sabato, marzo 15, 2008

Piccoli meravigliosi doni

Negli ultimi tempi ho ricevuto diversi regali.

Come tutti, credo, adoro sia farli che riceverli. Volevo appunto dedicare questo articoletto ad alcuni dei doni che mi sono stati fatti da mio marito, parenti e amiche.

Giusto la settimana scorsa, la mia amica Fusae-san mi ha portato questo stupendo mini-assortimento di dolcini che vedete nella foto qui a sinistra. Ma non sono bellissimi?
Sono piccoli dolcini da te', provenienti da Kyoto!
Fusae-san ha voluto farmi questo regalo per celebrare l'arrivo della primavera giapponese.

Infatti, ognuno di questi dolcini rappresenta un elemento di questa affascinante stagione.
Ci sono i fiori di pesco, i sakura, i sakura no hanabira (petali di sakura), coloratissime farfalle zuccherate, foglioline verdissime, tulipani, nami (onde giapponesi), ecc.

Questi delicati dolcini sono cosi' piccoli che non vanno nemmeno morsi, ma possono essere gustati in un sol boccone. E anzi, bisogna proprio fare cosi', mi diceva Fusae-san! Si sceglie un dolcino, e poi si beve un bel sorso di te' verde e i due sapori, uno dolcissimo e l'altro amarognolo, si fonderanno magicamente insieme in giapponese armonia.

Persino l'esterno della scatola e' talmente carino che non ho potuto non fotografarlo:
E la sera prima che ripartissero i miei per l'Italia, Fusae-san e Kyoko-san sono venute a trovarci, portando con se' stupendi doni, tra cui dei profumatissimi におい袋 nioibukuro di Kyoto, ovvero piccoli sacchettini di stoffa di kimono, contenenti all'interno del prezioso e fragrante incenso dell'antica capitale.
Questo tipo di sacchettini vengono usati per profumare armadi e borsette poiche' sprigionano un effluvio magnifico che mi fa pensare al Vecchio Giappone delle geisha.
Ecco la graziosissima scatola del mio nioibukuro, rivestita di carta washi violetta:
Ed ecco l'elegante sacchettino profumato al suo interno:
I primi di gennaio, invece, ho compiuto gli anni. In occasione del mio compleanno, mio marito, sapendo della mia grande passione per il teatro Noh giapponese, mi ha regalato una delle piu' famose maschere di quest'antica arte: Ko-Omote.
Eccola, in tutto il suo enigmatico fascino:
Ko-Omote rappresenta il volto di una giovanissima donna di grande bellezza. Ovviamente, il suo viso rispecchia i canoni di bellezza di un Giappone molto antico, e che presero forma specialmente durante il Periodo Heian (dal 794 al 1185).
All'epoca, le donne giapponesi si depilavano completamente le sopracciglia e se le disegnavano ben piu' su rispetto alla posizione naturale che queste hanno, usando tratti spessi e sfumati.

Anche l'acconciatura riflette le vecchie mode molto seguite in quel periodo. Pensate che nell'epoca Heian le donne non si legavano i capelli, ma li lasciavano sciolti, e piu' lunghi erano, piu' aumentava il fascino della donna stessa. Solo tempo dopo, le donne giapponesi hanno iniziato a creare acconciature diverse, legandosi i capelli in un modo piuttosto che un altro.

Come avrete notato dalla foto, inoltre, Ko-Omote ha i denti anneriti. La sua, pero', non e' un'irrecuperabile carie, bensi' un simbolo che, secondo gli usi dell'epoca, contraddistingueva le donne ancora nubili da quelle gia' sposate. Le donne maritate potevano tranquillamente sfoderare smaglianti sorrisi.

L'annerire i denti era, quindi, un modo che le donne usavano per rendere pubblico il proprio stato civile. E' da notare pero' che quest'usanza non era legata ad una scelta personale, ma aveva un'osservanza quasi obbligatoria imposta dai dettami dell'epoca.
Pare, pero', che quest'usanza avesse anche dei risvolti sanitari in quanto si credeva che la sostanza utilizzata avesse proprieta' anti-batteriche, e che fosse quindi in grado di combattere efficacemente l'insorgere di carie e di altri disturbi dentali.

