martedì, settembre 11, 2007

Se il pesce buono vuoi gustare...

....a Tsukiji devi andare!

Ma cos'e' Tsukiji?
Tsukiji e' un quartiere di Tokyo, nel distretto di Chuo-ku. Cio' che rende celebre questo angolo dell'immensa capitale giapponese e' il grande Mercato del pesce che ha sede qui, sei giorni la settimana.
Ma il Mercato del pesce di Tsukiji non e' un mercato qualunque, con una decina (una quindicina, toh) di bancarelle ben fornite e che offrono merce fresca e di qualita'. No. Tsukiji e' considerato il piu' grande mercato del pesce del mondo! Gia'! Avete capito bene! Tra tutti i mercati del pesce del globo, quello di Tsukiji e' in testa!

A Tsukiji arrivano, ogni mattina verso le tre, tonnellate e tonnellate di pesce proveniente da tutte le parti del mondo. Le varieta' ittiche in vendita a Tsukiji sono talmente tante che molto probabilmente la maggior parte di noi ne riconoscerebbe solo una minima parte.
Il Mercato e' ubicato all'interno di un grosso edificio dove si trovano bancarelle e negozietti; ognuno di questi negozietti vende vari tipi di pesce. Alcune bancarelle sono specializzate in tonni, altre in molluschi, e altre ancora in crostacei. La maggior parte delle bancarelle, pero', vende un po' di tutto.

Noi siamo partiti da casa molto presto, per poter avere abbastanza tempo per visitare bene il Mercato.
Al mattino, verso le cinque e mezza, a Tsukiji ha luogo la famosa asta dei tonni. Un tempo l'asta era aperta al pubblico, ma adesso purtroppo e' riservata solo ai commercianti e agli approvvigionatori. I turisti e i curiosoni creavano solo confusione, ed erano d'intralcio alle intense attivita' di compravendita dei costosissimi tonni.

Siamo partiti da casa verso le 7, e abbiamo preso il treno che porta dritto a Shinjuku.
Il treno, come al solito, era affollatissimo, ma nonostante cio' sono riuscita a trovarmi un posticino dove sedermi e rilassarmi un po'. Vicino a me, a sinistra, c'era una ragazza (presumo fosse una studentessa) dai lunghi capelli neri e e dalla frangia altrettanto lunga che le copriva quasi interamente gli occhi.
E come capita spesso sui treni, dopo un po' questa ragazza ha iniziato ad addormentarsi e si e' appoggiata sempre di piu' a me, fino a spaparanzarsi interamente sulla mia spalla e braccio.
Sui treni giapponesi, specialmente nelle ore di punta, capita spesso di dover fare da spalla per il pisolino di qualcuno; quel qualcuno si addormentera' completamente e si appoggera' a voi, per poi svegliarsi quando e' ora di scendere e magari scusarsi per avervi arrecato tutto quel disturbo.
Certo, e' imbarazzante trovarsi la testa di un estraneo che bellamente ronfa su di voi, ma capita normalmente e quindi non ci si scandalizza piu' di tanto.
Ho lasciato che la ragazza dormisse tranquilla, e nel frattempo cercavo di leggermi qualche paginetta di un libro, ma la sua testa poggiava proprio sul mio braccio che dopo un po' si e' addormentato e che non riuscivo piu' a muovere!
Ho cercato di muovermi leggermente e di tossicchiare nel tentativo di svegliarla, o quantomeno di farla spostare un po', ma niente da fare. Nemmeno le improvvise frenate del treno e le borsate che la gente inevitabilmente ci tirava sulle ginocchia sono riuscite a scuoterla da quel sonno profondo in cui era caduta.

Intanto sembrava che la sua testa si facesse sempre piu' pesante.
Mio marito che era in piedi davanti a me, mi guardava e gli scappava da ridere. Chiaramente, vedendo che a stento tratteneva una grassa risata, veniva pure a me da ridacchiare ma ho cercato di controllarmi, tenendomi occupata con la lettura del mio interessantissimo libro.

Nel frattempo, pero', speravo che sta ragazza scendesse il prima possibile.

