domenica, marzo 16, 2008

Due passi per Nakano

In questo momento e' tardi, ma mi e' venuta voglia di scrivere, e scrivere devo. Quando l'ispirazione se ne va, immancabilmente si trascina dietro anche il piacere di raccontare e di rendere partecipi coloro che assiduamente leggono il mio blog.

Ma prima di passare all'argomento che ho scelto per l'articoletto di oggi, volevo fare una premessa: personalmente, mi annoio moltissimo quando mi ritrovo a leggere resoconti di viaggio in cui tutto e' spiegato in modo meticolosamente cronologico. Per carita', puo' essere un buon modo per raccontare con precisione tutto e senza rischiare di tralasciare dettagli piu' o meno importanti, pero' io non riesco ad applicare tale pignoleria ai miei ricordi.

A me piace cogliere l'essenza di cio' che ho visto, e raccontarla a parole mie, cercando di trasmettere a chi legge, suoni, odori e colori.

In questi giorni riflettevo su un qualcosa di curioso: Tokyo e' immensa, e questo penso che oramai sia risaputo.

E' difficile etichettare Tokyo come una citta', anche perche' tecnicamente non lo e' affatto.

Tokyo e' un immenso scrigno che racchiude al suo interno tante gemme colorate; alcune di queste sono grandi e luminose, e altre sono piu' piccole ma non per questo meno belle delle altre piu' appariscenti.

Ognuno vive Tokyo a modo proprio.

C'e' chi la vive di corsa, senza curarsi dei dettagli.
C'e' chi la vive guardandola attraverso gli occhi delle innumerevoli subculture che sembrano infiltrarsi ovunque.
C'e' chi la vive attraverso il desiderio di ritrovare anche un singolo frammento di Edo, ovvero di quella vecchia Tokyo che oramai esiste solo nei ricordi degli anziani dallo sguardo velato, oppure nelle immagini sbiadite e accatastate sui banchetti di qualche mercatino delle pulci.
C'e' chi la vive nella speranza di trovare quella capitale idealizzata, e fatta di geisha e samurai.
C'e' chi la vive con la mente proiettata nel futuro, vedendo nella capitale il concretizzarsi di una civilta' che viaggia alla velocita' della luce verso un mondo all'avanguardia.
C'e' chi la vive con gli occhi dei cartoni animati.
C'e' chi la vive attraverso quasi solo ed esclusivamente i quartieri piu' celebri.
C'e' chi la vive fregandosene dei quartieri piu' celebri, e andando sempre alla ricerca di qualche angolino quasi dimenticato; un angolino mezzo assolato dove la vita scorre come deve scorrere; un angolino dove ci si rende conto di essere dall'altra parte del mondo, eppure cosi' a casa.

Io appartengo all'ultima categoria, anche se non nascondo una certa malinconia per quella Edo che pur non avendo mai visto, immagino in modo vivido e luminoso.

Dopo aver visto e rivisto le classiche zone di rito e di rigore tipo Shibuya, Shinjuku, Ginza, Asakusa, Harajuku, Roppongi, ecc. ho capito di non avere piu' tanto interesse ad esplorare quei quartieri di cui sembra si sappia gia' tutto.
Basta prendere in mano una qualunque guida turistica sul Giappone, dalle piu' sconosciute a quelle piu' autorevoli, per trovare immediatamente mille consigli su come assaporare al meglio tutti questi celebri angoli della grande Tokyo.
Basta consultare l'onnisciente Internet per venir travolti da una valanga di consigli che alimentano ulteriormente l'immagine di questa Tokyo cartolinesca.
Questo non significa che in realta' siano posti senza segreti e senza piu' nulla da svelare, pero' sono senza dubbio mete troppo frequentate, troppo sotto i riflettori, troppo fotografate, troppo discusse, troppo tutto.
Sono mete che rischiano, ogni giorno di piu', di venire inghiottite da quella massa grigia che tende ad uniformare tutto cio' che riesce ad ingoiare, trasformando le proprie prede in ennesimi ed anonimi mega centri commerciali all'aperto dove le solite catene di negozi fatti con lo stampo e dove i soliti ed onnipresenti Starbucks e MacDonald's regnano sovrani in quel marasma di non-originalita' e bolgia.

