domenica, settembre 23, 2007

Primo giorno d'autunno

Qui in Giappone oggi si celebra l'equinozio d'autunno! Che festa poetica, non credete?
A me sembra che i giapponesi, in quasi ogni cosa che facciano, prestino grande attenzione al passare delle stagioni, forse perche' in fondo sono proprio le stagioni a scandire l'esistenza dell'uomo.
I ritmi frenetici della vita moderna, oramai, non consentono facilmente ai piu' di rendersi conto del passare del tempo: ci si alza presto la mattina, si salta in metro' e si passa il tempo a dormicchiare e leggere nell'attesa che si arrivi in ufficio, in fabbrica o a scuola. Si corre da un punto A ad un punto B, per poi tornare dal punto B al punto A di prima. E tutto questo avviene giorno dopo giorno.
I pasti avvengono in modo affrettato e distratto, magari buttando un occhio al giornale di oggi, oppure al notiziario alla televisione, il tutto magari condito da una bella tazza di te' fumante ingoiata di fretta perche' fra poco e' di nuovo ora di andare, andare, andare e andare!
Ma non parlo solo del Giappone; parlo anche del resto del mondo dove il progresso ha accelarato i nostri ritmi quotidiani, fino a portarli a livelli stancanti e quasi convulsi.

Qui in Giappone la vita e' certamente molto frenetica. La gente va e viene ogni giorno, e ha i propri tempi dosati alla perfezione perche' sa quanto tempo dedicare alla pausa pranzo piuttosto che al ritorno a casa in metro'.
Ma assieme a questa faticosa corsa contro il tempo che avviene tutti i giorni, vi sono i cosiddetti ritagli della giornata in cui il relax non solo e' gradito, ma e' addirittura sacrosanto proprio perche' i ritmi della vita di oggi non permettono di rilassarsi ogniqualvolta lo si desideri, ed e' quindi di fondamentale importanza sfruttare al massimo quelle pause che ogni tanto ci si puo' concedere.

Mesi e mesi fa, ho scritto un articoletto dedicato al curioso fenomeno del silenzio, quasi surreale, che si trova sui treni giapponesi pur essendo quasi sempre affollatissimi. Quel silenzio e' prova di quanto detto, e cioe' del fatto che dopo una giornata passata in ufficio, in fabbrica o a scuola, non si ha voglia di ciarlare ancora, ma si vuole staccare un po' e prender fiato.
Sui treni, pur non essendoci nemmeno un centimetro di spazio libero, si puo' chiaramente vedere come ognuno si crei una sorta di angolo immaginario in cui rifugiarsi in tranquillita', anche se magari solo per una decina di minuti, e cioe' giusto il tempo di arrivare a casa oppure alla coincidenza successiva.
Il momento del viaggio in treno e' per quasi tutti i giapponesi un momento di relax, di tranquillita' e pace. E anche se sta per cominciare un'altra massacrante giornata di lavoro, almeno il viaggio deve avvenire nel modo piu' rilassante possibile, e cioe' senza chiacchiericci e rumori vari.

C'e' poi il momento del bagno, ad esempio, in cui i giapponesi si rilassano il piu' possibile e cercano di ritrovare un po' di benessere perso durante le lunghe giornate di lavoro.
Allora, ecco che il bagno viene riscoperto ogni giorno, e assieme ad esso tutte le tradizioni che lo accompagnano da secoli.
Ecco perche' la vasca giapponese (e di questo ho parlato in alcuni articoletti precedenti) non e' un luogo in cui ci si lava con tanto di sapone e shampoo, ma un luogo in cui ci si immerge solo per potersi rilassare.
Prima ci si lava rigorosamente solo nella doccia, e poi se c'e' bisogno di relax, ci s'immerge nella vasca dall'acqua magari delicatamente profumata grazie ai tanti, tantissimi sali termali giapponesi che ci sono in commercio.
Non a caso, infatti, la doccia e la vasca sono situati nello stesso stanzino, in modo da potersi prima lavare e poi rilassare, senza dover passare da una stanza all'altra o fare gocciolamenti d'acqua di qua e di la'.

Questi sono solo due dei tantissimi esempi che illustrano quanto i giapponesi si sforzino di ritagliare momenti di relax dalla propria giornata frenetica, e di come questi siano anche dei modi per fermarsi a riflettere sul passare del tempo, al fine di poter apprezzare appieno ogni singolo momento che ci e' concesso.
Le numerose festivita' e ricorrenze che vengono osservate durante l'anno qui in Giappone, sono proprio testimonianza di questo bisogno di ricordare a se stessi che il tempo passa e che quindi va vissuto nel miglior modo possibile. Forse c'e' un po' di malinconia nell'animo giapponese; una malinconia che deriva proprio dalla consapevolezza che ogni giorno che passa non tornera' mai piu', ma al tempo stesso e' una malinconia resa piu' dolce dal fatto che la vita sa offrirci momenti di rara bellezza e che vanno apprezzati il piu' possibile, pena un inevitabile ingrigirsi della propria esistenza.