Un'ultima curiosita' legata a quest'insolita abitudine: ancora oggi, fra le donne giapponesi e' consuetudine coprirsi la bocca quando si ride. Si dice che le origini di tale comportamento derivino proprio dal Periodo Heian quando le donne che ancora non erano sposate, e quindi imbarazzate di cio' davanti agli altri, si coprivano la bocca mentre ridevano per non rivelare il proprio stato civile.

Sempre per il mio compleanno, ho ricevuto da parte dei miei genitori una splendida forcina ed una delicata pinza per capelli che hanno acquistato da Nadeshiko, il mio negozio di kimono preferito! Se ricordate, mi ero comprata una forcina in quello stesso negozio, tempo prima. E cosi', ho immortalato in una foto unica tutti e tre gli oggetti:
Dalla mia amica Akiko, invece, per il mio compleanno ho ricevuto questo splendido ventaglio raffigurante una processione nuziale che vede come protagonisti...dei topolini! Eh gia', proprio cosi'! In fondo questo e' l'anno del topo!
L'altro giorno, invece, Akiko e' passata a salutarmi e mi ha portato un profumatissimo mazzo di magnifici fiori che ho prontamente fotografato:
E per finire, poco dopo Natale, una sera e' venuto a trovarci Ishii-san che ha portato noi e la mia famiglia a cenare in un elegantissimo ristorante tradizionale di sushi. Di questa memorabile cena vi parlero' in seguito, ma per il momento vi vorrei mostrare brevemente il magnifico regalo che ha portato a me e a mio marito: un antichissimo brogliaccio, interamente scritto a mano con eccellente calligrafia, di un'attivita' appartenuta ad un suo avo. Eccolo:
Il brogliaccio, come potete immaginare, essendo cosi' antico e' estremamente fragile. Inoltre, purtroppo, su di esso compaiono chiarissimi i segni del tempo, soprattutto quelli provocati dall'inarrestabile ingordigia delle tarme.
Pur tuttavia, rimane un oggetto di grande valore poiche' rappresenta un pezzo di storia giapponese, ormai quasi interamente sepolto sotto la coltre della memoria.
Sulla pagina principale, in superba calligrafia, c'e' scritto: Entrate e Uscite. Il primo kanji (partendo dall'alto verso il basso) e' 金 kin ovvero oro, mentre il secondo e' 銀 gin, ossia argento.


Questo brogliaccio e' composto da tantissime pagine. Con molta delicatezza, l'ho aperto su di una pagina a caso per mostrarvi com'e' fatto all'interno. Vedete che in esso compaiono, in modo molto ordinato, i conti e le firme (quei timbri tondi) dei vari contabili responsabili della parte amministrativa dell'attivita'.
Il particolare della corda che tiene il tutto legato insieme:
E seppur con estremo ritardo, ci tenevo a farvi vedere anche il graditissimo regalo ricevuto inaspettatamente una mattina, verso fine dicembre, dall'Italia, e piu' precisamente dalla cara e generosa Valeria (Rumiko di Pazze Per il Bento)!
Guardate quante meraviglie mi ha mandato! Dolci e splendide meraviglie della sua regione, l'Abruzzo, piu' i mitici fondenti della Perugina:
Inutile dire che mi scoppiava il cuore di gioia, e che il suo pacco mi ha saputa far sorridere per tutta la giornata. Grazie, Valeria, grazie di cuore davvero!

14 commenti:

aerie ha detto...

Che belli quei dolci, sembra quasi un peccato mangiarli.

Anonimo ha detto...

Ma come fai a dormire con una maschera così paurosa dentro casa???

biancorosso ha detto...

Ciao Aerie :)
Hai ragione! Infatti, pensa...sono ancora confezionati! Mi dispiace troppo mangiarli!

