venerdì, agosto 17, 2007

Nuovo latte di soia e riso al curry

Se leggete Biancorosso regolarmente, sicuramente ricorderete le mie recensioncine dedicate ai vari tipi di latte di soia aromatizzati.
Dopo aver provato quello al caffe' e malto, al maccha, al mirtillo, e alla banana, ho poi assaggiato questo che vedete nella foto, cioe' il latte di soia al sapore di yogurt all'arancia!
Eh?! Beh si, effettivamente come sapore e' un po' strano, forse anche perche' cerca di imitare il gusto di un prodotto derivato dal latte, come lo yogurt appunto.
E va precisato che qui s'intende il sapore di yogurt giapponese all'arancia che e' ben diverso da quello italiano. Vi verrebbe da pensare al sapore dello Yomo agli agrumi di Sicilia (il mio preferito! Solo a nominarlo mi brillano gli occhi), ma il gusto dello yogurt giapponese e' molto piu' delicato rispetto a quello italiano. Insomma, sono due cose sostanzialmente diverse.

Pero' mi e' piaciuto parecchio questo latte di soia, anche se i miei preferiti rimangono quello al caffe' e malto, e quello alla banana. Quest'ultimo, poi, e' delizioso!
Comunque sia, trovo che queste versioni aromatizzate del latte di soia siano un grande aiuto per tutti quelli che vorrebbero consumare maggiori quantita' di questo alimento, ma trovano leggermente ributtante quel sapore (e retrogusto) di fagioli.
L'unico difetto e' il contenuto di zucchero che non e' proprio trascurabile, specialmente se si e' a dieta. Sarebbe, quindi, interessante se venisse messo in commercio un latte di soia aromatizzato alla frutta ( o altro) ma senza zucchero, oppure dolcificato con fruttosio o altri edulcoranti naturali.

Ma cambiando discorso (o meglio, saltando di palo in frasca), era da un po' che volevo parlarvi del Karee Raisu! Di grazia, ma che cos'e', direte voi! Il Karee Raisu (curry rice) e' un piatto giapponese che fa parte della cucina nipponica contemporanea, e che vanta origini straniere.
La cucina giapponese moderna, al giorno d'oggi, non e' piu' soltanto costituita dai capisaldi del repertorio gastronomico di questo Paese, ma anche da molti piatti le cui origini possono essere di provenienza indiana, italiana, cinese, greca, ecc.

Dalla Cina, per esempio, sono state importate molte ricette che hanno subito, nel corso dei secoli, grandi cambiamenti fino a diventare piatti nazionali e completamente irriconoscibili nella loro terra d'origine. Un classico esempio di cio' sono i ramen.
Ma anche la pizza, vanto indiscusso del palcoscenico gastronomico italico, ha trovato qui in Giappone una nuova identita', tant'e' vero che per poter mangiare una vera pizza all'italiana bisogna andarsi a cercare, col lanternino, un localino gestito da qualche connazionale trapiantato qua nel Sol Levante.

La pizza giapponese molto probabilmente vi farebbe inorridire, ma questo perche' si e' adeguata ai gusti della gente del posto fino a non avere quasi piu' nulla di riconoscibile ai nostri occhi.
Ecco allora che trovate i tipici esempi di pizza con la maionese, con il mais, con le uova di salmone ecc. che tanto sbalordiscono gli stranieri, specialmente noi italiani, quando ne vediamo le perfette riproduzioni in plastica in bella vista nelle vetrine dei ristoranti.

Se mi concedete un briciolino di perfidia, persino gli americani trasecolano alla vista di tali pastrocchi, il che mi fa abbastanza ridere visto e considerato che la pizza negli States (quasi dappertutto, ma ci sono eccezioni) e' paragonabile ad un disco di gomma unto e bisunto, ricoperto di ogni sorta di orrore, dall'ananas alla carne tritata.

Ma le versioni giapponesizzate di certi cibi stranieri non devono per forza essere sinonimo di incubo e di orrore. Anzi, come ho gia' detto in precedenti articoletti, ho assaggiato pastasciutte favolose in umili ristorantini italiani gestiti da giapponesi che neanche a Torino a volte si trovano, specialmente nelle cosiddette trattorie sanguisughe dove ti rifilano le porcherie piu' immonde facendotele pagare come se fossero fatte d'oro.

E il riso al curry giapponese dimostra, appunto, che a volte fusion non fa sempre rima con confusion.
Il riso al curry e' di palesi origini indiane, ma e' stato modificato per soddisfare i palati nipponici.
Il Karee Raisu e' un piatto economico, velocissimo da preparare ed estremamente diffuso qui in Giappone, specialmente nelle famiglie.
Si tratta di un sughetto a base di curry, verdure varie (generalmente patate, carote e cipolle), con l'aggiunta facoltativa di carne tipo maiale o manzo.
Generalmente a Tokyo si preferisce usare il maiale, mentre in altre zone del Giappone, tipo Osaka o Kyoto, si preferisce l'uso del manzo.

Questo sughetto viene fatto cuocere e viene poi servito su un piatto con del riso al vapore.
Solitamente si mette il curry da una parte e il riso dall'altra, ma in certi posti servono il riso bianco cosparso di curry. Insomma, e' solo una questione di gusti.