Forse, tra questi, si salva un po' Asakusa perche' riesce, nonostante tutto, a rimanere tenacemente avvinghiata alla propria identita' e storia. Pur tuttavia, anche lei sta diventando sempre piu' pubblicizzata, anche se non e' ancora ai livelli di diva tra le dive come Roppongi o Shibuya.

Per me la vera gioia sta nello scovare angoli di Tokyo di cui raramente si sente parlare; zone che nemmeno compaiono sulle guide turistiche perche', forse, giudicate troppo poco interessanti; quartieri dove i classici centri commerciali sono rari quanto un dodo.

A tal proposito, infatti, mentre Annalisa era qui, l'ho portata a passeggiare per Sugamo , un vecchissimo quartiere avvolto in un'atmosfera di altri tempi.
Di Sugamo vi parlero' poi, ma forse v'incuriosira' sapere che viene scherzosamente (ma neanche poi tanto!) chiamata おばあちゃんの原宿 Obaachan no Harajuku, ovvero l'Harajuku delle nonnette!
Se cliccate sulla parola Sugamo che ho linkato all'indirizzo del suo sito ufficiale, potrete ascoltare una vecchissima canzone giapponese dedicata appunto a quest'angolo di Tokyo che odora di antico, di tempi andati. Per ascoltarla, dovrete cliccare sull'icona che c'e' in alto, con l'immagine dell'altoparlante.
Se potete, vi consiglio di ascoltarla perche' sentirete cosi' lo stile delle vecchie canzoni giapponesi.

E sempre a tal proposito, oggi mio marito ed io siamo andati alla volta di Nakano 中野, una cittadina inaspettatamente vivace, nella parte ovest di Tokyo.
I punti piu' frenetici di Nakano sono quelli che si snodano tutt'attorno la stazione ferroviaria principale. Questo pero' non accade solo li', ma in ogni parte del Giappone. Le stazioni giapponesi sono punti nevralgici attorno ai quali c'e' sempre vita, allegro trambusto di viavai e fiorenti attivita' commerciali.

Di Nakano su Internet c'e' ben poco, quasi nulla. Si trova solo qualche breve articolo dove vengono dedicate poche righe a questa frizzante cittadina. Leggendo quel poco che c'e' da leggere, emerge di Nakano un ritratto fatto di grigiore urbano, di noiosi edifici, di gente che va e che viene senza troppa curiosita' o voglia di scoprire cosa si celi dietro il sardonico sorriso di Nakano.

E' stata proprio questa penuria d'informazioni ad incuriosirmi.

Di Nakano, l'unico elemento un po' degno di nota che affiori da quell'avara manciata di notizie e' il Nakano Broadway. Questo nome dal suono cosi' sfavillante e intriso di profumo di successo e' stato dato ad un edificio molto particolare, e che ospita al suo interno un vero labirinto di negozi e bottegucce. Pero' attenzione! Nakano Broadway non e' il classico centro commerciale! Qui non troverete Starbucks, The Body Shop, MacDonald's, e nemmeno i soliti negozi delle catene giapponesi presenti ovunque tipo Tsutaya, Afternoon Tea, FitCare, Megane Sutoaa, MOS Burgers, caffetterie di Doutour ecc. Forse l'unica eccezione e' Uniqlo ed un paio di altri ristorantini di catena. Ma al di la' di cio', vi troverete davanti un tripudio di piccoli negozietti a conduzione famigliare: dalle botteghe di te' e alghe, ai piccoli laboratori di artigiani specializzati nella produzione di hanko oppure di oggetti artistici.
Troverete pasticcerie tradizionali, un numero impressionante di oreficerie, e farmacie giapponesi tradizionali.