Anonimo: io non la trovo per nulla paurosa. Questione di punti di vista!

Lùthien ha detto...

Ciao! Il Tuo blog è davvero carino!!!
Posso passare qualche volta a salutarTi quì?...
Grazie e complimenti ^.^
Ora mi faccio una scorpacciata dei Tuoi scritti!
Ciao!
Lùthien

biancorosso ha detto...

Ciao Luthiem,

Grazie di essere passata a trovarmi!! :)

Anonimo ha detto...

Ciao, volevo dirti che il tuo blog è INTERESSANTISSIMO, l'ho scoperto per caso e non mi perdo un tuo post! Le parti divulgative sul Giappone sono imperdibili. Bellissime anche le foto... ti invidio tantissimo la maschera!:-) Ciao, Lucia

Cristina ha detto...

Sono davvero deliziosi quei dolci, sembrano quelle piccole candele profumate di diverse forme che si comprano solitamente per la festa della mamma.
La maschera inizialmente non mi ha affascinata, ma riguardandola dopo aver letto la tua spiegazione devo dire che è molto interessante!
E ovviamente alla fine non poteva mancare un regalo tipico italiano!

biancorosso ha detto...

Ciao Lucia :)

Grazie dei complimenti, davvero. Per me e' sempre un vero piacere scrivere sapendo che poi ci sono persone che, come te, apprezzano. Grazie davvero!

Cristina, grazie della visita! :)
Torna presto a trovarmi!

Anonimo ha detto...

Ahaha incredibile... visito quotidianamente o quasi il tuo sito, affamata come sono di Giappone (grazie!) e scopro in foto le ferratelle che fanno qui da me, a pochissimi km da casa.
Ti auguro di assaggiare prima o poi anche quelle morbide ;)
Continua sempre con questo stile, come hai scritto nel post successivo, sono le emozioni e le sensazioni a trasmettere, non gli elenchi di azioni. Grazie ancora!
Elen

biancorosso ha detto...

Ciao Elen,

Grazie per essere venuta a trovarmi!

Davvero abiti a pochi km da dove fanno le ferratelle?? Ma e' incredibile!

Erano veramente ottime, e adesso che mi dici che ci sono anche quelle morbide..gnam..non vedo l'ora di assaggiarle al piu' presto!!

Grazie dei complimenti che mi fai perche' mi spronano a continuare a scrivere e a raccontare, pezzo per pezzo, questo Giappone.

Antaress ha detto...

Uuuuuu ma che meraviglia quei dolciniiiiiiiiii!!! Sono incredibili!!

Anonimo ha detto...

Sì sì, quel forno è vicinissimo (e comunque hanno una ditribuzione abbastanza massiccia)... ma io mangio quelle morbide di mamma :D
Credo che in ogni casa dell'aquilano ci sia un ferro per fare le ferratelle, poi ogni zona ha il suo modo di confezionarle (marmellata, cioccolata, etc...).
Chissà se nella grande Tokyo si trova -uhm- potrei inviarti la ricetta.

Sorrido al fatto che in genere sono io a sbavare di fronte al monitor leggendo il tuo blog :)
Elen

misaoli ha detto...

caspitina.. a me dispiacerebbe mangiarli perche sono cosi carini!
ma che sono solo zucchero? cioè non so se sai a cosa mi riferisco.. mi ricordano quei dolci che sono solo zucchero e stop.. presente le cosine che si prendono i bimbi piccoli, che sembra che lo possono mettere intorno al polso e mangiare poco a poco? o quelle 'caramelle' con sopra scritto cosine? mi ricorda quello... :O
ma com'era poi il sapore? ^^

un abbraccio!

diana

Erika - ChiccoDiRiso ha detto...

Ma quanti bei regali!
il brogliaccio è decisamente la cosa più preziosa che io abbia mai visto (escludendo i gioielli che comunque non hanno su di me lo stesso fascino!)
E' stupendo, pensi che si possa restaurare?
Sarebbe un peccato lasciare che si sfaldi e si perda!

Erika