Allora ecco che le stagioni portano con se' i loro doni caratteristici, ed ecco che ogni stagione viene celebrata a dovere.

Come dicevo prima, oggi e' il primo giorno d'autunno, e fuori il tempo sembra voler ricordarci che l'estate e' ufficialmente finita.
C'e' un proverbio giapponese che dice che dopo il 23 settembre il calore e l'afa non sopravviveranno piu', e lasceranno il posto al fresco autunnale e poi al freddo invernale.
Voglio confidare nella saggezza dei proverbi perche', onestamente, non ne posso piu' di questo caldo che ci ha torturati tutta l'estate.
Ieri, ad esempio, sono uscita per andare alla posta e fare la spesa, e ho trovato un'aria calda e pesante. Sembrava di essere ritornati in pieno agosto! Ogni passo era una tortura, e ogni metro percorso equivaleva ad un litro di sudore versato.
Sono tornata a casa, e dopo aver esordito con il mio ormai solito Tadaima! ただいま!(espressione usatissima e che significa Sono a casa! Sono tornata!), e dopo aver lasciato i miei sandali nel genkan, sono corsa in casa e sono sprofondata sul divano. Ero stanchissima e mi sembrava di aver corso per kilometri.

Durante il mio giretto di ieri, ho acquistato alcuni pezzi di vasellame che voglio siano un ricordo dell'ultimo giorno d'estate, cioe' ieri.
Ho preso queste deliziose coppettine da usare per servire tsukemono 漬物, ossia verdure giapponesi sottaceto:
La cosa che mi ha colpita di queste due coppette non e' stato tanto il delicato contrasto tra il blu e il bianco (che pero' e' sempre molto affascinante), ma i loro bordi ondulati. Persino la parte esterna e' ondulata:
Ho poi preso questo simpaticissimo contenitore di vetro a forma di nasu なす, cioe' di melanzana.
Ho voluto portarmi a casa questa melanzanina di vetro come ricordo della fine dell'estate, in fondo e' un ortaggio la cui stagione termina proprio a settembre, in concidenza quasi con l'inizio dell'autunno.

E sempre per celebrare un po' la fine dell'estate, mi sono presa i Pocky alla vaniglia di Tahiti! Non so perche', ma la confezione aveva un aspetto cosi' estivo, e cosi' ho pensato facessero al caso mio:
Beh, erano ottimi! Avevano proprio una golosissima crema di vaniglia che ricopriva le fragranti bacchette di biscotto, ovvero i celebri Pocky.
Sembrano esserci versioni nuove dei Pocky ogni giorno! E' incredibile! Ogni volta che vado al supermercato, trovo Pocky dai gusti sempre diversi!

E siccome il caldo di ieri (chissa', forse solo ora un lontano ricordo? Lo dico con contentezza e con gia' un po' di malinconia) mi ha spossata, non avevo alcuna voglia di cucinare, e cosi' ho fatto la pigra comprando cose semplicissime e veloci da preparare.
Siccome in questo periodo sto seguendo uno sceneggiato giapponese intitolato ランチの女王 Ranchi no Joou, ovvero la Regina del Pranzo, mi e' venuta molta voglia di オムライス omuraisu (omelette giapponese ripiena di riso) che ho provato a preparare l'altro ieri, e di ハヤシライス hayashiraisu che invece ho cucinato ieri.

Questo hayashiraisu sembra essere molto molto simile al kareeraisu, ovvero il riso al curry.
L'hayashiraisu, pero', pare essere solo a base di carne di manzo che io peraltro detesto. Nonostante cio', ho voluto comunque provare questo piatto che gode di cosi' tanto rispetto e popolarita' qui in Giappone.
Un po' per pigrizia, e un po' perche' non ho ancora una ricetta per farlo in casa (vabbe', c'e' sul Nintendo, ma non avevo proprio voglia di spignattare troppo), al supermercato ho preso il preparato per l'hayashiraisu:
Di hayashiraisu ne esistono vari tipi, e questo che ho preso io e' al curry, quindi era molto simile al normale karee-raisu. Pare, pero', che l'hayashiraisu normale abbia un sapore un po' diverso perche' e' fatto a base di una spessa salsa demiglace, con l'aggiunta di verdure a dadini, carne di manzo e una spruzzata di vino bianco.
Ho accompagnato la salsa per hayashiraisu a del riso al vapore. Tra l'altro mi sono accorta che in casa non avevo quasi piu' riso, e non avendo voglia di sgobbarmene un saccone pesante fino a casa, ho preferito optare per la versione pigra, ovvero le vaschette di riso gia' cotto, pronte solo da ripassare al microonde. Questo tipo di vaschette sono estremamente diffuse, e vanno per la maggiore specialmente tra coloro che non hanno tanto tempo, oppure non hanno tanto spazio in casa (che poi vabbe', se c'e' spazio per un microonde, come vuoi che non ci sia spazio per una cuociriso o risottiera chedirsivoglia?)
Comunque, ecco qua una di queste vaschette di attaka gohan:
Il riso, dentro queste vaschette, e' cotto alla perfezione e poi sigillato sottovuoto, in modo che cuocendolo al microonde alla temperatura indicata, si scaldi solamente senza diventare ne' gommoso ne' colloso.
Compro vaschette come queste molto raramente e proprio in casi di pigrizia acuta, anche perche' preferisco comunque preparare il riso fresco con la mia cuociriso, e poi perche' queste vaschette costano abbastanza care per cui non ne vale la pena, se non proprio appunto in giornate di vergognosa pigrizia.