Ma, come ho gia' detto in precedenza, le leggi di Murphy sono sempre ed inesorabilmente precise, e infatti la ragazza e' rimasta sul treno, abbioccata sul mio braccio, fino a Shinjuku, ovvero l'ultima fermata del capolinea.
Siamo scesi dal treno, e mentre mi massaggiavo il braccio indolenzito, ho tirato un bel sospiro di sollievo. Ahhh!

Dalla stazione di Shinjuku, abbiamo preso la metropolitana sulla linea Oedo-Toei che ci ha condotti a Tsukijishijoo.
Gia' alla stazione di Tsukijishijoo si sente l'odore del pesce. Incredibile! Si vedono gia' folle di giapponesi intenti a trasportarsi ceste di bambu' stracolme di ogni tipo di leccornia marina.
Usciti dalla stazione, si fa in fretta a capire da che parte si debba andare. L'odore guida il turista smarrito, e il grande edificio del Mercato regna sovrano e fa segno ai curiosi di andare a trovarlo.

In questo Mercato le attivita' si svolgono a pienissimo ritmo, tant'e' che bisogna veramente stare attenti a dove si cammina perche' si rischia di venir travolti da uno dei tanti carretti motorizzati che trasportano casse di polistirolo piene di pesce, e che viaggiano a velocita' quasi mortali!
Vedete alcuni di questi carretti motorizzati, nella foto in alto.
All'esterno dell'edificio vi e' persino un vigile che deve dirigere il traffico composto non solo dalle automobili che tentano di accedere al grande Mercato, ma anche dai furgoni, pedoni e soprattutto dagli onnipresenti carretti supersonici.



Ma addentriamoci nel grande Mercato, e curiosiamo:
Questa e' solo una delle centinaia di bancarelle di Tsukiji!

Ci siamo trovati in mezzo ad un vero mare di pesce! Dovunque posassimo lo sguardo, trovavamo montagne e montagne di pesce. Un'infinita quantita' di scatoloni, vassoi, vaschette contenenti ogni forma di pesce possibile ed immaginabile.
Le anguille, per esempio, sono ancora in grande richiesta in questo periodo, e infatti a Tsukiji erano dovunque.
Un pescione che non so nemmeno cosa fosse:
Splendidi filetti di tonno e di salmone, pronti per essere trasformati in divini sushi e sashimi.
Pesci vari e tutti insanguinati (bisogna veramente avere del coraggio e dello stomaco a lavorare in un posto come questo!)
Ancora bancarelle a iosa:
Furgoni e carretti motorizzati che viaggiano alla velocita' della luce! Qui se non si sta attenti, veramente si puo' rischiare la pelle!
Consiglio vivamente a tutti quelli che intendono venir a far visita a questo Mercato di NON venire coi sandali, pantaloncini corti ecc. Lo vedete quel pavimento tutto bagnato e costellato di tante pozzanghere olezzanti? Ecco. Camminando a Tsukiji, volenti o nolenti, infilerete i piedi in almeno una ventina di quelle pozzanghere puzzolenti e viscide, e uscirete da qui che sembrerete pescivendoli di professione!
E anche se a Tsukiji non c'e' la puzza di pesce ma c'e' l'odore del mare (come direbbe, probabilmente, in modo molto poetico mio papa', grande aficionado del mare e di tutto cio' che esso ha da offrire), si esce da li' comunque con l'odore di pesce addosso. Punto. Quindi, mi raccomando, mettetevi scarponi, stivaletti, scarpe chiuse e di materiali impermeabili, possibilmente.
Ancora una curiosata al pazzo Tsukiji:
Ancora pesce:
Ancora bancarelle:
Ma Tsukiji non e' solo pesce: al Mercato c'e' anche una sezione ortofrutticola fornitissima, anche se non altrettanto emozionante come quella del pesce. Nella parte frutta e verdura c'era un silenzio quasi surreale, mentre dalla parte del pesce non si riusciva nemmeno a sentire la propria voce!
Vicino al grande edificio ci sono tante botteghe e negozietti che vendono coltelli, spezie, te', porcellane e ceramiche, e tanti ristoranti e sushi shop.
Uno di questi sushi shop e' il celebre Daiwa. Dico celebre perche' davanti alla sua porta stazionano puntualmente decine e decine di persone che pazientemente fanno la fila, e che aspettano trepidanti di assaggiare le delizie di Tsukiji.
Pare che Daiwa sia uno tra i migliori (se non IL migliore) sushi shop del Giappone!!
Ecco, infatti, la gente che fa la coda:
Noi, ovviamente, eravamo troppo incuriositi e abbiamo deciso di metterci in coda assieme agli altri.
La coda era lunga, per giunta sotto il sole, per cui vi lascio immaginare!
Ma la cosa piu' curiosa e' che, guardando l'orologio, ci siamo accorti che erano a malapena le 10, per cui avremmo fatto colazione a base di sushi!!
Dopo un po', siamo riusciti ad avvicinarci all'entrata del negozio, e sbirciando da sotto il noren abbiamo scattato una foto dell'interno di Daiwa, con i sushi chef all'opera:
Mentre eravamo in coda, mi sono accorta che proprio dietro di noi c'erano due italiani, marito e moglie.
Come penso capiti a quasi tutti gli italiani all'estero, nel momento in cui ci si trova fra connazionali, scatta un desiderio patriottico pazzesco che ci porta a fare conversazioni con perfetti sconosciuti.
Ma essendo una persona timida di natura, ho preferito prima aspettare e sentire un po' che discorsi facessero per poi eventualmente dire qualcosa e scambiare due parole. Lui sembrava fosse muto, anche perche' parlava solo lei, e lei era una di quelle con la puzza sotto il naso da qui in Islanda.
Ogni singola cosa attorno a lei sembrava meritarsi le sue piu' aspre critiche, e quando poi e' passato li' vicino un motorino dai freni evidentemente vecchiotti e cigolanti, la tizia si e' proprio lasciata andare in un'imprecazione che non sto a riportarvi per eleganza, e poi perche' non e' mia abitudine inquinarmi la bocca con scurrilita'. Io mi sono quasi vergognata al posto suo.
Sono rimasta allibita.
Chissa', forse perche' mi sto troppo abituando all'eleganza aggraziata e alla buone maniere dei giapponesi che per me trovarmi di fronte a tale maleducazione e' veramente scioccante.