Ecco la foto che abbiamo scattato oggi all'ingresso di Nakano Broadway:
Si cammina per quella galleria lunga lunga, tempestata su ambo i lati di negozi di ogni tipo.
Ad un certo punto, pero', andando verso il fondo, ci si rendera' conto che l'edificio oltre che andare in lunghezza, va anche in altezza. Si salgono scale, e ad ogni piano si rimane stupiti. Eh gia'. Nei piani superiori di Nakano Broadway c'e' il paradiso degli otaku, ovvero di tutti coloro che hanno una vera passione-ossessione per i fumetti e per tutto cio' che c'e' di collezionabile e che e' legato non solo ai giornalini, ma anche ai cartoni animati.

C'e' un paradiso per gli amanti del cosplay e dei videogiochi.

L'assortimento e' tale da superare decisamente quelli di zone piu' pubblicizzate tipo Akihabara.

Purtroppo, e' proibito fotografare la maggior parte di questi negozi, per cui vi devo per forza segnalare foto trovate su Internet, scattate probabilmente da persone piu' temerarie e meno impaurite dal rischio di prendersi una bella sgridata da qualcuno.
Ecco qui, qui, qui, qua, qui, qua, qui, qua, ecc.

Da queste foto, vi potete fare un po' un'idea di che posto sia. Negozi stracolmi, quasi sull'orlo di esplodere talmente enorme e' la quantita' di materiale che hanno in vendita. Vetrine dove non c'era un millimetro libero di spazio. Corsie talmente strette da dover camminare di lato per non rischiare di tirar giu' qualcosa e vedersi costretti a comprare un Mazinga alto due metri piuttosto che una pila di giornalini cosi' rari da costare mezzo stipendio l'uno.

Continuando a salire su per i piani superiori, ci si imbatteva in una sorpresa dietro l'altra. Negozi di vecchi LP, di cianfrusaglie provenienti un po' da tutto il mondo, negozi stipati fino al soffitto di vecchie divise militari (ne vendevano persino del nostro esercito!), e tanto tanto altro ancora.

Nel sotterraneo, invece, e' stato come entrare nel regno del cibo. Bancarelle che avevano in vendita di tutto, dai gyoza alla soba fresca. E in mezzo a tutto questo abbondare di cose buone, c'era persino un supermercato! Un supermercato vero e proprio, all'interno del sotterraneo stesso davanti a quell'infinita' di bancarelle e botteghe gastronomiche!
Un supermercato con all'ingresso un acquario con pesci stranissimi, e ovviamente una piccola bottega che vendeva pesciolini tropicali dalle forme e colori piu' disparati.

E come se non ci fosse abbastanza cibo, uscendo da questo supermercato (pur rimanendo comunque all'interno del grande edificio, essendo nel sotterraneo), ci si ritrova davanti un banco stracarico di frutta e verdura! E' stato impossibile non rimanere stupiti da tutto cio', poiche' bastava voltarsi per intravedere chiaramente ancora il banco di frutta e verdura del supermercato!

Abbondanza dovunque. Immaginate tutta l'abbondanza che potete, e moltiplicatela per dieci, e vedrete il Giappone.

E poi si dice che l'America sia il Paese dell'abbondanza e dell'eccesso! Anch'io lo credevo, fino a che non ho messo piede qui in Giappone.

Tornando ai piani di sopra, si arriva ad un piano che e' un miscuglio strambo di negozi di vecchi poster sbiaditi, di parrucchieri con i loro minuscoli negozietti, di consunti giocattoli del dopoguerra appartenuti a chissa' chi. In questo bislacco bouquet, appaiono ristorantini, alcuni dei quali bui e poco accoglienti.

Il nostro stomaco ha iniziato a reclamare qualcosa di buono, e cosi' ci siam fermati in un piccolo ristorantino tradizionale di nome 住友Sumitomo. Il locale, gestito da una coppia di anziani e dal figlio, ha l'aria di essere in attivita' da molto, molto tempo.

Il menu' e' interamente scritto a mano con inchiostro nerissimo, in elegante calligrafia tradizionale.
Dietro il bancone di legno, Sumitomo-san, che indossa un grembiule ed un cappello bianchissimi, e' intento a preparare il tempura con quell'impareggiabile abilita' che si raggiunge solo dopo anni ed anni di esperienza.