Fuori c'e' un cielo molto nuvoloso, e non c'e' traccia di quel sole arrabbiato ed ostinato che ha accompagnato le nostre giornate estive. Al suo posto, invece, c'e' una promessa di pioggia e di vento fresco, e io sono contenta.
Anche i minmin-zemi hanno smesso di cantare gia' da qualche giorno, ma oggi sembrano essersi tutti quanti ammutoliti, come se si fossero messi d'accordo, e come se sapessero (e forse lo sanno) che non e' piu' tempo di canzoni.

Sento gia' il rumore di alcuni dolci sbuffi di vento che accompagnano le prime foglioline per le strade e per i marciapiedi, facendole volteggiare come tante ballerine dal tutu' di un bel color ocra.

Accogliero' a braccia aperte queste temperature piu' fresche e refrigeranti, anche se gia' dentro di me c'e' un pizzico di nostalgia per quella lunga estate appena terminata; un'estate afosa ma magica, come solo quella giapponese sa essere.

9 commenti:

Anna ha detto...

Buona Giornata e buon inizio di Autunno, io sono un'amante di tutte le stagioni perchè in ciascuna c'è un tesoro da godere, ma sono nata in autunno (compio gli anni il 7 ottobre) e sicuramente è la stagione che mi fa sentire più a mio agio con il meteo, con qualche pioggerella o qualche giornata di vento (da noi soffia sempre il maestrale un vento che rinfresca in estate (adorato dai surfisti) e che porta freddo in inverno (meno amato in effetti).
Da ieri ho la gola arrossata e dolorante e sto bevendo solo thè caldo con limone, non passa ma almeno metto dentro qualcosa visto che non passa altro (tranne l'ultimo konnyaku all'ume... slurp) ora vado a mangiare un'arancia fresca e lenitiva!

biancorosso ha detto...

Ciao Annina!
Bene, allora fra non molto ci saranno i festeggiamenti per il tuo compleanno! :)
Mi dispiace che tu abbia la gola arrossata! Anch'io mi sento come se mi stesse per venire il raffreddore! Mah, speriamo di no!
Comunque, riguardati!
Doozo odaijini! ;)

Ichigo-chan ha detto...

Mari, i tuoi post sono sempre bellissimi!Ho letto questo mentre sorseggio una tazzona di caffé fumante...mi piace tanto questo amore dei giapponesi per le stagioni, tanto da celebrarne l'inizio...Io amo dire "Buona primavera, buon autunno..." ecc...perché ogni stagione ha i suoi colori ed i suoi profumi, che ci emozionano sempre nonostante il loro ciclico ripetersi...
Felice autunno^^
P.s.=BBBBBuuuooooniiii hayashi raisu e karee raisu!!!Ma una scatolina di quelli???... ;-)

Andreina ha detto...

Ciao Marianna, hai ricevuto la mia mail? Spero di si!(aspetto la richiesta di pagamento..)
Come sempre le tue riflessioni trasmettono tanta emozione e serenità, riesci sempre a regalare un pezzetto di Giappone a tutti noi che, per vari motivi, amiamo questo meraviglioso paese... GRAZIE!!!

Kokoro ha detto...

Che bello il post sull'inizio di Autunno! Anch'io amo molto le stagioni, mi piace stare attenta a quando iniziano e finiscono. Festeggiare l'inizio di una stagione la trovo una cosa davvero bella e poetica!!!
Per il primo esame di letteratura giapponese ho studiato alcune poesie del periodo Heian, piene di maliconia e immagini che evocano le stagioni. Il concetto del passare del tempo e della fugacità delle cose era il tema centrale direi!!
Le ho trovate bellissime queste poesie.

Buon Autunno!!

biancorosso ha detto...

Ciao Ichigo-chan! :)
Buon autunno anche a te!

Andreina carissima :)
Grazie della visita!
Ti ho mandato la richiesta con PayPal ieri sera! Te l'ho mandata allo stesso indirizzo che mi avevi dato per il primo ordine. Te la rimando? Vuoi che usi un indirizzo diverso?
Ora ti mando una mail! ;)
Mari

Placida Signora ha detto...

Qella melanzana è una meraviglia! :-*

Antaress ha detto...

Cara Mari, i tuoi post sono sempre un piacere da leggere!
E buon inizio d'autunno...
PS: il mio anniversario di fidanzamento è proprioil 21 marzo, inizio della primavera...mi è sempre sembrato di buon auspicio :)

Drev ha detto...

salve, vorrei farvi una proposta ma non trovo il modo di contattarvi O_o
come posso fare dunque?