Che senso abbia lamentarsi del rumore in un posto del genere, non lo sapro' mai. Posso capire se il motorino cigolante fosse passato in un tempio zen, mentre si era in una profonda e letargica meditazione, ma a Tsukiji i rumori sono parte integrante della vita del Mercato stesso.
Se ogni cosa da' cosi' fastidio, e' meglio starsene in albergo. Anzi, e' addirittura meglio non mettere il naso fuori dalla propria citta' e rimanersene a casa. Per viaggiare ed avere sempre quell'atteggiamento di disprezzo nei confronti di tutto e di tutti, tanto vale starsene a casa a mugugnare davanti alla TV.

Non vedevo l'ora che arrivasse il nostro turno perche' non ne potevo piu' delle lamentele e dei chirieleison della Miss So-Tutto-Io-E-Mi-Da'-Fastidio-Tutto dietro di noi.
Finalmente, si e' aperta la porta scorrevole di Daiwa e una cameriera cortese, ma dai modi un po' spicci e nervosi, ci ha fatto segno di entrare.
Per nostra immensa disgrazia, nel frattempo si devono essere liberati altri posti perche' subito accanto a me ho ritrovato Miss Simpatia 2007.

Ho tranquillamente fatto finta che la piaga egizia che mi sedeva accanto non esistesse, e mio marito ed io abbiamo iniziato ad ordinare qualche bella porzione di maguro, tamagoyaki, kappamaki, e tanti altri ancora; mentre aspettavamo, abbiamo sorseggiato dell'ottimo te' verde bollente.
Nel frattempo, la tizia ha trovato altro da criticare con quella sua insopportabile voce nasale, tant'e' che mi sono dovuta proprio tenere per non girarmi e dirgliene quattro.

I sushi chef, indaffaratissimi, preparavano con sveltezza e precisione tante piccole opere d'arte che sarebbero state ammirate e poi divorate nel giro di pochissimi secondi.
Purtroppo non siamo riusciti a scattar foto ai nostri sushi perche' eravamo proprio allo stretto, e riuscivamo a malapena a mangiare senza ritrovarsi i gomiti del vicino in bocca.