Sul vecchio bancone, vicino a tazze' pulite da te' verde, campeggiano grossi vasi di vetro con all'interno tsukemono (sottaceti giapponesi) delle varieta' piu' impensabili.

La moglie di Sumitomo-san e', come il marito, molto anziana. Nonostante l'eta', cerca di star dietro alle numerose richieste dei clienti che con toni a volte insistenti e leggermente spazientiti le ricordano: ビールをいっぽんください!Biiru o ippon kudasai! Una birra, perfavore!
Lei, trafelata, cerca di non distrarsi ma si dimentica dei due marito e moglie particolarmente irascibili, seduti vicino a noi. Loro la rimproverano, e lei si scusa profondamente, cercando di rimediare subito alla sua sbadataggine.

Ogni locale qui in Giappone e' un microcosmo, un mondo in miniatura. Entrando in questi locali, si diventa parte di una di queste realta' che si contano a milioni nella grande Tokyo.

Da Sumitomo, ho gustato un えびいかてんぷら定食 ebi-ika tenpura teishoku, ovvero tempura di gamberi, seppie e verdure, con zuppa di miso e riso al vapore, per soli 780 yen (circa 5 euro):
Prima di riavviarci verso la stazione, abbiamo camminato per il dedalo di viuzze strettissime che circonda la zona centrale di Nakano. Piu' di una volta ho avuto la sensazione che ho provato a Venezia: quella sensazione che ti fa sembrare impossibile riuscire a ritrovare un determinato punto, senza perdersi irrimediabilmente.

Sono rimasta stregata, pero', da una vecchia yakitori-ya che fa angolo in una delle vivaci stradine di Nakano. Abbiamo dovuto a tutti i costi fotografarla! Non immaginate il profumo che usciva da quella finestra, dietro la quale cuocevano alla griglia succulenti spiedini!
Purtroppo, si stava facendo tardi e bisognava ancora prendere tre metro' per tornare a casa. Ci siamo pero' promessi di tornare di nuovo a far visita all'affascinante e stravagante Nakano.
またね!
Mata ne!

17 commenti:

aerie ha detto...

Ohhhhh!
Il vestito di Sailor Moon!
E Lupin in due versioni (con giacca diversa!!)
Peccato non poter vedere le bancarelle dei vari cibi.
Come al solito, grazie per il tuo racconto!

Antaress ha detto...

Che meraviglia! il "centro commerciale" che hai descritto é la mia meta ideale, in un posto cosí potrei passarci ore a curiosare tra gli scaffali!!! :)
PS: anche io ti leggo sempre, e mi hai fatto venire voglia di visitare il Giappone, Paese che invece prima non mi ispirava per niente!

Anonimo ha detto...

Bellissimo post... mi hai fatto sognare, davvero! Vorrei chiederti una cosa: ma a Tokyo le strade sono sicure, come è messa a criminalità? da come ne parli sembra che si possa girare in tutta tranquillità...ciao

*Lucia*

bunzigirl ha detto...

Ciao!
Che belle vetrine colorate che ci sono in Giappone!In una foto ho intravisto un portachiavi dello Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie,è un pezzo rarissimo!Il mio amico che lavora in Giappone è tornato 1 settimana in Italia x una breve vacanza e mi ha portato gli otabe ripieni di azuki...strepitosi!!!!Spero presto di mettere piede sul suolo giapponese anche se con la lingua evrei non poche difficoltà.
A presto^___^

Bia ha detto...

Che meraviglia i tuoi resoconti! Ora non ho tempo e gli ho dato solo una scorsa ma, il bello dei tuoi post è che si possono assaporare poco a poco, oppure rileggere per notare una sottigliezza che era sfuggita,oppure ancora, spulciare un po' qua e un po'là come fa il goloso con un pacco di cioccolatini.

misaoli ha detto...

con questi post mi metti sempre una voglia incredibile di andare in giappone...
il giorno che ci andro saro cosi eccitata che le poche parole che so in giappo non mi usciranno! xD

un bacione!!

