martedì, marzo 04, 2008

Te' al sakura: poesia in infusione

Alcuni giorni fa, per le strade della vivace Sangenjaya (delizioso quartiere di Tokyo, tristemente sottovalutato), sono rimasta incantata a guardare le bellissime confezioni di te' al sakura, in vendita in un negozio di alimentari.

Essendo gia' iniziata la primavera, secondo il calendario giapponese, non e' insolito trovare in vendita tantissimi prodotti, dai cosmetici agli alimentari, in qualche modo abbelliti ed arricchiti dal fascino e dalle proprieta' di questo fiore cosi' giapponese.


In quel negozio, c'era il te' al sakura in bustine, preparato con i fiori essiccati della pianta, oppure c'era il te' con i fiori freschi, conservati sottovuoto.

Ovviamente, tra il primo e il secondo c'era una differenza di prezzo pressoche' spropositata, tanto che stavo per acquistare quello in bustine semplicemente perche' mi sembrava una follia lasciare al negoziante una fortuna per sei fiori.

Ma su incoraggiamento di mio marito che, dopo avermi vista completamente rapita dalle eleganti confezioni ulteriormente impreziosite dagli hiragana sapientemente scritti con un pennello da qualche maestro di calligrafia, mi sono felicemente impossessata di una di queste scatoline:

Onestamente, come si fa a resistere ad una confezione cosi' graziosa? Sebbene sia stato il te' piu' costoso che abbia mai acquistato in vita mia, penso mi sarei pentita se fossi uscita da quel negozio a mani vuote.

Nella confezione ci sono sei di quelle bustine dorate come quella che vedete raffigurata nella foto qui sopra. All'interno di ognuna di quelle bustine, c'e' un fiore di ciliegio fresco e conservato sottovuoto.

La preparazione di questo te' e' di una semplicita' estrema: per ogni fiorellino, bastano circa 100ml d'acqua bollente.

Per prima cosa, pero', bisogna scaldare la tazza o il bicchiere che si intende utilizzare, dopodiche' vi si mette sul fondo un fiorellino (uno per persona), facendo molta attenzione a non romperlo.

Quando l'acqua avra' iniziato a bollire, la si versera' delicatamente nella tazza. A questo punto, bisognera' solo coprire la tazza con un piattino e lasciare che il fiore rimanga in infusione per un minuto.

Ma nel frattempo, non ci si annoiera'. Perche'?
Perche' il fiore si riaprira' stando in acqua, mostrando tutta la sua bellezza e sprigionando il suo pungente ed aromatico profumo. E chi vorra' osservarlo, non potra' sottrarsi a questo affascinante incantesimo floreale.

Ho volutamente usato un bicchiere trasparente perche' ero curiosa di osservare il fiore in infusione, cosa che non sarei riuscita a fare del tutto in una normale tazza da te'.


Trascorso il tempo d'infusione consigliato, ho iniziato lentamente a sorseggiarlo, facendo attenzione a non bruciarmi dato che la bevanda era ancora caldissima.

Con mio grande dispiacere, pero', devo ammettere di essere rimasta completamente delusa dal sapore di questa bevanda. Il gusto era cosi' difficile da apprezzare, che ho giurato a me stessa che non avrei mai piu' bevuto null'altro al sakura.

E' stato come bere dell'acqua di mare calda, leggermente edulcorata da un nonsoche' di nauseabondo. Quel nauseante contrasto fra salato e dolce non mi ha dato tregua per riflettere, e nel tentativo di trovare un modo per descrivere questo stranissimo sapore, ho iniziato a sentire un'inarrestabile ripugnanza per questa bevanda cosi' affascinante, eppure cosi' ostile.

Ma questa poesia, pur non essendo affatto tale per le papille, lo e' stata senz'altro per le pupille.

7 commenti:

Antaress ha detto...

Che meraviglia...peccato per il sapore...e per il prezzo!! Puoi usarli come elementi decorativi ;)

aerie ha detto...

In effetti mi lasciava un pò perplessa il tè ai fiori di ciliegio...
Però le foto sono bellissime.

Piccola Tempura ha detto...

Bellissimo da vedere!!!
...però penso che non mi spingerò mai all'assaggio...mi è bastta la tua descrizione del sapore :-)
Sara

In silenzio viaggiando ha detto...

Per caso mi imbatto in questo Blog. E' come assaggiare la madeleine di proustiana memoria: infatti mi riporta indietro di 15 anni, quando per lavoro mi recavo spesso in Giappone. Ricordo Sangenjaya, se non erro, un quartiere molto carino e interessante da visitare per notevole quantità di cosa da vedere, con una affascinante commistione urbana di tradizione e modernità. La sua descrizione, direi, calza perfettamente con quello che penso di questo Blog. Complimenti.

ciao a presto in silenzio viaggiando

Bia ha detto...

Complimenti per l'obiettività: è raro trovare qualche esperienza giapponese che non meriti il tuo entusiasmo. Beh, probabilmente fa parte di quei peculiari prodotti nipponici fatti per nutrire più lo spirito che il corpo. ^_^

misaoli ha detto...

wow!! ciao mari!

che bella immagine! e che curiosità che mi hai messo adosso di assaggiare questo thè! :D

muwhauwhauwha

(e io avrei pensato che sapesse dolce! xD)

un abbraccio!

Anonimo ha detto...

Questo fiore sarà anche bellissimo ma il sapore, da come lo hai descritto, dev'essere veramente terrificante!!!
:)
Erika