l'uno all'altro, e ogni tanto cercate di controllare la consistenza dell'uovo, accertandovi che gli albumi e i tuorli si siano amalgamati in modo uniforme. A questo punto, aggiungere un cucchiaio scarso di zucchero (noi abbiamo usato quello di canna, ma anche quello bianco normale va benissimo):
Aggiungere un pizzico di sale, e dare un'altra mescolatina con i saibashi (o con la forchetta), facendo sempre attenzione a non mischiare troppa aria nell'uovo.
Alcune ricette prevedono l'uso di brodo di pesce, mentre Akiko preferisce semplicemente aggiungere la polvere di dashi direttamente sull'uovo, evitando cosi' di ottenere un composto troppo liquido e che possa far difficolta' a rapprendersi durante la cottura.
Non versate tutta la bustina di dashi nell'uovo, ma versatene quel tanto che basta da ricoprire leggermente la superficie del composto, proprio come sta facendo Akiko nella foto. Ricordatevi che il dashi ha un sapore forte, per cui se lo metteste tutto, vi ritrovereste con un tamagoyaki dal sapore troppo forte di pesce.

Date un'altra mescolata al composto.

A questo punto bisogna preparare la padella.
Accendete il fuoco usando una fiamma media, e mettete a scaldare la padella senza ungerla.
Mentre questa si scalda, imbevete un panno spugna d'acqua fredda (bastera' inumidirlo bene sotto un getto d'acqua corrente), strizzatelo ma non troppo (dovra' risultare abbastanza bagnato), e mettetelo vicino ai fornelli, in modo che sia a portata di mano.
Quando vedrete un po' di fumo formarsi sulla superficie della padella, vuol dire che questa si e' scaldata abbastanza, quindi toglietela *immediatamente* dalla fiamma e appoggiatela subito sul panno bagnato che avete messo li' vicino.
Nel frattempo, abbassate la fiamma al minimo e rimetteteci sopra la padella.

A questo punto ungete la padella versando qualche goccia di olio vegetale, e cospargendolo con un pezzo di carta Scottex.

E ora inizia la parte piu' interessante, e senz'altro quella piu' complessa:
Versate nella padella un po' d'uovo sbattuto, ma non fino a riempire completamente il fondo del tegame.
Muovendo poi la padella, fate andare l'uovo nei punti vuoti in modo che questo ricopra tutto il fondo del tegame.
Lasciate cuocere fino a quando la superficie della frittatina si sara' asciugata, ma NON completamente. L'importante e' fare in modo che ogni strato non abbia il tempo di asciugarsi completamente, altrimenti vi ritroverete con una serie di crepes/frittatine e non con un tamagoyaki.
Quando la frittatina sara' pronta, aiutandovi con le bacchette, cominciate ad arrotolarla su se stessa facendo MOLTA attenzione a non bucarla.
Quando avrete arrotolato la frittatina, spingetela al fondo della padella e versate ancora uovo.
Ripetete la stessa operazione di prima, ma questa volta (e tutte quelle successive) sollevate delicatamente il rotolino gia' fatto in modo che il nuovo strato possa passarvi sotto, e che le due frittatine possano far contatto e rimanere attaccate. Questo e' un altro motivo per cui e' importante che le frittatine non si asciughino troppo, altrimenti non rimarranno attaccate fra di loro.

Aspettate anche questa volta che la frittatina si asciughi abbastanza (ma non troppo), e con molta delicatezza iniziate ad arrotolare la frittatina precedente su quella nuova.
Ottenuto un tamagoyaki un po' piu' grande, spingetelo di nuovo al fondo della padella e versate un altro po' d'uovo sbattuto.
Andate avanti cosi' fino a che non avrete terminato tutto l'uovo.
Ed ecco il tamagoyaki, quasi pronto per essere servito!
Pero', c'e' ancora un piccolo accorgimento importante, soprattutto se vorrete mettere il tamagoyaki nel bento.
Proprio come dice giustamente e saggiamente Akiko, e' importante eliminare quanta piu' umidita' possibile dai cibi che verranno messi nel bento proprio per evitare di ritrovarsi con cose cattive e poco graziose da vedere.
Il video di YouTube che insegna a fare il tamagoyaki, ad esempio, salta bellamente questo punto secondo me cruciale:
Si mette il tamagoyaki su di un foglio (o due) di carta Scottex, lo si impacchetta e con MOLTA delicatezza, si tampona la superficie del tamagoyaki per assorbire l'umidita' e l'olio in eccesso.
Sempre tenendo il tamagoyaki avvolto nello Scottex, pressarlo con delicatezza in modo da eliminare la bolle d'aria che possono essersi formate all'interno, in modo da ottenere un tamagoyaki piu' compatto, e quindi piu' carino da vedere.