Diana

fairytalesland ha detto...

Ciao^^
Sono mesi che seguo il tuo blog e, per usare un eufemismo, ogni volta che trovo un nuovo "articoletto" (come tu li definisci^^) ho le stelline negli occhi. Finora mi son limitata a leggere, ma queste righe su Nakano mi hanno prepotentemente spinta a commentare perché quel posto io l'ho visto, esplorato e adorato. Poco, troppo poco, il tempo passato lì dentro, ma ugualmente incredibile: i negozi per gli amanti di anime e manga (confesso la mia colpa: sono una otaku :P), il negozio di divise scolastiche (la voglia di fare razzia) e poi un negozietto al piano terra dove ho preso il più bel bento della mia collezione *_*
Quando tornerò Nakano sarà senza dubbio una delle primissime mete, ma sino ad allora ti ringrazio per avermene rammentato magnifica l'atmosfera.

Afsaneh

ps: ti ringrazio anche per i tuoi articoli su Kappabashi. Solo grazie a loro ho avuto il coraggio di avventurarmici da sola e non volevo più venir via! ç__ç
pps: scusa il commento fiume, non lo faccio più ^^;;

biancorosso ha detto...

Aerie, Antaress, Lucia, Bunzigirl, Bia, Misaoli, Afsaneh...grazie di cuore dei vostri commenti!
Forse non immaginate la mia gioia nel leggere le vostre parole d'entusiasmo e d'incoraggiamento.
I vostri commenti hanno un valore inestimabile perche' e' grazie a voi che mi sento sempre incoraggiata a continuare a scrivere!

Afsaneh, grazie per essere venuta a trovarmi! Sono contentissima che tu abbia deciso di commentare sul mio blog. :)

E sapere che ti sei avventurata per Kappabashi grazie ai miei articoletti, e' un qualcosa che mi riempie di gioia.

Torna presto a trovarmi! :)

BIA cara, scrivi sempre cose molto gentili e non so come ringraziarti. Ti mando un abbraccio forte!

Lucia :), voglio ringraziarti avermi scritto e voglio rispondere alla tua domanda.
Sebbene anche in Giappone ci sia delinquenza, questa e' veramente tenuta al di sotto di tutti i minimi storici possibili ed immaginabili.

Per vari motivi socio-culturali che agiscono da efficacissimi deterrenti, qui il crimine e' un qualcosa a cui non ci si abitua mai. Con abituarsi intendo l'essere quasi indifferenti davanti ai centinaia di fatti di sanguinaria cronaca che ci vengono propinati ogni giorno dai giornali, dalla radio o dalla tv.

Ai fattori socio-culturali determinanti, si unisce anche la strana e controversa collaborazione tra Stato e yakuza a mantenere bassissimi i livelli di criminalita'.

Tutto questo risulta in quasi totale assenza di rapine, scippi e furti di vario genere.
E questo e' un Paese affollatissimo! Cio' nonostante, non si ha MAI paura in mezzo alla folla; non si ha mai l'incubo che qualcuno, con qualche gesto svelto e abile, riesca a sfilarci il telefonino o il portafoglio dalla borsa.

Qui riesco a camminare da sola anche di notte senza alcuna paura! Queste sono cose che vanno dette perche' servano da esempio anche ad altri Paesi, soprattutto alla nostra povera Italia dove oramai il camminare di notte indisturbati esiste solamente nei ricordi degli anziani.

Di notte, le strade di Tokyo non fanno paura. Non c'e' marmaglia che fa comunella agli angoli delle strade; non ci sono prostitute in giro; non ci sono tossici o senzatetto che importunano i passanti chiedendo insistentemente la carita'.

Nelle periferie, la situazione e' la medesima. Nelle campagne, idem con patate.