Il sugo di curry si puo' preparare fresco, oppure esistono in commercio delle tavolette di curry concentrato che si usano a mo' di dado, e si fanno sciogliere dentro una pentola con un po' d'acqua calda, e il resto delle verdure e carne.
Ecco un esempio di queste tavolette che ho comprato di recente:
Queste tavolette sono molto economiche e permettono di preparare un pasto abbondante, il che va bene se si e' in tanti.
Di queste tavolette ne esistono moltissime marche, ma tutte quante hanno caratteristiche in comune, tipo ad esempio la gamma di sapori tra cui scegliere (manzo, maiale, ecc.) e un numero sulla confezione che indica, su una scala da 1 a 5, quanto piccante sara' la salsa.
Generalmente viro in direzione di tavolette marcate con l'1 o il 2, non di piu' altrimenti per me e' troppo piccante.

In alternativa alla preparazione casalinga del curry e alle tavolette, esistono i pacchetti gia' pronti di sugo; questi vanno semplicemente scaldati in un pentolino oppure nel microonde, e versati in un piatto assieme al riso.
Questa e' sicuramente la maniera piu' pigra, ma anche quella piu' comoda per quando non si dispone di tanto tempo (o voglia) per trafficare in cucina.

Il piu' delle volte uso le tavolette, ma ogni tanto ricorro anche alle bustine, specialmente in questa stagione visto che spesso e volentieri non mi viene voglia di spadellare e spentolare.
Un'ottima marca di queste bustine di sugo pronto e' la Bon Karee Gorudo 21, questa:
Ed ecco una bella ed invitante porzione di Karee Raisu che ho preparato di recente:
Nella maggior parte dei casi viene proprio servito cosi', facendo meta' sughetto e meta' riso.
E come capita per quasi tutti i piatti giapponesi di origine straniera, anche il Karee Raisu non si mangia con le bacchette ma con un semplice cucchiaio.
Ma da brava perfezionista della cucina qual io sono, non mi accontentavo di un normalissimo cucchiaio e sono andata a comprarmi quelli da curry, uno dei quali lo vedete raffigurato nella foto.
ITADAKIMASU!!

Non c'entra niente col curry, ma poco fa alla radio (ascolto Radio Veronica di Torino) ho appena sentito una stupidaggine, e volevo velocemente riportarvela: alla domanda di un ascoltatore riguardante l'oscillamento dei prezzi delle case, il conduttore di una trasmissione mattutina ha risposto dicendo che i fattori che influenzano tali fluttuazioni sono tanti, e quindi si tratta di un discorso lungo e complicato. E vabbe', fin qua nulla di strano, anche perche' la trasmissione era in chiusura per cui mancava il tempo materiale per affrontare doverosamente un argomento del genere, anche se sarebbe comunque interessante sapere perche' abbia deciso di leggere quella domanda sapendo che non c'era tempo. Boh. Domande senza risposta.
Ha concluso, pero' dicendo che l'andamento dei mutui negli Stati Uniti condiziona senz'altro il mercato immobiliare italiano, e che quindi i prezzi potrebbero diminuire, ma anche salire. Evviva la Fiera delle Ovvieta'.

Il conduttore ha voluto, inoltre, sottolineare quel potrebbero, dicendo che e' meglio usare il verbo al futuro in situazioni d'incertezza. Ah si? Ma da quando? Ma a parte questa sua teoria grandemente discutibile, da quando in qua potrebbero e' futuro?
Nella mia somma ignoranza ho sempre creduto fosse un condizionale.

E vabbe', probabilmente anche la grammatica italiana e' diventata un'opinione.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

wow all arancia ! io sn intollerante al lattosio quindi trovo nei negozi biologici prodotti di soia cm tofu e appunto anche il latte ma fin ora in italia ho trovato sl quello aromatizzato al cioccolato , fragola , vaniglia e banana ..cm hai detto tu li preferisco a quello semplice appunto perchè non si sente troppo il retrogusto d fagioli! all arancia mi piacerebbe proprio provarlo prima o poi ! adoro gli agrumi! ( e lo yomo ahhaha) ! sn una fan anche del curry anche se lo cucino in maniere un po diversa dalla classica giapponese ! per quando riguarda la pizza beh io all estero spesso la trovo cn il ketchup e una solta di simil formaggio giallastro quind le uova di salmone sarebbero un lusso !!! I tuoi articoletti sui cibi e prodotti giapponesi sn interessantissimi cm sempre
un saluto dall italia ;)
Nana

Uva ha detto...

oh, Mari, che ridere! (ridere triste). mi riferisco alla radio. io è da un sacco di tempo che raccolgo le inesattezze dei presunti "professionisti" di tv e mezzi di comunicazione. ti trascrivo l'ultima...

telefilm italiano (non chiedermi quale, l'ho beccato di striscio e dopo questa "perla" ho girato).
un imprenditore agricolo cerca di corrompere un "potente" con regali di vario tipo. il vino, il formaggio, ecc.
il potenete gli chiede anche dell'olio. e quello "si, si, anzi, guardi, glielo spremo io direttamente con i miei piedi!"
L'OLIO???? CON I PIEDI???? QUELLA E' L'UVA!!!!!!!