Akiko mi ha detto che, generalmente, specialmente se si hanno ospiti, si preferisce tagliare l'estremita' del tamagoyaki chiamate mimi (orecchie) perche' non sono molto belle da un punto di vista estetico.
Mi diceva, pero', che per i tamagoyaki normali che prepara per la sua famiglia e per i bento, le orecchie le lascia dove sono!
Noi pero' le abbiamo tagliate, e ce le siamo mangiate!
Quando poi e' toccato a me a fare il tamagoyaki, ho avuto un po' di timore di combinare un gran pasticcio, ma pian pianino (e con l'aiuto di Akiko), ho ottenuto un risultato piu' che soddisfacente!

Questo e' il tamagoyaki di Akiko:


E questo, invece, e' il mio:

La differenza che si nota subito tra il mio tamagoyaki da principiante, e quello di Akiko e' la presenza di albume cotto nel mio.
Akiko mi ha detto che questo capita quando non si mischia abbastanza l'uovo. Questa e' solo una questione puramente estetica, poiche' il sapore del tamagoyaki non ne risente nella maniera piu' assoluta.
Se vi piace vedere un po' d'albume nel tamagoyaki allora non mischiate troppo l'uovo; se invece preferite evitare quei pezzetti bianchi, mischiatelo piu' a lungo.

Comunque sia, anche se il mio non era perfetto, direi che e' decisamente molto appagante da un punto di vista estetico. Inoltre, entrambi i tamagoyaki erano *squisiti*! Oishii!
E indubbiamente, otterro' risultati sempre piu' soddisfacenti man mano che faro' altri esperimenti.
Nel frattempo, pero', mi andro' a munire di una bella padella da tamagoyaki come si deve, e non quella roba giocattolo che ho io! Sgrunt.

Ed ecco di nuovo qualche pezzo dei nostri tamagoyaki (quello di Akiko a sinistra, e il mio a destra..vabbe', non c'era nemmeno bisogno che ve lo dicessi!):
Se volete anche voi cimentarvi nella preparazione del tamagoyaki, seguite questa ricetta e dovreste riuscire ad ottenere un risultato soddisfacente.
Se ci sono domande, chiedete pure!

ITADAKIMASU!!!

6 commenti:

Piccola Tempura ha detto...

Hummm...sono tentata di provare...anche se io con le frittate non sono proprio brava...mi si rompono sempre quando le giro!...e il pensiero di doverla arrotolare senza bucarla mi sembra un impresa difficilissima...però se penso a come ci starebbe bene il tamagoyaki nel bento...

Bia ha detto...

Grazie infinite per la tua ricetta! \o/ Devo dire che il tamogoyaki a me è sempre venuto discretamente, forse perchè sono brava a fare le frittate arrotolate o forse fortuna ;). Però trovavo poco pratiche le ricette col brodo, insomma mi toccava fare il brodo per poi usarne poco e quindi ogni volta a pensare a come riutilizzarlo (di solito mi facevo una scodella di misoshiro, che fa sempre bene ;)). Così invece è di un pratico!! E un bento con tamagoyaki è molto più giapponese. Grazie anche per tutte le altre ricette! Una più invitante dell'altra.

biancorosso ha detto...

Ciao Sara,

Sai, anch'io sono negatissima con le frittate in generale, specialmente quando e' ora di girarle. Infatti, no n a caso, da un po' di tempo ormai le faccio sempre al forno proprio per evitare di far pasticci.

Col tamagoyaki, purtroppo, e' tutta questione d'allenamento, specialmente perche', come mi diceva Akiko, noi non siamo abituati a cucinare con le bacchette per cui gia' solo il pensiero di doverci destreggiare con frittatine sottili che vanno girare coi saibashi, fa venire i sudori freddi.

Comunque, io notavo che la parte piu' difficile non e' tanto arrotolare le frittatine di volta in volta, ma capire esattamente quand'e' che si possono arrotolare.
Akiko mi diceva che le frittatine non devono essere asciutte, ma si deve vedere ancora un po' d'uovo crudo che pero', muovendo la padella, non cola.

Eh..e' comunque un piatto difficilotto, specialmente se si e' alle prime armi, pero' come dicevi giustamente tu, e' cosi' bello da vedere che starebbe a perfezione nel bento! :)

biancorosso ha detto...

Ciao Bia!:)
Sono contenta che ti sia piaciuta questa ricetta, e anche le altre!! :)

La prossima lezione di cucina di Akiko vertera' sugli yaki-onigiri, ovvero gli onigiri alla griglia!
Speriamo di poterla fare presto questa lezione! Gia' non vedo l'ora! :)

Sakura ha detto...

Ciao!
Grazie per la ricetta, ne avevo trovate altre in rete, ma erano poco chiare, in realtà non avevo capito bene come si arrotolasse il tamagoyaki
E devo dire che ti è venuto molto bene, per essere la prima volta.

Aspetto la ricetta degli yaki-onigiri.

K & S ha detto...

your tamagoyaki looks delicious!