Dove abito io, non vola mai una mosca. La strada che percorro dalla stazione a casa e' quasi completamente buia di sera. Inoltre, per tornare a casa, devo passare vicino ad un torrentello, a due case abbandonate, ad un tempio ed un cimitero. Ebbene, non ho MAI e dico MAI avuto paura! E io sono una fifona!
Non sono MAI stata importunata da nessuno perche' per le strade non c'e' marmaglia; per le strade si vedono solo persone che vanno e vengono, e non gente che rimane li' a fare chissa' che.

La sicurezza e' un'altra di quelle cose giapponesi a cui, se ci si abitua (e come potrebbe essere altrimenti?), sara' ancora piu' difficile ritornare in Italia o altrove.

Amiche, abbracci a tutte! :)

strawberry ha detto...

splendido....il giappone riserva sempre una sorpresa via l'altra.

Anonimo ha detto...

Marianna questo post mi ha fatto davvero sognare, mi sentivo un pò come se fossi io a girare per quei posti!
Hai descritto così appassionatamente che con gli occhid ella mente sono riuscita a girare per voi in quelle immense gallerie di negozi, e questo mi succede solo quando leggo dei buoni libri!
Che meraviglia!!!

Grazie di condividere con noi il tuo personalissimo Giappone ;)

p.s. ti ho mandato una email qualche giorno fa, ma ho ricevuto una tua risposta alla mia email precedente... puoi vedere se è arrivata? Riguardava degli oggetti per il negozio, che ho visto hai già prenotato ad altre ragazze, non importa, ma avevo aggiunto anche altre cosine!
Se non l'hai ricevuta fai un fischio che te la rimando!
Un abbraccio forte

Erika

biancorosso ha detto...

Carissima Erika :)

Grazie, grazie di cuore per cio' che hai scritto. Non sai quanto piacere mi faccia sapere che, attraverso le mie parole, io riesca a creare una vera finestra sul Giappone.

P.s. Ho controllato Gmail poco fa, ma non ho trovato la tua mail. :(
Ti avevo risposto un paio di giorni fa, e nel frattempo mi sono messa alla ricerca dei poggia-bacchette rossi.
Quali erano gli altri oggetti che t'interessavano? Fammi sapere, cosi', se posso, te ne cerco di uguali o simili.

Un abbraccio forte forte anche a te!

Mari

Anna lafatina ha detto...

Mari ogni volta mi fai viaggiare con la fantasia!! Sei feneomenale per la grazia che hai nel raccontare il paese dove vivi!!
Bellissimo post!
Fammi viaggiare spesso mi raccomando!

misaoli ha detto...

che belle parole mari! ^^

un abbraccio!!! :**

diana

Erika ha detto...

Ciao Marianna :)
Ti ho rimandato l'email che non avevi ricevuto!
Buona giornata ;)

Anonimo ha detto...

Grazie per il tuo dettagliato resoconto della sicurezza in Giappone! certo che è davvero il Paese più civile ed evoluto che esista...

Ciao! :-)

Lucia

aerie ha detto...

" Aerie, Antaress, Lucia, Bunzigirl, Bia, Misaoli, Afsaneh...grazie di cuore dei vostri commenti!
Forse non immaginate la mia gioia nel leggere le vostre parole d'entusiasmo e d'incoraggiamento.
I vostri commenti hanno un valore inestimabile perche' e' grazie a voi che mi sento sempre incoraggiata a continuare a scrivere!"


Devo dirti che mi hai fatto diventare rossa!

*Kei* ha detto...

Stupendo, il brodway e Nakano sono i posti che più amo a Tokyo :3 noi siamo andati a mangiare solo in quei piccoli posticini con le macchinette all'entrata, con le signore con le calosce che scolano i soba perterra xD Certi negozi fanno un pò paura, ma l'ambiente è bellissimo!E' davvero stupendo poter vedere tante cose così vecchie e piene di ricordi o anche dei manga vecchissimi e a volte un pò strani!
Nella parte "sotterranea" ho comprato il mio primo bento e Dani ha mangiato un nikuman enorme e buonissimo!Appena potrò tornare in Giappone proverò assolutamente il ristorantino che dici!Un grandissimo abbraccio e grazie per tutto!