Dopo un po' anche alla tizia e al marito sono arrivati i sushi richiesti, e li'...apriti cielo!
Un fiume di critiche ha cominciato a straripare da quella bocca che sapeva solo emettere sentenze, tutte scandite da quella fastidiosa voce paperinesca che non riuscivo piu' a tollerare.
Ora, io non ho l'abitudine di stare li' a criticare quello che fanno o dicono gli altri, pero' stavolta mi devo sfogare perche' ho visto in quell'atteggiamento altezzoso e sussiegoso grande disprezzo per cio' che c'e' di straniero, ma poi soprattutto grande contraddizione ed ipocrisia.

Non posso non domandarmi che senso abbia viaggiare se si ha una tale mentalita'.

Se viaggiare, per gente cosi', significa solo andare a fare shopping e caricarsi di roba da sfoggiare a parenti e amici, scattare un'infinita' di foto con cui tediare irrimediabilmente gli stessi parenti ed amici semplicemente per poter fare quelli che viaggiano e sanno, a questo punto e' tutto molto squallido.

La Miss continuava a sindacare ora su questo e ora su quello. Ha avuto il coraggio e la faccia tosta di criticare persino il riso con cui erano stati sapientemente preparati i nigiri-zushi!
Sosteneva che il riso fosse troppo caldo, ed era per quello che si spappolava tutto. Si', certo, perche' Daiwa in fondo esiste solo da un paio di secoli, e si puo' dire che i loro chef abbiano appena imparato a preparare il sushi, e quindi aspettavano che arrivasse una cafonazza qualunque dall'Italia ad insegnar loro la nobile arte del sushi. Ma perfavore!

Il riso del sushi, innanzitutto, non e' caldo ma viene raffreddato a temperatura ambiente. Se il suo si spappolava e' semplicemente perche' non era capace a mangiarlo, infatti, con mio grande orrore, mentre disprezzava e sputacchiava giudizi qua e la', afferrava CON LE MANI il sushi e lo intingeva nella salsa di soia!
Era evidente che non era capace ad usare le bacchette, e quindi si cibava come una selvaggia, usando tranquillamente le mani.
E' lapalissiano che intingendo il sushi dalla parte del riso direttamente nella salsa di soia, questo si spappoli inevitabilmente. Quindi li' non e' colpa della temperatura del riso o del modo in cui erano stati preparati i sushi, ma semplicemente della sua ignoranza ed arroganza.

Ma cambiando discorso, i nostri sushi erano *eccellenti*, decisamente tra i migliori che avessimo mai assaggiato! Quelli al tonno, poi, erano di una squisitezza ineguagliabile; sembrava che il pesce si sciogliesse in bocca talmente era tenero e fresco.

Ecco l'insegna di Daiwa:
Usciti dal ristorante e Tsukiji (e dopo esserci finalmente liberati di quella piattola spocchiosa), siamo andati ad esplorare il grande mercato delle spezie, del te', dei casalinghi, del pesce (ancora!) che c'e' subito accanto alle mura che circondano il grande Mercato ittico.
Camminando, siamo passati vicino al grattacielo dell'Asahi Shinbun, uno dei principali quotidiani giapponesi! Eccolo qui:
Una delle vie affollate del mercato circostante:
Proprio nel momento in cui ho scattato questa foto, e' passato davanti a noi quel signore con un tenugui bianco legato intorno alla testa. L'usanza di legarsi quel panno di cotone attorno alla testa e' molto diffusa qui in Giappone, ma soprattutto tra gli uomini.
E a proposito di tenugui, me ne sono comprata anch'io uno (con un decoro femminile, pero') in una delle tante bancarelle attorno a Tsukiji. Eccolo:
E sempre tra le tante viuzze del mercato, siamo passati davanti ad un negozietto che vendeva solo tamagoyaki, di tutte le forme e di tutti i gusti. Ecco la foto che abbiamo scattato a tradimento del bancone:
Subito li' vicino a questo banco, c'era un ragazzo che insegnava, a chi fosse interessato, a fare il tamagoyaki per la cui preparazione sono necessarie una certa abilita' e sveltezza.
Io, che sono una grande timidona, non ho voluto farmi avanti, ma sono rimasta assieme a mio marito ad osservare alcune donne giapponesi che, con parecchia difficolta', tentavano di arrotolare il tamagoyaki aiutandosi solo con un paio di bacchette giapponesi da cucina, facendo attenzione a non bucare la fragile frittatina che compone ogni strato.
Il ragazzo, con grande pazienza, spiegava e rispiegava ad ogni aspirante tamagoyakologa, i segreti per la buona riuscita di questo piatto cosi' semplice, eppure cosi' difficile.

Dopo il mercato, ci siamo avviati di nuovo verso la stazione di Tsukijishijoo, e abbiamo preso il treno per Shinbashi.
A Shinbashi ci siamo fermati a fare un po' di passeggiate, e abbiamo poi proseguito per Asakusa ed infine per Kappabashi. Ma di tutto questo vi parlero' la prossima volta!
Chiudo l'articolone di oggi con due immagini di alcuni murales molto belli che abbiamo visto all'interno della stazione di Tsukijishijoo!

3 commenti:

Ichigo-chan ha detto...

Ciao Mari-san, che bello questo articolone sul pesce!Mi ha fatto sorridere molto, soprattutto la descrizione della ragazza che ti ha usato come divanetto e quella della "contessa odiotuttoetutti"...eheh hai proprio ragione pensa un paio di giorni fa parlavamo con la mia amica di quando gli italiani, in viaggio per pochissimi giorni in un posto magari vicinissimo all'Italia (tipo Spagna o Inghilterra)se ne escono con frasi tipo: "Ahhh non vedo l'ora de tornà a Roma che me magno un supplì!" (frase pronunciata da alcuni ragazzi che le stavano vicino al check-in...) e lei ha pensato: "potevi rimanerci, a Roma, a mangiare supplì!" eheh ^^
Ciao, passa a frami una visitina!
p.s. fra qualche giorno potrò finalmente "ordinarti" le meraviglie giapponesi, magari inizio ad organizzarmi...non vedo l'ora!!!

Gaja ha detto...

Mi chiedo perché, come si dice qui da noi, "chi ha il pane non ha i denti"!
Se hai la fortuna di visitare un paese così affascinante (proprio perché così diverso dal nostro), abbi anche il buon senso di apprezzare l'opportunità che hai di imparare cose nuove... Se ti devi lamentare di tutto, stai a casa tua!
Potessi io vedere il Giappone! Farei indigestione di mosche perchè avrei sempre la bocca aperta dallo stupore e dalla meraviglia... Per fortuna posso almeno "sbirciarlo" attraverso il tuo blog e le tue foto! Peccato che non siate riusciti a fare le foto del sushi, chissà che belli quelli del miglior sushi shop del Giappone...
Ciao! :)

biancorosso ha detto...

Ichigo-chan,
grazie per essere passata a trovarmi!
Ha ragione la tua amica, e sono completamente d'accordo con lei! Che senso ha andare a fare gli schizzinosi in giro cosi? Proprio non lo capisco.
Chi non riesce a stare senza parmigiano, mozzarella, salumi vari ecc. che se ne stia a casa, e che non vada in giro per il mondo a criticare e disprezzare!
Poi e' ovvio che il discorso vale pure per quegli stranieri che criticano la nostra cucina e fanno paragoni continui. E che barba!
Veramente, basta poi solo un briciolo di curiosita' per poter godere appieno di cio' che le altre culture hanno da offrire.

Gaja carissima,
Ma lo sai che ho pensato la stessissima cosa quando ero la' in coda e sentivo le lamentele incessanti di quella tizia? Gente cosi', veramente, non merita di avere la possibilita' di viaggiare semplicemente perche' non e' in grado di apprezzare. Punto.
Poi, guarda, ci metterei la mano sul fuoco che tornera' in Italia e fara' l'espertona sul Giappone, e dispensera' critiche a destra e a manca! Bah.

Gaja, ti auguro di poter venire in viaggio qui in Giappone un giorno perche' sono sicurissima che saprai apprezzare cio' che questo Paese ha da offrire. :)
Lo stesso augurio vale anche per tutte le altre amiche che leggono questo blog, e che hanno grande passione ed ammirazione per il Sol Levante.